Domenica 13 settembre alle ore 18 Drusilla Foer torna protagonista in Sala Mehta

Sul podio alla guida dell’Orchestra del Maggio, il maestro Timothy Brock.

In cartellone le composizioni di Kurt Weill e di George Gershwin.

A pochi giorni dal debutto sul palcoscenico del Teatro del Maggio, domenica 13 settembre alle ore 18 Drusilla Foer torna nella Sala Mehta del Teatro per il secondo appuntamento sinfonico del 2026 dopo la pausa estiva.

Sul podio, alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, il maestro Timothy Brock, che torna al Maggio dopo gli spettacoli disneyani di Fantasia Fantasia 2000 andati in scena nel gennaio 2025 .

“La vita di un’artista è fatta soprattutto di incontri: conosco la creatività di Kurt Weill, ho visto alcune sue opere, ascoltato la sua musica, ma mai avrei creduto di incontrarlo in modo così intimo. Ho saputo della sua vita, delle sue scelte e dei suoi incontri. Primo fra tutti quello con Bertolt Brecht: un incendio artistico che, come tutti gli incendi, durò pochi anni ma il suo calore diede vita a molto che tutt’oggi persiste nel teatro e nella musica contemporanea” commenta Drusilla Foer parlando del programma scelto per questo spettacolo.

“È questa la dualità che mi affascina di questo compositore” prosegue “La sua immediatezza musicale messa a servizio del dramma e del melodico, con la stessa nobiltà di scrittura. Nello scegliere il repertorio di questo concerto abbiamo voluto restituire al pubblico la liberazione di sé a cui Kurt Weill volle aprirsi. Kurt Weill e Gershwin insieme: il primo, un europeo che si trasferi in America; il secondo, un americano che raggiunse l’Europa. Mi piace avvicinare artisti che, nel confronto con linguaggi distanti dal proprio, danno vita a una nuova estetica musicale. È questo che crea cultura e bellezza: l’incontro col distante”.

In cartellone, un programma che mette al centro le composizioni di Kurt Weill, compositore tedesco-statunitense fra i più prolifici e apprezzati della prima metà del XX secolo.  Apre lo spettacolo la suite Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny di Weill, eseguita con l’orchestrazione di Wilhelm Brückner-Rüggeberg: nata dalla collaborazione tra il musicista e il celebre drammaturgo Bertolt Brecht racconta l’intera storia di una città in cui tutto è permesso grazie al denaro. Un modo per denunciare le degenerazione della società del tempo e, vista con gli occhi di oggi, un preciso dipinto di quella che sarebbe diventata la società consumistica della fine del XXI secolo. I numeri musicali sono separati tra loro e corrispondono ad altrettante scene autonome, spesso inframmezzate da parti recitate.


Segue un frizzante intermezzo: An American in Paris, composizione fra le più amate e conosciute di George Gershwin. Fu scritta dopo un viaggio in Europa del compositore newyorkese, intrapreso per venire a conoscere compositori che ammirava e con cui voleva studiare fra cui Maurice Ravel: Gershwin era convinto, infatti, che solo il contatto diretto con la vita, i colori e l’atmosfera parigina gli avrebbe consentito di ‘riprodurli’ efficacemente nella partitura.

Segue, in chiusura, un ricca selezione delle Songs di Kurt Weill: “Westwind”, da One Touch of Venus; “Alabama song” da Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny; “Foolish heart” e “Speak low”, entrambe tratte da One Touch of Venus seguite da “Youkali: Tango Habanera”.

Il concerto prosegue con “September song”, tratta da Knickerbocker Holiday a cui seguono “Barbara song”, tratta da Die Dreigroschenoper; “Very very very”, tratto anche questo da One Touch of Venus; “Surabaya-Johnny” da Happy end e – in chiusura –  “I’m a stranger here myself”, tratta sempre da One Touch of Venus ed eseguita nell’orchestrazione di Luca Giovanni Logi.

La locandina:

Kurt Weill
Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, suite
(orchestrazione di Wilhelm Brückner-Rüggeberg)

George Gershwin 
An American in Paris

Kurt Weill
Da One Touch of Venus: “Westwind”
Da Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny: “Alabama song”
Da One Touch of Venus: “Foolish heart”
Da One Touch of Venus: “Speak low”
“Youkali: Tango Habanera”
Da Knickerbocker Holiday: “September song”
Da Die Dreigroschenoper: “Barbara song”
Da One Touch of Venus: “Very very very”
Da Happy end: “Surabaya-Johnny”
Da One Touch of Venus: “I’m a stranger here myself”
(orchestrazione Luca Giovanni Logi)

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Direttore Timothy Brock
Voce narrante Drusilla Foer

Kafka-Fragmente di György Kurtág riapre la Stagione Concertistica 2026 presso la Fondazione Paolo Grassi

Domenica 13 settembre, alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, verrà presentata una produzione originale del Centro artistico musicale Paolo Grassi, con protagonisti la voce di Louise Guenter e il violino di Francesco D’Orazio. Introduzione all’ascolto a cura del musicologo Giulio D’Angelo.

Dopo la pausa estiva e la conclusione del Festival della Valle d’Itria, in Fondazione Paolo Grassi riprende la Stagione Concertistica 2026 con un appuntamento dedicato alla musica del nostro tempo: domenica 13 settembre, alle ore 19.30, nell’Auditorium della Fondazione Paolo Grassi, sarà eseguito Kafka-Fragmente, op. 24 per soprano e violino di György Kurtág, affidato alla voce di Louise Guenter e al violino di Francesco D’Orazio.
Il concerto sarà preceduto da un’introduzione all’ascolto a cura del musicologo Giulio D’Angelo, pensata per accompagnare il pubblico dentro un’opera complessa, essenziale e di rara intimità.

L’appuntamento segna la ripartenza delle attività concertistiche del Centro artistico musicale Paolo Grassi dopo la parentesi estiva, confermando la continuità di una programmazione che attraversa l’intero anno e che dà spazio sia alla grande tradizione musicale sia a proposte cameristiche, vocali e contemporanee. I nuovi titoli della seconda parte della Stagione Concertistica 2026, in programma da settembre a dicembre, saranno presto comunicati.

Composti tra il 1985 e il 1987, i Kafka-Fragmente occupano un posto centrale nella produzione di Kurtág, compositore ungherese che nel 2026 ha raggiunto il traguardo dei cento anni. L’opera nasce dal suo incontro con i testi di Franz Kafka, selezionati da appunti, lettere e diari che l’autore avrebbe voluto distruggere, ma che il suo amico e scrittore Max Brod, fuggito in Israele durante l’annessione della Cecoslovacchia alla Germania nazista, ha preferito salvare.

I materiali narrativi messi in musica da Kurtág non seguono una trama tradizionale; sono piuttosto annotazioni, intuizioni, immagini, frammenti di pensiero.     
A partire da questa materia discontinua, il compositore costruisce un ciclo di

quaranta brani distribuiti in quattro parti, per un organico ridotto all’essenziale: una voce e un violino. Nonostante la scelta di due soli interpreti, la composizione evoca uno spazio sonoro estremamente mobile, in cui ogni parola, timbro e silenzio diventano elementi drammaturgici.        
In questa esecuzione, il pubblico non è chiamato a seguire un racconto lineare, bensì ad attraversare una costellazione di brevi scene, talvolta della durata di meno di un minuto, ma capaci di aprire uno spaccato esistenziale incredibilmente profondo.

Con Kafka-Fragmente, il Centro Artistico invita il pubblico a un ascolto diverso: un concerto in cui lo stile compositivo contemporaneo e la letteratura kafkiana danno vita a un’esperienza musicale straordinariamente immersiva, ricca di tensione, inquietudine e intensità.

Informazioni

Locandina
 Louise Guenter
, soprano
 Francesco D’Orazio, violino

Programma
 György Kurtág

 Kafka-Fragmente, op. 24 per soprano e violino

Introduzione all’ascolto
 Giulio D’Angelo, musicologo

Domenica 13 settembre 2026, ore 19.30
 Auditorium Fondazione Paolo Grassi
 Via Principe Umberto, 15 — Martina Franca

Biglietteria
 Ingresso a pagamento. Prenotazione consigliata.
 Biglietto unico: € 5,00 + diritti di prevendita.
 Ingresso gratuito su prenotazione per bambini under 12 e persone con disabilità.Informazioni e prenotazioni
 Fondazione Paolo Grassi
 Tel. 080 4306763 / 334 6075833

GRAN FINALE PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2026 : ULTIME DUE SERE SOLD-OUT CON TURANDOT E TRAVIATA

Coronamento della settimana conclusiva del 103° Festival, con gli spettacoli di Zeffirelli e Curran: venerdì 11 ultima Turandot con Pirozzi, Eyvazov, Agresta e Pertusi;
sabato 12 serata finale con Fiume, Scala e Park diretti da Ciampa nella nuova Traviata

TURANDOT venerdì 11 settembre ore 21

LA TRAVIATA sabato 12 settembre ore 21

Anche per l’ultimo fine settimana dell’Opera Festival 2026, l’Arena di Verona propone spettacoli diversi ogni sera: dopo l’ultimo Nabucco con grandi voci verdiane, e l’ultima Aida di stelle guidate da Jonas Kaufmann e la coppia Manni-Andrijashenko nel ballo del trionfo, stasera 11 settembre Turandot di Puccini a cent’anni dalla prima, nell’allestimento da fiaba di Zeffirelli. Domani, sabato 12, la nuova Traviata in collaborazione con il Moulin Rouge. Con i complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena, diretti dal maestro Ciampa, i più richiesti artisti internazionali per il gran finale di stagione.

Turandot, venerdì 11 settembre, ore 21. Venerdì è tempo di immergersi nell’atmosfera da fiaba della regia e delle scene di Franco Zeffirelli: ultima replica da tutto esaurito anche per Turandot. Il capolavoro di Puccini compie cent’anni dalla sua prima assoluta. Nei panni della principessa di gelo, Anna Pirozzi, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov, il principe ignoto che la sfida, assieme all’aiuto della dolce Liù interpretata da Maria Agresta e del padre Timur, interpretato da Michele Pertusi. A completare il cast Gëzim Myshketa, Matteo Macchioni, Saverio Fiore, Carlo Bosi e Ankhbayar Enkhbold. Sul podio, alla guida dell’Orchestra areniana a pieni ranghi, delle nuove Voci bianche e del Coro di Fondazione Arena, il maestro Francesco Ivan Ciampa.

La Traviata, sabato 12 settembre, ore 21. Dall’apertura alla serata conclusiva, il Festival 2026 omaggia La Traviata, l’opera di Verdi più nota e rappresentata al mondo, nonché la storia d’amore più iconica dell’opera. Il nuovo allestimento, che ha inaugurato il 103° Festival e lo chiuderà sabato sera, vede alla regia Paul Curran, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti, luci di Fabio Barettin e coreografie di Kyle Lang. La produzione è ambientata tra splendori, contrasti ed eccessi della Belle époque parigina di inizio Novecento, in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi. Protagonista dell’ultima serata, Gilda Fiume nei panni di Violetta, con il tenore Enea Scala – al proprio debutto stagionale – in quelli dell’amato Alfredo. Suo padre, Giorgio Germont, sarà interpretato dal baritono Youngjun Park. Assieme a loro Anna Werle, Francesca Maionchi, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Jan Antem, Gabriele Sagona, Andrea Vincenti e Carlo Bombieri, in scena col Coro areniano preparato dal Maestro Roberto Gabbiani. Sul podio, il direttore Francesco Ivan Ciampa.

L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.

Biglietterie

Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona

Via Roma 1, 37121 Verona

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800 51 51

www.arena.it

Punti di prevendita Vivaticket

Sold out per Aida in forma di concerto al Teatro di San Carlo

Unica data domenica 6 settembre

Sul podio Riccardo Frizza, nel cast vocale

Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Luca Salsi

È “Aida” di Giuseppe Verdi a segnare la ripresa della programmazione al Teatro di San Carlo dopo la pausa estiva: sold out l’unica data, domenica 6 settembre (ore 19:00), per il prossimo titolo della Stagione d’Opera 2025/26, che verrà proposto in forma di concerto.

La direzione è affidata a Riccardo Frizza, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Lirico di Napoli, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi.

Tornano al Teatro di San Carlo Anna Netrebko, Jonas Kaufmann e Luca Salsi, rispettivamente Aida, Radamès e Amonasro. Al loro fianco, Elizabeth DeShong è Amneris, Alexander Köpeczi interpreta Ramfis e Andrea Pellegrini il Re d’Egitto.

A completare il cast sono due giovani promesse della lirica, che si sono formate all’Accademia del Teatro di San Carlo, già avviate verso una importante carriera da solista: Sun Tianxuefei (Un Messaggero) e Désirée Giove (Una Sacerdotessa).

È una storia lunga oltre 150 anni quella che lega “Aida” al Teatro di San Carlo, con più di cinquanta riprese. La prima rappresentazione napoletana risale al 30 marzo 1873, poco più di un anno dopo il debutto assoluto all’Opera del Cairo. È, inoltre, l’opera che nel 1952 ha segnato l’inaugurazione dell’Arena Flegrea. Il titolo ha visto alternarsi alcuni dei nomi più celebri della lirica, da Maria Callas e Renata Tebaldi ad Anita Cerquetti, Antonietta Stella, Elena Suliotis e Leyla Gencer, fino a grandi interpreti maschili come Franco Corelli, Carlo Bergonzi, Cesare Siepi e Boris Christoff.

Stagione 25/26

6 settembre 2026


Aida

Opera in quattro atti

Libretto di Antonio Ghislanzoni

Musica di Giuseppe Verdi

Direttore | Riccardo Frizza

Interpreti

Aida | Anna Netrebko

Radamès | Jonas Kaufmann

Amneris | Elizabeth DeShong

Amonasro | Luca Salsi

Ramfis | Alexander Köpeczi

Il Re d’Egitto | Andrea Pellegrini

Un Messaggero | Sun Tianxuefei #

Una Sacerdotessa | Désirée Giove #

Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo

Maestro del Coro | Fabrizio Cassi

Produzione Teatro di San Carlo

Esecuzione in forma di concerto

# Ex-allievo Accademia del Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI

domenica 6 settembre 2026, ore 19:00 –  F.A. – CREMISI – XI

Opera in italiano con sovratitoli in italiano e inglese

Durata: 3 ore e circa, con intervallo