ANNA NETREBKO È TOSCA ALL’OPERA DI ROMA

Dal 1° al 6 marzo con la direzione di Daniel Oren, Yusif Eyvazov come Cavaradossi

e Amartuvshin Enkbath nei panni di Scarpia

Yolanda Auyanet, Luciano Ganci e Gabriele Viviani sono invece impegnati

nelle repliche del 2 e del 5 marzo

Al Costanzi anche ‘Tosca 125. Oltre la scena’, una mostra che esplora la genesi del

capolavoro di Puccini realizzata in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi

Dopo aver festeggiato alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella i 125 anni dalla sua prima rappresentazione assoluta lo scorso 14 gennaio, Tosca, il più romano dei capolavori di Giacomo Puccini torna all’Opera di Roma dal 1° al 6 marzo 2025 con una straordinaria protagonista: Anna Netrebko. Accanto a lei sono impegnati Yusif Eyvazov come Cavaradossi e Amartuvshin Enkbath che canta Scarpia. Nelle repliche del 2 e del 5 marzo i rispettivi ruoli sono invece incarnati da Yolanda AuyanetLuciano Ganci e Gabriele Viviani. Sul podio è impegnato Daniel Oren.

Completano il cast Gabriele Sagona come Cesare Angelotti, Domenico Colaianni nella parte del Sagrestano e Saverio Fiore come Spoletta. 

Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono del Teatro dell’Opera di Roma. Con la partecipazione della Scuola di Canto CoraleLa prima di sabato 1° marzo, ore 20.00, è trasmessa in diretta su Radio3 Rai.

Lo spettacolo è proposto nella versione scenica della prima rappresentazione assoluta, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 a partire dagli originali bozzetti e, da allora, in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Le scene e i costumi di Tosca, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli. Ospitata anche in Spagna, Israele e Giappone, questa produzione di Tosca ricostruisce per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Le vedute dell’alba romana dalla terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotare l’intonazione corretta da inserire in partitura. Seguendo le originali volontà pucciniane, l’allestimento punta a far rivivere al pubblico l’opera così come Puccini la vide per la prima volta.

In occasione del 125° anniversario della prima assoluta di Tosca, per esplorarne e approfondirne la genesi, l’Opera di Roma allestisce la mostra ‘Tosca 125. Oltre la scena’, con preziosi documenti, bozzetti, fotografie, manufatti e costumi provenienti dall’Archivio Storico Ricordi e dalle proprie collezioni. Un coinvolgente percorso espositivo in sette tappe, che svela le origini di Tosca nell’omonimo dramma di Victorien Sardou ammirato da Puccini; racconta aspetti poco noti del lavoro del compositore, del suo editore e dei suoi librettisti; illustra come vennero concepite scene, costumi e attrezzeria dell’originario allestimento di Adolf Hohenstein; e narra attraverso contributi audiovisivi in che modo il Teatro dell’Opera di Roma abbia ridato vita, nei propri laboratori e sul proprio palcoscenico, alla prima Tosca. ‘Tosca 125’ è curata da Giuliano Danieli, Maria Pia Ferraris, Pierluigi Ledda e Alessandra Malusardi, ed è frutto della collaborazione istituzionale tra Teatro dell’Opera di Roma e Archivio Storico Ricordi, con l’apporto di LeviDigiLab – Fondazione Ugo e Olga Levi per i contenuti audiovisivi. Sarà fruibile gratuitamente prima e durante gli intervalli degli spettacoli, e nel corso delle visite guidate, nella sala-museo al terzo piano del Teatro Costanzi, per l’occasione rinnovata in uno spazio moderno, immersivo e dinamico, che in futuro ospiterà altre esposizioni in dialogo con la programmazione artistica del Teatro.

Il capolavoro di Puccini sarà ripreso nella versione della prima assoluta anche in un ulteriore periodo della Stagione in corso, dal 9 al 13 maggio 2025.

A dirigere in questa occasione è James Conlon.

Protagonisti Anna Pirozzi nel ruolo di Tosca, Luciano Ganci in quello di Cavaradossi e Claudio Sgura come Scarpia.

Info: https://www.operaroma.it/

Biglietti in vendita al botteghino e sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/tosca2marzo/

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

VOLTI DEL POTERE | STAGIONE 2024/25 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Tosca

Musica Giacomo Puccini

Melodramma in tre atti

Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Tratto dal dramma omonimo di Victorien Sardou

DIRETTORE Daniel Oren

REGIA Alessandro Talevi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene Adolf Hohenstein

Ricostruite da Carlo Savi

Costumi Adolf Hohenstein

Ricostruiti da Anna Biagiotti

Luci Vinicio Cheli

PERSONAGGI e INTERPRETI

Floria Tosca Anna Netrebko

Mario Cavaradossi Yusif Eyvazov

Barone Scarpia Amartuvshin Enkbath

Cesare Angelotti Gabriele Sagona

Sagrestano Domenico Colaianni

Spoletta Saverio Fiore

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro dell’Opera di Roma

Allestimento Teatro dell’Opera di Roma

Ricostruzione dell’allestimento storico del 1900

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

sabato 1° marzo, ore 20.00 in diretta su Radio3 Rai

REPLICHE

domenica 2 marzo, ore 16.30

martedì 4 marzo, ore 20.00

mercoledì 5 marzo, ore 20.00

giovedì 6 marzo, ore 20.00

TCBO: LUCIA DI LAMMERMOOR NELLA FORESTA BOTTICELLIANA IMMAGINATA DA JACOPO SPIREI. PROTAGONISTA JESSICA PRATT

Debutta a Bologna l’allestimento coprodotto con la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo

Dal 20 al 25 febbraio al Comunale Nouveau

Dopo il battesimo nella versione francese al Teatro Sociale di Bergamo per il Festival Donizetti 2023, Lucia di Lammermoor nell’allestimento firmato da Jacopo Spirei – che denuncia la violenza della società sulle donne e riflette sul tema della salute mentale – debutta al Comunale Nouveau giovedì 20 febbraio alle 20 (repliche fino al 25 febbraio) nell’originale in italiano.

Sul podio felsineo torna Daniel Oren, apprezzato interprete di questo repertorio, impegnato anche nel cartellone sinfonico il prossimo 30 aprile al Manzoni dirigendo pagine di Wagner, Britten e Čajkovskij. 

«Ho voluto una foresta stilizzata per lanciare lo sguardo in direzione di riferimenti molto antichi – dice Spirei – per esempio quel quadro di Botticelli che svela la fuga di una donna nella foresta, Nastagio degli Onestiprimo episodio del 1483: ecco, l’aspetto della caccia, di una donna trattata come preda e di una sorta di banda di maschi che lotta per il potere è la chiave che mi ha permesso di aprire le porte dello spettacolo». Quella di Lucia, spiega ancora il regista, «è la storia di una donna obbligata da una serie di uomini a fare una cosa specifica e non le resta altra possibilità che impazzire per poter giustificare la sua libertà: uccidere diventa dunque un atto catartico che le consente di liberarsi da quella condizione in un mondo che non le lascia spazio».

«Lucia di Lammermoor è un’opera che sin dal suo inizio tende alla famosa scena della pazzia, che è sicuramente il suo momento più celebre – commenta Oren – Qui Donizetti ebbe l’idea di utilizzare uno strumento molto particolare, la glassarmonica, la cui sonorità, secondo lui, poteva descrivere al meglio lo stato d’animo della protagonista. Non possiamo che essere d’accordo: tra il sognante e lo spaventoso, la presenza di questo strumento aiuterà il pubblico ad entrare nella mente di Lucia e renderà più chiaro il dramma della sua morte». Lo strumento suonato in questa produzione bolognese è il verrophone (verrofono), moderno erede della glassarmonica e della glass harp (l’arpa di vetro).

Il dramma tragico in tre atti e due parti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvadore Cammarano tratto da The Bride of Lammermoor di Walter Scott, rappresentato per la prima volta al San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835, vede il soprano anglo-australiano Jessica Pratt nel ruolo del titolo. La star del belcanto ritorna dopo che nell’autunno del 2020 era stata ospite al PalaDozza per un concerto della Stagione Sinfonica felsinea, interpretando proprio celebri pagine di follia e d’amore dalle opere dello stesso Donizetti e di Bellini. Accanto a lei cantano il tenore peruviano Iván Ayón Rivas come Sir Edgardo di Ravenswood e il baritono americano Lucas Meachem come Lord Enrico Ashton. Nel cast alternativo, gli stessi personaggi sono invece interpretati da Gilda Fiume, Matteo Desole e Maxim Lisiin. Completano la compagine vocale Vincenzo Peroni come Lord Arturo Bucklaw, Marko Mimica e Francesco Leone che si avvicendano nei panni di Raimondo Bidebent, mentre Miriam Artiaco e Marco Miglietta sono rispettivamente Alisa e Normanno.

Le scene dello spettacolo – frutto di una coproduzione tra il Teatro Comunale di Bologna e la Fondazione Teatro Donizetti di Bergamo – sono di Mauro Tinti, i costumi di Agnese Rabatti e le luci di Giuseppe Di Iorio. L’Orchestra e il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli del TCBO.

Presenting partner di Lucia di Lammermoor è Gruppo Hera. «Confermiamo con convinzione il nostro sostegno al Teatro Comunale di Bologna, una delle più significative eccellenze culturali del territorio – afferma Giuseppe Gagliano, Direttore Centrale Comunicazione e Relazioni Esternedella multiutility – e consideriamo particolarmente significativa l’opera che abbiamo deciso di presentare, Lucia di Lammermoor, che attraverso la musica ci porterà a riflettere su temi universali come il ruolo delle donne nella società, il diritto alla libertà, la tutela della salute mentale, oltre che a godere di uno spettacolo artistico e musicale di assoluto valore».

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/lucia-di-lammermoor-2025/

TCBO: KUNDE, SICILIA, BURDENKO. UN CAST DI STELLE PER “PAGLIACCI”

Per la chiusura della Stagione lirica, va in scena l’allestimento del celebre capolavoro verista di Leoncavallo con la regia di Serena Sinigaglia; sul podio Daniel Oren

Dal 15 dicembre alle 20.00, anche in diretta su Rai Radio3, e fino al 22 dicembre al Comunale Nouveau

Grandi interpreti come il tenore Gregory Kunde, il soprano Mariangela Sicilia e il baritono Roman Burdenko sono i protagonisti dell’ultima opera della Stagione lirica 2024 del Teatro Comunale di Bologna: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. La produzione è una revisione dello spettacolo del 2019 con la regia di Serena Sinigaglia, che vedeva il titolo abbinato in quella occasione alla Cavalleria rusticana di Mascagni firmata invece da Emma Dante. Il capolavoro verista di Leoncavallo è proposto ora singolarmente in un allestimento riadattato nell’impianto scenotecnico per gli spazi del Comunale Nouveau ed è in programma da domenica 15 dicembre alle 20.00 – anche in diretta su Rai Radio 3 – con repliche fino al 22 dicembre, con la direzione d’orchestra di Daniel Oren. Le scene sono di Maria Spazzi, i costumi di Carla Teti e le luci di Claudio De Pace.

Sinigaglia ha immerso Pagliacci a metà tra realtà e finzione da commedia, nell’atmosfera del cinema neorealista degli anni Quaranta e Cinquanta; una dimensione metateatrale dove la regia svela i suoi trucchi davanti al pubblico, creando una visione in progress della costruzione degli ambienti. Sul palcoscenico è presente un palchetto da commedia dell’arte e intorno una sorta di prato secco e arido, montato in diretta dai mimi, dai macchinisti e dai cantanti stessi, così da creare una forte connessione fra la scena e il dietro le quinte, svelandone il meccanismo. «Un prato arso dal sole – dice la regista – che appartiene a quelle periferie che possono rimandarci a Pasolini ma anche ai prati intorno alla città calabrese da cui partiva la storia».

Nella trama dell’opera Nedda è vittima del femminicidio compiuto dal marito Canio, accecato dalla gelosia verso di lei e il suo amante (che scoprirà essere Silvio) tanto da commettere un doppio omicidio. «Da donna sento fortemente il tema della violenza, – commenta ancora Serena Sinigaglia nelle note di sala dello spettacolo – sia sociale che di classe e naturalmente, più nello specifico, la violenza di genere: la solitudine di Nedda spicca come elemento di tragedia e memento per l’umanità. Da questo punto di vista Pagliacci trasuda una contemporaneità assoluta; nascendo dal movimento verista è proprio un’opera che ricorda fatti di cronaca cui, volenti o nolenti, assistiamo, incapaci di fermarli».

La produzione segna il ritorno nella stagione della fondazione lirico-sinfonico felsinea di tre cantanti d’eccezione: Gregory Kunde è impegnato nel ruolo di Canio/Il pagliaccio il 15, 20 e 22 dicembre, Mariangela Sicilia debutta nella parte di Nedda/Colombina il 15, 20 e 22 dicembre e Roman Burdenko è Tonio/Taddeo il 15 dicembre, in sostituzione dell’indisposto Luca Salsi, e il 18 e 20 dicembre. Nella recita del 22 dicembre, al posto di Salsi canta invece Claudio Sgura. Nel cast alternativo, si avvicendano con loro negli stessi ruoli le voci del tenore Mikheil Sheshaberidze (17, 18 e 21 dicembre), del soprano Francesca Sassu (17, 18 e 21 dicembre) e del baritono Badral Chuluunbaatar (17 e 21 dicembre). Come Silvio troviamo poi in alternanza Mario Cassi (15, 20 e 22 dicembre) e Marcello Rosiello (17, 18 e 21 dicembre), mentre Beppe/Arlecchino è Paolo Antognetti. L’Orchestra, il Coro – preparato da Gea Garatti Ansini – e il Coro delle Voci Bianche – istruito da Alhambra Superchi – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

Presenting partner dello spettacolo è Alfasigma.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

STAGIONE D’OPERA 2024 DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Pagliacci

Dramma in un prologo e due atti

Musica e libretto di Ruggero Leoncavallo

Direttore Daniel Oren

Regia Serena Sinigaglia

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

SceneMaria Spazzi

Costumi Carla Teti

Luci Claudio De Pace

Assistente alla regia Omar Nedjari

Assistente alle scene Paola Grandi

Assistente attrezzeria Marianna Cavallotti

Assistente ai costumi Giulia Giannino

Preparatrice mimiGiulia Sarah Alessandra Gibbon

Maestro del Coro delle Voci Bianche Alhambra Superchi

Personaggi e interpreti

Nedda/Colombina Mariangela Sicilia (15, 20 e 22 dicembre) | Francesca Sassu (17, 18 e 21 dicembre)

Canio/Il Pagliaccio Gregory Kunde (15, 20 e 22 dicembre) | Mikheil Sheshaberidze (17, 18 e 21 dicembre)

Tonio/Taddeo Roman Burdenko (15, 18 e 20 dicembre) | Badral Chuluunbaatar (17 e 21 dicembre) | Claudio Sgura (22 dicembre)

Beppe/Arlecchino Paolo Antognetti

Silvio Mario Cassi (15, 20 e 22 dicembre) | Marcello Rosiello (17, 18 e 21 dicembre)

Un contadino Sandro Pucci (15, 20 e 22 dicembre) | Tommaso Norelli (17, 18 e 21 dicembre)

Un altro contadinoFrancesco Amodio (15, 20 e 22 dicembre) | Pasquale Conticelli (17, 18 e 21 dicembre)

Attori Paolo dei Giudici, Giulia Sarah Alessandra Gibbon

Figuranti Fabrizio Corona, Riccardo Dell’Era, Daniele Palumbo, Lorenza Rogna

Produzione del Teatro Comunale di Bologna

Orchestra, Coro, Coro delle Voci Bianche e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna

Comunale Nouveau

Domenica 15 dicembre, ore 20 | Turno Prime

Martedì 17 dicembre, ore 18 | Turno Pomeriggio 2

Mercoledì 18 dicembre, ore 18 | Turno Pomeriggio 1

Venerdì 20 dicembre, ore 20 | Turno Sera

Sabato 21 dicembre, ore 20 | Opera Next

Domenica 22 dicembre, ore 16 | Turno Domenica

I biglietti – da 15 a 120 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: https://www.tcbo.it/eventi/pagliacci/

LA MAGIA DELL’ARENA EMOZIONA LA COREA E APRE A FUTURE COLLABORAZIONI 

Fondazione Arena porta in scena l’allestimento di Zeffirelli per i 140 anni di amicizia tra Italia e Corea Gasdia impegnata in masterclass con studenti, cantanti e insegnanti

Un interminabile applauso, 13 minuti che hanno commosso tutti dopo mesi di lavoro e settimane di montaggi e prove. In Corea va in scena la magia dell’Arena di Verona. Grande successo, questa sera, sabato 12 ottobre, per la premiere di Turandot al KSPO Dome di Seoul, diretta dal Maestro Daniel Oren. Nella più grande venue al coperto di tutta la Corea del Sud, luogo di riferimento per i maggiori eventi sportivi e musicali, Fondazione Arena ha portato ‘direttamente’ da Verona, l’opera pucciniana per eccellenza. Sul palcoscenico il soprano Oksana Dyka nei panni di Turandot, il tenore Martin Muehle (Calaf), Mariangela Sicilia ad interpretare Liù, Ferruccio Furlanetto (Timur), Elia Fabbian (Ping), Gregory Bonfatti (Pong), Riccardo Rados (Pang) e Piero Giuliacci (Altoum). Assieme a loro la New Seoul Philarmonic Orchestra, i cantanti sia adulti che voci bianche del Songpa Boys and Girls Choir and Children’s Choir, i ballerini della Jeong Min-Geun Dance Company e gli attori della Jinart Company.

Ad incantare il pubblico coreano le maestose scenografie di Franco Zeffirelli, la bellezza dei costumi di Emi Wada e l’abilità tecnica e di regia della macchina areniana, capace di ricreare un palcoscenico della stessa grandezza di quello dell’Arena all’interno di un palazzetto e di mettere assieme masse artistiche provenienti da diverse realtà. A curare la regia dello spettacolo Stefano Trespidi.

NUMERI. Circa 35 i container partiti in agosto per trasportare via mare scenografie e costumi. Una cinquantina i tecnici di Fondazione Arena al lavoro da fine settembre. Cinque i giorni impiegati per il montaggio di palcoscenico e scene. Ben 110 le comparse coreane e 40 i bambini di Seoul impegnati nella messa in scena, tra figuranti e voci bianche. Sono 18 i mimi professionisti arrivati direttamente dall’Arena Opera Festival.

Il debutto coreano dell’areniana Turandot è stato organizzato da Solopera, KSPO&CO, Dong-A Ilbo, Sol&Music Cultural Industry Company e supportato dall’Ambasciata d’Italia in Corea, dall’Istituto Italiano di Cultura della capitale e dal Maeil Economic Daily, in partnership con SBS, radio-tv nazionale coreana. E rientra nelle celebrazioni dei 140 anni di amicizia tra Italia e Corea. Era il 26 giugno 1884 quando venne firmato il primo Trattato di amicizia e di commercio fra i due Paesi, siglato dal Regno d’Italia e dalla Corea della dinastia Joseon. Una storia che prosegue anche oggi e che intende aprire nuove collaborazioni per il futuro.

INCONTRO CON AMBASCIATA E SOLOPERA. Prima della premiere, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha incontrato l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto, la direttrice di Solopera Company Lee So-Young e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura Michela Linda Magrì. Presente il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi e il figlio del Maestro Zeffirelli, Pippo Zeffirelli, giunto a Seoul per l’occasione. Un evento istituzionale, con un centinaio di persone tra operatori turistici, giornalisti di settore e manager di aziende, che ha visto schierate tutte le realtà che hanno collaborato per la realizzazione di questo progetto. Un unicum nella storia del KSPO Dome di Seoul.

“Ha vinto il rapporto umano tra le popolazioni, l’umanità tra le persone – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia a fine spettacolo -. C’è stato qualcosa di magico stasera, sono davvero commossa. Tutti hanno lavorato con grande amore per questi debutto in Corea sia di Fondazione Arena che di Zeffirelli. Speriamo di tornare presto. Ringrazio le Istituzioni che hanno fortemente voluto Fondazione Arena in Corea, tutti coloro che hanno creduto in questa sfida e quanti, con enorme impegno, hanno lavorato affinché, ancora una volta, si compisse il miracolo dell’Arena. Una macchina che, anche a chilometri di distanza da Verona, dimostra di essere una certezza. E il simbolo di una eccellenza tutta italiana. Aspettiamo tutti a Verona nel 2025″.

“Sono state settimane impegnative ma i nostri tecnici e professionisti, il Maestro Daniel Oren e le masse artistiche coreane hanno lavorato incessantemente per trovare l’armonia e garantire il successo di questa serata – spiega il Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi -. Non è stato semplice, ma la musica sa abbattere qualsiasi barriera linguistica e culturale. Abbiamo accettato una sfida, quella di portare per otto serate, in un palazzetto da 10 mila posti, uno dei più ricchi e sfarzosi allestimenti areniani. E far così vivere la magia dell’Arena anche a chi non è mai stato in Italia. Speriamo sia la prima di una lunga e proficua collaborazione”.

“Sono davvero emozionata ed orgogliosa per questo grande lavoro di squadra che si inserisce perfettamente nel contesto delle numerose iniziative che stiamo portando avanti per celebrare i 140 anni delle nostre relazioni bilaterali ed il Biennio dello scambio culturale Italia Corea 2024-2025, ma anche, ci tengo a ricordarlo, i cento anni dalla morte di Giacomo Puccini – sottolinea l’Ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto -. Un grande regalo per i coreani e per gli italiani, e per tutti gli amanti della Musica: l’Arena di Verona porta la Turandot a Seoul. Grazie all’Arena di Verona, alla famosa star del Bel canto Cecilia Gasdia e a tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo, a Solopera, all’Istituto Italiano di Cultura, alla nostra, ed anche Vostra, squadra, grazie! Godiamoci questo momento insieme: un momento che sono convinta che porterà anche ad altri eventi di questo livello, che rafforzano e rendono sempre più grande l’amicizia fra Italia e Corea”.

“I coreani amano e conoscono molto bene l’Arena di Verona – afferma la direttrice di Solopera Company Lee So-Young -, è in assoluto il teatro che rappresenta l’Opera. L’idea di questo grande progetto è nata un paio di anni fa per celebrare l’amicizia tra Italia e Corea. È la prima volta che in questo stadio si realizza una messa in scena di queste dimensioni. Solopera è nata nel 2005 per produrre e portare l’opera in Corea, ogni anno mette in scena diversi spettacoli e concerti”.

SPETTACOLO. La produzione, la stessa creata da Franco Zeffirelli appositamente per l’Arena, sarà in scena per altre sette serate d’opera fino al 19 ottobre, sempre alla KSPO Dome. Sul palcoscenico diversi cast con alcuni dei più importanti artisti di oggi e giovani emergenti, molti dei quali già applauditi nell’Anfiteatro veronese: i soprani Olga Maslova, Oksana Dyka, Yeajin Jeon, Mariangela Sicilia, Giulia Mazzola, i tenori Martin Muehle, Arturo Chacón-Cruz, Riccardo Rados, il basso Ferruccio Furlanetto, i baritoni George Andguladze, Elia Fabbian, Hao Tian. Dirige il maestro Daniel Oren, esperto pucciniano e beniamino areniano.

MASTERCLASS. Durante le giornate di permanenza in Corea, il sovrintendente Cecilia Gasdia ha tenuto a Seoul due masterclass per giovani cantanti provenienti da Conservatorio e Accademie della capitale. Alle lezioni hanno partecipato una decina di studenti e un centinaio di uditori, per lo più cantanti lirici e insegnanti di musica desiderosi di approfondire alcune tecniche. Il Made in Italy nel mondo a 360 gradi.

Un cartellone 2024_25 al Giovanni di Udine firmato dalla direttrice artistica Fiorenza Cedolins con Opera, Operetta e Danza

Grandi compagnie di ballo, grandi solisti e grandi voci della lirica per una Stagione che nasce nel segno della bellezza

È un cartellone ricco di emozioni quello dedicato all’Opera, all’Operetta e alla Danza che proporrà al pubblico dieci imperdibili appuntamenti. Fra tutti svetta il ritorno di una star assoluta della danza internazionale: Roberto Bolle. L’artista che i migliori palcoscenici del mondo si contendono è atteso il 16 e 17 novembre con il suo gala Roberto Bolle & Friends. La danza contemporanea sarà rappresentata anche da una compagnia iconica come il Béjart Ballet Lausanne, mentre agli appassionati di balletto classico sarà dedicato uno spettacolo in perfetto clima natalizio come Lo schiaccianoci sulle splendide musiche di Čajkovskij. Per quanto attiene la Lirica, potremo apprezzare due capolavori immortali di Giuseppe Verdi, Rigoletto e La Traviata, entrambe produzioni della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Ma i tanti appassionati di belcanto non potranno perdersi anche La Notte della Lirica, quando artisti di caratura internazionale, FVG Orchestra e Coro del Friuli Venezia Giulia daranno vita a una grande festa della musica sulle splendide partiture di Giacomo Puccini. L’Operetta sarà protagonista in grande stile con due spettacoli caratterizzati da importanti allestimenti e grandi interpreti: Il Pipistrello di Johann Strauss e Cin Ci Là di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, entrambe produzioni della Compagnia Musica Novecento. Divertirà e appassionerà bambini e le famiglie Disney Galà, una carrellata di colonne sonore tratte dai pluripremiati film della famosa casa di animazione, ma non mancheremo di riflettere su un tema di assoluta attualità come la violenza sulle donne durante la conferenza concerto Carmen – Il prezzo della libertà dedicata a una figura simbolo della ribellione femminile.

Una nuova Stagione che intreccia il bel canto nelle sue più diverse sfumature e la danza, perfetto connubio di fascino, armonia e atletismo: il nuovo cartellone firmato dalla direttrice artistica Opera, Operetta e Danza Fiorenza Cedolins comprende tre generi legati dalla bellezza dei contenuti visivi e sonori, con 10 appuntamenti di assoluto appeal. “Punta – e non semplicemente punto – di partenza di straordinaria eccellenza della stagione è la Danza che vedrà il ritorno di Roberto Bolle sul nostro palcoscenico – sottolinea Fiorenza Cedolins – dopo il grandissimo successo della scorsa Stagione. Tutti gli appuntamenti sono pensati per accontentare fasce di pubblico diverse per età e gusto ma sono soprattutto sono stati scelti per la loro elevata qualità e per l’indiscutibile appeal delle Compagnie ospiti. C’è poi la novità dell’Operetta, che abbiamo voluto potenziare scegliendo allestimenti che affianchino alla presenza di artisti di rilievo anche il Corpo di ballo e il Coro, restituendo a questo genere molto amato dal pubblico la sua dovuta centralità. Infine, la grande Opera lirica che raccoglie in tutto il mondo l’interesse di un pubblico vastissimo e trasversale ed è diventata patrimonio Unesco nel 2024, avrà un suo posto di riguardo in questa Stagione con due grandi capolavori immortali”.

DANZA

Unico, inimitabile, ospite dei più prestigiosi palcoscenici del mondo, Roberto Bolle ritorna incontrastato protagonista della Stagione Danza 2024/25. Il suo celeberrimo gala Roberto Bolle & Friends, sempre nuovo e sempre diverso, cui partecipano ballerini di massima grandezza, è atteso il 16 e 17 novembre: un progetto speciale fuori abbonamento, che però riserverà dei vantaggi agli abbonati Danza 2024/25. Com’è tradizione, Bolle proporrà una splendida alternanza di a solo, pas de deux, virtuosismi del repertorio classico e nuove coreografie create espressamente per Bolle dai migliori coreografi internazionali.

Nel giorno dell’Epifania brillerà invece il Balletto dell’Opera di Stato dell’Albania con il classico dei classici, Lo schiaccianoci: un appuntamento che conquisterà grandi e piccini per la sua bellezza, il fascino incontrastato e la magia ispirata alle musiche leggendarie di Čaikovskij. Nei ruoli principali potremo apprezzare una coppia di giovanissimi solisti del balletto de L’Opéra di Parigi Hortense Millet-Maurin e il nostro connazionale Lorenzo Lelli (6 gennaio).

In primavera il Teatro accoglierà le luminose stelle del Béjart Ballet Lausanne, protagonista iconico della danza del XX e XXI secolo e punto di riferimento assoluto nel mondo coreutico. La Compagnia – che porterà sul nostro palcoscenico 20 ballerini – proporrà una scelta delle più celebrate creazioni del suo fondatore e mentore, Maurice Béjart, fra le quali spicca il celeberrimo Uccello di Fuoco, balletto diventato un classico del repertorio internazionale delle migliori compagnie. Non mancheranno creazioni che hanno segnato la storia del Béjart Ballet Lausanne dagli anni Settanta alla maturità, spaziando tra le fonti multiculturali di ispirazione del genio marsigliese (13 aprile).

OPERA

Saranno tre gli appuntamenti dedicati all’Opera lirica, di cui due appartenenti al repertorio classico per eccellenza ed entrambi di Giuseppe Verdi, collegati da un tema di profonda attualità qual è quello della lotta alle discriminazioni e alla violenza sulle donne. Ne La Traviata, amore, passione e morte si intrecciano alla splendida musica composta nel 1843 dal genio di Busseto. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste vedrà protagonisti sul palcoscenico nei ruoli principali Maria Grazia Schiavo, Antonio Poli, Roberto Frontali, Eleonora Vacchi e Saverio Fiore, eccellente cast con cui l’opera inaugurerà la stagione lirica della città giuliana. A dirigere solisti, coro e orchestra dell’istituzione lirica triestina sarà Enrico Calesso (13 dicembre).

Terzo capitolo della trilogia popolare verdiana, Rigoletto è fra i capolavori operistici più amati e interpretati al mondo.  L’allestimento che potremo apprezzare è proposto dal Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste; protagonista il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat dalla torrenziale e granitica voce e dalla possente presenza scenica, interprete tra i più acclamanti e conteso dai maggiori teatri del mondo; sul podio il celebre direttore Daniel Oren dirigerà un cast di validissimi solisti, l’Orchestra e il Coro dell’istituzione lirica triestina (31 maggio).

Completa la rassegna dedicata al belcanto il Gala La notte della lirica (19 febbraio), un viaggio emozionante nella musica di Giacomo Puccini, genio senza confini, dove artisti di caratura internazionale, fra i quali il celebre tenore Leonardo Caimi e le nostre eccellenze regionali, FVG Orchestra e Coro del Friuli Venezia Giulia, daranno vita a una trascinante serata all’insegna di passione e sensualità, con il profumo romano della Tosca, parigino de La bohème e mitteleuropeo di Le Villi e La rondine unito alle fragranti atmosfere esotiche di Madama Butterfly e dell’incompiuta Turandot. Una grande festa della lirica, patrimonio mondiale Unesco che unisce tanti appassionati nel nome dell’Italia e delle sue universali bellezze artistiche.

OPERETTE E ALTRI INCANTI

Aria nuova nel genere musicale tanto famoso in Friuli Venezia Giulia, dove i suoni della Mitteleuropa, valzer, polke, mazurke e csárdás accarezzano orecchie ed anima del pubblico da secoli. Ad aprire la serie di tre appuntamenti sarà Il Pipistrello, capolavoro di Johann Strauss – di cui nel 2025 ricorre il bicentenario della nascita – che ritorna sulle scene in una produzione della Compagnia Teatro Musica Novecento realizzata espressamente per il Giovanni da Udine. 11 solisti scelti attraverso la selezione tra artisti giovani di comprovata capacità e di veterani di sicuro appeal, 28 professori d’orchestra, 16 elementi del Coro del Regio di Parma e una coppia di ballerini solisti, per un totale di oltre 55 artisti in scena garantiranno uno spettacolo dal forte impatto visivo e musicale. L’intreccio della trama si dipana tra salotti e feste in maschera: ambientazioni perfette per un’operetta irresistibile, in scena la domenica di Carnevale (2 marzo).

A cent’anni dalla sua prima rappresentazione potremo poi rivedere Cin ci là di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato, autori che hanno segnato l’evoluzione dell’operetta classica d’oltralpe in commedia musicale italiana, a cui appartengono spettacoli ben noti come Rugantino, Carosello Napoletano, Aggiungi un posto a tavola. Atmosfere eleganti e sensuali, gli echi di un estremo Oriente fiabesco e soprattutto le musiche vivacizzate dai frizzanti ritmi di danze americane tanto in voga negli anni Venti rivivono in un elegante allestimento anch’esso proposto dalla Compagnia Teatro musica Novecento. In scena una compagnia di oltre 55 elementi, con un implementato Corpo di Ballo.(6 aprile).

La regia di entrambi gli spettacoli è a cura di Alessandro Brachetti; vero specialista del genere, Stefano Giaroli dirigerà l’Orchestra Cantieri d’Arte.

Pensato per i bambini e le famiglie è infine Disney Galà, che ripercorrerà, in una successione estremamente piacevole e gioiosa, le colonne sonore più famose amate e premiate dei film di Walt Disney. Fra a solo e medley, un ensemble di 5 vocalist e 5 strumentisti ci accompagnerà in un viaggio musicale e vocale senza precedenti che farà sognare il bambino nascosto in ognuno di noi (22 marzo).

CONFERENZA CONCERTO

Venerdì 28 marzo la conferenza concerto Carmen – il prezzo della libertà ci inviterà a una riflessione su un tema purtroppo di assoluta attualità come quella della violenza sulle donne. L’interpretazione di splendide pagine liriche dalla Carmen di Bizet – di cui ricorre il centenario della prima rappresentazione – è affidata al soprano Paoletta Marrocu. Relatrici esperte, professioniste della difesa dei diritti delle donne vittime e nella lotta contro la violenza di genere, approfondiranno il dibattito.

APPUNTAMENTI RISERVATI ALLE SCUOLE

Tre gli appuntamenti inseriti nel programma Teatro Scuola e riservati al pubblico dei giovani e giovanissimi: le due prove generali delle opere liriche verdiane La Traviata (12 dicembre) e Rigoletto (30 maggio) e la Conferenza concerto Carmen – Il prezzo della libertà (28 marzo).

La campagna abbonamenti partirà il 3 settembre 2024

CARMEN, IN ARENA IL ‘KOLOSSAL’CON OLTRE 500 PERSONE IN SCENA



DAL 5 LUGLIO, BEN 9 REPLICHE E GRANDI DEBUTTI

Alla prima Aigul Akhmetshina con Francesco Meli, Erwin Schrott e Kristina Mkhitaryan. La serata sarà aperta dalla Banda Musicale della Guardia di Finanza, Corpo che quest’anno celebra il 250° anniversario dalla fondazione. Al gong, per una sera, gli atleti delle Fiamme Gialle

Prima volta sul podio areniano anche per il giovane direttore Leonardo Sini
Nel cast le stelle Yende, Alagna, Kurzak, Tézier, Margaine

Carmen è ‘kolossal’ all’Arena di Verona, nell’allestimento firmato da Franco Zeffirelli. Dal 5 luglio, sul palcoscenico areniano prende vita una Siviglia da set cinematografico, più vera del vero e curata in ogni dettaglio, con centinaia tra solisti, artisti del Coro, voci bianche, figuranti e mimi di ogni età, nonché il Ballo dell’Arena, a cui si aggiunge la danza autenticamente spagnola della Compañia Gades sulle coreografie originali di El Camborio e nei costumi fedeli ai disegni di Anna Anni.

L’allestimento, che segnò il debutto di Zeffirelli in Anfiteatro, è stato ricostruito fedelmente da Fondazione Arena nel 2022, integrando le migliorie apportate nel tempo dallo stesso regista con scene inizialmente solo disegnate e realizzate per la prima volta.

Per le prime due recite, protagonista del capolavoro di Bizet è Aigul Akhmetshina, mezzosoprano di 27 anni che debutta in Arena dopo aver impersonato Carmen nei maggiori teatri del mondo, da New York a Londra. Alla rivista “Musica” ha dichiarato: «Carmen non è un’opera che puoi provare e andare in scena. Devi vivere il personaggio da dentro. Ho già fatto diverse produzioni e ogni volta trovo aspetti nuovi. Finora non mi è mai capitato di vivere l’esperienza di un allestimento tradizionale come quello di Zeffirelli all’Arena, una produzione davvero piena di bellezza. Mi affiderò allo spazio dell’Arena e alla sua storia. Davvero non vedo l’ora!»

La sua gitana, nata libera, seduce il soldato Josè, interpretato dal tenore Francesco Meli, ma fa un altro fatale incontro col toreador Escamillo, ruolo in cui torna a Verona il basso-baritono Erwin Schrott. Josè ha però una fidanzata, suo legame con la lontana terra natìa, Micaela, affidata a Kristina Mkhitaryan, apprezzato soprano al debutto areniano. Completano il cast Jan Antem e Vincent Ordonneau (i contrabbandieri Dancairo e Remendado), Daniela Cappiello e Alessia Nadin (Frasquita e Mercedes, amiche di Carmen), Gabriele Sagona e Fabio Previati (Zuniga e Morales). Oltre al Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, nella piazza sivigliana cantano anche i monelli, interpretati dalle giovanissime voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani. Fa il suo esordio anche il giovane direttore Leonardo Sini, alla guida dell’Orchestra della Fondazione per tutte le recite di luglio e agosto. Sini, di origine sassarese, ha compiuto gli studi in patria e si è perfezionato a Londra, vincendo premi come il prestigioso Solti di Budapest e inaugurando brillanti collaborazioni in Italia e in Europa.

Una doppia sorpresa attende il pubblico del 5 luglio. Alle ore 20.50, con la marcia d’ordinanza, sul palcoscenico dell’Arena farà il suo ingresso la Banda della Guardia di Finanza, 60 musicisti diretti dal Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Un evento nell’evento per celebrare i 250 anni delle Fiamme Gialle. A suonare l’immancabile gong che annuncia l’inizio dello spettacolo saranno gli atleti azzurri Giacomo Bertagnolli, Simone Deromedis, Alex Vinatzer e Nicol Delago, assieme ai campioni Antonio Rossi e Roberto Di Donna.

Dopo la prima di venerdì 5 luglio alle 21.15, Carmen replica il 13, 20, 25 luglio (sempre alle 21.15); il 3, 8, 17, 23 agosto e il 7 settembre (alle 21). All’Arena di Verona ogni sera è una prima, grazie all’avvicendarsi di grandi artisti internazionali, alcuni dei quali al debutto in Anfiteatro: tra le titolari, ClémentineMargaine (20, 25/7 e 3, 17, 23/8) e AlisaKolosova(8/8); oltre a Francesco Meli (che torna il 20/7, 3, 8, 17/8 e 7/9), i tenori Freddie De Tommaso (13/7) e Roberto Alagna (25/7 e 23/8), i soprani Daria Rybak (13 e 20/7), Aleksandra Kurzak (25/7 e 23/8), Pretty Yende (3 e 8/8), Mariangela Sicilia (17/8 e 7/9), Chiara Maria Fiorani (Frasquita il 13, 20 e 25/7); i baritoni Luca Micheletti (20, 25/7), Dalibor Jenis (dall’8/8 al 7/9) e Ludovic Tézier (il 3/8 al suo primo Escamillo areniano). Solo per l’ultima rappresentazione del 7 settembre, alternanza anche sul podio con il ritorno di Daniel Oren.

Carmen, tratta dalla novella omonima di Prosper Mérimée, è l’ultima opera del compositore francese Georges Bizet (1840-1875), che non visse abbastanza a lungo per vederne il successo, avvenuto subito dopo il fiasco iniziale, nello stesso anno della sua prematura morte. Dopo aver stregato il pubblico, illustri colleghi come Brahms e Čajkovskij e intellettuali come Nietzsche, Carmen arrivò in Italia e, nel 1914, fu il primo titolo ad essere rappresentato in Arena dopo il successo della prima Aida, rimanendo tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro. L’anno prossimo, per il Festival 2025, raggiungerà quota 300 recite e Fondazione Arena ne celebrerà il ‘doppio’ 150° anniversario, dell’autore e della prima rappresentazione.

«Ogni volta che riprendiamo Carmen –dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena questa Carmen in particolare, l’emozione e la meraviglia sono sempre grandissime. Ho avuto l’onore di interpretare Micaela nel 1995, alla prima volta in Arena del maestro, e amico, Franco Zeffirelli, che abbiamo ricordato nel suo centenario l’anno scorso. Posso assicurare che quel senso di meraviglia è ancora vivo e cattura tanto il pubblico quanto gli artisti in scena, che sono cantanti magnifici, tra artisti ben noti e giovani di talento».

Il 101° Arena di Verona Opera Festival 2024, con 50 sere di spettacolo dal 7 giugno al 7 settembre, è sostenuto da numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che firma anche quest’anno le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene nuovamente i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Tra i nuovi sostenitori, Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Info: www.arena.it

LA STAR DELLA LIRICA LUDOVIC TÉZIER IN UN GALA CON ORCHESTRA E CORO DEL TCBO

Sul podio Daniel Oren

Sabato 20 aprile ore 20.30 all’Auditorium Manzoni

Sarà uno dei più grandi baritoni di oggi, il francese Ludovic Tézier, ad interpretare alcune delle scene operistiche più appassionanti del teatro musicale di Giuseppe Verdi, Umberto Giordano, Georges Bizet, Giacomo Puccini, Amilcare Ponchielli e Ruggero Leoncavallo, nel Gala Straordinario “Opera in concerto”, in programma per la Stagione Sinfonica 2024 del Comunale di Bologna.

Sul podio Daniel Oren, impegnato questa settimana anche nel cartellone lirico con il Macbeth di Verdi rappresentato al Nouveau.

Sabato 20 aprile alle 20.30 all’Auditorium Manzoni, Tézier debutterà dal vivo con l’Orchestra del Comunale, dopo aver già inciso con la stessa compagine per Sony Classical un disco verdiano uscito nel 2021. Non mancherà, infatti, nel concerto bolognese una celebre pagina del cigno di Busseto, del quale il baritono è considerato tra i maggiori interpreti, come l’aria di Rigoletto “Cortigiani, vil razza dannata”. Ospite di teatri prestigiosi, dal Metropolitan di New York all’Opéra di Parigi, dalla Royal Opera House di Londra alla Staatsoper di Vienna, dal Teatro alla Scala di Milano alla Bayerische Staatsoper di Monaco di Baviera, Tézier ha cantato nei giorni scorsi al Teatro di San Carlo di Napoli nella Gioconda di Ponchielli, opera della quale al Manzoni proporrà la Barcarola di Barnaba “Pescator, affonda l’esca”.

Tra i cavalli di battaglia dell’artista che si potranno ascoltare anche il monologo di Carlo Gérard “Nemico della patria” dall’Andrea Chénier di Giordano e l’aria di Escamillo “Toreador” dalla Carmen di Bizet. Appartiene invece a un’opera meno nota, Zazà di Leoncavallo, la romanza di Cascart “Zazà, piccola Zingara”, riscoperta e portata in auge da baritoni del passato come Titta Ruffo. Immancabile anche l’omaggio a Puccini con tre monumenti sinfonico corali: il “Te Deum” da Tosca, nel quale si inserisce la voce del temibile barone Scarpia, altro personaggio che Tézier ha interpretato sui palcoscenici più importanti, il “Coro a bocca chiusa” da Madama Butterfly el’Intermezzoda Manon Lescaut. 

Il Coro del TCBO, istruito da Gea Garatti Ansini, è impegnato anche in “Patria oppressa” da Macbeth di Verdi e in “Regina Coeli” da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Completano la serata pagine sinfoniche come il Prologo da Pagliacci di Leoncavallo, le Ouverture da Nabucco di Verdi e da Carmen di Bizet, e l’Intermezzo da Cavalleria rusticana di Mascagni. Il concerto vede la partecipazione dei giovani interpreti della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna. 

Direttore artistico del Teatro Verdi di Salerno e presenza constante nelle più recenti stagioni della fondazione lirico-sinfonica felsinea, Daniel Oren vanta un ampio repertorio operistico che abbraccia la maggiore produzione romantica e verista italiana.

STAGIONE SINFONICA 2024 DEL TCBO

Gala Straordinario “Opera in concerto”

Sabato 20 aprile, ore 20.30, Auditorium Manzoni 

Daniel Oren direttore

Ludovic Tézier baritono 

Gea Garatti Ansini maestro del coro

Con la partecipazione dei giovani interpreti della Scuola dell’Opera del Teatro Comunale di Bologna

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna

Leoncavallo, da Pagliacci, Prologo

Verdi, da Nabucco, Ouverture

Verdi, da Rigoletto, “Cortigiani, vil razza dannata”

Verdi, da Macbeth, “Patria oppressa”

Giordano, da Andrea Chénier, “Nemico della patria”

Bizet, da Carmen, Ouverture 

Bizet, da Carmen, “Toreador”

Mascagni, da Cavalleria rusticana, Intermezzo 

Mascagni, da Cavalleria rusticana, “Regina Coeli”

Puccini, da Tosca, “Te Deum”

Puccini, da Madama Butterfly, coro a bocca chiusa 

Puccini, da Manon Lescaut, Intermezzo 

Ponchielli, da Gioconda, “Pescator, affonda l’esca”

Leoncavallo, da Zazà, “Zazà, piccola zingara”

I biglietti – da 10 a 40 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale (Largo Respighi, 1), dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18 e il sabato dalle 11 alle 15; il giorno del concerto presso l’Auditorium Manzoni da un’ora prima fino a 15 minuti dopo l’inizio dello spettacolo. 

Per ogni concerto della Stagione Sinfonica 2024 prosegue “Note a margine”, una rassegna di incontri con il pubblico che si tengono circa 30 minuti prima dell’inizio del concerto presso il foyer del bar dell’Auditorium Manzoni. 

Info: https://www.tcbo.it/eventi/stagione-sinfonica-2024-oren-gala-straordinario/

TCBO: JACOPO GASSMANN DEBUTTA ALLA REGIA LIRICA CON “MACBETH”

     

Protagonisti della nuova produzione del capolavoro verdiano Roman Burdenko, Ekaterina Semenchuk e Antonio Poli. Sul podio Daniel Oren

In scena al Comunale Nouveau dal 12 al 18 aprile

«Questo progetto ruota intorno a nuclei poetici concettuali emersi prima di tutto dalla lettura di Shakespeare: è lui che mi ha aperto le porte per accedere a Verdi». Sono le parole del regista Jacopo Gassmann, che racconta come si sia approcciato al Macbeth di Giuseppe Verdi che segna il suo debutto operistico. Lo spettacolo è una nuova produzione proposta in prima assoluta al Comunale Nouveau da venerdì 12 aprile alle 20 e in replica fino al 18 aprile. «Si tratta di un lungo viaggio – prosegue il regista romano – quello di un uomo in particolare, e di una donna, alle radici del male; è l’inabissamento progressivo di una coscienza, di uno sguardo nel grande e inesplorato territorio del rimosso».

Sul podio torna il direttore d’orchestra israeliano Daniel Oren, alla guida di un cast di primo piano che vede protagoniste le voci del baritono Roman Burdenko come Macbethe del mezzosoprano Ekaterina Semenchuk come Lady Macbeth – entrambi per la prima volta nella stagione del TCBO – e del tenore Antonio Poli come Macduff.

La compagine vocale è completata da Riccardo Fassi nelle vesti di Banco, Anna Cimmarrusti in quelle della Dama di Lady Macbeth, Marco Miglietta come Malcolm, Kwangsik Park nei panni del Medico, Gabriele Ribis come Un domestico di Macbeth, Il sicario e L’araldo, e ancora Sandro Pucci (Prima apparizione), Chiara Salentino (Seconda apparizione) e Benedetta Zanetti Oliva (Terza apparizione).

Il cast alternativo vede impegnati nelle tre parti principali George Gagnidze (13 e 18 aprile), Daniela Schillaci (13 e 14 aprile) e Paolo Antognetti (13 aprile).

Jacopo Gassmann, regista teatrale che ha appena portato in scena “The City” di Martin Crimp in una tournée che ha toccato anche il LAC di Lugano e l’Arena del Sole di Bologna, firma al Comunale Nouveau il suo primo spettacolo operistico avvalendosi della collaborazione di Gregorio Zurla per le scene, Gianluca Sbicca per i costumi, Gianni Staropoli per le luci, Marco Grassivaro per i video e Marco Angelilli per i movimenti scenici. «Il nostro Macbeth si cala in una valle del perturbante – commenta ancora Gassmann – quella cosa stranamente familiare ma anche sconosciuta che ci provoca sgomento, disorientamento. Macbeth vive in questa perturbazione dell’anima, incamminandosi inesorabilmente verso una notte in cui tutto è destinato ad andare male, in cui l’ordine delle cose, le gerarchie della natura e degli esseri umani vengono rovesciati. […]

Nel testo shakespeariano troviamo un viatico al percorso verdiano: un momento molto preciso lo vediamo dopo la morte di re Duncan quando è Macduff a recarsi nelle stanze del re e scoprirne il cadavere. In Shakespeare, Macduff esce e pronuncia la frase “affacciatevi alla camera, e una nuova Gorgone vi accecherà. Non mi chiedete di parlare”. Leggendola il mio sguardo e il pensiero sono volati subito alla Medusa di Caravaggio che sarà evidentemente citata: apparirà una enorme Medusa caravaggesca che fissa il suo sguardo su di noi, convocandoci inevitabilmente». Tra le altre citazioni quella nella grande scena del banchetto: «Gli ospiti non hanno abiti regali e non li indossano ma li “portano” – spiega il regista – come mi è accaduto di vedere nella performance “Embodying Pasolini” dove Tilda Swinton “sfilava” con i costumi dei film pasoliniani senza “vestirli”, ma mostrandoli. Qui il banchetto si fa spettrale e questi abiti non indossati ci parlano di un’incoronazione precaria, falsa, destinata alla catastrofe».

L’Orchestra e il Coro – istruito da Gea Garatti Ansini – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

A preparare le voci bianche è Alhambra Superchi.

Opera fosca, colma di ambizioni, malvagità, streghe e complotti, Macbeth costituisce il primo reale contatto di Giuseppe Verdi con un testo di William Shakespeare, autore al quale si ispirerà per struttura dei drammi, per contenuti e forme. Decima opera verdiana, debuttò in una prima versione a Firenze nel 1847, quindi a Parigi nel 1865 e alla Scala nel 1874.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 25 a 150 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Info: www.tcbo.it / https://www.tcbo.it/eventi/macbeth/

Dieci minuti di applausi al Teatro Massimo di Palermo per il Rigoletto di Verdi firmato da John Turturro.

Ovazioni per gli interpreti e per la trascinante direzione del Maestro Daniel Oren.
Dedica alla memoria di Claudio Abbado nel decennale della scomparsa.
Comincia con una dedica commossa del sovrintendente Marco Betta alla memoria del Maestro
Claudio Abbado, la serata che ha visto il ritorno sul palco del Teatro Massimo di Palermo, dopo aver
girato il mondo, di Rigoletto, l’allestimento del melodramma di Verdi diretto nel 2018 da John
Turturro e realizzato dal Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, l’Opéra Royal di
Liègi e la Shaanxi Opera House cinese.

Un ritorno accompagnato da applausi a scena aperta e bis reclamati a gran voce che ha visto sul podio uno dei più grandi direttori della scena internazionale, il Maestro Daniel Oren, calamitare l’attenzione del pubblico con la sua appassionata e trascinante direzione dell’Orchestra del Teatro Massimo.

Dieci minuti di applausi per gli interpreti: dal baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, già indimenticabile
Rigoletto nel 2018, al soprano Giuliana Gianfaldoni, applauditissima Gilda, che insieme a Enkhbat ha
regalato al pubblico il bis di “sì, vendetta, tremenda vendetta”, al tenore peruviano Ivan Ayon Rivas, nel
ruolo del Duca di Mantova, e per la regia dell’opera, ripresa dalla giovane e affermata regista Cecilia
Ligorio, che aveva già affiancato Turturro nell’allestimento di cinque anni fa.

Di livello tutto il cast che ha visto negli altri ruoli Agostina Smimmero (Giovanna);
Aleksei Kulagin (Sparafucile); Valeria Girardello (Maddalena); Massimiliano Chiarolla (Borsa);Alessio Verna (Marullo); Italo Proferisce (Ceprano); Nicolò Ceriani (Monterone); Emanuela Sgarlata
(Contessa di Ceprano/Paggio); Enrico Cossutta e Federico Cucinotta (Usciere di corte).

Le scene, di grande impatto e accuratezza sono di Francesco Frigeri, i costumi sontuosi sono firmati da Marco Piemontese, le luci di Alessandro Carletti sono riprese da Ludovico Gobbi, mentre la coreografia è di Giuseppe Bonanno. Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Maestro del Coro Salvatore Punturo, direttore del Corpo di Ballo Jean Sébastien Colau.

Le repliche dell’opera, in scena fino al 28 gennaio, vedranno nel cast alternativo il
baritono ispano-americano Daniel Luis De Vicente nel ruolo del titolo, il tenore Ioan Hotea, di ritorno
a Palermo dopo I Capuleti e i Montecchi, in quello del Duca di Mantova, mentre Gilda è il soprano
palermitano Federica Guida che torna sul palcoscenico del Massimo dopo il successo come Musetta
nella Bohème dell’anno scorso.
Domenica 28 gennaio alle 17:30 Rigoletto tornerà anche nella riduzione per i più piccoli con Bambini
all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni)
alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene
narrata la trama, si ascoltano brani dell’opera, e alla fine i bambini assistono in Sala Grande allo
svolgimento dello spettacolo. Animazioni teatrali di Gisella Vitrano; interventi cantati di Sonia Sala;
illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846

Il Rigoletto di Verdi firmato da John Turturro torna dal 20 al 28 gennaio sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo dopo aver girato il mondo

Sul podio dirige il Maestro Daniel Oren

ph © rosellina garbo 2019

Il cast di grande livello impegna nei ruoli principali il baritono Amartuvshin Enkhbat, il tenore Ivan Ayon Rivas e il soprano Giuliana Gianfaldoni
  Sarà in scena da sabato 20 gennaio alle 20:00, al Teatro Massimo di Palermo, Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. L’allestimento è quello che nel 2018 ha segnato il debutto sulla scena lirica dell’attore e regista italo-americano John Turturro. La regia dell’opera, realizzata dal Teatro Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, l’Opéra Royal di Liègi e la Shaanxi Opera House cinese,èripresa da Cecilia Ligorio, giovane e affermata regista che aveva lavorato con Turturro nell’allestimento di cinque anni fa. Il podio dell’Orchestra del Teatro Massimo vede il ritorno del Maestro Daniel Oren, protagonista di spicco della scena lirica internazionale e beniamino del pubblico palermitano. Il cast, che è in buona parte quello dell’edizione originale del 2018, conta su una star come il baritono Amartuvshin Enkhbat, nato in Mongolia e apprezzato anche per l’impeccabile pronuncia italiana; già indimenticabile interprete del buffone di Mantova nel 2018, Enkhbat torna a Palermo dove è stato anche un acclamato Tonio in Pagliacci, e si alterna nelle repliche con Marco Caria.

Il Duca di Mantova è interpretato dal tenore peruviano Ivan AyonRivas, vincitore del Premio Abbiati 2022, che già giovanissimo aveva fatto parte del cast palermitano e in alternanza da IoanHotea, recentemente apprezzato nel ruolo di Tebaldo nell’opera che ha inaugurato la stagione: I Capuleti e i Montecchi.Gilda è Giuliana Gianfaldoni  che torna a Palermo dopo il successo di Don Pasquale e nelle repliche è Caterina Sala. Negli altri ruoliAgostinaSmimmero (Giovanna); AlekseiKulagin (Sparafucile); ValeriaGirardello (Maddalena); MassimilianoChiarolla (Borsa); AlessioVerna (Marullo); ItaloProferisce (Ceprano); NicolòCeriani (Monterone); EmanuelaSgarlata (Contessa di Ceprano/Paggio); EnricoCossutta e Federico Cucinotta (Usciere di corte). Le scene, di grande impatto e accuratezza sono di Francesco Frigeri e si muovono tra gli splendori della corte e le nebbie padane, i costumi sontuosi sono firmati da Marco Piemontese, le luci di Alessandro Carletti sono riprese da Ludovico Gobbi, mentre la coreografia èdi Giuseppe Bonanno. Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Maestro del Coro Salvatore Punturo, direttore del Corpo di Ballo Jean-Sébastien Colau. Repliche fino al 28 gennaio.

Ambientato in un palazzo tardo-rinascimentale che evoca la Sala dei Giganti di Palazzo Te a Mantova, il Rigoletto di Turturroè ricco di atmosfere pittoriche e cinematografiche, pur avendo un impianto registico tradizionale.“Rigoletto – dice il regista nelle note rilasciate prima del debutto – è un capolavoro fantastico e tenterò di rendere giustizia al materiale privilegiando i dettagli umani, senza tentare di reinventare qualcosa che non esiste o di portare un punto di vista moderno senza altro scopo che la ricerca della novità; vorrei invece scandagliare le profondità del dramma. La musica è così bella. Posso solo immaginare l’emozione di chi la sente per la prima volta … vorrei aiutare i personaggi ad emergere nel modo più umano possibile, lasciando che la storia e la musica si dispieghino, senza aggiunta di orpelli, nel loro pieno potere e gloria”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo torna a dirigere il Maestro Daniel Oren, tra i più ricercati e apprezzati direttori della scena operistica internazionale, con un repertorio che abbraccia la maggiore produzione romantica e verista italiana. Il suo rapporto privilegiato con i teatri italiani lo ha visto negli anni alla guida delle principali fondazioni liriche italiane oltre agli stretti rapporti di collaborazione che intrattiene con i più autorevoli teatri europei e americani. Dotato di un talento naturale e precocissimo, Oren deve il suo particolare interesse per l’opera a Leonard Bernstein che nel 1968 lo scelse, appena tredicenne, come voce solista nei suoi Chichester’s Psalms. Perfezionò poi i suoi studi in Europa, dedicandosi quasi esclusivamente alla direzione d’orchestra e nel 1975 prese parte, vincendolo, al Concorso “Herbert von Karajan” riservato a giovani direttori d’orchestra che diede inizio alla sua carriera internazionale.

Protagonista nel ruolo del titolo è il baritono Amartuvshin Enkhbat, nato e cresciuto in Mongolia, dove ha studiato canto e ha iniziato la sua carriera professionale come solista principale al Teatro dell’Opera di Stato. Da allora, coltivando una passione per le opere di Verdi, ha accresciuto di anno in anno la sua fama cantando sui palcoscenici più prestigiosi della scena internazionale, dal Teatro alla Scala, all’Arena di Verona, e ricevendo i più importanti riconoscimenti (Operalia, International Opera Competition Baikal, International Tchaikovsky Competition di San Pietroburgo, Concurso Tenor Viñas, BBC Cardiff Competition). È stato premiato come Artista Onorato della Mongolia.

Rigoletto, diciottesima opera nella prolifica produzione verdiana, era considerato da Verdi la sua opera migliore ed è la prima tappa della trilogia popolare, seguita da La traviata e dal Trovatore. Venne accolto con grandissimo successo al Teatro La Fenice di Venezia nel marzo del 1851 eda allora è uno dei melodrammi più amati ed eseguiti nei teatri di tutto il mondo. Il soggetto, tratto dal dramma di Victor Hugo, Le roi s’amuse (Il re si diverte) del 1832, venne censurato in Francia al debutto per la sua critica alla monarchia ma anche per la scelta di rappresentare un aristocratico in atteggiamenti sconvenienti e per avere attribuito a un personaggio di basso profilo il nobile ruolo di padre. Ne è protagonista infatti Triboulet, il gobbo buffone di corte, personaggio dalla doppia anima, che è al centro di una vicenda drammatica che gli toglierà per sempre il sorriso. Nella versione di Piave e Verdi, dopo il vaglio della censura austriaca che aveva criticato l’immoralità del soggetto, l’opera venne rinominata Rigoletto dal francese rigoler (scherzare) e venne ambientata a Mantova nel ‘500 alla corte dei Gonzaga, invece che alla corte di Francesco I re di Francia. Qui Rigoletto, che aveva schernito il padre di una ragazza abusata dal Duca di Mantova e che per questo era stato oggetto de la maledizione, assolda un sicario e progetta di vendicarsi del Duca che ha sedotto e rapito con l’inganno anche sua figlia Gilda. Ma sarà proprio lei, per un tragico destino, a finire uccisa al posto del Duca.

Il debutto dell’opera sarà preceduto giovedì 18 gennaio alle 18:00 in Sala Onu da un incontro di introduzione all’ascolto a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo con AnnaTedesco, presidente dell’Associazione, e Alessia Cervini, docente di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Palermo (DAMS). L’ingresso è libero. Mentre domenica 28 gennaio alle 17:30 torna Bambini all’Opera il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama dell’opera, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere allo svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Gisella Vitrano; gli interventi cantati di Sonia Sala; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 20 gennaio, ore 20 (Turno Prime); domenica 21 gennaio ore 18:30 (Turno Danza); martedì 23 gennaio ore 18:30 (Turno Opera); mercoledì 24 gennaio ore 18:30 (Turno B); giovedì 25 gennaio ore 18:30 (Turno Scuola); venerdì 26 gennaio ore 18:30 (Turno C); sabato 27 gennaio ore 18:30 (fuori abbonamento); domenica 28 gennaio ore 17:30 (Turno D).