UniCredit si conferma Main Partner dell’Arena Opera Festival per le stagioni 2025 e 2026

Al via nuove iniziative a favore dell’inclusione e dell’occupazione giovanile

Una partnership che guarda alle nuove generazioni. Fondazione Arena di Verona e UniCredit annunciano la riconferma dell’intervento di supporto della banca, in qualità di Main Partner, a fianco dell’Opera Festival per il biennio 2025-2026. E svelano due nuovi progetti per favorire l’inclusione e l’occupazione giovanile.

L’annuncio arriva nella Giornata Mondiale del Teatro e segna la prosecuzione di una collaborazione consolidata, avviata più di trent’anni fa, nel 1994, tra due grandi istituzioni capaci di esprimere, nei rispettivi ambiti, un’eccellenza nazionale con una forte vocazione internazionale.

Una partnership con cui UniCredit intende ribadire il proprio sostegno alla Città di Verona e una nuova, concreta, testimonianza del proprio impegno sulla cultura come leva strategica per lo sviluppo sociale ed economico del territorio e del capitale umano dei suoi abitanti.

Un’attenzione che ha portato nel recente passato a un’erogazione congiunta di 14 milioni di euro da parte di UniCredit e Fondazione Cariverona che ha reso possibile un ampio intervento di restauro, i cui lavori stanno terminando proprio in queste settimane, sull’Anfiteatro romano che ospita il Festival, uno dei simboli del patrimonio artistico italiano conosciuto in tutto il mondo.

La collaborazione siglata tra le parti si arricchisce tuttavia di nuovi contenuti, con un focus particolare sulle giovani generazioni.  Due le iniziative messe in cantiere per quest’anno da UniCredit:

Il supporto al progetto di formazione e crescita professionale ‘U Are Invited’ realizzato da Fondazione Arena di Verona in collaborazione con “Teach For Italy” – ente del terzo settore che opera per rafforzare la scuola pubblica italiana partendo dai contesti dove le sfide legate alla povertà educativa sono maggiori. Un’iniziativa per offrire un’opportunità di crescita per ragazzi e ragazze che frequentano Istituti tecnici e Centri di formazione professionale del territorio: grazie al progetto possono conoscere alcune professioni dell’ambito dell’arte e dello spettacolo in cui mettersi in gioco e professionalizzarsi per il loro futuro. Un’occasione per Fondazione Arena per valorizzare il ruolo e la professionalità delle maestranze del teatro, mestieri tecnici che sono ingranaggi essenziali per la realizzazione degli spettacoli. Un progetto pilota avviato in queste settimane che coinvolgerà le scuole di Verona e provincia. Un gruppo di venti studenti, questa mattina, al Filarmonico ha incontrato gli elettricisti di Fondazione Arena e ha potuto approfondire il loro ruolo all’interno della macchina teatrale. Nelle giornate del 26 e 28 marzo, invece, in programma l’incontro tra altri due gruppi di ragazzi con il reparto sartoria, con lezioni di formazione sia a scuola che nei laboratori di via Gelmetto.

L’attivazione, a partire dall’edizione 2026 del Festival Lirico dell’Arena di Verona, della nuova tariffa «U30» che offrirà ai giovani di età inferiore ai 30 anni ben trenta serate a soli 30 euro in posti di platea con l’obiettivo di avvicinare i ragazzi al mondo della musica lirica creando così una nuova leva di pubblico.

Confermata la possibilità per la vasta rete internazionale di clienti e dipendenti della banca di poter usufruire di tariffe speciali per l’acquisto dei biglietti del Festival lirico.

Damiano Tommasi, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena di Verona: “Le relazioni di lungo corso per mantenersi solide hanno bisogno di essere rivitalizzate e motivate. Ecco l’importanza del rilancio di questa partnership trentennale.  C’è la voglia e il desiderio di essere protagonisti insieme e di guardare al futuro, al nuovo pubblico. Ecco perché si stanno sperimentando nuovi allestimenti, nuovi spettacoli, alimentando da un lato il sistema culturale e dall’altro il coinvolgimento del territorio e dei giovani. Un investimento sul futuro dell’Arena e della città”.

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Da oltre trent’anni UniCredit sostiene l’Arena di Verona e il suo Opera Festival, un rapporto lungimirante e proficuo che ora guarda al futuro, investendo in nuove sinergie tra il mondo del teatro e quello della scuola e dei giovani. Fondazione Arena è alla continua ricerca di idee e talenti, vuole essere una fucina di professionalità non solo artistiche ma anche tecniche. E vuole parlare alle nuove generazioni. Ringrazio pertanto la Banca per aver creduto in questa partnership e averla voluta rinnovare per il prossimo biennio”.

Remo Taricani, Deputy Head di UniCredit Italia: “Siamo orgogliosi di rinnovare la collaborazione con la Fondazione Arena, simbolo di Verona, confermando il nostro impegno verso un territorio in cui UniCredit affonda le sue radici. Attraverso questa partnership, vogliamo continuare a sostenere l’Opera Festival dell’Arena di Verona, una delle eccellenze del nostro Paese, e promuovere la cultura come leva strategica per lo sviluppo sociale, economico e del capitale umano, soprattutto a partire dai più giovani.”

Francesco Iannella, Regional Manager Nord Est di UniCredit: “La storica partnership UniCredit-Fondazione Arena quest’anno è stata ampiamente rinnovata e rinvigorita, puntando su progettualità focalizzate sui giovani, sia sul fronte dell’Education e dell’inserimento lavorativo, che su quello della fruizione culturale”.

Andrea Compagnucci, Marketing Principal Consultant di Fondazione Arena di Verona: “UniCredit accompagna la crescita di Fondazione Arena e del Festival non solo grazie alle risorse economiche ma grazie ad un know-how trasversale. Dopo il focus degli scorsi anni sull’empowerment femminile, l’attenzione oggi si accende sui giovani e i talenti del futuro. Ci sono tanti lavori tecnici in un teatro, sconosciuti ai ragazzi. Questo progetto con Teach For Italy mette in connessione l’esigenza di formare nuovo personale con il desiderio degli studenti di scegliere la propria strada”.

Eleonora Dutto, Responsabile Sviluppo in Teach For Italy: “UniCredit Foundation ha abbracciato la mission della nostra rete internazionale e da tre anni supporta in 6 paesi europei Partner del network il contrasto alle disuguaglianze educative e il rafforzamento della scuola pubblica. Siamo orgogliosi ora di poter collaborare con Fondazione Arena, mettendo a disposizione il nostro know how. Crediamo che per consentire ad ogni studente di avere le stesse opportunità, indipendentemente dal luogo in cui nasce e cresce, sia necessario un impegno sistemico e trasversale, che coinvolga diversi attori soprattutto il mondo della cultura”.

Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona: “Grazie a questa collaborazione, si produce un impatto sociale oltre che economico e culturale. Si migliorano le condizioni di vita delle persone, dei giovani e si combatte la povertà educativa, facendo conoscere i diversi mestieri del teatro e aprendo nuovi orizzonti professionali. Ringraziamo UniCredit per la costante attenzione al territorio e per il sostegno con cui, attraverso Art Bonus, ha consentito un restauro incredibile dell’Arena, un’operazione straordinaria”.

Debutto al Teatro di San Carlo per Simone Lamsma, sul podio Constantin Trinks

Teatro di San Carlo

Venerdì 28 marzo 2025, ore 19:00

Il prossimo appuntamento della Stagione di Concerti 2024-25 al Teatro di San Carlo, venerdì 28 marzo alle ore 19:00,vede il ritorno di Constantin Trinks sul podio del Lirico partenopeo.

Segna il concerto un nuovo debutto: sarà per la prima volta a Napoli la violinista olandese Simone Lamsma che, con l’Orchestra del Teatro di San Carlo, eseguirà il “Concerto in re maggiore”, op. 61 di Ludwig van Beethoven. Nella seconda parte, la “Sinfonia n. 4 in fa minore”, op. 36 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Lirismo e cantabilità segnano il “Concerto in re maggiore per violino e orchestra” che Beethoven compone nel 1806. La dedica è a Stephan von Breuning, suo caro amico, ma la partitura autografa reca una particolare scritta: “Concerto par Clemenza pour Clement”. È riferita a Franz Clement, il virtuoso primo interprete di un’opera che riscosse successo solo anni più tardi. Nel 1844 un altro prodigio dello strumento, Johann Joachim, si rende protagonista di uno straordinario concerto a Londra sotto la direzione di Felix Mendelssohn, segnando così la riscoperta di quest’opera.

È anche la “Sinfonia n. 4” di Čajkovskij a conoscere alterne vicende legate al favore di pubblico. La prima esecuzione avviene a Mosca nel 1878 sotto la direzione di Nikolaj Rubinstein, ma tiepido è il riscontro dei presenti. Tra questi, vi è Nadežda von Meck, la mecenate che sostiene Čajkovskij, e che chiede al compositore ragione dei contenuti della Sinfonia. La risposta ripercorre l’intenzione programmatica che anima l’opera: “Il germe dell’intera Sinfonia è il Fato, quella forza fatale che ostacola l’impulso alla felicità”. E ancora “la malinconia che prende la sera” nel secondo movimento, gli “arabeschi capricciosi” del terzo e, infine, nel quarto, l’invito a “lasciarsi trascinare dalla meraviglia della gioia altrui” per godere dei loro momenti di felicità.

Tra i più importanti direttori wagneriani del nostro tempo e richiestissimo per le sue interpretazioni sinfoniche, Constantin Trinks vanta una notevole esperienza. È regolarmente ospite della Bayerische Staatsoper e ha diretto, tra le altre, la Philharmonisches Staatsorchester Hamburg, la Filarmonica Arturo Toscanini, la George Enescu Philharmonic Orchestra, la Dresdner Philharmonie, la Vancouver Symphony Orchestra, il Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestre de Chambre de Paris, la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e la Münchner Philharmoniker.

Acclamata per il suo suono «raffinato, espressivo e intenso» (“Cleveland Plain Dealer”), Simone Lamsma è considerata una delle musiciste più sorprendenti nel panorama della musica classica. Con un vasto repertorio, è stata ospite di molte delle principali orchestre in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Giappone, collaborando con direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Vladimir Jurowskij, Vasilij Petrenko, Juraj Valčuha, Edward Gardner, Kent Nagano, Jukka-Pekka Saraste, James Gaffigan, Sir Mark Elder e Andris Poga.

Concerto Sinfonico

28 Marzo 2025

Constantin Trinks

Direttore | Constantin Trinks Violino | Simone Lamsma♭

Programma Ludwig Van Beethoven, Concerto per violino in re maggiore, op. 61 Piotr I. Tchaikovsky, Sinfonia n. 4 in fa minore, op. 36

Orchestra del Teatro di San Carlo

♭ debutto al Teatro di San Carlo

Teatro di San Carlo | CREMISI venerdì 28 marzo 2025, ore 19:00 – S/P – CREMISI – VII

Durata: 2 ore circa, con intervallo

Omaggio a Maurice Ravel con il pianista Benedetto Lupo

Sabato 29 marzo concerto proposto dall’Accademia di Studi pianistici Antonio Ricci di Udine

Prosegue la Stagione musicale dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” di Udine. Sabato 29 marzo alle ore 18.00 è infatti atteso l’arrivo di un autentico fuoriclasse del pianoforte, Benedetto Lupo, fra i più acclamati interpreti di oggi.

Docente all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, Benedetto Lupo si esibirà nella sede dell’Università degli Studi di Udine – Palazzo Antonini conducendo il pubblico attraverso alcune delle pagine più suggestive di Maurice Ravel – di cui nel 2025 si celebrano i centocinquant’anni dalla nascita – rivelandone la raffinatezza, il virtuosismo e la profondità della sua scrittura pianistica.

Il repertorio proposto da Benedetto Lupo esplora il lirismo e la maestria timbrica di Ravel, dall’evocativo À la manière de Borodine (Valse) al delicato Menuet sur le nom d’Haydn, dal tocco nostalgico della Pavane pour une infante défunte all’eleganza barocca di Le Tombeau de Couperin, passando per le raffinate sfumature delle Valses Nobles et Sentimentales.

Considerato dalla critica uno dei pianisti più raffinati e versatili della sua generazione, Benedetto Lupo si è imposto all’attenzione internazionale vincendo nel 1989, primo italiano nella storia, il prestigioso Concorso Internazionale Van Cliburn. La sua carriera lo ha portato a collaborare con le più rinomate orchestre del mondo, tra cui Philadelphia Orchestra, Boston Symphony, Chicago Symphony, London Philharmonic e Gewandhaus Orchester di Lipsia, sotto la direzione di maestri del calibro di Kent Nagano, Vladimir Jurowski e Juanjo Mena.

Presente nelle più importanti sale da concerto e festival internazionali – dalla Philharmonie di Berlino alla Wigmore Hall di Londra, dal Teatro alla Scala di Milano al Festival Pianistico Internazionale di Bergamo e Brescia – Benedetto Lupo è oggi una delle voci più autorevoli nell’interpretazione della musica francese, come confermano i suoi acclamati recital monografici dedicati a Debussy e Ravel.

Oltre alle registrazioni per numerose radiotelevisioni europee e statunitensi, ha inciso per TELDEC, BMG, VAI, NUOVA ERA, nonché l’integrale delle composizioni per pianoforte e orchestra di Schumann per la ARTS. Nel 2005 è uscita una nuova incisione del Concerto Soirée di Nino Rota per Harmonia Mundi che ha ottenuto numerosi premi internazionali, tra i quali il “Diapason d’Or”. Pianista dal vasto repertorio, ha al suo attivo anche un’importante attività cameristica e didattica; tiene masterclass presso importanti istituzioni internazionali, è spesso invitato nelle giurie di prestigiosi concorsi pianistici internazionali e, dall’anno accademico 2013/2014, è titolare della cattedra di pianoforte nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, istituzione della quale, dal dicembre 2015, è Accademico effettivo.

Info e biglietteria

I biglietti per il recital sono in vendita all’Angolo della Musica di Viale Leonardo da Vinci a Udine e nella sede dell’evento a partire da 45 minuti prima del concerto.

Tutte le iniziative dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” sono realizzate con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Università degli Studi di Udine, Fondazione Friuli e Banca di Cividale-Gruppo Sparkasse.

Per qualsiasi informazione: accademiaricci@virgilio.it

sabato 29 marzo 2025 – ore 18.00

Università degli Studi di Udine – Palazzo Antonini

BENEDETTO LUPO pianoforte

Maurice Ravel

Á la manière de…
– Borodine Valse
– 
Chabrier Paraphrase sur un air de Gounod (Faust, 1ème acte)

Valses Nobles et Sentimentales

Menuet sur le nom d’Haydn

Menuet antique

Sonatine

Pavane pour une infante défunte

Le Tombeau de Couperin

IL CONCERTO PER I 100 ANNI DI BERIO, PROGRAMMATO AD APRILE, POSTICIPATO AL 2 E 3 MAGGIO

Con Folks Songs and Dances, canzoni dal mondo, danze e brani ungheresi di Bartók e Kodály eseguite dall’Orchestra areniana diretta dal maestro Ráth

venerdì 2 maggio ore 20.00

sabato 3 maggio ore 17.00

Teatro Filarmonico di Veron

Tra i numerosi e importanti anniversari del 2025, Fondazione Arena ricorda il grande compositore del secondo Novecento italiano, Luciano Berio (1925-2003), a cent’anni dalla nascita. Dopo aver proposto nella scorsa stagione l’iconico Rendering, in cui Berio dialoga con frammenti sinfonici incompiuti di Schubert, Fondazione Arena lo omaggia con Folk songs, un viaggio nei canti popolari di diversi paesi nati da suggestioni originali, storie e tradizioni di quattro regioni d’Italia, di Stati Uniti, Armenia, Francia, Spagna, Azerbaigian, racchiusi in un unico ciclo del 1964 per voce e orchestra.

Il concerto, che doveva tenersi l’11 e 12 aprile, è stato riprogrammato per il 2 e 3 maggio. Biglietti e carnet sono in vendita, mentre biglietti già emessi e abbonamenti per l’11 e 12 aprile sono già validi rispettivamente per l’ingresso al concerto di venerdì 2 e sabato 3 maggio: non sarà quindi necessario cambiare il proprio biglietto/abbonamento e i posti acquistati in origine sono confermati. Qualora i possessori di biglietto o abbonamento non possano assistere al concerto nelle nuove date, sarà possibile chiedere il rimborso del biglietto/rateo dell’abbonamento, entro e non oltre il 4 aprile, seguendo le indicazioni contenute nel modulo da compilare al link: https://form.jotform.com/250652971434358. Per ulteriori informazioni: info@arenadiverona.it

Sul podio il maestro ungherese György Györiványi Ráth, già applaudito a Verona, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena in un programma che unisce il folk magiaro alla musica sinfonica del Novecento. Per Berio – autore, docente, direttore, pioniere della musica elettronica, eclettico sperimentatore e fondatore di istituzioni quali il Juilliard Ensemble, lo Studio di fonologia musicale Rai, il centro di ricerca Tempo Reale – Fondazione Arena propone Folk songs, scritti per Cathy Berberian, prima interprete e voce dell’avanguardia musicale, a Verona affidati al mezzosoprano Corinna Scheurle, per la prima esecuzione al Teatro Filarmonico.

Nel brillante programma anche le Danze di Galanta di Zoltán Kodály (1882-1967): dal nome del luogo d’infanzia del compositore ed etnomusicologo, che le dedicò sei brani dai ritmi e colori popolareschi, ormai famosi in sala da concerto, che combinano sapientemente temi tzigani e raffinata orchestrazione. Pochi mesi li separano dalla Musica per archi, percussioni e celesta del conterraneo Béla Bartók, al centro dell’impaginato: un’esplorazione delle potenzialità sonore dell’orchestra, di cui sono isolate due sezioni, dal risultato unico, che affascinò anche il regista Stanley Kubrick, tanto da includerle nelle scene più ipnotiche e tese della sua celebre pellicola Shining.

Una ricorrenza riguarda lo stesso Bartók (1881-1945): ad 80 anni dalla sua scomparsa, Fondazione Arena propone anche le caleidoscopiche musiche complete del Mandarino miracoloso, in programma già il 28 e 29 marzo, accanto alla prima italiana di Brink di Donnacha Dennehy e al Terzo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, il titanico Rach 3, con Mikhail Pletnev e la direzione di Ryan McAdams.

Il programma ha una durata di 65 minuti circa, con un intervallo.

È possibile acquistare carnet e biglietti singoli per ogni data del Teatro Filarmonico al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

Per le iniziative di Arena Young, il mondo della scuola potrà accedere alla prima di venerdì 2 maggio a tariffe agevolate e con uno speciale preludio introduttivo.  

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it

Punti vendita TicketOne.it

informazioni

Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona

Via Roma 7/D, 37121 Verona

tel. (+39) 045 805.1861-1905-1891-1939

ufficio.stampa@arenadiverona.itwww.arena.it

Venerdì 28 marzo 2025 l’ultimo appuntamento sinfonico in calendario prima dell’avvio dell’87º Festival del Maggio Musicale Fiorentino. 

Sul podio della Sala Grande il direttore emerito a vita Zubin Mehta;

in programma le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Gustav Mahler.

Solista nell’esecuzione del brano di Mozart, al clarinetto, Edoardo Di Cicco.

Il concerto sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3

Ultimo tappa in calendario prima dell’avvio dell’87º Festival del Maggio. 

Venerdì 28 marzo, alle ore 20, il direttore emerito a vita Zubin Mehta torna sul podio della Sala Grande alla guida dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino per un importante appuntamento sinfonico. In apertura il “Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622” di Wolfgang Amadeus Mozart, solista al clarinetto Edoardo Di Cicco; chiude la serata la celebre Sinfonia n. 1 in re maggiore, conosciuta con il nome di Titan, di Gustav Mahler.

Il maestro Mehta e l’Orchestra del Maggio sono inoltre impegnati il sabato 29 marzo 2025 alle ore 17:30 a Orvieto, nell’ambito del progetto “Omaggio all’Umbria”, per il tradizionale Concerto di Pasqua. Il concerto dal maggio sarà trasmesso in differita su Rai Radio 3 e il concerto da Orvieto sarà trasmesso su Rai 1 il Venerdì Santo dopo la Via Crucis e su Rai 5 nei giorni successivi la messa in onda.

Il maestro Zubin Mehta dirige quindi l’ultimo concerto sinfonico prima che si alzi il sipario sull’87esima edizione del Festival del Maggio, e sarà lui a dirigere il primo concerto sinfonico corale del Festival il 18 aprile con la monumentale “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi. Il maestro poi durante il Festival dirigerà Aida, di Giuseppe Verdi – in scena dal 19 giugno al 1º luglio 2025 – e chiuderà la programmazione sinfonica del Festival con il concerto del 21 giugno.

 L’appuntamento del 28 marzo si apre con il “Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622” di Wolfgang Amadeus Mozart, composto nell’autunno del 1791: il dedicatario era l’amico clarinettista Anton Stadler, grande virtuoso dello strumento. Il clarinetto era uno strumento particolarmente amato dal genio di Salisburgo per via del suo timbro morbido, e nel Concerto KV 622 è affiancato da un’orchestra dalle sonorità cameristiche (dunque senza oboi, trombe e timpani) che lascia ampio spazio agli interventi del solista mettendone in risalto la versatilità e l’espressività nei vari registri. Il solista è Edoardo Di Cicco, primo clarinetto dell’Orchestra del Maggio. 

In chiusura una delle più celebri composizioni di Gustav Mahler, la Sinfonia n. 1 in re maggiore, conosciuta con il nome di Titano: la sua scrittura impegnò Mahler per gran parte della carriera, dai primi abbozzi del 1884 fino agli ultimi e definitivi ritocchi nel 1909. Composizione dalla genesi travagliata, segnata da continui ripensamenti e revisioni, venne eseguita in tre versioni diverse nel corso degli anni. Nella prima esecuzione a Budapest nel 1888 la presentò come poema sinfonico; cinque anni dopo nell’esecuzione di Amburgo la rinominò “Titano, poema sinfonico in forma di sinfonia”, ispirandosi a un romanzo di Jean Paul. Infine, nella versione di Berlino del 1896 cancellò ogni titolo e ogni didascalia nominandola definitivamente Sinfonia n. 1 in re maggiore.

Il programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra K. 622

Dopo aver trascorso alcune settimane a Praga per l’allestimento de La clemenza di Tito, Mozart torna a Vienna e il 7 ottobre del 1791 congeda il Concerto in la maggiore per clarinetto e orchestra KV 622. Il dedicatario è l’amico clarinettista e fratello massone Anton Stadler, grande virtuoso dello strumento. Non era la prima volta che Mozart componeva pensando alle straordinarie doti interpretative di Stadler, per il quale aveva già realizzato il Trio K. 498, il Quintetto con clarinetto K. 581, nonché alcuni interventi concertanti ne La Clemenza di Tito. Strumento particolarmente amato da Mozart per il timbro morbido e vellutato, il clarinetto è affiancato nel Concerto KV 622 da un’orchestra dalle sonorità cameristiche (mancano oboi, trombe e timpani) che lascia ampio spazio agli interventi del solista mettendone in risalto la versatilità e l’espressività nei vari registri. Nei tre canonici movimenti in cui è articolato il Concerto – Allegro, Adagio, Rondò – Mozart sfrutta tutte le risorse timbriche dello strumento, dalle impennate melodiche dei movimenti estremi ai momenti di sublime lirismo dell’Adagio centrale.

Gustav Mahler

Sinfonia n. 1 in re maggiore, Titano

La prima delle sue nove Sinfonie impegnò Mahler per gran parte della carriera, dai primi abbozzi del 1884, fino agli ultimi e definitivi ritocchi nel 1909. Composizione dalla genesi travagliata, segnata da continui ripensamenti e revisioni, la Sinfonia n.1 venne eseguita in tre versioni diverse nel corso degli anni. Il dubbio su quale forma dare al suo primo lavoro sinfonico assillò a lungo Mahler, incerto se seguire la via della musica assoluta o della musica a programma, le due tendenze del suo tempo. Nella prima esecuzione a Budapest nel 1888 la presentò come poema sinfonico, senza però dare precise indicazioni sul suo contenuto programmatico; cinque anni dopo nell’esecuzione di Amburgo la rinominò “Titano, poema sinfonico in forma di sinfonia”, ispirandosi a un romanzo di Jean Paul. Infine, nella versione di Berlino del 1896 cancellò ogni titolo e ogni didascalia nominandola definitivamente Sinfonia n. 1 in re maggioretemendo che i contenuti extramusicali potessero essere sopravvalutati e fraintesi dal pubblico. Tra i cambiamenti più radicali occorsi negli anni figurano anche la riduzione da cinque a quattro movimenti e l’ampliamento dell’organico orchestrale. Ma nonostante la rimozione di ogni riferimento testuale la sinfonia tradisce le sue radici primigenie nell’abbondanza di elementi cari alla poetica mahleriana: la memoria musicale della propria infanzia (ritmi di marce militari, squilli di trombe, melodie di sapore popolare), il rapporto privilegiato con la letteratura romantica nelle autocitazioni dei coevi Lieder eines fahrenden Gesellen, la contemplazione dell’immensità della Natura, il sentimento di estraneità dell’uomo dinanzi al mistero della vita; il tutto racchiuso tra momenti di sospensione, disperazione e trionfo finale.

La locandina:

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Concerto in la maggiore K. 622 per clarinetto e orchestra 

Allegro/Adagio/Rondò: Allegro

GUSTAV MAHLER

Sinfonia n. 1 in re maggiore, Titano

Langsam. Schleppend. Wie ein Naturlaut. 

Im Anfang sehr gemächlich, belebtes Zeitmas / 

Blumine: Andante / Kräftig bewegt, 

doch nicht zu schnell. Trio (Recht gemächlich/ 

Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen / 

Stürmisch bewegt

Direttore Zubin Mehta

Clarinetto Edoardo Di Cicco

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Il concerto è preceduto dalla guida all’ascolto tenuta da Katiuscia Manetta nel Foyer di Galleria della Sala Grande. È riservata ai possessori del biglietto e si svolge 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo (durata: 30 minuti circa).

Prezzi:

Solo ascolto: 10€

Visibilità limitata: 15€

Galleria: 20€

Palchi: 30€

Platea 4: 40€ 

Platea 3: 50€ 

Platea 2: 60€ 

Platea 1: 70€

Durata complessiva 2 ore circa, intervallo compreso

TCBO: RICCARDO FRIZZA SUL PODIO DEL MANZONI PER LA “QUINTA” DI MAHLER E I “SEI LIEDER GIOVANILI” DI SCHÖNBERG TRASCRITTI DA SOLBIATI

Solista il mezzosoprano Monica Bacelli

Venerdì 28 marzo alle 20.30 all’Auditorium Manzoni

Architettura possente quella della Sinfonia n. 5 in do diesis minore di Gustav Mahler, pagina tra le più impegnative del repertorio sinfonico, che segna il ritorno di Riccardo Frizza sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna dopo l’inaugurazione di stagione con La fanciulla del West di Puccini lo scorso gennaio. Nel concerto in programma all’Auditorium Manzoni venerdì 28 marzo alle 20.30, il Direttore artistico e musicale del Donizetti Opera Festival accosta a questo lavoro i Sei Lieder giovanili di un altro compositore austriaco, Arnold Schönberg, nella trascrizione di Alessandro Solbiati e con solista il mezzosoprano Monica Bacelli.

Scritta da Mahler tra il 1901 e il 1902, dopo aver superato un grave problema di salute, e sottoposta a continue revisioni fino agli ultimi mesi della sua vita, la “Quinta” fu eseguita per la prima volta a Colonia nel 1904sotto la direzione dello stesso autore. Suddivisa in tre blocchi di cinque movimenti complessivi, legati grazie a richiami tematici, quest’opera segnò una svolta nel linguaggio poetico mahleriano. Ad amplificare la notorietà della sinfonia ha contribuito anche il grande schermo, a partire dall’impiego che Luchino Visconti fece dell’Adagietto in “Morte a Venezia” e fino al recente film “Tár”, con protagonista Cate Blanchett nei panni di una direttrice d’orchestra ossessionata proprio da questa partitura.

Vengono proposti nella trascrizione per voce femminile e orchestra realizzata nel 2012 da Alessandro Solbiati – già presentata a Bologna nel 2013 per il progetto “The Schoenberg Experience” con solista Natascha Petrinsky e direttore Philipp von Steinaecker – i Sei Lieder giovanili, selezionati tra i trentadue Lieder senza numero d’opera originariamente scritti per voce e pianoforte da Schönberg tra il 1893 e il 1899. Solista è il mezzosoprano Monica Bacelli, vincitrice del “Premio Abbiati”, riconosciuta interprete del teatro musicale contemporaneo, che ha collaborato anche con Luciano Berio e con compagini di primo piano come i Berliner Philharmoniker e la Filarmonica della Scala.

Dopo questo appuntamento, Riccardo Frizza sarà nuovamente ospite del TCBO per Un ballo in maschera di Verdi, in scena al Nouveau dal 13 al 19 aprile con la regia di Daniele Menghini.

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da 1 ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2025 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2025-riccardo-frizza-direttore/

L’IMMAGINIFICO E SURREALE MATRIMONIO AL CONVENTO FIRMATO DA MICHIELETTO AL MUSIKTHEATER AN DER WIEN 

Visioni fantastiche e trasformazioni d’identità per l’opera di Prokof’ev diretta da Dmitry Matvienko, dal 26 marzo al 9 aprile a Vienna 

«Ho voluto esaltare l’aspetto surreale del Matrimonio al convento. È un’opera comica che racconta il viaggio del protagonista dentro un mondo fantastico. Cerchiamo quindi di renderlo ancora più efficace cambiando le dimensioni dello spazio, giocando con la trasformazione dei costumi e delle identità, e creando delle visioni che portino la narrazione su un piano immaginifico». Così Damiano Michieletto racconta la sua nuova produzione del Matrimonio al convento di Sergej Prokof’ev, in scena al MusikTheater an der Wien della capitale austriaca da mercoledì 26 marzo con repliche fino al 9 aprile. 

Il regista veneto torna per la quinta volta nel teatro viennese dove ha messo in scena il Trittico di Puccini nel 2012, Idomeneo di Mozart nel 2013, Otello di Rossini nel 2016 e A Midsummer Night’s Dream (Sogno di una notte di mezza estate) di Britten nel 2018. Sempre a Vienna, ma alla Staatsoper, Michieletto ha portato nel 2024 con grande successo anche Animal Farm di Alexander Raskatov, dal romanzo di George Orwell. 

Accanto a lui sono impegnati Paolo Fantin per la scenografia, Klaus Bruns per i costumi, Alessandro Carletti per il light design, Erika Rombaldoni che firma gli interventi coreografici e Kai Weßler che cura la drammaturgia. Dmitry Matvienko dirige l’ORF Radio-Symphonieorchester Wien e l’Arnold Schoenberg Chor istruito da Erwin Ortner. 

Sul palco sono protagonisti Evgeny Akimov (Don Gerolamo), Petr Sokolov (Don Ferdinando), Stacey Alleaume (Luisa), Elena Maximova (La governante), Vladimir Dmitruk (Don Antonio), Anna Goryachova (Clara), Valery Gilmanov (Mendoza), Zoltan Nagy (Don Carlos), Sorin Coliban (Padre Agostino), Iurie Ciobanu (Padre Elixir), David Babayants (Padre Chartreuse), Mischa Schelomianski (Padre Benedettino) e Valentino Blasina (Lopez). 

Opera lirico-comica in quattro atti e nove quadri, Matrimonio al convento è stata scritta su libretto di Prokof’ev stesso e di sua moglie Mira Mendelson, tratto dalla commedia The Duenna di Richard Brinsley Sheridan, già soggetto di una ballad-opera Settecentesca di grande successo di Thomas Linley. Completata nel 1940, in pieno terrore staliniano, fu rappresentata solo in forma privata nel 1941 al teatro Stanislavskij di Mosca. Lo scoppio della guerra ostacolò la prima vera e propria che si ebbe solo nel 1946, dopo una revisione della partitura nel 1943, al Teatro Kirov di Leningrado. Ambientata a Siviglia nel XVIII secolo, la vicenda si svolge in un contesto di intrighi amorosi tipici della tradizione comico Settecentesca, cui Prokof’ev affianca una forte componente lirica.  

Per informazioni: https://www.theater-wien.at/en/events/season2024-25/1316/Die-Verlobung-im-Kloster 


Matrimonio al convento 
Opera lirico-comica in 4 atti 
Musica di Sergej Prokof’ev 
Libretto di Sergej Prokof’ev e Mira Mendelson 
 
Dmitry Matvienko direttore 
Damiano Michieletto regia 
Paolo Fantin scenografia 
Klaus Bruns costumi 
Alessandro Carletti light designer 
Erika Rombaldoni coreografia 
Kai Weßler drammaturgia 
 
ORF Radio-Symphonieorchester Wien 
Arnold Schoenberg Chor 
Erwin Ortner maestro del coro 
 
Evgeny Akimov Don Gerolamo 
Petr Sokolov Don Ferdinando 
Stacey Alleaume Luisa 
Elena Maximova La governante 
Vladimir Dmitruk Don Antonio 
Anna Goryachova Clara 
Valery Gilmanov Mendoza 
Zoltan Nagy Don Carlos 
Sorin Coliban Padre Agostino 
Iurie Ciobanu Padre Elixir 
David Babayants Padre Chartreuse 

Mischa Schelomianski Padre Benedettino  

Valentino Blasina Lopez 
 
MusikTheater an der Wien 
Mercoledì 26 marzo 2025, ore 19.00 
Venerdì 28 marzo 2025, ore 19.00 
Lunedì 31 marzo 2025, ore 19.00 
Mercoledì 2 aprile 2025, ore 19.00 
Sabato 5 aprile 2025, ore 19.00 
Lunedì 7 aprile 2025, ore 19.00 
Mercoledì 9 aprile 2025, ore 19.00 

87esimo Festival del Maggio Musicale Fiorentino “MAGGIO APERTO”

La programmazione che arricchisce e completa l’87 edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino

Carlo Fuortes: “Le istituzioni con le quali collaboriamo testimoniano la grande ricchezza della musica espressa da Firenze e dalla Toscana”

I biglietti per gli appuntamenti di “Maggio aperto” sono in vendita a partire dal 26 marzo 2025 alle ore 10

Il Teatro del Maggio, con la rinnovata collaborazione di alcune tra le più importanti istituzioni musicali fiorentine e toscane, annuncia la programmazione che completa l’87esima edizione del Festival del Maggio. A partire dal 30 aprile e fino al 12 giugno un ciclo di eventi che compongono “Maggio aperto”,  fino alle soglie della stagione estiva del Teatro. Una serie di collaborazioni che andranno a illuminare non solo la Sala grande e l’Auditorium Zubin Mehta, ma anche la Sala Orchestra del Teatro che già negli scorsi anni ha aperto le sue porte al pubblico che ne ha così potuto apprezzare la formidabile acustica e struttura.

“Il Festival del Maggio ha da sempre rappresentato la massima offerta musicale di Firenze per qualità di proposte e per la molteplicità dell’offerta. La forte vicinanza al Maggio e lo spirito di collaborazione delle istituzioni musicali fiorentine e toscane si rinnova con entusiasmo reciproco – dice il sovrintendente Carlo Fuortes – nel programma di “Maggio aperto” che oggi presentiamo. Sono particolarmente felice che tutti gli spazi del nostro Teatro – la Sala grande, l’Auditorium Mehta e la Sala Orchestra  – si aprano a queste prestigiose istituzioni, che ringrazio per aver voluto partecipare e collaborare a questo Festival. L’Orchestra Regionale della Toscana, gli Amici della Musica di Firenze,  l’Accademia Bartolomeo Cristofori, l’Istituto Giovanni Battista Lulli, la Scuola di Musica di FiesoleTempo RealeGamo, il Conservatorio Cherubini, la Banda Polverosa, l’ Homme Armè e l’Accademia Chigiana di Siena si riuniscono per testimoniare con noi la grande ricchezza della musica espressa da Firenze e dalla Toscana che arricchisce il nostro territorio in un dialogo continuo tra tradizione e innovazione.”

Se queste istituzioni compongono adesso il calendario del “Maggio aperto”, nella programmazione già annunciata lo scorso settembre erano già presenti nel calendario del Festival la storica e feconda collaborazione con “Gli Amici della Musica Firenze” per l’atteso concerto pianistico di Vladimir Sokolov del 16 giugno e con l’ORT, Orchestra regionale Toscana che con il direttore Diego Ceretta eseguirà il “War Requiem” di Britten il 3 maggio schierando assieme all’ORT, l’Orchestra e il Coro del Maggio.

L’avvio di “Maggio aperto” è affidato all’Accademia del Fortepiano “Bartolomeo Cristofori” con la quale è previsto, a partire dal 30 aprile, un ciclo di concerti al fortepiano con altre tre date in calendario ossia il 7, il 14 e il 22 maggio; i quattro spettacoli sono previsti in Sala Orchestra. Si alterneranno altrettanti protagonisti al fortepiano: il 30 aprile Ingrid Fliter; il 7 maggio Giulio Biddau e il 14 maggio Yoko Kikuchi. Chiude appuntamenti il concerto di Jin Ju del 22 maggio. La Sala Mehta ospita l’Istituto Giovanni Battista Lulli con il ritorno del maestro Federico Maria Sardelli al Maggio; l’appuntamento è per il 4 maggio. Si torna in Sala Orchestra per un interessante recital – in calendario il 13 maggio – con protagonisti Marina Comparato e, al pianoforte, Gianni Fabbrini con la proposta di un concerto dedicato a Luigi Gordigiani, il cosiddetto “Schubert italiano”. Il 18 maggio è in programma, in Sala Mehta, il concerto della Banda La Polverosa, che torna al Maggio dopo il festoso spettacolo del marzo 2024. Altre due cooperazioni portano il pubblico nella Sala Orchestra del Teatro: il concerto con il G.A.M.O, il Gruppo Aperto Musica Oggi, del 21 maggio e quello di Tempo Reale pianificato per il 4 giugno.

Il 7 giugno è il turno della serata insieme all’Accademia Chigiana – in Sala Mehta – per un concerto dedicato al grande Luigi Dallapiccola, in occasione del 50º anniversario della sua scomparsa che mette in programma i “Canti di prigionia” e una nuova commissione affidata a Filippo Perocco.

La serata che rinnova la collaborazione con il Conservatorio Luigi Cherubini, fra i più antichi e prestigiosi d’Italia, è in calendario l’ 11 giugno in Sala Orchestra con due concerti, il primo alle 19 e il secondo alle 21 , seguita il giorno dopo dal doppio concerto ancora alle ore 19 e alle ore 21 insieme alla Scuola di Musica di Fiesole, sempre nella Sala Orchestra del Teatro. All’ Orchestra dei Ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole è affidato il concerto riservato per le scuole in programma il 20 maggio alle ore 10.30. Il concerto fa parte del progetto della Fondazione CR Firenze  con l’Ufficio Scolastico Regionale Toscana e il Maggio Fiorentino per avvicinare gratuitamente gli studenti al mondo della musica classica e al Teatro del Maggio.

Il 13 giugno la Sala Mehta è invece palcoscenico dell’ultimo appuntamento di “Maggio aperto”: in programma il concerto dell’ensemble L’Homme Armé.

“Maggio aperto”, il calendario:

(I programmi degli appuntamenti di “Maggio aperto” sono consultabili sul sito del Maggio (www.maggiofiorentino.com)

30 aprile (Ingrid Fliter); 7 maggio (Giulio Biddau); 14 maggio (Yoko Kikuchi); 22 maggio (Jin Ju, Attilia Kiyoko Cernitori)

I concerti sono alle ore 20

Sala Orchestra

Accademia del Fortepiano “Bartolomeo Cristofori”

(3 maggio 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

ORT, Orchestra e Coro del Maggio |Diego Ceretta)

4 maggio 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

Istituto Giovanni Battista Lulli | Federico Maria Sardelli

13 maggio 2025, ore 20

Sala Orchestra

Recital: Marina Comparato, mezzosoprano | Gianni Fabbrini, pianoforte

18 maggio 2025, ore 18 e alle ore 21

Sala Zubin Mehta

Banda “La Polverosa”

20 maggio 2025 ore 10.30 (riservato alle scuole)

Sala Zubin Mehta

Orchestra dei ragazzi della Scuola di Musica di Fiesole |Antonino Siringo

21 maggio 2025, ore 20

Sala Orchestra

G.A.M.O

4 giugno 2025, ore 20

Sala Orchestra

Tempo Reale

7 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

In occasione dei 50 anni dalla morte di Luigi Dallapiccola

Accademia Chigiana

11 giugno 2025 ore 19 e 21

Sala Orchestra

Conservatorio Luigi Cherubini

12 giugno 2025 ore 19 e ore 21

Sala Orchestra

Scuola di Musica di Fiesole

13 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

L’Homme armé

(16 giugno 2025, ore 20

Sala Zubin Mehta

Vladimir Sokolov, pianista

Amici della Musica Firenze)

GRANDE ATTESA PER IL RACH 3 AL TEATRO FILARMONICO

Con Pletnev al pianoforte, McAdams dirige l’Orchestra di Fondazione Arena in un ricco programma comprendente un omaggio a Bartók e ai mille colori del Mandarino meraviglioso e la prima italiana del contemporaneo Brink

RACH 3 McAdams Pletnev

 3° concerto

venerdì 28 marzo ore 20.00

sabato 29 marzo ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Prosegue la Stagione Sinfonica 2025 di Fondazione Arena, con prestigiosi interpreti del panorama internazionale e un repertorio che celebra importanti anniversari. A 80 anni dalla scomparsa di Béla Bartók (1881-1945), venerdì 28 marzo alle 20 e sabato 29 marzo alle 21, al Teatro Filarmonico vengono proposte le caleidoscopiche musiche complete del Mandarino meraviglioso, capolavoro espressionista del 1926 originariamente destinato alla danza, accanto alla prima italiana di Brink del contemporaneo Donnacha Dennehy (irlandese, classe 1970), breve brano sinfonico di grande intensità composto durante la pandemia e qui in prima esecuzione assoluta per l’Italia.

La seconda parte del programma è tutta dedicata al Terzo concerto per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov (1873-1943), il titanico Rach 3, scritto nel 1909 in America ma con il cuore volto alla madrepatria russa, condensato di nostalgia e virtuosismo, con il maestro Mikhail Pletnev alla tastiera e la direzione di Ryan McAdams, già applaudito sul podio del Teatro Filarmonico per la prima italiana del Requiem di Andrew Lloyd Webber pochi mesi fa. L’Orchestra di Fondazione Arena è a pieni ranghi, con oltre ottanta professori schierati sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona. Per l’occasione, entrambi gli appuntamenti vedono una platea pressoché esaurita ma sono ancora disponibili posti in galleria e, nel giorno stesso di ogni spettacolo, alcuni posti di palco.

Il programma ha una durata di 80 minuti circa, con un intervallo. È possibile acquistare carnet e biglietti singoli per ogni data del Teatro Filarmonico al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

ZAPPA, BERIO, ADAMS, GRISEY E CASTIGLIONI: IL VIAGGIO DI TREVIÑO PER RAI NUOVAMUSICA

Giovedì 27 marzo alle 20.30 a Torino, su Radio3 e in streaming su raicultura.it,

con Francesco D’Orazio solista per Berio

«Tutto il materiale qui contenuto ha esclusivamente lo scopo di divertirvi e non deve essere confuso con nessuna forma di espressione artistica». Così Frank Zappa descrive provocatoriamente il suo album del 1984 “A perfect stranger”, il cui progetto nasce dall’omonimo brano commissionatogli da Pierre Boulez, che ne diresse anche l’esecuzione in fase di registrazione. È proprio A perfect stranger di Zappa il pezzo attorno al quale ruota il programma del concerto del ciclo Rai Nuova Musica, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai propone giovedì 27 marzo alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”, con trasmissione in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura.

Centrale nell’economia della serata è anche l’omaggio a Luciano Berio nel centenario della nascita, con il suo Corale per violino, archi e due corni, del 1981, affidato al violinista Francesco D’Orazio, frequente ospite dell’Orchestra Rai, con la quale ha anche inciso due cd dedicati a Michael Nyman e a Ivan Fedele. «In Corale – scrive Luciano Berio – un’orchestra d’archi e due corni sviluppano ed espandono certi aspetti, sia espliciti che impliciti, della mia Sequenza VIII per violino (1976). Mentre le altre Sequenze sviluppano all’estremo una gamma limitata di caratteri strumentali, Sequenza VIII, e perciò anche Corale, presentano una visione più globale e largamente storica dello strumento. Nel comporre questo lavoro – conclude Berio – ho voluto rendere un omaggio personale al violino, che considero ancora uno degli strumenti più complessi e sottili che vi siano».

Il programma è completato da Modulations, scritto nel 1976 e tratto dal quarto ciclo Espaces acoustiques dell’ideatore della musica spettrale Gérard Grisey, e dal brano Sarabanda, tratto da Altisonanza, un ciclo per orchestra scritto tra il 1990 e il 1992 da Nicolò Castiglioni, che evoca astrattamente, senza cercare di imitarla, la danza barocca.

In chiusura Guide to strange places per orchestra di John Adams, eseguito per la prima volta al Concertgebouw di Amsterdam nel 2021 e proposto per la prima volta dall’Orchestra Rai a Torino. Un brano dai colori sfavillanti, «si potrebbe persino dire fauve», scrive Adams, che prosegue «avevo in mente alcuni compositori come Berlioz, Mussorgsky o persino un pezzo come L’apprendista stregone, pezzi molto colorati e un po’ fantastique».

Protagonista della serata, sul podio, è Robert Treviño : Direttore ospite principale della compagine Rai, Direttore musicale dell’Orchestra Nazionale Basca e Consulente artistico dell’Orchestra Sinfonica di Malmö. Di origini messicane, Trevino è cresciuto a Fort Worth, in Texas, e si è imposto all’attenzione internazionale al Teatro Bol’šoj di Mosca nel 2013, sostituendo Vassily Sinaisky sul podio del Don Carlo di Verdi. Da allora è invitato regolarmente dalle orchestre prestigiose in America – dalla Cincinnati Symphony alla Philadelphia Orchestra – e all’estero – dai Münchner Philharmoniker alla London Symphony Orchestra. Cresciuto sotto l’egida di Michael Tilson Thomas e Seiji Ozawa, ha sviluppato una particolare sensibilità per il repertorio mitteleuropeo. Con l’Orchestra della Rai nell’autunno 2021 è stato protagonista di una brillante tournée in Germania che ha toccato Francoforte, Colonia e Amburgo.

I biglietti per il concerto di Rai NuovaMusica sono proposti al prezzo unico di 5 euro per tutti e 3 euro per gli under 35 e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai oltre che presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it