AQUAGRANDA RITORNA ALLA FENICE DIECI ANNI DOPO

Mercoledì 4 novembre 2026 alle ore 17 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Venezia del 4 novembre 1966, ritorna – in video- l’opera lirica “Aquagranda”, dedicata a quello storico evento, che inaugurò la stagione lirica 2016-2017 del teatro veneziano, ebbe nove repliche tutte esaurite (più due rappresentazioni speciali per le scuole), e nel 2017 vinse il Premio Franco Abbiati, per la miglior opera contemporanea, in virtù “dell’esito eccellente dello spettacolo che con numerose e affollate recite ha rivelato una forte capacità di comunicazione civile e di coinvolgimento emotivo”.

L’opera, un “dramma per musica in un atto”, è tratta dal libro omonimo che racconta l’alluvione di Venezia, firmato dal giornalista e scrittore veneziano Roberto Bianchin (quattro edizioni in trent’anni, l’ultima, del 2026, è di Betti Editrice), al quale si deve anche il libretto, per la cui stesura in versi gli venne affiancato il poeta Luigi Cerantola. La musica fu affidata al compositore Filippo Perocco, la regia a Damiano Michieletto, la direzione dell’orchestra a Marco Angius. Le scene erano di Paolo Fantin (spettacolare l’inondazione del palcoscenico con tremila e cinquecento litri d’acqua), i costumi di Carla Teti. Le luci di Alessandro Carletti, i suoni di Davide Tiso, i video di Carmen Zirmermann e Roland Horvath, i movimenti coreografici di Chiara Vecchi.

Ad alternarsi nei panni dei personaggi, tra cui i pescatori dell’isola di Pellestrina dove cominciò l’alluvione e dove l’opera è ambientata, i cantanti Andrea Mastroni, Francesco Milanese, Mirko Guadagnini, Paolo Antognetti. Giulia Bolcato, Livia Rado, Silvia Regazzo, Valeria Girardello, Armando Gabba, Vincenzo Nizzardo, William Corrò, Tommaso Barea, Marcello Nardis, Christian Collia.

La proiezione straordinaria di Aquagranda nelle Sale Apollinee della Fenice, che si inserisce nel quadro delle manifestazioni cittadine per i 60 anni dall’alluvione, ed è resa possibile dalla preziosa collaborazione con Jean-Romain Sales di Oxymore Productions, la società francese detentrice dei diritti video, sarà così l’occasione di rivedere un’opera entrata nel cuore dei veneziani ma rimasta un “unicum” non più rappresentato data la sua complessità tecnica, e di farla conoscere a chi non aveva avuto occasione di farlo.

ROMEO E GIULIETTA IN ARENA PER IL FESTIVAL 2027

IL BALLETTO CON ORCHESTRA TORNA IN ANFITEATRO DOPO 34 ANNI

Nicoletta Manni e Timfoej Andrijashenko protagonisti del capolavoro di Prokof’ev, nella nuova coreografia di Manuel Legris.
Scene di Franco Zeffirelli, dai bozzetti disegnati per la prosa al Teatro Romano nel 1964, e costumi di Maurizio Millenotti

Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza, il mito senza tempo che Shakespeare ha consegnato all’eternità e che ha reso Verona celebre nel mondo. Come l’Arena, simbolo universale della città e palcoscenico di un Festival centenario. Due icone, un’unica vocazione internazionale, che nell’estate 2027 si incontreranno in un progetto d’eccezione, affidato alla visione e al talento di grandi maestri e protagonisti della cultura italiana.

Fondazione Arena di Verona ha scelto la celeberrima creazione musicale di Prokof’ev per riportare il grande balletto nella sua forma completa in Anfiteatro per l’Opera Festival 2027 dopo 34 anni. Con le étoile della danza e un nuovo grande allestimento che prenderà vita dai bozzetti di Franco Zeffirelli, disegni ritrovati al Museo Zeffirelli dall’omonima Fondazione realizzati per il tour shakespeariano di prosa partito proprio dal Teatro Romano di Verona nel 1964. Dal 18 giugno 2027, il balletto Romeo e Giulietta sarà in scena per quattro imperdibili serate, una di queste accessibili e novità del progetto Arena per Tutti 2027.

Il conto alla rovescia è partito. Gli spettacoli di balletto in forma completa mancano in Anfiteatro dal 1993, quando andò in scena Spartacus. Romeo e Giulietta fu proposto negli anni 1955, 1971, 1982 e 1991, oltre a due edizioni al Teatro Romano e al Filarmonico nel 1998 e 1999. Grande spazio alla danza negli ultimi anni. Dopo il successo di Zorba il greco, che Fondazione Arena ha portato per quattro estati al Teatro Romano, e le produzioni di balletto al Filarmonico, tra cui Il Lago dei cigni, Jeu de cartes, Pinocchio e Lo Schiaccianoci, in programma tra un anno, Fondazione Arena riporta la grande tradizione del balletto in Arena.

A firmare la produzione sarà il coreografo Manuel Legris, già étoile parigino scelto da Nureyev in persona, quindi direttore del Wiener Staatsballett per dieci anni e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano per altri cinque.

Protagonisti sulle punte, insieme al Ballo areniano coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, due stelle internazionali di oggi, coppia nell’arte e nella vita: Nicoletta Manni e TImofej Andrijashenko, rispettivamente Étoile e Primo Ballerino del Teatro alla Scala. Entrambi devono molto proprio a questo titolo: nel 2022, in un’Arena gremita per la serata Roberto Bolle and Friends, dopo aver interpretato la scena del balcone dal balletto di Prokof’ev, si sono promessi in matrimonio in una proposta a sorpresa con standing-ovation del pubblico in Anfiteatro.

Di assoluto valore sarà l’allestimento. L’immenso palcoscenico sotto le stelle e i gradoni millenari dell’Arena vedranno l’inedita ricostruzione dei bozzetti di Franco Zeffirelli realizzati per lo spettacolo di prosa Romeo e Giulietta messo in scena al Teatro Romano di Verona nel 1964. Un soggetto che il Maestro fiorentino affrontò in modo rivoluzionario nella prosa e nel cinema, prima nel 1960, conquistando con azione e realismo l’Old Vic londinese e la scena shakespeariana dell’epoca (consacrando, tra l’altro, la stella nascente Judi Dench), poi rinnovando l’impianto per il Teatro Romano di Verona nel ’64, come prima tappa di una tournée internazionale di due anni (protagonisti due giovani Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri), infine immortalando la propria lettura, fra tenerezza, gioventù e sontuosità, nel film del 1968 con Olivia Hussey e Leonard Whiting. Una concezione del classico shakespeariano non come banco di prova estetico ma come teatro vivo e palpitante che cambiò per sempre il modo di fare teatro nel Regno Unito e non solo, sbalordendo -e conquistando- pubblico e critica. Una bellezza a servizio del dramma, che tornerà più volte nel decennio che Zeffirelli dedicò alla prosa (gli anni ’60), accarezzato decenni dopo per un ritorno alle scene, tra la gente, mai realizzato, nemmeno nelle numerose creazioni che tra ‘800 e ‘900 hanno portato ad importanti opere e balletti.

Grazie al sostegno della Fondazione Zeffirelli, che ha messo a disposizione bozzetti e disegni inediti per il balletto e l’Arena, e alla collaborazione dello scenografo Carlo Centolavigna, Fondazione Arena realizzerà la Verona mitica e rinascimentale del Maestro fiorentino, tra scorribande giovanili e scorci monumentali, esattamente nella città immaginata da Shakespeare, e in quell’Anfiteatro che Zeffirelli dal 1995 non ha smesso di amare, ricambiato da milioni di spettatori da tutto il mondo.

I costumi saranno firmati da un altro maestro di oggi, Maurizio Millenotti, pluripremiato costumista per il teatro e il cinema, frequente collaboratore di Franco Zeffirelli per le sue ultime creazioni d’eccellenza e ampio respiro (come Don Giovanni e La Traviata per l’Arena) che si è dedicato alla danza in poche, selezionatissime, occasioni.

La musica sarà eseguita dal vivo, nel golfo mistico, dall’Orchestra di Fondazione Arena. Tra le centinaia di declinazioni artistiche del soggetto shakespeariano, il balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev è oggi tra le vette della storia della musica, oltre che della danza. Note immortali, che uniscono ritmi accentuati, timbri iridescenti, effetti sorprendenti e slanci melodici di seducente lirismo e che ne fanno, anche in sede di concerto con le tre diverse suite che ne trasse il compositore, atteso banco di prova per esecutori e direttori.

Sergej Prokof’ev (1891-1953) lo compose agli albori di una nuova fase della propria carriera di autore-pianista-direttore, ex avanguardista al limite del provocatorio, allora alla ricerca di uno stile più melodico, come provano il Secondo concerto per violino e orchestra e la favola in musica Pierino e il lupo, per citare due dei titoli ancora oggi più frequenti nel repertorio internazionale. Compositore richiestissimo a livello internazionale, Prokof’ev, già alla ricerca di un soggetto lirico, ricevette la proposta dal Teatro di San Pietroburgo, non ancora Kirov, divenuta poi una commissione vera e propria dal Bol’šoj di Mosca. Nonostante la partitura fosse già terminata nel 1935, il debutto fu più volte rimandato perché all’epoca i ballerini “non erano abituati a musica di tal genere, anzi, ne avevano persino timore” come testimoniò la leggendaria Galina Ulanova, celebre proprio come prima protagonista del titolo. Il successo per questo balletto in quattro atti arrise a Prokof’ev abbastanza tardivamente, dato che il debutto avvenne solo nel 1940 e dopo una prima edizione a Brno, ben lontano dai riflettori dell’arte russa, peraltro tenuta sotto controllo e censura dal regime sovietico.

La partitura di Prokof’ev, eseguita integralmente dal vivo all’Arena di Verona, rappresenta dunque un’opportunità imperdibile anche per gli appassionati di musica, oltre che per quelli del balletto classico e della danza in generale.  

Dopo l’atteso debutto del 18 giugno 2027, Romeo e Giulietta replicherà per altre tre serate, il 26 giugno, il 15 luglio, il 20 agosto.

Romeo e Giulietta sarà accessibile. Lo spettacolo del 15 luglio sarà infatti inserito nel calendario della quinta edizione di Arena per Tutti, il progetto di accessibilità voluto da Fondazione Arena con l’Accessibility Partner Müller che permette alle persone con disabilità cognitive e sensoriali di fruire di una serata di spettacolo in Arena grazie a supporti dedicati quali libretti di sala accessibili, schede delle opere semplificate in Easy to Read, sottotitoli, audiodescrizioni e speciali percorsi pre-spettacolo, come quello danza inaugurato con successo nel 2026.

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è solo uno dei titoli della ricca stagione 2027, che si aprirà con una serata-evento straordinaria l’11 giugno. Saranno cinque le produzioni d’opera, con il ritorno degli spettacoli più recenti della storia del Festival nel segno di Verdi. Ci sarà La Traviata firmata da Paul Curran e realizzata in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, il Nabucco ‘atomico’, tecnologico e simbolico secondo il poliedrico Stefano Poda. Tornerà naturalmente Aida in duplice veste: l’allestimento storico di Gianfranco de Bosio, ispirato alla prima produzione areniana 1913, e l’edizione ‘di cristallo’ creata per il centesimo Festival da Stefano Poda. Tornerà anche Carmen di Bizet nel sontuoso allestimento di Franco Zeffirelli, spettacolo da record amato in tutto il mondo. Nell’estate areniana sotto le stelle, non mancheranno i gala e le serate-evento: proprio con il meglio della danza mondiale tornerà Roberto Bolle and Friends eccezionalmente in doppia data, l’8 e il 21 luglio, in coproduzione con ARTEDANZAsrl. Così come le celeberrime Quattro stagioni nello spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio il 24 agosto e i virtuosismi del nuovissimo Paganini Paradise il 25 agosto. La stella dell’opera Jonas Kaufmann rinnoverà il suo legame con l’Arena in un gala l’8 agosto, mentre il 29 agosto torneranno i Carmina Burana di Orff con grande organico di orchestra, coro e voci bianche.

I biglietti per ogni data sono già in vendita sul sito arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, nelle Biglietterie dell’Arena e nella rete vendita Vivaticket.

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è stata presentata questa mattina all’interno del Cortile della Casa di Giulietta.

Marta Ugolini, Assessora a Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Verona: “Desidero esprimere grande soddisfazione per questo annuncio speciale, oggi, qui nel cortile della Casa di Giulietta. Ringrazio i comproprietari, insieme a Fondazione Atlantide e alla Direzione dei Musei Civici, per il supporto e il lavoro svolto per la riorganizzazione di questi spazi. Le stanze della casa di Giulietta ospitano tuttora il letto e i costumi originali del film di Franco Zeffirelli. È il momento di compiere un ulteriore passo in avanti con contenuti capaci di arricchirne il significato. Per questo sarà una enorme orgoglio veder tornare in Arena il balletto. Manca da 34 anni, significa che ci sono intere generazioni che non l’hanno mai visto in anfiteatro. Grazie a Fondazione Arena per aver lanciato il cuore oltre l’ostacolo e aver programmato questo Romeo e Giulietta”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Il ritorno del balletto in Arena è qualcosa che abbiamo fortemente voluto da sempre. Ci è voluto un po’ di tempo, dal doloroso taglio del Corpo di Ballo negli anni del piano risanamento di Fondazione, prima dell’attuale direzione. Gradualmente, dal Teatro Romano al Teatro Filarmonico, abbiamo proposto i primi titoli, e il pubblico ha risposto positivamente, con fiducia ed entusiasmo. E abbiamo desiderato fare il grande passo, per il pubblico e per chi danza, perché tutti potessero vivere la magia del balletto completo anche in Arena. Sotto l’astro di Zeffirelli, che ha amato così tanto l’Arena, e che a Verona è immensamente amato anche oggi”.

Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona: “La nostra produzione artistica è anche veicolo di valori. E oggi ne celebriamo uno su tutti: l’amore. Quello di centinaia e migliaia di ragazzi che iniziano la loro giornata alla sbarra. Ogni passione artistica è sacrificio, ma la danza in particolar modo. L’amore di Manuel Legris che a 16 anni inizia a ballare all’opera di Parigi, e ne diventa étoile, e poi, oggi, uno dei maggiori coreografi internazionali. L’amore di Franco Zeffirelli per l’Arena, a cui ha lasciato sette produzioni. L’amore di Pippo Zeffirelli che ne porta avanti l’eredità. L’amore per il Maestro, di Carlo Centolavigna e Maurizio Millenotti, che mantengono viva la vera tradizione italiana della creazione per il teatro, nella scenografia e nel costume. E l’amore di Fondazione Arena che ha voluto tutto questo per gli spettatori”

Manuel Legris, coreografo della nuova produzione di Romeo e Giulietta in Arena: “Sono molto onorato di essere qui e partecipare a questo progetto, ritrovando il ballo in Arena. Conosco bene, perché le ho danzate e coreografate, le versioni di Nureyev e di MacMillan. Questa sarà una nuova versione speciale. Anche se non sarà facile trovare il modo giusto per l’unicità dello spazio dell’Arena, l’ispirazione in questa città arriva subito. Sarà un progetto fantastico, e farò del mio meglio.”

Pippo Zeffirelli, figlio di Franco e Presidente della Fondazione omonima: “Tutto ebbe inizio con l’opera: Zeffirelli fu chiamato al Covent Garden di Londra per Cavalleria rusticana. Creò qualcosa di unico e che ebbe enorme successo. Da lì, la direzione dell’Old Vic, teatro shakespeariano per eccellenza, fu così colpita da offrirgli tre produzioni, tra cui Romeo e Giulietta, un’operazione rischiosa e complicata, con attori giovanissimi, che pure ebbe successo e fece scuola. Nel ‘64 va in scena al Teatro Romano di Verona e poi in tour in Italia e all’estero. Nel 1965 Verona gli chiese una versione per balletto, che non andò mai in porto, e arrivò il film. Da lì provengono i disegni e appunti che abbiamo trovato nel grande archivio della Fondazione a Firenze.”

Carlo Centolavigna, scenografo: “Lavorare con il Maestro non è stato facile ma lo ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato in quarant’anni di collaborazione. Per questo allestimento, siamo partiti dagli studi che Zeffirelli aveva fatto e siamo lavorando per adattarli al più ampio palcoscenico dell’Arena, uno spazio enorme e unico, per un impianto colossale che lasci però il giusto spazio al balletto e ai movimenti dei danzatori. Sarà una bella scommessa”.

Maurizio Millenotti, costumista della nuova produzione: “Ho conosciuto Franco Zeffirelli alla Scala e da lì non ci siamo più lasciati. Una collaborazione durata tantissimo, per il teatro e per il cinema. Sono felice di tornare all’Arena, e sto già lavorando ai costumi. Ho avuto l’opportunità di lavorare a tanti balletti, anche proprio al fianco di Zeffirelli, sono pronto e allenato”.

Nicoletta Manni, Étoile del Teatro alla Scala, interprete di Giulietta: “Mi sento molto coinvolta in questo progetto: grazie per aver creduto nella danza e per aver voluto riportare il balletto in Arena. Essere parte di tutto questo, in un luogo che per me e per noi è magico, con questi meravigliosi artisti al tavolo, è davvero emozionante, un momento storico indimenticabile e uno dei più importanti del mio percorso. Un’operazione tanto attesa che oggi, qui, mi sembra trovi compiutamente senso”.

Timofej Andrijashenko, Primo Ballerino del Teatro alla Scala, interprete di Romeo: “Oggi la parola più ricorrente è stata ‘amore’: una parola importantissima, ancora più carica di significato in questo luogo speciale, in questa città a cui siamo tanto affezionati. Siamo felici di far parte di questo grande progetto e lavorare con questi maestri è un’occasione di crescita ulteriore. L’amore che in questa città si sente per l’Arena è palpabile, e dietro le quinte si sente di far parte di una squadra. Tutto questo è ammirevole e importante quando si vogliono fare progetti così ambiziosi”.

Biglietterie

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800 51 51

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket

104° Arena di Verona Opera Festival 2027

11 giugno – 11 settembre

Evento inaugurale

11 giugno ore 20.30

Aida di Giuseppe Verdi

edizione 1913 | Regia Gianfranco de Bosio

12 giugno ore 21.30

19, 24 giugno ore 21.15

4, 11, 18, 23 luglio ore 21.15

1, 7 agosto ore 21.00

Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev

nuova produzione

Coreografia Manuel Legris | Scene Franco Zeffirelli

18 giugno ore 21.30

26 giugno ore 21.15

15 luglio ore 21.15

20 agosto ore 21.00

La Traviata di Giuseppe Verdi

Regia Paul Curran | Scene Juan Guillermo Nova

25 giugno ore 21.15

3, 10, 16, 22, 31 luglio ore 21.15

14, 26 agosto ore 21.00

4, 11 settembre ore 21.00

Carmen di Georges Bizet

Regia e scene Franco Zeffirelli

2, 9, 17, 24, 30 luglio ore 21.15

6, 13, 19, 27 agosto ore 21.00

5, 10 settembre ore 21.00

Roberto Bolle and Friends

in coproduzione con ARTEDANZAsrl

8, 21 luglio ore 21.30

Nabucco di Giuseppe Verdi

Regia e scene Stefano Poda

29 luglio ore 21.15

5, 15, 21 agosto ore 21.00

3, 9 settembre ore 21.00

Jonas Kaufmann in Opera 2027

8 agosto ore 21.15

Aida di Giuseppe Verdi

edizione 2023 | Regia e scene Stefano Poda

12, 22, 28 agosto ore 21.00

2, 8 settembre ore 21.00

Viva Vivaldi The Four Seasons Immersive Concert

In coproduzione con Balich Wonder Studio

24 agosto ore 21.30

Paganini Paradise Superlive Immersive Concert

In coproduzione con Balich Wonder Studio

25 agosto ore 21.30

Carmina Burana di Carl Orff

29 agosto ore 21.30

Sabato 31 ottobre, alle ore 19.30, presso la Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca si terrà il concerto “Pallido il sole a Bologna”.

“Pallido il Sole a Bologna”: dal taccuino di Charles Burney l’incontro con Farinelli, Padre Martini e la riscoperta del genio di Domenico Scarlatti

Sandro Cappelletto introdurrà il pubblico nella Bologna musicale del Settecento, sulle tracce dell’incontro tra Charles Burney, Farinelli e Padre Martini e della musica di Domenico Scarlatti. Protagonisti del concerto saranno Nicolò Balducci, Sofya Gandilyan e Federica Del Gaudio.

La Bologna dei Lumi è la nuova tappa del viaggio di Charles Burney in Italia, protagonista del concerto “Pallido il sole a Bologna: Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica e Domenico Scarlatti” in programma Sabato 31 Ottobre alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca e presentato in anteprima Venerdì 30 Ottobre nella Sala Consiliare di Andria.  Attraverso il racconto di Sandro Cappelletto, il pubblico ripercorrerà il celebre incontro di Charles Burney con il cantante Farinelli e con Padre Martini, avvenuto nella storica sede dell’Accademia Filarmonica di Bologna nell’agosto del 1770. A dare voce e suono a questa pagina di storia musicale saranno il controtenore Nicolò Balducci, insieme alle musiciste Sofya Gandilyan al clavicembalo e Federica Del Gaudio al violoncello.

Nel suo viaggio attraverso l’Italia, Charles Burney si fermò a Bologna, luogo nevralgico per la vita musicale europea del Settecento e centro di importante scambio culturale, dove la tradizione universitaria incontrava le nuove idee dell’Illuminismo e del progresso scientifico.

Qui, nella biblioteca dell’Accademia Filarmonica, istituzione musicale tra le  più autorevoli d’Europa, il viaggiatore inglese conobbe Carlo Broschi, ormai ritiratosi dalle scene e noto a tutti come Farinelli (1705-1782), e Padre Giovanni Battista Martini (1706-1784), compositore, teorico e studioso di straordinaria erudizione. Il loro incontro e le testimonianze di Farinelli rievocarono anche l’esperienza artistica di Domenico Scarlatti (1685-1757), clavicembalista e compositore scomparso alcuni anni prima. I fortuiti momenti condivisi da Burney con queste iconiche personalità del periodo, restituiscono il ritratto di una stagione irripetibile, in cui le vicende personali dei protagonisti sono profondamente intrecciate con la storia musicale europea. Il programma di “Pallido il sole a Bologna. Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica e Domenico Scarlatti” propone un percorso tra le sonate per clavicembalo di Domenico Scarlatti e le arie d’opera di Riccardo Broschi (1698-1756), Nicola Porpora (1686-1768), Egidio Romualdo Duni (1708-1775) e Johann Adolf Hasse (1699-1783), ricostruendo così le diverse espressioni musicali dell’epoca. Si tratta di un concerto che dà nuova voce al dialogo avvenuto tra Burney, Farinelli e Padre Martini, accostando il virtuosismo vocale del melodramma settecentesco alla raffinatezza della scrittura strumentale di Scarlatti e restituendo la ricchezza e la varietà della musica dell’epoca. Protagonisti della serata saranno il controtenore Nicolò Balducci, accompagnato al clavicembalo da Sofya Gandilyan e al violoncello da Federica Del Gaudio.

Attraverso questo appuntamento, la Fondazione Paolo Grassi prosegue il percorso sulle tracce di Charles Burney, riscoprendo luoghi, protagonisti e vicende che hanno contribuito a plasmare la cultura musicale del Settecento. Un viaggio che, attraverso la musica e il racconto, invita a guardare al passato non come a una memoria lontana, ma come a un patrimonio ancora vivo, capace di parlare al pubblico di oggi e di rinnovare la meraviglia di fronte alla grande arte musicale.

Il racconto continua, sulle tracce di Burney        

Il programma di “In Italia, finalmente!” proseguirà con altri appuntamenti dedicati alle tappe del viaggio musicale di Charles Burney. Giovedì 20 novembre, alle ore 20.00, il Piccolo Teatro Comunale “Valerio Cappelli” di Martina Franca accoglierà “In Puglia. La musica che guarisce”, con un racconto inedito di Mario Desiati affidato alla lettura di Erika Grillo, su musiche e danze dell’Orchestra Popolare La Notte della Taranta. Il giorno dopo, il Museo Castromediano di Lecce, ospiterà una replica.

A chiudere il percorso, il 26 novembre alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, sarà “Ai piedi del Vesuvio. Il viaggio musicale di Charles Burney a Napoli nel 1770”. Protagonisti saranno Antonio Florio e la Cappella Neapolitana, in un concerto dedicato alla vivace scena musicale della Napoli settecentesca. L’iniziativa sarà preceduta, nel pomeriggio, da un convegno di studi a ingresso libero.


PALLIDO IL SOLE A BOLOGNA:

Farinelli, Padre Martini, l’Accademia Filarmonica. E Domenico Scarlatti

Sabato 31 ottobre 2026 | ore 19.30
Auditorium della Fondazione Paolo Grassi
Via Principe Umberto, 14 – Martina Franca (TA)

Nicolò Balducci, controtenore
Sofya Gandilyan, clavicembalo
Federica Del Gaudio, violoncello

Introduzione di Sandro Cappelletto

Musiche di Riccardo Broschi, Egidio Romualdo Duni, Johann Adolf Hasse, Domenico Scarlatti

Biglietti:
Intero: €10,00 (+10% prevendita)
Under 25 e Over 65: €5,00 (+10% prevendita)
Ingresso gratuito per persone con disabilità e bambini al di sotto dei 12 anni.


Il Salotto musicale di Nevile Reid, due appuntamenti nel fine settimana tra Haydn e le suggestioni di Piazzolla

Prosegue con due nuovi appuntamenti il cartellone autunnale del Salotto musicale di Nevile Reid, la rassegna della Fondazione Ravello ideata dal Direttore generale Maurizio Pietrantonio e curata dal Direttore artistico Lucio Gregoretti, che propone a Villa Rufolo un percorso tra grandi autori, repertori cameristici e differenti linguaggi musicali.

Il primo appuntamento è in programma venerdì 30 ottobre alle ore 17 nella Sala Teatro di Villa Rufolo, con i Solisti dell’Orchestra Filarmonica di Benevento: Vittorio Coviello ed Erica Parente ai flauti, Federica Paduano al violino ed Emilio Mottola al violoncello. Il concerto sarà dedicato a Joseph Haydn, attraverso un itinerario nel repertorio cameristico del compositore austriaco che accosterà i celebri London Trios ai Divertimenti. Un’occasione per apprezzare la brillantezza della scrittura haydniana e la sua capacità di valorizzare il dialogo tra gli strumenti, in un equilibrio di eleganza formale, inventiva e vivacità espressiva.

Domenica 1° novembre alle ore 12, nell’Auditorium di Villa Rufolo, sarà invece protagonista il duo formato da Franco Ascolese al flauto e Laura Cozzolino al pianoforte. Il programma attraversa epoche e stili differenti, mettendo in luce le molteplici possibilità espressive del flauto attraverso pagine di Čajkovskij, Briccialdi, Schubert, Ian Clarke e Astor Piazzolla.

Si parte dall’Aria di Lensky di Čajkovskij e da Il Vento di Briccialdi, per proseguire con l’Introduzione e variazioni su “Trockne Blumen” di Schubert, brillante rilettura di un tema tratto dal ciclo liederistico Die schöne Müllerin. Con Deep Blue di Ian Clarke, il flauto esplora sonorità contemporanee e nuove possibilità timbriche, prima di approdare alle atmosfere di Piazzolla con Café 1930 e Night Club 1960, due pagine tratte dalla celebre Histoire du Tango, nelle quali la tradizione argentina incontra suggestioni jazzistiche e linguaggi moderni.

Due concerti diversi per repertorio e atmosfere, accomunati dalla centralità della musica da camera e dalla ricerca di un dialogo diretto con il pubblico. Con il suo programma autunnale, il Salotto musicale di Nevile Reid conferma così la vocazione della Fondazione Ravello, presieduta da Alessio Vlad, a fare di Villa Rufolo un luogo di incontro culturale vivo durante tutto l’anno, valorizzando gli spazi monumentali attraverso proposte musicali di qualità.

L’accesso ai concerti è gratuito per il pubblico residente e previo pagamento del solo biglietto d’ingresso a Villa Rufolo per i non residenti. L’ingresso è fino ad esaurimento dei posti disponibili, prenotazione non prevista.

www.fondazioneravello.com;tel. 089 857621

Venerdì 30 ottobre, ore 17.00

Sala Teatro di Villa Rufolo

Solisti dell’Orchestra Filarmonica di Benevento

Vittorio Coviello, Erica Parente, flauto

Federica Paduano, violino

Emilio Mottola, violoncello

Programma

Franz Joseph Haydn

Divertimento n. 1 in Re maggiore per flauto, violino e violoncello Hob. IV:6

Divertimento n. 2 in Sol maggiore per flauto, violino e violoncello Hob. IV:7

Divertimento n. 6 in Re maggiore per flauto, violino e violoncello Hob. IV:11

London Trios per due flauti e violoncello Hob. IV:1–4

Domenica 1° novembre, ore 12.00

Auditorium di Villa Rufolo

Franco Ascolese, flauto

Laura Cozzolino, pianoforte

Programma

Petr Il’ič Čajkovskij

Aria di Lenskij da Evgenij Onegin, op. 24

Giulio Briccialdi

Il vento. Capriccio, op. 112

Franz Schubert

Introduzione e variazioni su “Trockne Blumen” d802 (op. post. 160)

Ian Clarke

Deep Blue

Astor Piazzolla

da Histoire du Tango:

– II. Cafe 1930

– III. Night Club 1960