IL DEBUTTO DEL “FAUST” DI GOUNOD NEL NUOVO ALLESTIMENTO DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Debutta mercoledì 19 marzo alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo il nuovo allestimento del FAUST di Charles Gounod, su libretto di Jules Barbier e Michel Carré con la regia di Fabio Ceresa e la direzione musicale di Frédéric ChaslinOrchestra e Coro del Teatro Massimo, direttore del Coro il maestro Salvatore Punturo.

Faust è un mito che affonda le radici nel Medioevo e ha ispirato nei secoli grandi compositori, scrittori, pittori, che si sono lasciati sedurre dal personaggio emblema del desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana.  La messa in scena del nuovo allestimento con la regia di Fabio Ceresa nasce dalla sovrapposizione del capolavoro del teatro musicale francese con la più potente riscrittura letteraria moderna del mito faustiano: il romanzo Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. A motivare questa sovrapposizione è la fascinazione che Bulgakov aveva per il Faust di Gounod, opera che amava e che vide a teatro per più di 40 volte. Diversi elementi del romanzo trovano infatti la propria origine non tanto nel Faust di Goethe, quanto nel libretto che ne era stato tratto da Jules Barbier e Michel Carré. La regia di Ceresa sovrappone alla figura del Méphistophélès di Gounod quella del personaggio di Woland di Bulgakov, e degli altri personaggi de Il Maestro e Margherita come il demone Azazello, l’inquietante Behemot dalle sembianze feline e la strega Hella. Anche la scena, disegnata dallo scenografo Tiziano Santi e illuminata dal light designer Giuseppe Di Iorio, è ambientata nella Mosca degli anni Trenta, come nel romanzo di Bulgakov, e alcuni momenti del romanzo si ritrovano sovrapposti a quelli dell’opera. A questo gioco di sovrapposizioni contribuiscono i costumi firmati da Giuseppe Palella dove in un mondo grigio monocromatico assume particolare significato il colore rosso fiorentino dei demoni che diventa emblema della passione che spinge Faust a stringere il patto con Méphistophélès.

Il cast internazionale vede nel ruolo del titolo Ivan Ayón Rivas, uno dei più promettenti giovani tenori di oggi, vincitore del concorso Operalia 2021 e del Premio Abbiati 2022, mentre Marguerite è interpretata dalla beniamina del pubblico palermitano Federica Guida e il demonio Méphistophélès è Erwin Schrott, uno dei più grandi e affascinanti bassi internazionali in un ruolo che padroneggia. Di prim’ordine, come sempre, il cast alternativo dal soprano Benedetta Torre (Marguerite), al tenore Arthur Espiritu (Faust), al basso francese Nicolas Courjal (Méphistophélès). Completano il cast Andrew Hamilton e Vinícius Atique che si alternano nel ruolo di ValentinAnna Pennisi in quello di SiebelDaniele Muratori Caputo è Wagner Natalia Gavrilan è Marthe. Assistente alla regia è Mattia Agatiello, assistente alle scene Veronica Lattuada.

“Avvicinarsi al mito di Faust – dice il regista Fabio Ceresa – significa confrontarsi con un archetipo universale che ha attraversato secoli e culture, segnando profondamente il nostro immaginario collettivo. L’opera di Gounod ha sublimato il poema di Goethe adattandolo con raffinatezza ai fasti del grand opéra francese, ma il cuore pulsante della vicenda rimane intatto: il patto con il diavolo, il desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana, la ricerca di un senso ultimo all’esistenza. Il nostro allestimento si muove lungo questa linea, cercando al contempo di far emergere le contraddizioni profonde che innervano questa storia immortale. Il punto di riferimento è la più potente riscrittura moderna del mito faustiano: Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Un romanzo che intreccia satira politica, filosofia, umorismo nero e una struggente riflessione sul potere della creazione artistica. Bulgakov, per altro, conosceva e amava il Faust di Gounod, all’epoca popolarissimo nella sua versione tradotta in russo; nel suo romanzo, il debito con l’opera francese è dichiarato ed evidente … Il nostro allestimento – conclude Ceresa – si propone di restituire Faust a una dimensione di urgenza contemporanea, reinterpretando l’impianto ottocentesco per farne emergere nuclei tematici più vicini alla nostra sensibilità. La crisi dell’individuola ricerca di significatiil conflitto tra il bisogno di riconoscimento e il prezzo da pagare per ottenerloil rifiuto dello stigma sociale, sono elementi che risuonano con forza nel nostro quotidiano. Qual è del resto la vera natura di Mefistofele? Il suo operato è sorprendentemente positivo, ed è volto a smascherare le ipocrisie e i pregiudizi del tessuto sociale in cui opera – interpretando il messaggio messianico con paradossale lucidità, e confondendo le linee di confine che nelle nostre menti umane distinguono il bene dal male. Ancora una volta, il Diavolo ha l’ultima parola”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale per la prima volta il maestro Frédéric Chaslin, compositore, direttore d’orchestra e pianista francese che è stato assistente di Daniel Barenboim (dal 1986 al 1989) e assistente di Pierre Boulez (dal 1989 al 1992). Ha diretto tutte le principali orchestre e teatri d’opera del mondo, dal Metropolitan Opera, alla Deutsche Oper di Berlino, alle opere di Monaco, Dresda, Lipsia, Opera di Parigi, Madrid, Los Angeles, Tokyo, Budapest, La Fenice di Venezia e La Scala di Milano, solo per citarne alcune. Nel repertorio sinfonico ha diretto tutte le grandi orchestre francesi, tedesche, italiane e britanniche, dalla London Symphony alla Filarmonica di Vienna, e molte altre. Nel 2019 ha firmato un contratto con la Universal Edition, con la quale sta pubblicando il suo catalogo di oltre 150 opere fino ad oggi.

Calendario delle repliche: giovedì 20 marzo alle 18:30 (Turno Scuola; venerdì 21 marzo alle 20:00 (Turno F); sabato 22 marzo alle 18:30 (Turno Opera); domenica 23 marzo alle 17:30 (Turno D); martedì 25 marzo alle 18:30 (Turno B).

Domenica 23 marzo, alle 17:30, durante lo svolgimento dell’opera, in Sala degli Stemmi si svolgerà il laboratorio “Bambini all’opera”, a cura di Radici. Piccolo Museo della Natura, per avvicinare in modo creativo i più piccoli (6-10 anni) al mondo del teatro musicale. I testi e le narrazioni sono di Francesca Cosentino, gli interventi cantati di Sonia Sala, le animazioni teatrali di Gisella Vitrano. Illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846

Biglietti: da 18 a 165 euro; durata: 3 ore e mezza circa (incluso un intervallo)
Infohttps://www.teatromassimo.it/event/faust/

FAUST di Charles Gounod in scena dal 19 marzo nel nuovo allestimento del Teatro Massimo, con la regia di Fabio Ceresa e la direzione di Frédéric Chaslin

Un mito che affonda le radici nel Medioevo e ha ispirato nei secoli grandi

compositori, scrittori, pittori, che si sono lasciati sedurre dal personaggio di Faust, emblema del

desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana.

Il nuovo allestimento del dramma lirico di Charles Gounod, su libretto di Jules Barbier e Michel Carré, debutta il 19 marzo alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo con la regia di Fabio Ceresa e la direzione di Frédéric Chaslin.

Il direttore francese arriva per la prima volta sul podio dell’Orchestra del Teatro

Massimo al posto di Daniel Oren che ha rinunciato a dirigere per motivi di salute.

Coro del Teatro Massimo diretto dal maestro Salvatore Punturo.

Repliche fino al 25 marzo.

La messa in scena di Faust con la regia di Ceresa nasce dalla sovrapposizione del capolavoro del

teatro musicale francese con la più potente riscrittura letteraria moderna del mito faustiano: il

romanzo Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov. A motivare questa sovrapposizione è la

fascinazione che Bulgakov aveva per il Faust di Gounod, opera che amava e che vide a teatro per

più di 40 volte. Diversi elementi del romanzo trovano infatti la propria origine non tanto nel Faust

di Goethe, quanto nel libretto che ne era stato tratto da Jules Barbier e Michel Carré.

La regia di Fabio Ceresa sovrappone alla figura del Méphistophélès di Gounod quella del personaggio di

Woland di Bulgakov, e degli altri personaggi de Il Maestro e Margherita come il demone Azazello,

l’inquietante Behemot dalle sembianze feline e la strega Hella. Anche la scena, disegnata dallo

scenografo Tiziano Santi e illuminata dal light designer Giuseppe Di Iorio, è ambientata nella

Mosca degli anni Trenta, come nel romanzo di Bulgakov, e alcuni momenti del romanzo si

ritrovano sovrapposti a quelli dell’opera. A questo gioco di sovrapposizioni contribuiscono i

costumi firmati da Giuseppe Palella dove in un mondo grigio monocromatico assume particolare

significato il colore rosso fiorentino dei demoni che diventa emblema della passione che spinge

Faust a stringere il patto con Méphistophélès.

Il cast internazionale vede nel ruolo del titolo Ivan Ayón Rivas, uno dei più promettenti giovani

tenori di oggi, vincitore del concorso Operalia 2021 e del Premio Abbiati 2022, mentre Marguerite

è interpretata dalla beniamina del pubblico palermitano Federica Guida e il demonio

Méphistophélès è Erwin Schrott, uno dei più grandi e affascinanti bassi internazionali in un ruolo

che padroneggia. Di prim’ordine, come sempre, il cast alternativo: dal soprano Benedetta Torre

(Marguerite), al tenore Arthur Espiritu (Faust), al basso francese Nicolas Courjal

(Méphistophélès). Completano il cast Valentin Andrew Hamilton e Vinícius Atique che si

alternano nel ruolo di Valentin, Anna Pennisi in quello di Siebel, Daniele Muratori Caputo è

Wagner e Natalia Gavrilan è Marthe. Assistente alla regia è Mattia Agatiello, assistente alle

scene Veronica Lattuada.

“Avvicinarsi al mito di Faust dice il regista Fabio Ceresa – significa confrontarsi con un

archetipo universale che ha attraversato secoli e culture, segnando profondamente il nostro

immaginario collettivo. L’opera di Gounod ha sublimato il poema di Goethe adattandolo con

raffinatezza ai fasti del grand opéra francese, ma il cuore pulsante della vicenda rimane intatto: il

patto con il diavolo, il desiderio di oltrepassare i limiti imposti dalla condizione umana, la ricerca di

un senso ultimo all’esistenza. Il nostro allestimento si muove lungo questa linea, cercando al contempo di far emergere le contraddizioni profonde che innervano questa storia immortale. Il

punto di riferimento è la più potente riscrittura moderna del mito faustiano: Il Maestro e

Margherita di Michail Bulgakov. Un romanzo che intreccia satira politica, filosofia, umorismo nero

e una struggente riflessione sul potere della creazione artistica. Bulgakov, per altro, conosceva e

amava il Faust di Gounod, all’epoca popolarissimo nella sua versione tradotta in russo; nel suo

romanzo, il debito con l’opera francese è dichiarato ed evidente … Il nostro allestimento – conclude

Ceresa – si propone di restituire Faust a una dimensione di urgenza contemporanea,

reinterpretando l’impianto ottocentesco per farne emergere nuclei tematici più vicini alla nostra

sensibilità. La crisi dell’individuo, la ricerca di significati, il conflitto tra il bisogno di

riconoscimento e il prezzo da pagare per ottenerlo, il rifiuto dello stigma sociale, sono elementi

che risuonano con forza nel nostro quotidiano. Qual è del resto la vera natura di Mefistofele? Il suo

operato è sorprendentemente positivo, ed è volto a smascherare le ipocrisie e i pregiudizi del tessuto

sociale in cui opera – interpretando il messaggio messianico con paradossale lucidità, e

confondendo le linee di confine che nelle nostre menti umane distinguono il bene dal male. Ancora

una volta, il Diavolo ha l’ultima parola”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo sale per la prima volta il maestro Frédéric Chaslin,

compositore, direttore d’orchestra e pianista francese che è stato assistente di Daniel Barenboim

(dal 1986 al 1989) e assistente di Pierre Boulez (dal 1989 al 1992). Ha diretto tutte le principali

orchestre e teatri d’opera del mondo, dal Metropolitan Opera, alla Deutsche Oper di Berlino, alle

opere di Monaco, Dresda, Lipsia, Opera di Parigi, Madrid, Los Angeles, Tokyo, Budapest, La

Fenice di Venezia e La Scala di Milano, solo per citarne alcune. Nel repertorio sinfonico ha diretto

tutte le grandi orchestre francesi, tedesche, italiane e britanniche, dalla London Symphony alla

Filarmonica di Vienna, e molte altre. Nel 2019 ha firmato un contratto con la Universal Edition,

con la quale sta pubblicando il suo catalogo di oltre 150 opere fino ad oggi.

Il debutto dell’opera sarà preceduto da due appuntamenti di introduzione all’ascolto, entrambi in

Sala ONU: venerdì 14 marzo alle 18:30, la scrittrice e drammaturga Beatrice Monroy racconta la

trama e il libretto di Faust di Gounod insieme gli attori Stefania Blandeburgo e Rinaldo Clementi

(Ingresso 3 euro); mentre sabato 15 marzo, alle 18:00 parlerà del Faust di Gounod il professore

Paolo Russo, docente di Storia della musica e Drammaturgia musicale nell’Università di Parma.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.

Dopo il debutto di mercoledì 19 marzo alle 20:00, Faust sarà in scena giovedì 20 marzo alle 18:30

(Turno Scuola; venerdì 21 marzo alle 20:00 (Turno F); sabato 22 marzo alle 18:30 (Turno

Opera); domenica 23 marzo alle 17:30 (Turno D); martedì 25 marzo alle 18:30 (Turno B).

Domenica 23 marzo, alle 17:30, durante lo svolgimento dell’opera, in Sala degli Stemmi si

svolgerà il laboratorio “Bambini all’opera”, a cura di Radici. Piccolo Museo della Natura, per

avvicinare in modo creativo i più piccoli (6-10 anni) al mondo del teatro musicale. I testi e le

narrazioni sono di Francesca Cosentino, gli interventi cantati di Sonia Sala, le animazioni teatrali

di Gisella Vitrano. Illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro.

Info e prenotazioni tel. 329 7260846

Biglietti: da 18 a 165 euro

Info: https://www.teatromassimo.it/event/faust/

Info

dal 19 al 25 marzo 2025 – Sala Grande, Teatro Massimo

Charles Gounod

FAUST

Libretto di Jules Barbier e Michel Carré, da Faust di Johann Wolfgang von Goethe


Direttore
 Frédéric Chaslin (*)

Regia Fabio Ceresa

Assistente alla regia Mattia Agatiello

Scene Tiziano Santi

Assistente alle scene Veronica Lattuada

Costumi Giuseppe Palella

Luci Giuseppe Di Iorio

(*) Il maestro Daniel Oren ha rinunciato a dirigere per motivi di salute.

Personaggi e interpreti

Faust Ivan Ayón Rivas (19, 21, 23) / Arthur Espiritu (20, 22, 25)

Marguerite Federica Guida (19, 21, 23, 25) / Benedetta Torre (20, 22)

Méphistophélès Erwin Schrott (19, 21, 23, 25) / Nicolas Courjal (20, 22)

Valentin Andrew Hamilton (19, 21, 23, 25) / Vinícius Atique (20, 22)

Siebel Anna Pennisi

Wagner Daniele Muratori Caputo
Marthe Natalia Gavrilan

Orchestra e Coro del Teatro Massimo

Maestro del Coro Salvatore Punturo

Nuovo allestimento del Teatro Massimo

Biglietti

Abbonamenti

Rinnovo abbonamenti 2024/25
Turni PRIME / B / C / D / F / OPERA / DANZA
Dal 17 settembre al 18 ottobre

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dal 25 ottobre al giorno del primo spettacolo in abbonamento

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MICHELE MARIOTTI DIRIGE TOSCA PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Protagonisti Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Erwin Schrott

e Amartuvshin Enkhbat

9, 12 e 14 dicembre al Teatro Costanzi

Qualche mese dopo aver debuttato con Tosca durante la tournée capitolina in Giappone e subito dopo il Mefistofele di Boito che apre la nuova stagione dell’Opera di Roma, Michele Mariotti affronta il titolo pucciniano per la prima volta sul podio dell’Opera di Roma il 9, il 12 e il 14 dicembre. Lo spettacolo è riproposto nella versione della prima rappresentazione assoluta, avvenuta al Costanzi il 14 gennaio 1900, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Nel ruolo del titolo torna il soprano Anna Pirozzi – già Tosca nell’allestimento del 2022 – mentre Cavaradossi è il tenore Fabio Sartori. Il barone Scarpia è interpretato dal basso-baritono Erwin Schrott nelle date del 9 e del 12 dicembre e da Amartuvshin Enkhbat nella replica del 14. Le scene e i costumi originali, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti. Luci di Vinicio Cheli.

Nessuna opera è legata ad una città quanto Tosca con Roma: e non solo per ragioni librettistiche, che vedono il dramma aprirsi qualche giorno dopo la caduta della prima Repubblica Romana. La terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotarsi l’intonazione corretta da inserire in partitura. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Seguendo le originali volontà pucciniane, il regista ha ricostruito per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. Talevi, che nel 2007 ha vinto l’European Opera-directing Prize per la sua Rusalka, in Italia ha collaborato con il Festival della Valle d’Itria, il Macerata Opera Festival, il Comunale di Bologna, il Maggio Fiorentino, il Regio di Torino, La Fenice di Venezia, il Massimo di Palermo e, all’estero con Opera di Tel Aviv, Opera North di Leeds, Santa Fe e Philadelphia Opera, Cape Town Opera, Korea National Opera, Teatro Real di Madrid, Malmö Opera. Formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, nella capitale inglese è stato direttore artistico della Independent Opera al Sadler’s Wells.

Con il titolo pucciniano, invece, Michele Mariotti prosegue il suo percorso da direttore musicale dell’Opera di Roma. Premio Abbiati 2017 come Miglior direttore d’orchestra, Mariotti è recentemente rientrato dalla tournée capitolina in Giappone, dove ha ottenuto un successo personale dirigendo La traviata di Giuseppe Verdi nella messa in scena di Sofia Coppola e interpretando per la prima volta Tosca, qui con la regia di Franco Zeffirelli. Ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali – Wiener Staatsoper, Royal Opera House di Londra, Deutsche Oper Berlin, Festival di Salisburgo, Metropolitan Opera House di New York – ha inaugurato la nuova stagione del Teatro il 27 novembre con il Mefistofele di Arrigo Boito firmato da Simon Stone, segnando anche il proprio debutto con l’opera dell’autore scapigliato. Tornerà a dirigere all’Opera di Roma il dittico Gianni Schicchi/L’heure espagnole, Peter Grimes e due concerti sinfonici.

Nel ruolo di Tosca torna, dopo averla interpretata anche nella stagione 2021/22, Anna Pirozzi, che dal debutto dieci anni fa al Festival di Salisburgo nelle vesti di Abigaille (Nabucco) sotto la direzione musicale di Riccardo Muti, calca i più prestigiosi palcoscenici italiani e internazionali. Ad affiancarla come Cavaradossi è Fabio Sartori (Premio Pavarotti d’oro 2022), acclamato tenore di ruoli pucciniani e verdiani che ha collaborato con direttori del calibro di Zubin Mehta, Daniel Oren e Daniel Barenboim. Il basso-baritono Erwin Schrott (Vincitore del Primo Premio e del Premio del pubblico “Operalia” 1998) è invece Scarpia nelle repliche del 9 e del 12 dicembre. Nella data del 14 dicembre a interpretare il capo della polizia pontificia è invece Amartuvshin Enkhbat che, dopo aver ottenuto uno straordinario successo come Germont padre nella Traviata della tournée capitolina in Giappone, torna all’Opera di Roma con un altro grande ruolo da baritono. Nella parte del sagrestano Domenico Colaianni, di Spoletta Carlo Bosi e di Angelotti Gabriele Sagona. Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono dell’Opera di Roma, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro.

Tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, Tosca è un’opera in tre atti del compositore Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Protagonista è la cantante Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, che protegge e nasconde un ex capo della caduta Repubblica Romana, Angelo Angelotti. Catturato da Scarpia, capo della polizia pontificia, con l’accusa di tradimento, Cavaradossi è condannato alla fucilazione. Affinché Tosca possa salvarlo, lei dovrebbe cedere al ricatto del barone, concedersi a lui: la donna accetta, ottenendo la possibilità di avvisare l’amante e liberarlo. Ma la fucilazione avverrà lo stesso e Tosca, per salvarsi dalle guardie di Scarpia, si getta dalla terrazza di Castel Sant’Angelo.

La prima rappresentazione è prevista sabato 9 dicembre 2023, ore 20. Repliche martedì 12 e giovedì 14 dicembre, sempre alle ore 20.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e in inglese.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino. 

MICHELE MARIOTTI DIRIGE TOSCA PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Protagonisti Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Erwin Schrott e Amartuvshin Enkhbat il 9, 12 e 14 dicembre al Teatro Costanzi

Qualche mese dopo aver debuttato con Tosca durante la tournée capitolina in Giappone e subito dopo il Mefistofele di Boito che apre la nuova stagione dell’Opera di Roma, Michele Mariotti affronta il titolo pucciniano per la prima volta sul podio dell’Opera di Roma il 9, il 12 e il 14 dicembre. Lo spettacolo è riproposto nella versione della prima rappresentazione assoluta, avvenuta al Costanzi il 14 gennaio 1900, ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi nel 2015 e da allora in scena regolarmente al Costanzi con la regia di Alessandro Talevi. Nel ruolo del titolo torna il soprano Anna Pirozzi – già Tosca nell’allestimento del 2022 – mentre Cavaradossi è il tenore Fabio Sartori. Il barone Scarpia è interpretato dal basso-baritono Erwin Schrott nelle date del 9 e del 12 dicembre e da Amartuvshin Enkhbat nella replica del 14. Le scene e i costumi originali, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti.

Nessuna opera è legata ad una città quanto Tosca con Roma: e non solo per ragioni librettistiche, che vedono il dramma aprirsi qualche giorno dopo la caduta della prima Repubblica Romana. La terrazza di Castel Sant’Angelo, gli interni dorati di Sant’Andrea della Valle, i rintocchi del Mattutino che Giacomo Puccini aspettava di cogliere all’alba per annotarsi l’intonazione corretta da inserire in partitura. «Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – dice Alessandro Talevi – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista». Seguendo le originali volontà pucciniane, il regista ha ricostruito per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore lucchese. Talevi, che nel 2007 ha vinto l’European Opera-directing Prize per la sua Rusalka, in Italia ha collaborato con il Maggio Fiorentino, il Regio di Torino, La Fenice di Venezia e, all’estero, con il Colorado Central City Opera di Denver – quest’ultimo un teatro in cui si è cimentato nei più diversi repertori (The Turn of the Screw di Britten, La damoiselle élue di Debussy, Litanies à la Vierge Noire di Poulenc) – e l’Opera North di Leeds. Formatosi alla Royal Academy of Music di Londra, ha creato nuove produzioni per questa e altre istituzioni musicali britanniche, come la Guildhall School of Music and Drama e il Royal College of Music; nella capitale inglese è stato inoltre direttore artistico della Independent Opera at Sadler’s Wells, e per la BBC Proms ha allestito uno spettacolo shakespeariano. La sua Tosca della prima assoluta è stata ospitata anche al Bunka Kaikan di Tokyo, all’Israeli Opera di Tel Aviv e al Teatro Real di Madrid, e riproposta negli anni regolarmente a Costanzi.

Con il titolo pucciniano, invece, Michele Mariotti prosegue il suo percorso da direttore musicale dell’Opera di Roma. Premio Abbiati 2017 come Miglior direttore d’orchestra, Mariotti è recentemente rientrato dalla tournée capitolina in Giappone, dove ha ottenuto un successo personale dirigendo La traviata di Giuseppe Verdi nella messa in scena di Sofia Coppola e interpretando per la prima volta Tosca, qui con la regia di Franco Zeffirelli. Ospite regolare dei principali teatri italiani e internazionali – Wiener Staatsoper, Royal Opera House di Londra, Deutsche Oper Berlin, Festival di Salisburgo, Metropolitan Opera House di New York – ha inaugurato la nuova stagione del Teatro il 27 novembre con il Mefistofele di Arrigo Boito firmato da Simon Stone, segnando anche il proprio debutto con l’opera dell’autore scapigliato. Tornerà a dirigere all’Opera di Roma il dittico Gianni Schicchi/L’heure espagnole, Peter Grimes e due concerti sinfonici.

Nel ruolo di Tosca torna, dopo averla interpretata anche nella stagione 2021/22, Anna Pirozzi, che dal debutto dieci anni fa al Festival di Salisburgo nelle vesti di Abigaille (Nabucco) sotto la direzione musicale di Riccardo Muti, calca i più prestigiosi palcoscenici italiani e internazionali. Ad affiancarla come Cavaradossi è Fabio Sartori (Premio Pavarotti d’oro 2022), acclamato tenore di ruoli pucciniani e verdiani che ha collaborato con direttori del calibro di Zubin Mehta, Daniel Oren e Daniel Barenboim. Il basso-baritono Erwin Schrott (Vincitore del Primo Premio e del Premio del pubblico “Operalia” 1998) è invece Scarpia nelle repliche del 9 e del 12 dicembre. Nella data del 14 dicembre a interpretare il capo della polizia pontificia è invece Amartuvshin Enkhbat che, dopo aver ottenuto uno straordinario successo come Germont padre nella Traviata della tournée capitolina in Giappone, torna all’Opera di Roma con un altro grande ruolo da baritono. Nella parte del sagrestano Domenico Colaianni, di Spoletta Carlo Bosi e di Angelotti Gabriele Sagona. Orchestra e Coro, diretto da Ciro Visco, sono dell’Opera di Roma, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale del Teatro.

Tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, Tosca è un’opera in tre atti del compositore Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Protagonista è la cantante Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, che protegge e nasconde un ex capo della caduta Repubblica Romana, Angelo Angelotti. Catturato da Scarpia, capo della polizia pontificia, con l’accusa di tradimento, Cavaradossi è condannato alla fucilazione. Affinché Tosca possa salvarlo, lei dovrebbe cedere al ricatto del barone, concedersi a lui: la donna accetta, ottenendo la possibilità di avvisare l’amante e liberarlo. Ma la fucilazione avverrà lo stesso e Tosca, per salvarsi dalle guardie di Scarpia, si getta dalla terrazza di Castel Sant’Angelo.

La prima rappresentazione è prevista sabato 9 dicembre 2023, ore 20. Repliche martedì 12 e giovedì 14 dicembre, sempre alle ore 20.

Ogni rappresentazione è in lingua originale con sovratitoli in italiano e in inglese.

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/ e al botteghino.