AL VIA LA VENDITA DEI BIGLIETTI PER IL CARACALLA FESTIVAL 2025

Dal 29 giugno al 7 agosto gli spettacoli a Caracalla e Basilica di Massenzio

Dal 3 giugno i concerti pop

Sabato 1° febbraio si apre la vendita dei biglietti per il Caracalla Festival 2025, “Tra sacro e umano”. Dal 29 giugno al 7 agosto opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri in una speciale stagione estiva della Fondazione Capitolina.

Affidato a Damiano Michieletto, uno dei più apprezzati registi di oggi, il programma è tanto innovativo quanto capace di dialogare con l’enorme eterogeneità di pubblico che un anno come quello giubilare porta nella capitale. Tante le novità in programma, a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.

Quattro le nuove produzioni: La Resurrezione di Händel, La traviata di Verdi, Don Giovanni di Mozart e West Side Story di Bernstein, tutte affidate a nomi della “nuovelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto. Per West Side Story poi, sale sul podio il Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti. La danza vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato in una serata con due grandi classici contemporanei: il Bolero di Ravel firmato da Maurice Béjart e Le Sacre du printemps di Stravinskij con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana. A queste si affianca l’immancabile serata Roberto Bolle and Friends. Chiude il cartellone La Pasión según San Marcos del compositore argentino Osvaldo Golijov, creata nel 2000 per l’anniversario bachiano che, oltre a un successo planetario, vanta due incisioni e una nomination ai Grammy Awards. Variegata anche l’offerta di musica pop che precede il cartellone curato da Damiano Michieletto e inizia già da martedì 3 giugno, con nomi quali Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Giorgia, Antonello Venditti e Giovanni Allevi.

Biglietti da 20 a 145 euro in vendita da sabato 1° febbraio presso il botteghino del Teatro dell’Opera di Roma (dalle 10.00) e su Ticketone (dalle 12.00).

Per la creazione del Caracalla Festival 2025 si rinnova la collaborazione dell’Opera di Roma con la Soprintendenza Speciale di Roma cui si aggiunge quest’anno quella con il Parco Archeologico del Colosseo.

ph-Yasuko-Kageyama

Al Teatro La Fenice nell’ambito del Carnevale di Venezia : Rigoletto di Giuseppe Verdi, regia di Damiano Michieletto, direttore Daniele Callegari

Nel cast Luca Salsi, Ivan Ayon Rivas e Maria Grazia Schiavo

E al termine della replica di San Valentino sarà possibile partecipare su prenotazione ad

una cena romantica nelle Sale Apollinee

Rigoletto di Giuseppe Verdi torna in sena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025. Questo amatissimo titolo del grande repertorio sarà ripreso in laguna nell’allestimento che Damiano Michieletto realizzò nel 2017 per l’Opera Nazionale di Amsterdam, poi presentato a Venezia nel settembre 2021 in un regime anti-covid segnato dal distanziamento sociale e da limitazioni di capienza: viene ora finalmente riproposto affinché un pubblico ancora più vasto ne possa godere.

In questa suggestiva messinscena, il regista veneziano, coadiuvato dallo scenografo Paolo Fantin, dal costumista Agostino Cavalca, dal light designer Alessandro Carletti e dal video designer Roland Horvath, ambienta la tragica azione in un manicomio, dove il buffone di corte è stato rinchiuso dopo essere impazzito di dolore per aver involontariamente provocato la morte della figlia. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice ci sarà uno specialista del repertorio quale è Daniele Callegari, che guiderà un cast composto da tre interpreti principali di grandissimo richiamo: Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro La Fenice il 7, 9, 11, 14, 16, 19, 23, 25 e 28 febbraio 2025.

            L’opera va in scena nel contesto delle manifestazioni per il Carnevale di Venezia 2025. Inoltre, in concomitanza della replica che cade nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2025, la Fenice propone, al termine dello spettacolo, una cena romantica per gli innamorati nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice per informazioni e prenotazioni, info@festifenice.it, telefono 041 786672.

Rigoletto esordì al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851. Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma storico di Victor Hugo Le Roi s’amuse, l’opera giunse sulla scena dopo una serie di vicissitudini legate alle interdizioni della censura, che riteneva inaccettabile il ruolo negativo attribuito a un sovrano, indecoroso il soggetto ed empia la maledizione. Ma Verdi era entusiasta della pièce di Hugo – «è il più gran soggetto e forse il più gran dramma de’ tempi moderni. Tribolet è creazione degna di Shakespeare!» – e riuscì a portare in scena il lavoro incontrando subito il favore del pubblico, anche se non quello della critica, disorientata dall’eccentricità del testo.

Prima opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’ con Il trovatore e La traviata, l’opera segna una svolta nell’evoluzione artistica di Verdi; lo stesso personaggio di Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana, rappresenta una vistosa eccezione in un panorama operistico che distingueva con molto maggior rigore fra misera abiezione e immacolata virtù. Proprio dalla necessità di potenziare la caratterizzazione del personaggio principale muove il rinnovamento operato dalla drammaturgia verdiana intorno a convenzioni radicate: «Cortigiani, vil razza dannata» è l’esempio memorabile che sancisce la nascita di una nuova voce per il melodramma italiano, quella ‘spinta’ del baritono verdiano, dal potente declamato.

«Al centro di questo progetto sta il rapporto tra un padre e una figlia – spiega il regista Damiano Michieletto –. Di tutti gli elementi che si possono sottolineare in una lettura registica di Rigoletto, quello che ho scelto come motore di tutta la storia è la maledizione, che è anche il titolo originale dell’opera e viene ripetutamente evocata fino alla fine. La maledizione si collega al fatto che Rigoletto scopre di essere responsabile della morte della figlia. Il piano che lui ha ordito per uccidere il duca gli si ritorce contro e provoca la morte della sua amata Gilda. Quindi lui si sente colpevole di aver distrutto l’unica cosa preziosa che aveva nella sua vita. Mi sono chiesto che reazione può provocare in un uomo una tragedia come questa. In più l’uomo in questione vive in una condizione di estrema solitudine, non ha parenti né amici, ha solo questa figlia sulla quale riversa tutte le sue attenzioni in maniera morbosa. La consapevolezza di essere causa della sua morte produce in lui la perdita di qualsiasi possibilità di tornare a essere quello che era prima, alla vita precedente, che peraltro lui odiava con tutto se stesso. Odiava il duca, così come detestava la sua condizione di idiota o buffone che dir si voglia. E dunque provoca in lui la follia: rivive tutta la storia come una sorta di lungo flashback. L’impostazione dunque è questa: tutta la vicenda è vista dal punto di vista di Rigoletto, che ricorda con l’ossessione di una mente malata questa tragedia di cui si sente responsabile. Non riesce a liberarsi del senso di colpa che lo opprime e perde ogni contatto con la realtà diventando per così dire il buffone di se stesso. È come se, pur respirando ancora, non fosse più vivo ma solo il fantasma di quello che era stato».

«Il tema della maledizione ricorre con insistenza – commenta il direttore d’orchestra Daniele Callegari – e lo si avverte durante tutto il percorso che conduce al finale. Insiste sul ‘pedale’ di do. Tutti coloro che vi hanno a che fare presentano una scrittura scura, a cominciare da Monterone, che la introduce e che guarda caso è un basso. Ma è la tinta predominante di Rigoletto a essere scura, è sufficiente pensare al duetto tra Sparafucile e il protagonista. La mia intenzione, vista anche l’impostazione forte e marcata della regia di Damiano Michieletto, è di darne una lettura moderna e contemporanea. Se ci si basa, come io faccio abitualmente quando dirigo un’opera di Verdi, sul materiale dell’edizione critica, fuoriesce maggiormente la verità verdiana, e ci si discosta dalle puntature di tradizione».

Nel cast di Rigoletto alla Fenice figureranno Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda. Mattia Denti sarà Sparafucile; Marina Comparato, Maddalena; Carlotta Vichi, Giovanna; Gianfranco Montresor, il conte di Monterone; Armando Gabba, Marullo; Roberto Covatta, Matteo Borsa; Matteo Ferrara e Rosanna Lo Greco, il conte e la contessa di Ceprano.

Maestro del Coro Alfonso Caiani. Regia ripresa da Eleonora Gravagnola.

Ecco il dettaglio delle recite con orari e turni di abbonamento:

venerdì 7 febbraio 2025 ore 19.00 (turno A);

domenica 9 febbraio ore 15.30 (turno B);

martedì 11 febbraio ore 19.00 (turno D);

venerdì 14 febbraio ore 19.00;

domenica 16 febbraio ore 15.30 (turno C);

mercoledì 19 febbraio ore 19.00;

domenica 23 febbraio ore 15.30;

martedì 25 febbraio ore 19.00 (turno E);

venerdì 28 febbraio ore 19.00.

UniCredit rinnova il sostegno al Teatro di San Carlo per la Stagione 2024-2025

Con l’art bonus UniCredit rinnova il sostegno delle Officine San Carlo per le attività sociali

31 gennaio 2025 – La Fondazione Teatro di San Carlo è orgogliosa di annunciare la riconferma di UniCredit a sostegno del Teatro di San Carlo per la Stagione 2024-2025. Questa collaborazione, ormai consolidata, continua a rappresentare un esempio virtuoso di come il settore bancario possa contribuire alla promozione culturale, al rilancio territoriale e alla formazione delle nuove generazioni attraverso l’arte e la cultura. 

Un impegno concreto per i giovani e il territorio

Il sostegno di UniCredit è stato fondamentale per la realizzazione di numerose iniziative che hanno valorizzato il Teatro di San Carlo e le Officine San Carlo come poli di innovazione, formazione e inclusione culturale. Grazie a questa partnership, negli ultimi anni è stato possibile: 

coinvolgere i giovani attraverso progetti didattici e laboratori pratici presso le Officine San Carlo, un luogo che unisce tradizione e innovazione nella formazione dei futuri professionisti del teatro;

– promuovere i mestieri del teatro, offrendo esperienze immersive e percorsi di apprendimento che spaziano dalla scenografia alla musica, fino alle luci e ai costumi;

valorizzare il patrimonio storico e artistico del Teatro di San Carlo attraverso visite guidate e attività divulgative, che hanno permesso a studenti e appassionati di immergersi nella storia di uno dei simboli della cultura italiana;

supportare le grandi produzioni artistiche, contribuendo alla realizzazione di spettacoli che hanno posizionato il Teatro di San Carlo come un punto di riferimento della scena internazionale.

Sempre più positivo il bilancio delle Officine San Carlo con dati in costante crescita. Nel 2024 le 20 Officine attivate hanno registrato circa 1.000  iscritti: un anno da record che si inserisce in piena continuità con i risultati conseguiti dal 2022 al 2024. In questo triennio le 60 Officine attivate hanno coinvolto circa 1500 partecipanti (età media 18/30), 100 dei quali, ad oggi, hanno trovato inserimento nel mondo del lavoro. Le 30 produzioni artistiche realizzate nell’ambito del progetto hanno coinvolto oltre 10.000 spettatori.

Arte e cultura sono certamente fra i tratti distintivi dell’identità italiana, oltreché volano di sviluppo socio-economico delle comunità” dichiara Annalisa Areni, Head of Client Strategies di UniCredit Italia. “Siamo orgogliosi, pertanto, di confermare il nostro impegno a supporto del Teatro di San Carlo, simbolo della città di Napoli e prestigioso emblema del patrimonio artistico del nostro Paese. In qualità di Main Sponsor, anche per il 2025, UniCredit sosterrà la stagione teatrale del lirico partenopeo, contribuendo ad imprimere ulteriore slancio alle attività di rigenerazione urbana e sociale promosse dalle Officine San Carlo. Proprio grazie a queste attività, il Teatro San Carlo riesce nella meravigliosa impresa di rendere le arti uno strumento di crescita e coesione sociale, sfruttando appieno il potenziale del territorio. Un territorio a cui, come UniCredit, siamo storicamente legati ed al quale continueremo a riservare grande attenzione”.

“Sono molto orgoglioso che, dopo la scorsa Stagione artistica, si rinnovi anche la collaborazione tra il Teatro San Carlo e UniCredit per la nuova appena iniziata. Un gesto concreto per sostenere sul nostro territorio l’arte e il talento proiettando il Teatro San Carlo sempre più nello scenario nazionale e internazionale come merita. UniCredit si è mostrata sensibile a progetti di inclusione sociale e formazione professionale, non solo supportando programmi ad hoc per i giovani talenti delle Officine San Carlo, ma anche promuovendo con impegno e dedizione attività volte alla valorizzazione culturale del Teatro stesso. Investire nei giovani significa generare speranza, creare competenze e favorire l’inclusività. Investire nella bellezza, nell’arte e nelle eccellenze diventa dunque l’unica via percorribile per coniugare il rispetto della tradizione e della storicità di un’istituzione con la necessità di innovazione e sperimentazione, generando reale valore aggiunto per l’intera collettività”. Così il sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo, Gaetano Manfredi.

Il Sovrintendente Stéphane Lissner dichiara: “Sostenere il Teatro di San Carlo significa investire nel futuro, nella cultura e nei giovani. Il nostro impegno si basa sulla convinzione che il teatro non sia solo uno spazio di rappresentazione artistica, ma un laboratorio di idee, di opportunità e di crescita per il territorio. La Stagione 2024-2025 sarà l’occasione per continuare a costruire insieme nuovi progetti che uniscano tradizione e innovazione, rafforzando il legame tra il San Carlo e la comunità”.

La Direttrice Generale Emmanuela Spedaliere afferma: “è con estrema gratitudine che rivolgiamo i nostri ringraziamenti a UniCredit per il suo prezioso sostegno. Il Teatro di San Carlo e le Officine San Carlo rappresentano un esempio straordinario di come il sostegno alla cultura possa diventare motore di crescita e innovazione. È nostro desiderio ringraziare tutte le persone che lavorano ogni giorno per mantenere vivo questo patrimonio e per creare nuove opportunità per il territorio e le future generazioni”.

Per la prossima Stagione, il sostegno di UniCredit permetterà di: 

ampliare l’offerta formativa delle Officine San Carlo, coinvolgendo un numero ancora maggiore di giovani nei progetti educativi;

– garantire un programma artistico di altissimo livello, in grado di attrarre talenti internazionali e valorizzare quelli italiani;

– continuare a promuovere il Teatro di San Carlo come simbolo di eccellenza culturale, non solo per Napoli ma per l’intero panorama internazionale. 

Berio 100, omaggio al padre della musica del Novecento. Un progetto del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, articolato in tre concerti, nel centenario della nascita dell’artista

Il 5 febbraio saranno ospiti del teatro udinese l’Orchestra di Padova e del Veneto e Francesco D’Orazio al violino diretti da Marco Angius; il 26 marzo ascolteremo Andrea Bacchetti al pianoforte e il 16 aprile Francesco D’Orazio (violino), Claudio Pasceri (violoncello), Teodoro Anzellotti (fisarmonica) e Alice Rossi (soprano). Introduce e dialoga con gli artisti Andrea Penna, conduttore radiofonico e giornalista.

Udine, 30 gennaio 2025 – Chi era Luciano Berio? Perché è annoverato tra i padri della musica del Novecento? Cosa c’entra con i Beatles e perché Paul Mc Cartney voleva conoscerlo? Cosa successe quando incontrò Milva e perché su Spotify 11 milioni di persone ascoltano i suoi Encores for Piano?

Nel centenario della nascita, il Teatro Nuovo Giovanni da Udine dedica a Luciano Berio una rassegna di tre appuntamenti musicali: tre concerti eseguiti da chi ha lavorato con lui e ha portato le sue partiture in giro per il mondo, in un percorso trasversale fra musica, interviste e testimonianze audio e video. Introduce e dialoga con gli artisti Andrea Penna, conduttore radiofonico e giornalista.

“Sono passati cento anni dalla nascita di Luciano Berio, un tempo che ci regala una buona prospettiva nell’affrontare oggi il suo pensiero creativo – spiega il direttore artistico Musica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Paolo Cascio -. Padre della musica del Novecento, ha saputo abbattere le barriere tra i generi musicali, insegnandoci a non avere pregiudizi gerarchici tra alta e bassa cultura. L’esperienza elettronica, l’estetica e il concetto di opera aperta oppure l’approccio post-moderno: questo e molto altro è stato Luciano Berio la cui musica, scrisse Sanguineti, è il desiderio dei desideri”.

Nato a Oneglia il 24 ottobre 1925, Luciano Berio vive da protagonista i fermenti culturali del Novecento: al conservatorio di Milano studia con il compositore Giorgio Federico Ghedini, negli Stati Uniti entra in stretto contatto con le avanguardie d’oltreoceano, in Germania frequenta i corsi di Darmstadt e conosce Pierre Boulez, György Sándor Ligeti, Karlheinz Stockhausen. Tocca la dodecafonia, l’elettronica, l’opera, la musica da camera e la grande orchestra e in ogni suo atto creativo lascia il segno. “Cercare di definire la musica è un po’ come cercare di definire la poesia – disse Berio – si tratta di un’operazione felicemente impossibile. La musica è tutto quello che si ascolta con l’intenzione di ascoltare musica!”.

IL PROGRAMMA

Apre la serie di tre appuntamenti, mercoledì 5 febbraio, l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius, con Francesco D’Orazio al violino. In programma la Variazione sull’aria di Papageno “Ein Madchen oder Weibchen”, Corale, su Sequenza VIIIper violino, due corni e archi e Rendering per orchestra.

Si prosegue quindi mercoledì 26 marzo con Andrea Bacchetti al pianoforte, che eseguirà musiche di Luciano Berio, Johann Sebastian Bach, Ferruccio Busoni, Domenico Cimarosa, Domenico Scarlatti, Wolfgang Amadeus Mozart, Franz Schubert, Franz Liszt, Claude Debussy, Filippo Del Corno, Heitor Villa-Lobos.

Chiudono la rassegna, mercoledì 16 aprile, Francesco D’Orazio (violino), Claudio Pasceri (violoncello), Teodoro Anzellotti (fisarmonica)e il soprano Alice Rossi che eseguiranno le Sequenze VIII, XIV XIII III di Luciano Berio e musiche di Jean-Philippe Rameau, Johann Sebastian Bach, Béla Bartók, John Cage, Niccolò Castiglioni.

Informazioni e biglietteria

La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni rappresentazione.

Infopoint in via Rialto 2/b a Udine attivo per la vendita di biglietti e abbonamenti dal martedì al venerdì (escluso festivi) dalle 10.00 alle 12.30.

Acquisti online su vivaticket.it. Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). biglietteria@teatroudine.it  www.teatroudine.it

NUOVO TEATRO VERDI: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DI “VERDI IN ROCK”

È stata presentata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo di Città a Brindisi “Verdi in Rock”, la prima edizione di una rassegna organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi e dedicata alla musica rock con la partecipazione delle scuole musicali della città di Brindisi.

All’incontro hanno partecipato il componente del Cda della Fondazione, Gianluca Bozzetti, e il direttore artistico del Nuovo Teatro Verdi, Carmelo Grassi, oltre ai rappresentanti delle scuole musicali protagoniste.

Sei appuntamenti mensili scandiranno un viaggio musicale capace di unire comunità, passione e talento in un unico grande palco. Il biglietto costa 10 euro.

È previsto anche l’abbonamento all’intera rassegna, al costo di 48 euro. Tutti i concerti sono in programma alle ore 20.30. I biglietti sono disponibili online sul portale Vivaticket e presso il botteghino del teatro, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.30. Info T. 0831 562554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com

Ogni appuntamento sarà curato da una scuola musicale di Brindisi, che porterà sul palco la propria visione del rock, rendendo il Nuovo Teatro Verdi lo scenario di un’esperienza collettiva. Uno spazio dedicato al talento delle giovani generazioni attraverso un repertorio che spazia dai grandi classici alle contaminazioni più contemporanee, e insieme un’esperienza unica che esalta il rock nella sua essenza più autentica.

«Verdi in Rock – ha detto Gianluca Bozzettiè un’opportunità straordinaria per le giovani generazioni di musicisti di mettersi alla prova e per il pubblico di scoprire la vitalità delle scuole musicali di Brindisi. Il rock è energia, racconto, ribellione e innovazione: questa rassegna è il punto d’incontro tra la tradizione di un genere intramontabile e la spinta fresca e appassionata di chi oggi ne racconta l’eredità. Il Nuovo Teatro Verdi diventa una casa per la musica suonata, per l’interpretazione autentica e per il talento che cresce e si afferma».

«Con questa rassegna – ha concluso Carmelo Grassivogliamo offrire un palcoscenico alle scuole di musica di Brindisi dando loro la possibilità di raccontare il rock attraverso le proprie sensibilità e interpretazioni. Verdi in Rock è un progetto che nasce dalla collaborazione tra le realtà musicali del territorio e che punta a consolidare il legame tra il teatro e i giovani musicisti. Ogni appuntamento permetterà di scoprire nuove sonorità, rivisitare grandi classici e mostrare la straordinaria versatilità di un genere che continua a evolversi e a emozionare».

Si comincia mercoledì 19 febbraio con “Donne in Rock”, concerto curato dall’associazione culturale Performer. Sul palco tre voci femminili interpretano in chiave acustica alcuni dei più iconici brani della storia del rock, da Janis Joplin e Patti Smith ai Beatles e Cindy Lauper. I brani, riarrangiati con sensibilità e potenza espressiva, offrono un percorso musicale che mette in luce l’anima più intima e rivoluzionaria del rock. Il pubblico potrà vivere un’esperienza emozionante, resa ancora più intensa dall’atmosfera raccolta del teatro.

Mercoledì 5 marzo la MAB Music Academy Brindisi propone “Billboard 80”, un viaggio nella musica rock degli anni Ottanta, epoca di eccessi e rivoluzioni musicali. Il programma spazia dai Pink Floyd ai Guns N’ Roses, passando per Metallica e Prince, e racconta il decennio come una stagione di innovazione sonora e culturale. Lo spettacolo esplora le origini del rock di quegli anni passando per le sue evoluzioni e contaminazioni con altri generi e mostrando come il rock abbia saputo adattarsi ai cambiamenti tecnologici e culturali, lasciando un segno indelebile nella musica moderna.

Mercoledì 9 aprile è la volta della scuola di musica “Girolamo Frescobaldi” con “Over the Rock”, un progetto che esplora il rock attraverso l’improvvisazione. I laboratori “Fresh Percussion”, “Pop Rock Lab” e “Jazz-Rock Impro” permettono ai giovani musicisti di esprimere la loro creatività fondendo tradizione e modernità in performance cariche di energia. Il concerto diventa un viaggio che parte dalle radici del rock per spingersi oltre i suoi confini sperimentando nuovi linguaggi e stili e dimostrando la versatilità e la forza espressiva di questo genere musicale.

Mercoledì 30 aprile la scuola Music Planet presenta “Brindisi City Rockers”, un omaggio al rock classico che abbraccia decenni di musica leggendaria. La serata si apre con Planet Drum, gruppo di percussioni che reinterpreta brani storici come “Smoke on the Water” e “We Will Rock You”. Segue una big band composta da allievi e maestri che dà vita a una performance vibrante e trascinante. L’energia della serata si amplifica attraverso un repertorio che spazia dai Led Zeppelin ai Queen passando per i Foo Fighters e offrendo un’esperienza unica in cui la potenza del rock diventa protagonista assoluta.

Mercoledì 7 maggio la scuola Futuro Musica rende omaggio ai grandi tastieristi del rock con “Key[s] of Rock” esplorando sei decenni di innovazione musicale. Da Ray Manzarek dei Doors a Richard Wright dei Pink Floyd, fino a Jordan Rudess dei Dream Theater, il concerto esalta il ruolo fondamentale delle tastiere nella definizione delle sonorità del rock. Attraverso brani che mescolano tradizione e sperimentazione, il pubblico potrà immergersi in un viaggio unico che dedica un tributo a quegli artisti che, con il loro stile inconfondibile, hanno trasformato le tastiere in uno strumento centrale del rock.

La rassegna si conclude mercoledì 21 maggio con “Schools of Rock”, un evento corale che unisce tutte le scuole musicali partecipanti. Sul palco si esibiscono i maestri in un concerto che sottolinea la potenza del rock come linguaggio universale e il suo valore aggregante per la comunità brindisina. L’evento finale, improntato alla collaborazione e alla condivisione, trasforma ogni singola esibizione in un grande momento collettivo capace di coinvolgere il pubblico in un crescendo di emozioni e di energia.

Franco Fagioli debutta al Teatro di San Carlo Omaggio a Velluti, l’ultimo castrato

Sul podio George Petrou

Teatro di San Carlo

Giovedì 30 gennaio, ore 20:00

Franco Fagioli è il protagonista del recital di giovedì 30 gennaio alle ore 20:00.

Il nuovo appuntamento della Stagione Sinfonica 2024-25 al Teatro di San Carlo, che prosegue la rassegna dedicata alle grandi voci della lirica contemporanea, rappresenta l’unica data italiana che anticipa il disco “The Last Castrato: Arias for Velluti”,in uscita il 28 febbraio per Château de Versailles Spectacles.

Il recital segna il debutto a Napoli anche per George Petrou, sul podio per dirigere l’Orchestra del Teatro di San Carlo.

Il programma omaggia il repertorio dell’ultimo dei grandi castrati, Giovanni Battista Velluti (1780 – 1861). In apertura e in chiusura vi è Gioachino Rossini, di cui si proporranno le Sinfoniedal Tancredi e dall’Aureliano in Palmira, insieme alla Scena, Aria e Cabaletta di Arsace: «Dolci silvestri orrori … Ah! Che sento…  Non lasciarmi in tal momento». È di Johann Simon Mayr l’ulteriore Sinfonia in locandina, tratta da La Lodoiska. Dall’Andronico di Saverio Mercadante si propone, invece, la Cavatina del protagonista dell’opera: «Dove m’aggiro… Era felice un dì… Sì bel contento in giubilo». Figurano, anche, compositori meno noti, ma meritevoli di essere riscoperti. Dall’Attila di Paolo Bonfichi si ascolterà la Scena e cavatina di Lotario: «Qual mi circonda e agghiaccia …Dolenti e care immagini … Vedrai quest’anima». Due, invece, le proposte per Giuseppe Nicolini: dal Traiano in Dacia, l’Aria di Decebalo «Ah se mi lasci o cara» e, dal Carlo Magno, la Scena e rondò di Vitekindo: «Ecco, o numi compiuto… Ah quando cesserà… Lo sdegno io non pavento». L’ultima Sinfonia in programma è di Nikolaos Mantzaros, trattadall’Ulisse agli Elisi.

Franco Fagioli è il controtenore virtuoso più celebre del nostro tempo. Rinomato tanto per la sua maestria quanto per la bellezza della sua voce, che spazia su tre ottave con magistrale tecnica, è il primo controtenore a firmare un contratto esclusivo con Deutsche Grammophon. Rinomato concertista, è presente ai Festival di Halle, Ludwigsburg, Innsbruck e Salisburgo, e collabora regolarmente con direttori quali Rinaldo Alessandrini, Alan Curtis, Gabriel Garrido, Nikolaus Harnoncourt, René Jacobs, José Manuel Quintana, Marc Minkowski, Riccardo Muti e Christophe Rousset.

Il direttore d’orchestra George Petrou, candidato ai Grammy e vincitore dell’Echo Klassik, è il nuovo Direttore Artistico del Festival internazionale Händel-Festspiele di Göttingen ed è Direttore Artistico dell’Orchestra Armonia Atenea. Tra i maggiori specialisti del repertorio barocco, è stato ospite di importanti teatri d’opera e festival. Tra questi, si citano l’Opéra de Nice, il Theater an der Wien, la Korea National Opera, il Théâtre des Champs-Élysées, l’Opéra Royal di Versailles, i BBC Proms, il ROF di Pesaro, i festival handeliani di Halle e Karlsruhe. Dirige regolarmente alcuni dei più noti ensemble su strumenti d’epoca come Il Pοmo d’Oro, Concerto Köln, B’Rock, la Lira d’Orfeo.

PER LA PRIMA VOLTA AL TCBO LA BACCHETTA DI ALVISE CASELLATI E LA CHITARRA DI XUEFEI YANG

In programma pagine di Dvořák e Campogrande

Domenica 2 febbraio alle 17.30, Auditorium Manzoni

Accosta due composizioni tardo-romantiche di Antonín Dvořák come la celebre Sinfonia n.9 “Dal nuovo mondo” e l’Ouverture da concerto Karneval a una pagina di oggi come il Concerto allegro per chitarra e orchestra di Nicola Campogrande, compositore in residenza del Teatro Comunale di Bologna, il programma del secondo appuntamento della Stagione Sinfonica 2025 della fondazione lirico-sinfonica felsinea. Sul podio, domenica 2 febbraio alle 17.30 all’Auditorium Manzoni, debutta Alvise Casellati, già ospite della Fenice di Venezia, del San Carlo di Napoli, del Maggio Musicale Fiorentino e dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, nonché ideatore e Direttore musicale di “Opera Italiana is in the Air”.

È un debutto anche per la solista Xuefei Yang, impegnata nel Concerto allegro di Campogrande proposto in prima italiana, acclamata come pioniera della musica.

E’ stata infatti tra le prime chitarriste cinesi ad avviare da Pechino una carriera mondiale dopo la rivoluzione culturale, un periodo in cui gli strumenti e la musica dell’Occidente erano banditi in Cina, e ad oggi ha tenuto concerti in oltre 50 paesi.Il compositore torinese commenta così il suo lavoro per chitarra e orchestra, eseguito per la prima volta nel 2023 ad Alicante, con solista Anabel Montesinos e direttore Josep Vincent: «Scrivere il Concerto allegro è stata una sfida meravigliosa. Ho voluto aggiungere la mia partitura a quelle che hanno fatto quella Storia – avevo in mente capolavori irraggiungibili come il Concierto de Aranjuez o la Fantasía para un gentilhombre di Rodrigo, o il delizioso primo concerto di Castelnuovo-Tedesco – e così, come sempre, ho cercato di trovare una via nuova che proseguisse dalla tradizione dalla quale veniamo; ma ho anche cercato l’energia, la potenza che la chitarra esprime quando è usata nel jazz, nel pop, nel rock, nel blues».

Appartengono all’ultimo periodo compositivo di Dvořák le due pagine proposte da Casellati. L’Ouverture Karneval del 1891 fu presentata nel corso dei concerti di saluto in Boemia e Moravia prima della partenza del compositore per New York, dove aveva assunto la carica di direttore del Conservatorio. E proprio mentre si trovava nella città americana, nel 1893 Dvořák scrisse la sua ultima sinfonia, la Nona, cosiddetta “Dal nuovo mondo”; pietra miliare del sinfonismo, acclamata fin dalla sua prima esecuzione alla Carnegie Hall. Il lavoro è ispirato alla musica popolare del nuovo continente e l’autore attinse con grande interesse dai canti degli afroamericani e dalle melodie e dai ritmi dei Nativi.

Main Partner della Stagione Sinfonica 2025 del Teatro Comunale di Bologna è Intesa Sanpaolo, grazie al cui sostegno sono inoltre aperte gratuitamente alle scuole gran parte delle prove generali dei concerti.

I biglietti – da 10 a 40 euro –sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

STEFANO BOLLANI IN CONCERTO AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO il 3 – 4 marzo 2025, ore 21:00

PIANO SOLO TOUR

Stefano Bollani, pianista e compositore italiano tra più apprezzati, sarà al Teatro Massimo di Palermo, con la sua nuova tournée Piano Solo Tourlunedì 3 e martedì 4 marzo alle ore 21:00. Due appuntamenti imperdibili per ascoltare dal vivo il talento di un musicista capace di creare ogni volta un evento unico. Le sue performance, governate dall’estro del momento, spaziano fra i generi e le epoche più diverse, dalla musica classica al jazz, dal pop ai ritmi sudamericani, da Poulenc a Lucio Dalla passando per Frank Zappa, in un grande gioco musicale dove a condurre sono l’improvvisazione e creatività. Unico punto fermo: la grande empatia che riesce a instaurare con il pubblico, ogni volta chiamato a comporre insieme all’artista il programma della serata con le proprie imprevedibili richieste. I biglietti per assistere ai concerti (da 15 a 60 euro) saranno in vendita al Teatro Massimo e sul sito di Ticketone a partire da martedì 4 febbraio per gli abbonati del Teatro Massimo e dal 6 febbraio per tutti.

STEFANO BOLLANI (Milano, 1972) all’età di sei anni comincia a studiare pianoforte ed esordisce professionalmente a quindici anni. La sua musica è un enorme gioco da re-inventare, da solo o con i partners più diversi, cercando stimoli nella musica del passato e del presente, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Chick Corea, Richard Galliano, Bill Frisell, Lee Konitz, Paul Motian, Pat Metheny, incidendo per le etichette di jazz più prestigiose quali ECM, Label Bleu e ACT records. Collabora con orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris suonando musiche dei suoi prediletti Gershwin, Ravel e Poulenc con direttori come Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi, Daniel Harding, Zubin Mehta, Anthony Pappano. Ha un forte legame con il Brasile. Ha registrato due dischi a Rio de Janeiro (Carioca, 2007, e Que bom, 2018) e ha avuto modo di collaborare con molti artisti brasiliani tra cui Hamilton de Holanda, Caetano Veloso e Chico Buarque. Scrive libri (tra cui il romanzo La sindrome di Brontolo) o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris o La regina dada, scritto e interpretato insieme a sua moglie Valentina Cenni. In radio, insieme a David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di RadioRai3. In tv, dopo l’ esperienza alla corte del grande Renzo Arbore, ha condotto programmi-jam session di parole e musica (Sostiene Bollani su Rai3 e L’ importante è avere un piano su Rai1). Dal 2021, su Rai3, conduce insieme a Valentina Cenni Via dei matti numero zero, una striscia quotidiana pre-serale dedicata alla musica giunta alla quarta edizione. Al festival del cinema di Venezia 2022 è stato insignito del prestigioso premio della critica Soundtrack Stars Award per la sua attività di compositore per i film, premiata anche con un Nastro d’argento nel 2021 (per Carosello Carosone) e con il David di Donatello nel 2023 (per Il pataffio).

I concerti sono organizzati in collaborazione con Angeli Musicanti Fest e Ponderosa. 

In scena Die Walküre con Simone Young e Alexander Soddy sul podio della Scala e la regia di David McVicar

Un allestimento di grande impatto per la Giornata più attesa del Ring wagneriano.

Nel cast Klaus Florian Vogt è Siegmund, Elza van den Heever Sieglinde, Camilla Nylund Brünnhilde, Michael Volle Wotan, Okka von der Damerau Fricka e Günther Groissböck Hunding.

Diretta su LaScalaTv il 12 febbraio; dal 29 gennaio partono le prelazioni per l’intero ciclo nel 2026.

Dopo il Prologo, ovvero Das Rheingold andato in scena lo scorso ottobre, va in scena al Teatro alla Scala dal 5 al 23 febbraio Die Walküreper la regia di David McVicar, con scene dello stesso McVicar insieme a Hannah Postlethwaite e costumi di Emma Kingsbury.

Il cast schiera alcune delle voci wagneriane più autorevoli del nostro tempo: Siegmund è Klaus Florian Vogt, Sieglinde Elza van den Heever, Wotan Michael Volle, Brünnhilde Camilla Nylund, Fricka Okka von der Damerau.

Simone Young dirigerà le rappresentazioni del 5, 9 e 12 febbraio e Alexander Soddy quelle del 15, 20 e 23. Si rinnova così il sodalizio tra i due Maestri inaugurato in occasione del Rheingold e che proseguirà fino al 2026, quando dirigeranno ciascuno un ciclo completo della Tetralogia. Entrambi pianisti di formazione (come Daniel Barenboim di cui Simone Young è stata assistente, mentre Soddy è stato assistente della Young) i due artisti condividono la stessa visione complessiva del ciclo, radicata nella tradizione di Bayreuth dove Simone Young ha diretto il Ring nell’estate del 2024 con grande successo (è stata premiata come “Best Conductor” agli International Opera Award 2024) e dove tornerà nell’estate 2025. A partire da queste radici condivise si sviluppano due letture musicali distinte ma in continuo dialogo.

Nuovo capitolo per la lettura registica di David McVicar, che aveva presentato Das Rheingold come uno shakespeariano prologo in tono di commedia e assume ora il tono alto della tragedia introducendo l’amore di Siegmund e Sieglinde, il concepimento di Siegfried, la vendetta di Hunding propiziata da Fricka, la disobbedienza di Brünnhilde e l’incantesimo e addio di Wotan in una scena grandiosa e magica, di straordinario effetto spettacolare. Il mito torna protagonista in una lettura che convoglia i temi del legame con la Natura e delle forze distruttive che anche nella nostra epoca tornano a manifestarsi nella concezione del Ring come grande rappresentazione unitaria del mondo e dell’umanità.

DIE WALKÜRE di Richard Wagner

Prima giornata in tre atti

di DER RING DES NIBELUNGEN

Libretto di Richard Wagner

5, 9, 12, 15, 20, 23 febbraio 2025

Nuova produzione Teatro alla Scala

Direttrice (5, 9, 12 feb.) SIMONE YOUNG

Direttore (15, 20, 23 feb.) ALEXANDER SODDY

Regia DAVID MCVICAR

Scene David McVicar e hannah postlethwaite

Costumi emma kingsbury

Luci david finn

Video e proiezioni katy tucker

Coreografia gareth mole

Maestro arti marziali/prestazioni circensi david greeves

Orchestra del Teatro alla Scala

Personaggi e interpreti

Siegmund                               Klaus Florian Vogt

Hunding                                 Günther Groissböck

Wotan                                     Michael Volle

Sieglinde                                 Elza van den Heever

Fricka                                     Okka von der Damerau

Brünnhilde                             Camilla Nylund

Gerhilde                                 Caroline Wenborne

Helmwige                               Kathleen O’Mara

Ortlinde                                  Olga Bezsmertna

Waltraute                               Stephanie Houtzeel

Roßweiße                               Eva Vogel

Siegrune                                 Virginie Verrez

Grimgerde                              Eglė Wyss

Schwertleite                           Freya Apffelstaedt

Date:

Mercoledì 5 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno Prime Opera

Domenica 9 febbraio 2025 ore 14.30 ~ Turno C

Mercoledì 12 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno A

Sabato 15 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno D

Giovedì 20 febbraio 2025 ore 18 ~ Turno B

Domenica 23 febbraio 2025 ore 14.30 ~ Fuori Abb.

Prezzi:

da 300 a 36 euro

Infotel 02 72 00 37 44

www.teatroallascala.org

Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi,

si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel

LaScalaTv

La rappresentazione del 12 febbraio sarà trasmessa in live streaming sulla piattaforma LaScalaTv.

Dopo la diretta, il video resterà disponibile on demand fino al 19 febbraio 2025.

Le presentazioni

L’opera sarà presentata al pubblico martedì 28 febbraio alle ore 18 nel Ridotto dei Palchi in un incontro con ascolti al pianoforte dal titolo “La tragedia dei Wälsidi” a cura della professoressa Elisabetta Fava nell’ambito del ciclo “Prima delle Prime” organizzato in collaborazione con gli Amici della Scala.

Un’ora prima dell’inizio di ogni rappresentazione, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Liana Püschel.

Il Ring per i più giovani

La prova antegenerale del 30 gennaio sarà aperta agli studenti nell’ambito del progetto triennale di inclusione, avviato in collaborazione con la Fondazione Monte di Lombardia, che punta a promuovere l’accessibilità e l’inclusione culturale per i giovani, tema cui la Fondazione sta dedicando particolare attenzione. Questo programma ambizioso avrà una durata di tre anni e si pone come obiettivo il coinvolgimento nelle attività del Teatro di circa 25.000 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni.

Verso il Ring del 2026

Sono aperte dal 29 febbraio le prelazioni per gli abbonati e per i sostenitori del Teatro per l’acquisto dell’intera Tetralogia, che verrà ripetuta due volte nel 2026, nel 150° anniversario della prima esecuzione completa a Bayreuth nel 1876.   Simone Young dirigerà il primo ciclo nei giorni 1, 3, 5, 7 marzo, mentre Alexander Soddy salirà sul podio il 10, 11, 13 e 15 marzo 2026.

A partire dal 23 aprile 2025 saranno disponibili gli abbonamenti ai cicli, anche in una formula Premium che comprende attività culturali e servizi di accoglienza dedicati, mentre i singoli biglietti saranno in vendita dal 6 novembre 2025. 

Il Teatro alla Scala ringrazia Milano per la Scala per il sostegno.

Il Ring al Teatro alla Scala

La Scala, che nel corso dell’800 accoglie con diffidenza e ritardo le opere di Wagner (la prima, malissimo ricevuta, è Lohengrin nel 1873, due anni dopo Bologna), diviene nel ‘900 un punto di riferimento musicale e scenico per questo repertorio grazie innanzitutto al fervore wagneriano di Arturo Toscanini.  

Toscanini debutta al Piermarini nel 1898 dirigendo i Meistersinger e nei suoi anni di direzione del Teatro torna a Wagner con regolarità. Nel 1923 affida la messa in scena di Tristan und Isolde a Adolphe Appia: la prima regia “moderna” alla Scala.

Dopo di lui è Victor de Sabata a garantire esecuzioni wagneriane di riferimento, insieme a una squadra di direttori cresciuti in questa musica: Siegfried Wagner, Franz von Hösslin, Wilhelm Furtwängler, Clemens Krauss, Herbert von Karajan.

Nel ‘900 la Scala allestisce la Tetralogia con assiduità: nel 1927, 1928 e 1931 dirige Ettore Panizza, nel 1930 Siegfried Wagner, nel 1938 Clemens Krauss, nel 1943 Franz von Hösslin, nel 1949-50 Wilhelm Furtwängler, nel 1962-63 André Cluytens.

Nel 1974 Die Walküre nell’allestimento innovativo di Luca Ronconi con le scene di Pier Luigi Pizzi dovrebbe inaugurare un nuovo ciclo, che però si ferma alla seconda giornata per le incomprensioni con il direttore Wolfgang Sawallisch e viene realizzato dal Maggio Musicale Fiorentino.

Il 7 dicembre 1994 Riccardo Muti intraprende con Die Walküre, regia di André Engel, un nuovo ciclo, che prosegue con Yannis Kokkos. Infine, Daniel Barenboim presenta la sua Tetralogia tra il 2010 e il 2013, bicentenario della nascita del compositore, con la regia di Guy Cassiers.

Era dalla versione diretta da Cluytens nel 1963 che le quattro Giornate non venivano eseguite di seguito nella stessa Stagione, come avverrà anche nel 2026 con due cicli completi.

Foto di Brescia e Amisano

Acquaprofonda di Giovanni Sollima al Teatro Malibran

L’opera ‘civica’ contemporanea,

dedicata al pubblico di tutte le età,

torna in scena al Malibran

Acquaprofonda di Giovanni Sollima tornerà in scena al Teatro Malibran nel contesto della programmazione Education dedicata al pubblico delle scuole, dei giovani e delle famiglie e nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia. Opera ‘civica’ contemporanea per tutte le età, vincitrice del Filippo Siebaneck al Premio Abbiati 2022, Acquaprofonda si basa su un libretto di Giancarlo De Cataldo e ritrae con grande originalità uno dei temi più rilevanti del nostro tempo, l’inquinamento delle acque. Sarà proposta nell’allestimento AsLiCo con la regia di Luis Ernesto Doñas, le scene di Chiara La Ferlita, i costumi di Elisa Cobello e il light design di Camilla Piccioni, e con l’Orchestra 1813 del Teatro Sociale di Como diretta da Eric Eade Foster. L’opera è stata commissionata da AsLiCo in coproduzione con Teatro dell’Opera di Roma; Civic Opera domani – XXV edizione speciale. Cinque le recite in programma al Teatro Malibran: quelle di giovedì 30 e venerdì 31 gennaio 2025, in doppia replica alle ore 9.30 e alle ore 12.00 sono riservate alle scuole, mentre la replica di sabato 1 febbraio 2025 ore 15.30 è fuori abbonamento e aperta al tutto il pubblico.

Acquaprofonda è un’opera contemporanea per ragazzi, adatta al pubblico di tutte l’età, che ritrae in modo unico uno dei temi più rilevanti del nostro tempo: l’inquinamento delle acque. La trama trasmette in maniera immediata riflessioni di grande attualità. Una spiaggia, un’umile casetta, un’imponente fabbrica: la quotidianità della vita della protagonista della nostra storia, Serena, di suo padre, il guardiano, e di padron Bu, il proprietario della fabbrica, viene sconvolta dall’arrivo di una gigantesca creatura marina. Grazie all’aiuto del vecchio marinaio, Serena saprà convincere il padre ad agire correttamente, e aiuterà la balena a liberarsi dalla tanta plastica nella pancia, rimettendo a padron Bu i rifiuti inquinanti della sua attività.

Nel cast del nuovo allestimento veneziano figurano Federica  Livi nel ruolo di Serena, Benedetta Mazzetto nel doppio ruolo della balena e della madre; Vincenzo Spinelli in quello del guardiano; Francesco Auriemma in quello del vecchio marinaio; Marco Tomasoni in quello di padron Bu; Luisa Bertoli, Claudio Giovani, Antonella Petillo e Giorgio Zobel interpreteranno i pesciolini e i seguaci di padron Bu.

Per informazioni www.teatrolafenice.it