Il Coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari, diretto da Massimo Fiocchi Malaspina si esibisce a Cagliari in In-Canto per “Rotte Sonore 2026”

Venerdì 6 novembre e sabato 7 novembre, sempre alle 17, nel Teatro Carmen Melis, ridotto del Teatro Lirico di Cagliari, è in programma un appuntamento musicale straordinario, intitolato In-Canto, che propone un brillante e coinvolgente concerto interamente dedicato a celebri e popolari pagine musicali corali d’ispirazione religiosa e a brani sacri nell’interpretazione del Coro femminile del Teatro Lirico di Cagliari diretto da Massimo Fiocchi Malaspina. L’accompagnamento al pianoforte è di Riccardo Pinna.

Il Teatro Lirico di Cagliari, con questa nuova proposta culturale denominata Note d’argento: il Lirico per la Grande Età, prosegue una serie di appuntamenti, inseriti nella rassegna musicale “Rotte Sonore 2026”, e rivolti appunto alla “Grande Età” (residenze per anziani, circoli, associazioni, UniLiber – Università del Tempo Libero).

Il concerto viene eseguito in anteprima, mercoledì 4 novembre alle 17.30, nell’Aula Magna del Rettorato di Cagliari (Palazzo Belgrano, via Università 40, Cagliari), quale primo appuntamento della collaborazione avviata tra Teatro Lirico di Cagliari e Università degli Studi di Cagliari e tesa ad un impegno reciproco di promozione, sviluppo e sostegno delle due istituzioni culturali.

Lo spettacolo ha una durata complessiva di 60 minuti circa e non prevede l’intervallo.

Prezzi biglietti (spettacoli 6-7 novembre): € 10 (posto unico numerato).

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta lunedì, martedì, mercoledì e sabato dalle 9 alle 13, giovedì e venerdì dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell’inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. È chiusa, invece, i giorni festivi e i lunedì successivi alle domeniche di spettacolo. Biglietteria online: www.vivaticket.com.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@liricocagliari.it, www.liricocagliari.it. Servizio promozione culturale: educational@liricocagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.

La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.liricocagliari.it.

Massimo Fiocchi Malaspina – Direttore e maestro del coro

Nato a Novara, ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, dove si è diplomato in Musica corale e Direzione di coro, in Composizione e in Pianoforte e al Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, dove ha conseguito il diploma in Direzione d’orchestra. Si è inoltre perfezionato in Direzione d’orchestra all’Accademia musicale pescarese sotto la guida di Donato Renzetti. Dal 2016 al 2024 ha collaborato con il Teatro Regio di Parma alternando mansioni di Maestro del coro, Altro maestro del coro e Direttore musicale di palcoscenico per le produzioni della Stagione lirica e del Festival Verdi. Nello stesso Teatro nel 2020 ha fondato il Coro di voci bianche che ha diretto fino all’autunno 2025. Ha collaborato con As.Li.Co. in qualità di Maestro del coro dal 2017 al 2026 per le stagioni di OperaLombardia, di Maestro del coro di Voci bianche del Teatro Sociale di Como e, dal 2023 al 2026, come Maestro del coro 200.com. Collabora con As.Li.Co. dal 2023 come rielaboratore musicale per le OperaDomani, progetto rivolto a decine di migliaia di studenti delle scuole primarie, e nel 2025 ha diretto, per circa 150 recite in Italia, la propria trascrizione di Falstaff. Ha collaborato con il Teatro Comunale di Piacenza in qualità di Direttore musicale di palcoscenico, con il Ravenna Festival e con Macerata Opera Festival in qualità Maestro del coro. Nel 2026 ha collaborato con il Teatro Lirico di Cagliari come Maestro del coro per le produzioni Nona Sinfonia di Beethoven, Lucrezia Borgia e i concerti Chorus Line e con il Teatro Massimo Bellini di Catania per tutte le produzioni a partire dal febbraio 2026. Dal 2022 è Maestro del Coro Sinfonico di Milano (ex La Verdi) e con questa compagine ha preparato il coro per le sinfonie di Mahler, innumerevoli edizioni della Nona di Beethoven (anche presso la KKL di Lucerna), del Requiem di Verdi (anche al Concertgebow di Amsterdam), dei Carmina Burana di Orff (anche nella stagione dell’Orchestra Rai), per War Requiem di Britten, Oedipus Rex di Stravinsky, Deutches Requiem di Brahms e per molti altri titoli sinfonico corali. È Maestro del coro dell’Opera di Parma con il quale è stato invitato numerose volte presso la KKL di Lucerna e la Tonhalle di Zurigo. In qualità di direttore d’orchestra ha più volte diretto all’interno delle rispettive stagioni l’Orchestra Sinfonica di Milano, I Pomeriggi musicali e l’Orchestra di Padova e del Veneto. In ambito non teatrale si occupa degli arrangiamenti corali per il programma televisivo “Fratelli di Crozza”, ha collaborato con il Clan Celentano per l’animazione “Adrian” ed è stato il professore di canto corale nel docu-reality “Il Collegio 2” in onda su RAI2. È stato ideatore e amministratore di OnTheatre.tv, la prima piattaforma on demand interamente dedicata al teatro e sviluppata durante il lockdown della primavera 2020. Laureato in Filosofia all’Università di Lugano, ha affiancato all’attività musicale studi medici all’Università degli Studi di Milano. Ha vinto diversi premi in concorsi di musica da camera e corale (in duo con il baritono Niccolò Scaccabarozzi e con il coro Le voci del Mesma) e in concorsi letterari.

Coro del Teatro Lirico di Cagliari

Protagonista di un’importante attività che, a partire dal dopoguerra, lo ha portato ad eseguire oltre cento titoli di lirica, si qualifica anche per la capacità di affrontare il repertorio sinfonico. Ha avuto tra i suoi direttori Bonaventura Somma, Roberto Benaglio, Giorgio Kirschner e, in anni recenti, è stato diretto dal 1997 al gennaio 2005 da Paolo Vero, dal giugno 2005 al dicembre 2007 da Andrea Faidutti, dal gennaio 2008 al dicembre 2011 da Fulvio Fogliazza, dal gennaio 2012 al novembre 2014 da Marco Faelli, dal dicembre 2014 al luglio 2017 da Gaetano Mastroiaco, dal settembre 2017 al settembre 2020 da Donato Sivo, dal settembre 2020 all’agosto 2026 da Giovanni Andreoli e dal settembre 2026 da Massimo Fiocchi Malaspina. La disponibilità e la capacità di interpretare lavori di epoche e stili diversi in lingua originale sono caratteristiche che lo hanno reso tra le compagini più duttili ed apprezzate da direttori d’orchestra e registi. Il complesso ha avuto particolare cura per le opere di compositori del Novecento, tra cui Le Roi David di Honegger, Stabat Mater di Poulenc, Assassinio nella cattedrale di Pizzetti, Sinfonia di Salmi di Stravinskij, Coro di morti di Petrassi, La visita meravigliosa di Rota, Stabat Mater di Szymanowski. Tra le interpretazioni delle ultime stagioni hanno particolare rilievo il Te Deum di Berlioz con la direzione di Gabor Ötvös, la Seconda Sinfonia di Mahler con Alun Francis, il Requiem e la Messa dell’Incoronazione di Mozart con Ton Koopman, il Requiem di Cherubini diretto da Frans Brüggen, il Requiem tedesco di Brahms e La Creazione di Haydn con Gérard Korsten, la Passione secondo Giovanni e la Passione secondo Matteo di Bach con Peter Schreier, le opere Sebastian, tratta da Le martyre de Saint-Sébastien di Debussy (prima produzione italiana), con la direzione di Georges Prêtre, Čerevički di Čajkovskij diretta da Gennadi Rozhdestvensky. Negli anni scorsi ha collaborato con registi quali Dario Fo, Beni Montresor, Stefano Vizioli, Lorenzo Mariani, Filippo Crivelli, Luca Ronconi, Hennings Brockhaus, Alberto Fassini, Denis Krief, José Carlos Plaza, Stephen Medcalf, Pier Luigi Pizzi, Graham Vick. Sotto la guida di Lorin Maazel ha eseguito con successo la Nona Sinfonia di Beethoven nel 1999, e l’anno successivo in un’apprezzata versione multimediale. Nel 2002 il Coro, insieme all’Orchestra del Teatro Lirico, ha rappresentato l’Italia nell’ambito della rassegna Italienische Nacht, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Particolarmente apprezzate sono state, inoltre, le esecuzioni della Liturgia di San Giovanni Crisostomo di Čajkovskij e il Vespro in memoria di S. Smolenskij di Rachmaninov. Nel giugno 2003 ha eseguito, con la New York Philharmonic diretta da Lorin Maazel, brani da Porgy and Bess di Gershwin. Per la casa discografica Dynamic ha inciso Die Feen di Wagner, Dalibor di Smetana, (premiate, rispettivamente, da “Musica e Dischi” quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da “Opéra International” col “Timbre de Platine” – gennaio 2001), Čerevički di Čajkovskij, Die ägyptische Helena di Richard Strauss, Goyescas di Granados e La vida breve di De Falla, la Passione secondo Giovanni di Bach, Euryanthe di Weber, Opričnik di Čajkovskij, Alfonso und Estrella di Schubert, Hans Heiling di Marschner, Chérubin di Massenet, Die Vögel di Braunfels, Lucia di Lammermoor di Donizetti. È in preparazione l’edizione discografica di A Village Romeo and Juliet di Delius. Per la Rai ha registrato, nel 1998, La Bohème (con Andrea Bocelli nel ruolo di Rodolfo), trasmessa in tutto il mondo, e, nel 2003, Don Pasquale (edito in dvd da Rai Trade).

Riccardo Pinna – Pianoforte

Algherese, figlio d’arte, inizia lo studio del pianoforte a sei anni sotto la guida di Roberto Neri e a otto viene ammesso al Conservatorio di Musica “Luigi Canepa” di Sassari, nella classe di Giovanni Baffero. Prosegue gli studi sotto la guida di Andrea Ivaldi, Mariano Meloni e Leonardo Nicassio. Nel 2019 si diploma, con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio di Sassari e, nel 2022, consegue la laurea specialistica di maestro collaboratore, con lode e menzione, al Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” di Genova, discutendo una tesi sui dialetti e sulle lingue minoritarie nell’opera e nella musica vocale da camera italiana. Ha seguito corsi di perfezionamento pianistico, direzione corale e prassi operistica con maestri quali: Norma Fisher, Bruno Canino, Yuri Didenko, Alessandro Corbelli, Franca Floris. Nel 2025 è stato maestro del coro per la produzione di Otello di Verdi che ha inaugurato la Stagione lirica del Teatro Lirico di Cagliari e per il concerto di fine anno “Sardinia meets Qatar: il canto dei due mari”. Attualmente è assistente del maestro del coro Giovanni Andreoli e maestro collaboratore di sala per la preparazione dell’attività del Coro del Teatro Lirico di Cagliari. In ambito operistico ha collaborato con diversi teatri in Italia, quali Coccia di Novara, Opera Giocosa di Savona, Rendano di Cosenza, in qualità di maestro del coro, maestro collaboratore di sala, palcoscenico e luci. È pianista accompagnatore in masterclass di canto con Gabriella Ravazzi, Fabio Armiliato, Marco Camastra e, dal 2021, è fra i maestri collaboratori degli stage internazionali di Spazio Musica a Orvieto. Svolge intensa attività concertistica musicale sia in Italia che all’estero (Catalogna, Perù, Cina, Francia), sia da solo che con diversi artisti nazionali e internazionali (Franca Masu, Rosa Zaragoza, Mireia Vives, Borja Penalba, Montse Castellà, Il Volo, Daniele Di Bonaventura, Gabriele Mirabassi, Marcello Peghin, Giulio Francesconi, Gino Zambelli, Ignazio Chessa, Accademia Vocale di Genova). Il suo repertorio spazia dalla musica classica e antica a quella moderna, popolare e contemporanea.

AQUAGRANDA RITORNA ALLA FENICE DIECI ANNI DOPO

Mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 17 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Venezia del 4 novembre 1966, ritorna – in video- l’opera lirica “Aquagranda”, dedicata a quello storico evento, che inaugurò la stagione lirica 2016-2017 del teatro veneziano, ebbe nove repliche tutte esaurite (più due rappresentazioni speciali per le scuole), e nel 2017 vinse il Premio Franco Abbiati, per la miglior opera contemporanea, in virtù “dell’esito eccellente dello spettacolo che con numerose e affollate recite ha rivelato una forte capacità di comunicazione civile e di coinvolgimento emotivo”.

L’opera, un “dramma per musica in un atto”, è tratta dal libro omonimo che racconta l’alluvione di Venezia, firmato dal giornalista e scrittore veneziano Roberto Bianchin (quattro edizioni in trent’anni, l’ultima, del 2026, è di Betti Editrice), al quale si deve anche il libretto, per la cui stesura in versi gli venne affiancato il poeta Luigi Cerantola. La musica fu affidata al compositore Filippo Perocco, la regia a Damiano Michieletto, la direzione dell’orchestra a Marco Angius. Le scene erano di Paolo Fantin (spettacolare l’inondazione del palcoscenico con tremila e cinquecento litri d’acqua), i costumi di Carla Teti. Le luci di Alessandro Carletti, i suoni di Davide Tiso, i video di Carmen Zirmermann e Roland Horvath, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi.

Ad alternarsi nei panni dei personaggi, tra cui i pescatori dell’isola di Pellestrina dove cominciò l’alluvione e dove l’opera è ambientata, i cantanti Andrea Mastroni, Francesco Milanese, Mirko Guadagnini, Paolo Antognetti. Giulia Bolcato, Livia Rado, Silvia Regazzo, Valeria Girardello, Armando Gabba, Vincenzo Nizzardo, William Corrò, Tommaso Barea, Marcello Nardis, Christian Collia.

La proiezione straordinaria di Aquagranda nelle Sale Apollinee della Fenice, che si inserisce nel quadro delle manifestazioni cittadine per i 60 anni dall’alluvione, ed è resa possibile dalla preziosa collaborazione con Jean-Romain Sales di Oxymore Productions, la società francese detentrice dei diritti video, sarà così l’occasione di rivedere un’opera entrata nel cuore dei veneziani ma rimasta un “unicum” non più rappresentato data la sua complessità tecnica, e di farla conoscere a chi non aveva avuto occasione di farlo.

ROMEO E GIULIETTA IN ARENA PER IL FESTIVAL 2027

IL BALLETTO CON ORCHESTRA TORNA IN ANFITEATRO DOPO 34 ANNI

Nicoletta Manni e Timfoej Andrijashenko protagonisti del capolavoro di Prokof’ev, nella nuova coreografia di Manuel Legris.
Scene di Franco Zeffirelli, dai bozzetti disegnati per la prosa al Teatro Romano nel 1964, e costumi di Maurizio Millenotti

Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza, il mito senza tempo che Shakespeare ha consegnato all’eternità e che ha reso Verona celebre nel mondo. Come l’Arena, simbolo universale della città e palcoscenico di un Festival centenario. Due icone, un’unica vocazione internazionale, che nell’estate 2027 si incontreranno in un progetto d’eccezione, affidato alla visione e al talento di grandi maestri e protagonisti della cultura italiana.

Fondazione Arena di Verona ha scelto la celeberrima creazione musicale di Prokof’ev per riportare il grande balletto nella sua forma completa in Anfiteatro per l’Opera Festival 2027 dopo 34 anni. Con le étoile della danza e un nuovo grande allestimento che prenderà vita dai bozzetti di Franco Zeffirelli, disegni ritrovati al Museo Zeffirelli dall’omonima Fondazione realizzati per il tour shakespeariano di prosa partito proprio dal Teatro Romano di Verona nel 1964. Dal 18 giugno 2027, il balletto Romeo e Giulietta sarà in scena per quattro imperdibili serate, una di queste accessibili e novità del progetto Arena per Tutti 2027.

Il conto alla rovescia è partito. Gli spettacoli di balletto in forma completa mancano in Anfiteatro dal 1993, quando andò in scena Spartacus. Romeo e Giulietta fu proposto negli anni 1955, 1971, 1982 e 1991, oltre a due edizioni al Teatro Romano e al Filarmonico nel 1998 e 1999. Grande spazio alla danza negli ultimi anni. Dopo il successo di Zorba il greco, che Fondazione Arena ha portato per quattro estati al Teatro Romano, e le produzioni di balletto al Filarmonico, tra cui Il Lago dei cigni, Jeu de cartes, Pinocchio e Lo Schiaccianoci, in programma tra un anno, Fondazione Arena riporta la grande tradizione del balletto in Arena.

A firmare la produzione sarà il coreografo Manuel Legris, già étoile parigino scelto da Nureyev in persona, quindi direttore del Wiener Staatsballett per dieci anni e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano per altri cinque.

Protagonisti sulle punte, insieme al Ballo areniano coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, due stelle internazionali di oggi, coppia nell’arte e nella vita: Nicoletta Manni e TImofej Andrijashenko, rispettivamente Étoile e Primo Ballerino del Teatro alla Scala. Entrambi devono molto proprio a questo titolo: nel 2022, in un’Arena gremita per la serata Roberto Bolle and Friends, dopo aver interpretato la scena del balcone dal balletto di Prokof’ev, si sono promessi in matrimonio in una proposta a sorpresa con standing-ovation del pubblico in Anfiteatro.

Di assoluto valore sarà l’allestimento. L’immenso palcoscenico sotto le stelle e i gradoni millenari dell’Arena vedranno l’inedita ricostruzione dei bozzetti di Franco Zeffirelli realizzati per lo spettacolo di prosa Romeo e Giulietta messo in scena al Teatro Romano di Verona nel 1964. Un soggetto che il Maestro fiorentino affrontò in modo rivoluzionario nella prosa e nel cinema, prima nel 1960, conquistando con azione e realismo l’Old Vic londinese e la scena shakespeariana dell’epoca (consacrando, tra l’altro, la stella nascente Judi Dench), poi rinnovando l’impianto per il Teatro Romano di Verona nel ’64, come prima tappa di una tournée internazionale di due anni (protagonisti due giovani Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri), infine immortalando la propria lettura, fra tenerezza, gioventù e sontuosità, nel film del 1968 con Olivia Hussey e Leonard Whiting. Una concezione del classico shakespeariano non come banco di prova estetico ma come teatro vivo e palpitante che cambiò per sempre il modo di fare teatro nel Regno Unito e non solo, sbalordendo -e conquistando- pubblico e critica. Una bellezza a servizio del dramma, che tornerà più volte nel decennio che Zeffirelli dedicò alla prosa (gli anni ’60), accarezzato decenni dopo per un ritorno alle scene, tra la gente, mai realizzato, nemmeno nelle numerose creazioni che tra ‘800 e ‘900 hanno portato ad importanti opere e balletti.

Grazie al sostegno della Fondazione Zeffirelli, che ha messo a disposizione bozzetti e disegni inediti per il balletto e l’Arena, e alla collaborazione dello scenografo Carlo Centolavigna, Fondazione Arena realizzerà la Verona mitica e rinascimentale del Maestro fiorentino, tra scorribande giovanili e scorci monumentali, esattamente nella città immaginata da Shakespeare, e in quell’Anfiteatro che Zeffirelli dal 1995 non ha smesso di amare, ricambiato da milioni di spettatori da tutto il mondo.

I costumi saranno firmati da un altro maestro di oggi, Maurizio Millenotti, pluripremiato costumista per il teatro e il cinema, frequente collaboratore di Franco Zeffirelli per le sue ultime creazioni d’eccellenza e ampio respiro (come Don Giovanni e La Traviata per l’Arena) che si è dedicato alla danza in poche, selezionatissime, occasioni.

La musica sarà eseguita dal vivo, nel golfo mistico, dall’Orchestra di Fondazione Arena. Tra le centinaia di declinazioni artistiche del soggetto shakespeariano, il balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev è oggi tra le vette della storia della musica, oltre che della danza. Note immortali, che uniscono ritmi accentuati, timbri iridescenti, effetti sorprendenti e slanci melodici di seducente lirismo e che ne fanno, anche in sede di concerto con le tre diverse suite che ne trasse il compositore, atteso banco di prova per esecutori e direttori.

Sergej Prokof’ev (1891-1953) lo compose agli albori di una nuova fase della propria carriera di autore-pianista-direttore, ex avanguardista al limite del provocatorio, allora alla ricerca di uno stile più melodico, come provano il Secondo concerto per violino e orchestra e la favola in musica Pierino e il lupo, per citare due dei titoli ancora oggi più frequenti nel repertorio internazionale. Compositore richiestissimo a livello internazionale, Prokof’ev, già alla ricerca di un soggetto lirico, ricevette la proposta dal Teatro di San Pietroburgo, non ancora Kirov, divenuta poi una commissione vera e propria dal Bol’šoj di Mosca. Nonostante la partitura fosse già terminata nel 1935, il debutto fu più volte rimandato perché all’epoca i ballerini “non erano abituati a musica di tal genere, anzi, ne avevano persino timore” come testimoniò la leggendaria Galina Ulanova, celebre proprio come prima protagonista del titolo. Il successo per questo balletto in quattro atti arrise a Prokof’ev abbastanza tardivamente, dato che il debutto avvenne solo nel 1940 e dopo una prima edizione a Brno, ben lontano dai riflettori dell’arte russa, peraltro tenuta sotto controllo e censura dal regime sovietico.

La partitura di Prokof’ev, eseguita integralmente dal vivo all’Arena di Verona, rappresenta dunque un’opportunità imperdibile anche per gli appassionati di musica, oltre che per quelli del balletto classico e della danza in generale.  

Dopo l’atteso debutto del 18 giugno 2027, Romeo e Giulietta replicherà per altre tre serate, il 26 giugno, il 15 luglio, il 20 agosto.

Romeo e Giulietta sarà accessibile. Lo spettacolo del 15 luglio sarà infatti inserito nel calendario della quinta edizione di Arena per Tutti, il progetto di accessibilità voluto da Fondazione Arena con l’Accessibility Partner Müller che permette alle persone con disabilità cognitive e sensoriali di fruire di una serata di spettacolo in Arena grazie a supporti dedicati quali libretti di sala accessibili, schede delle opere semplificate in Easy to Read, sottotitoli, audiodescrizioni e speciali percorsi pre-spettacolo, come quello danza inaugurato con successo nel 2026.

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è solo uno dei titoli della ricca stagione 2027, che si aprirà con una serata-evento straordinaria l’11 giugno. Saranno cinque le produzioni d’opera, con il ritorno degli spettacoli più recenti della storia del Festival nel segno di Verdi. Ci sarà La Traviata firmata da Paul Curran e realizzata in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, il Nabucco ‘atomico’, tecnologico e simbolico secondo il poliedrico Stefano Poda. Tornerà naturalmente Aida in duplice veste: l’allestimento storico di Gianfranco de Bosio, ispirato alla prima produzione areniana 1913, e l’edizione ‘di cristallo’ creata per il centesimo Festival da Stefano Poda. Tornerà anche Carmen di Bizet nel sontuoso allestimento di Franco Zeffirelli, spettacolo da record amato in tutto il mondo. Nell’estate areniana sotto le stelle, non mancheranno i gala e le serate-evento: proprio con il meglio della danza mondiale tornerà Roberto Bolle and Friends eccezionalmente in doppia data, l’8 e il 21 luglio, in coproduzione con ARTEDANZAsrl. Così come le celeberrime Quattro stagioni nello spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio il 24 agosto e i virtuosismi del nuovissimo Paganini Paradise il 25 agosto. La stella dell’opera Jonas Kaufmann rinnoverà il suo legame con l’Arena in un gala l’8 agosto, mentre il 29 agosto torneranno i Carmina Burana di Orff con grande organico di orchestra, coro e voci bianche.

I biglietti per ogni data sono già in vendita sul sito arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, nelle Biglietterie dell’Arena e nella rete vendita Vivaticket.

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è stata presentata questa mattina all’interno del Cortile della Casa di Giulietta.

Marta Ugolini, Assessora a Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Verona: “Desidero esprimere grande soddisfazione per questo annuncio speciale, oggi, qui nel cortile della Casa di Giulietta. Ringrazio i comproprietari, insieme a Fondazione Atlantide e alla Direzione dei Musei Civici, per il supporto e il lavoro svolto per la riorganizzazione di questi spazi. Le stanze della casa di Giulietta ospitano tuttora il letto e i costumi originali del film di Franco Zeffirelli. È il momento di compiere un ulteriore passo in avanti con contenuti capaci di arricchirne il significato. Per questo sarà una enorme orgoglio veder tornare in Arena il balletto. Manca da 34 anni, significa che ci sono intere generazioni che non l’hanno mai visto in anfiteatro. Grazie a Fondazione Arena per aver lanciato il cuore oltre l’ostacolo e aver programmato questo Romeo e Giulietta”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Il ritorno del balletto in Arena è qualcosa che abbiamo fortemente voluto da sempre. Ci è voluto un po’ di tempo, dal doloroso taglio del Corpo di Ballo negli anni del piano risanamento di Fondazione, prima dell’attuale direzione. Gradualmente, dal Teatro Romano al Teatro Filarmonico, abbiamo proposto i primi titoli, e il pubblico ha risposto positivamente, con fiducia ed entusiasmo. E abbiamo desiderato fare il grande passo, per il pubblico e per chi danza, perché tutti potessero vivere la magia del balletto completo anche in Arena. Sotto l’astro di Zeffirelli, che ha amato così tanto l’Arena, e che a Verona è immensamente amato anche oggi”.

Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona: “La nostra produzione artistica è anche veicolo di valori. E oggi ne celebriamo uno su tutti: l’amore. Quello di centinaia e migliaia di ragazzi che iniziano la loro giornata alla sbarra. Ogni passione artistica è sacrificio, ma la danza in particolar modo. L’amore di Manuel Legris che a 16 anni inizia a ballare all’opera di Parigi, e ne diventa étoile, e poi, oggi, uno dei maggiori coreografi internazionali. L’amore di Franco Zeffirelli per l’Arena, a cui ha lasciato sette produzioni. L’amore di Pippo Zeffirelli che ne porta avanti l’eredità. L’amore per il Maestro, di Carlo Centolavigna e Maurizio Millenotti, che mantengono viva la vera tradizione italiana della creazione per il teatro, nella scenografia e nel costume. E l’amore di Fondazione Arena che ha voluto tutto questo per gli spettatori”

Manuel Legris, coreografo della nuova produzione di Romeo e Giulietta in Arena: “Sono molto onorato di essere qui e partecipare a questo progetto, ritrovando il ballo in Arena. Conosco bene, perché le ho danzate e coreografate, le versioni di Nureyev e di MacMillan. Questa sarà una nuova versione speciale. Anche se non sarà facile trovare il modo giusto per l’unicità dello spazio dell’Arena, l’ispirazione in questa città arriva subito. Sarà un progetto fantastico, e farò del mio meglio.”

Pippo Zeffirelli, figlio di Franco e Presidente della Fondazione omonima: “Tutto ebbe inizio con l’opera: Zeffirelli fu chiamato al Covent Garden di Londra per Cavalleria rusticana. Creò qualcosa di unico e che ebbe enorme successo. Da lì, la direzione dell’Old Vic, teatro shakespeariano per eccellenza, fu così colpita da offrirgli tre produzioni, tra cui Romeo e Giulietta, un’operazione rischiosa e complicata, con attori giovanissimi, che pure ebbe successo e fece scuola. Nel ‘64 va in scena al Teatro Romano di Verona e poi in tour in Italia e all’estero. Nel 1965 Verona gli chiese una versione per balletto, che non andò mai in porto, e arrivò il film. Da lì provengono i disegni e appunti che abbiamo trovato nel grande archivio della Fondazione a Firenze.”

Carlo Centolavigna, scenografo: “Lavorare con il Maestro non è stato facile ma lo ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato in quarant’anni di collaborazione. Per questo allestimento, siamo partiti dagli studi che Zeffirelli aveva fatto e siamo lavorando per adattarli al più ampio palcoscenico dell’Arena, uno spazio enorme e unico, per un impianto colossale che lasci però il giusto spazio al balletto e ai movimenti dei danzatori. Sarà una bella scommessa”.

Maurizio Millenotti, costumista della nuova produzione: “Ho conosciuto Franco Zeffirelli alla Scala e da lì non ci siamo più lasciati. Una collaborazione durata tantissimo, per il teatro e per il cinema. Sono felice di tornare all’Arena, e sto già lavorando ai costumi. Ho avuto l’opportunità di lavorare a tanti balletti, anche proprio al fianco di Zeffirelli, sono pronto e allenato”.

Nicoletta Manni, Étoile del Teatro alla Scala, interprete di Giulietta: “Mi sento molto coinvolta in questo progetto: grazie per aver creduto nella danza e per aver voluto riportare il balletto in Arena. Essere parte di tutto questo, in un luogo che per me e per noi è magico, con questi meravigliosi artisti al tavolo, è davvero emozionante, un momento storico indimenticabile e uno dei più importanti del mio percorso. Un’operazione tanto attesa che oggi, qui, mi sembra trovi compiutamente senso”.

Timofej Andrijashenko, Primo Ballerino del Teatro alla Scala, interprete di Romeo: “Oggi la parola più ricorrente è stata ‘amore’: una parola importantissima, ancora più carica di significato in questo luogo speciale, in questa città a cui siamo tanto affezionati. Siamo felici di far parte di questo grande progetto e lavorare con questi maestri è un’occasione di crescita ulteriore. L’amore che in questa città si sente per l’Arena è palpabile, e dietro le quinte si sente di far parte di una squadra. Tutto questo è ammirevole e importante quando si vogliono fare progetti così ambiziosi”.

Biglietterie

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800 51 51

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket

104° Arena di Verona Opera Festival 2027

11 giugno – 11 settembre

Evento inaugurale

11 giugno ore 20.30

Aida di Giuseppe Verdi

edizione 1913 | Regia Gianfranco de Bosio

12 giugno ore 21.30

19, 24 giugno ore 21.15

4, 11, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 7 agosto ore 21.00

Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev

nuova produzione

Coreografia Manuel Legris | Scene Franco Zeffirelli

18 giugno ore 21.30

26 giugno ore 21.15

15 luglio ore 21.15

20 agosto ore 21.00

La Traviata di Giuseppe Verdi

Regia Paul Curran | Scene Juan Guillermo Nova

25 giugno ore 21.15

3, 10, 16, 22, 31 luglio ore 21.15

14, 26 agosto ore 21.00

4, 11 settembre ore 21.00

Carmen di Georges Bizet

Regia e scene Franco Zeffirelli

2, 9, 17, 24, 30 luglio ore 21.15

6, 13, 19, 27 agosto ore 21.00

5, 10 settembre ore 21.00

Roberto Bolle and Friends

in coproduzione con ARTEDANZAsrl

8, 21 luglio ore 21.30

Nabucco di Giuseppe Verdi

Regia e scene Stefano Poda

29 luglio ore 21.15

5, 15, 21 agosto ore 21.00

3, 9 settembre ore 21.00

Jonas Kaufmann in Opera 2027

8 agosto ore 21.15

Aida di Giuseppe Verdi

edizione 2023 | Regia e scene Stefano Poda

12, 22, 28 agosto ore 21.00

2, 8 settembre ore 21.00

Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert

In coproduzione con Balich Wonder Studio

24 agosto ore 21.30

Paganini Paradise Superlive Immersive Concert

In coproduzione con Balich Wonder Studio

25 agosto ore 21.30

Carmina Burana di Carl Orff

29 agosto ore 21.30

Sabato 31 ottobre, alle ore 19.30, presso la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca si terrà il concerto “Pallido il sole a Bologna”.

“Pallido il Sole a Bologna”: dal taccuino di Charles Burney l’incontro con Farinelli, Padre Martini e la riscoperta del genio di Domenico Scarlatti

Sandro Cappelletto introdurrà il pubblico nella Bologna musicale del Settecento, sulle tracce dell’incontro tra Charles Burney, Farinelli e Padre Martini e della musica di Domenico Scarlatti. Protagonisti del concerto saranno Nicolò Balducci, Sofya Gandilyan e Federica Del Gaudio.

La Bologna dei Lumi è la nuova tappa del viaggio di Charles Burney in Italia, protagonista del concerto “Pallido il sole a Bologna: Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica e Domenico Scarlatti” in programma Sabato 31 Ottobre alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e presentato in anteprima Venerdì 30 Ottobre nella Sala Consiliare di Andria.  Attraverso il racconto di Sandro Cappelletto, il pubblico ripercorrerà il celebre incontro di Charles Burney con il cantante Farinelli e con Padre Martini, avvenuto nella storica sede dell’Accademia Filarmonica di Bologna nell’agosto del 1770. A dare voce e suono a questa pagina di storia musicale saranno il controtenore Nicolò Balducci, insieme alle musiciste Sofya Gandilyan al clavicembalo e Federica Del Gaudio al violoncello.

Nel suo viaggio attraverso l’Italia, Charles Burney si fermò a Bologna, luogo nevralgico per la vita musicale europea del Settecento e centro di importante scambio culturale, dove la tradizione universitaria incontrava le nuove idee dell’Illuminismo e del progresso scientifico.

Qui, nella biblioteca dell’Accademia Filarmonica, istituzione musicale tra le  più autorevoli d’Europa, il viaggiatore inglese conobbe Carlo Broschi, ormai ritiratosi dalle scene e noto a tutti come Farinelli (1705-1782), e Padre Giovanni Battista Martini (1706-1784), compositore, teorico e studioso di straordinaria erudizione. Il loro incontro e le testimonianze di Farinelli rievocarono anche l’esperienza artistica di Domenico Scarlatti (1685-1757), clavicembalista e compositore scomparso alcuni anni prima. I fortuiti momenti condivisi da Burney con queste iconiche personalità del periodo, restituiscono il ritratto di una stagione irripetibile, in cui le vicende personali dei protagonisti sono profondamente intrecciate con la storia musicale europea. Il programma di “Pallido il sole a Bologna. Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica e Domenico Scarlatti” propone un percorso tra le sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti e le arie d’opera di Riccardo Broschi (1698-1756), Nicola Porpora (1686-1768), Egidio Romualdo Duni (1708-1775) e Johann Adolf Hasse (1699-1783), ricostruendo così le diverse espressioni musicali dell’epoca. Si tratta di un concerto che dà nuova voce al dialogo avvenuto tra Burney, Farinelli e Padre Martini, accostando il virtuosismo vocale del melodramma settecentesco alla raffinatezza della scrittura strumentale di Scarlatti e restituendo la ricchezza e la varietà della musica dell’epoca. Protagonisti della serata saranno il controtenore Nicolò Balducci, accompagnato al clavicembalo da Sofya Gandilyan e al violoncello da Federica Del Gaudio.

Attraverso questo appuntamento, la Fondazione Paolo Grassi prosegue il percorso sulle tracce di Charles Burney, riscoprendo luoghi, protagonisti e vicende che hanno contribuito a plasmare la cultura musicale del Settecento. Un viaggio che, attraverso la musica e il racconto, invita a guardare al passato non come a una memoria lontana, ma come a un patrimonio ancora vivo, capace di parlare al pubblico di oggi e di rinnovare la meraviglia di fronte alla grande arte musicale.

Il racconto continua, sulle tracce di Burney        

Il programma di “In Italia, finalmente!” proseguirà con altri appuntamenti dedicati alle tappe del viaggio musicale di Charles Burney. Giovedì 20 novembre, alle ore 20.00, il Piccolo Teatro Comunale “Valerio Cappelli” di Martina Franca accoglierà “In Puglia. La musica che guarisce”, con un racconto inedito di Mario Desiati affidato alla lettura di Erika Grillo, su musiche e danze dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. Il giorno dopo, il Museo Castromediano di Lecce, ospiterà una replica.

A chiudere il percorso, il 26 novembre alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, sarà “Ai piedi del Vesuvio. Il viaggio musicale di Charles Burney a Napoli nel 1770”. Protagonisti saranno Antonio Florio e la Cappella Neapolitana, in un concerto dedicato alla vivace scena musicale della Napoli settecentesca. L’iniziativa sarà preceduta, nel pomeriggio, da un convegno di studi a ingresso libero.


PALLIDO IL SOLE A BOLOGNA:

Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica. E Domenico Scarlatti

Sabato 31 ottobre 2026 | ore 19.30
Auditorium della Fondazione Paolo Grassi
Via Principe Umberto, 14 – Martina Franca (TA)

Nicolò Balducci, controtenore
Sofya Gandilyan, clavicembalo
Federica Del Gaudio, violoncello

Introduzione di Sandro Cappelletto

Musiche di Riccardo Broschi, Egidio Romualdo Duni, Johann Adolf Hasse, Domenico Scarlatti

Biglietti:
Intero: €10,00 (+10% prevendita)
Under 25 e Over 65: €5,00 (+10% prevendita)
Ingresso gratuito per persone con disabilità e bambini al di sotto dei 12 anni.