ALCINA DI HÄNDEL PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Con la direzione di Rinaldo Alessandrini e la regia di Pierre Audi

Protagonisti Mariangela Sicilia, Carlo Vistoli, Mary Bevan e Caterina Piva

Martedì 18 marzo alle 19.00 la prima, anche in diretta su Radio3 Rai

Dopo il successo di Giulio Cesare in Egitto della stagione 2022/2023, anche quest’anno il cartellone ospita un capolavoro barocco: Alcina di Händel. A 290 anni dalla sua prima assoluta, al Covent Garden di Londra, l’opera più famosa del compositore tedesco naturalizzato inglese viene rappresentata per la prima volta al Costanzi, dal 18 al 26 marzo. Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sale Rinaldo Alessandrini, che aveva diretto il Giulio Cesare nel 2023. Il Coro è diretto da Ciro Visco.

Il nuovo allestimento è una collaborazione con De Nationale Opera, dove ha debuttato nel 2015, quando il suo regista, Pierre Audi, ne era direttore artistico. Il pluripremiato regista libanese torna così all’Opera di Roma, dove ha già firmato Pelléas et Mélisande con le scene di Anish Kapoor nel 2009 e un memorabile Tristan und Isolde, opera inaugurale della stagione 2016/17. In questo spettacolo, nato già nel 2000 per il teatrino del palazzo reale di Drottningholm, vicino Stoccarda, Audi immerge la vicenda del libretto di autore ignoto adattato da L’isola di Alcina di Riccardo Broschi, basato sull’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, in un’ambientazione elegantemente essenziale, dove le scene minimali e i costumi di Patrick Kinmonth rimandano a un Settecento raffinato e le suggestive luci di Matthew Richardson esaltano una regia che mette in primo piano la gestualità degli interpreti. I protagonisti sono il soprano Mariangela Sicilia, Premio Abbiati 2025 ‘miglior cantante del 2024’, e il controtenore Carlo Vistoli, Premio Abbiati 2024 proprio per il Giulio Cesare romano, che tornano insieme sul palco della Fondazione Capitolina dopo lo straordinario successo ottenuto con l’Orfeo ed Euridice di Gluck del 2019, interpretando Alcina e Ruggiero. Quest’ultimo, nelle repliche del 21 e 26 marzo, è interpretato da Tamar Ugrekhelidze. Completano il cast Caterina Piva, nel ruolo en travesti di Bradamante/Ricciardo, Anthony Gregory in quello di Oronte, Mary Bevan che interpreta Morgana, sorella di Alcina, e infine Silvia Frigato (Oberto) e Francesco Salvadori (Melisso).

Sull’isola magica di Alcina si ritrovano e agiscono diversi personaggi, alcuni spinti dalla volontà di ritrovare affetti perduti, ovvero eroi vittime della maga che li ha trasformati in animali o elementi naturali, altri in preda all’amore, anche se non corrisposto. L’intreccio di relazioni si risolve di pari passo con il lento e progressivo crollo del mondo magico di Alcina. Mentre lei piange il suo perduto potere, gli eroi tornano alle fattezze primitive.

Dopo la prima rappresentazione, martedì 18 marzo alle ore 19.00, in diretta su Rai Radio3Alcina di Händel, diretta da Rinaldo Alessandrini con la regia di Pierre Audi, torna in scena venerdì 21 (ore 18.00), domenica 23 (ore 16.30), martedì 25 (ore 19.00) e mercoledì 26 marzo (ore 19.00).

Info: operaroma.it

Biglietti: https://www.operaroma.it/spettacoli/alcina/ e al Botteghino dell’Opera di Roma

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/2025 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Alcina

Musica Georg Friedrich Händel

Dramma musicale in tre atti

Libretto di autore ignoto da L’isola di Alcina di Antonio Fanzaglia

musicato da Riccardo Broschi (da Ludovico Ariosto)

Direttore Rinaldo Alessandrini

Regia Pierre Audi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene e Costumi Patrick Kinmonth

Luci Matthew Richardson

PERSONAGGI e INTERPRETI

Alcina Mariangela Sicilia

Ruggiero Carlo Vistoli (18, 23 e 25 marzo) / Tamar Ugrekhelidze (21 e 26 marzo)

Bradamante Caterina Piva

Oronte Anthony Gregory

Morgana Mary Bevan

Oberto Silvia Frigato

Melisso Francesco Salvadori

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

in collaborazione con De Nationale Opera, Amsterdam

TEATRO COSTANZI

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

martedì 18 marzo, ore 19.00 in diretta su Rai Radio3

REPLICHE

venerdì 21 marzo, ore 18.00

domenica 23 marzo, ore 16.30

martedì 25 marzo, ore 19.00

mercoledì 26 marzo, ore 19.00

ALCINA DI HÄNDEL PER LA PRIMA VOLTA ALL’OPERA DI ROMA

Con la direzione di Rinaldo Alessandrini e la regia di Pierre Audi

Protagonisti Mariangela Sicilia, Carlo Vistoli, Mary Bevan e Caterina Piva

Martedì 18 marzo alle 19.00 la prima, anche in diretta su Radio3 Rai

Dopo il successo di Giulio Cesare in Egitto della stagione 2022/2023, anche quest’anno il cartellone ospita un capolavoro barocco: Alcina di Händel. A 290 anni dalla sua prima assoluta, al Covent Garden di Londra, l’opera più famosa del compositore tedesco naturalizzato inglese viene rappresentata per la prima volta al Costanzi, dal 18 al 26 marzo. Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sale Rinaldo Alessandrini, che aveva diretto il Giulio Cesare nel 2023. Il Coro è diretto da Ciro Visco.

Il nuovo allestimento, in collaborazione con De Nationale Opera, ha debuttato proprio nel teatro di Amsterdam nel 2015 con la regia di Pierre Audi, allora direttore artistico del Lirico della capitale olandese. Il pluripremiato regista libanese torna così all’Opera di Roma, dove ha già firmato Pelléas et Mélisande con le scene di Anish Kapoor nel 2009 e un memorabile Tristan und Isolde, opera inaugurale della stagione 2016/17. Audi immerge la vicenda del libretto di autore ignoto adattato da L’isola di Alcina di Riccardo Broschi, basato sull’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, in un’ambientazione elegantemente essenziale, dove le scene minimali e i costumi di Patrick Kinmonth rimandano a un Settecento raffinato e le suggestive luci di Matthew Richardson esaltano una regia che mette in primo piano la gestualità degli interpreti. I protagonisti sono il soprano Mariangela Sicilia, Premio Abbiati 2025 ‘miglior cantante del 2024’, e il controtenore Carlo Vistoli, Premio Abbiati 2024 proprio per il Giulio Cesare romano, che tornano insieme sul palco della Fondazione Capitolina dopo lo straordinario successo ottenuto con l’Orfeo ed Euridice di Gluck del 2019, interpretando Alcina e Ruggiero. Quest’ultimo, nelle repliche del 21 e 26 marzo, è interpretato da Tamar Ugrekhelidze. Completano il cast Caterina Piva, nel ruolo en travesti di Bradamante/Ricciardo, Anthony Gregory in quello di Oronte, Mary Bevan che interpreta Morgana, sorella di Alcina, e infine Silvia Frigato (Oberto) e Francesco Salvadori (Melisso).

Sull’isola magica di Alcina si ritrovano e agiscono diversi personaggi, alcuni spinti dalla volontà di ritrovare affetti perduti, ovvero eroi vittime della maga che li ha trasformati in animali o elementi naturali, altri in preda all’amore, anche se non corrisposto. L’intreccio di relazioni si risolve di pari passo con il lento e progressivo crollo del mondo magico di Alcina. Mentre lei piange il suo perduto potere, gli eroi tornano alle fattezze primitive.

Dopo la prima rappresentazione, martedì 18 marzo alle ore 19.00, in diretta su Rai Radio3Alcina di Händel, diretta da Rinaldo Alessandrini con la regia di Pierre Audi, torna in scena venerdì 21 (ore 18.00), domenica 23 (ore 16.30), martedì 25 (ore 19.00) e mercoledì 26 marzo (ore 19.00).

Info: operaroma.it

Biglietti: https://www.operaroma.it/spettacoli/alcina/ e al Botteghino dell’Opera di Roma

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

responsabile ufficio stampa

cosimo.manicone@operaroma.it  

Paolo Cairoli

direttore della comunicazione

paolo.cairoli@operaroma.it

VOLTI DEL POTERE – STAGIONE 2024/2025 DEL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Alcina

Musica Georg Friedrich Händel

Dramma musicale in tre atti

Libretto di autore ignoto da L’isola di Alcina di Antonio Fanzaglia

musicato da Riccardo Broschi (da Ludovico Ariosto)

Direttore Rinaldo Alessandrini

Regia Pierre Audi

Maestro del Coro Ciro Visco

Scene e Costumi Patrick Kinmonth

Luci Matthew Richardson

PERSONAGGI e INTERPRETI

Alcina Mariangela Sicilia

Ruggiero Carlo Vistoli (18, 23 e 25 marzo) / Tamar Ugrekhelidze (21 e 26 marzo)

Bradamante Caterina Piva

Oronte Anthony Gregory

Morgana Mary Bevan

Oberto Silvia Frigato

Melisso Francesco Salvadori

Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma

Nuovo allestimento Teatro dell’Opera di Roma

in collaborazione con De Nationale Opera, Amsterdam

TEATRO COSTANZI

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

martedì 18 marzo, ore 19.00 in diretta su Rai Radio3

REPLICHE

venerdì 21 marzo, ore 18.00

domenica 23 marzo, ore 16.30

martedì 25 marzo, ore 19.00

mercoledì 26 marzo, ore 19.00

TCBO: IN PRIMA ASSOLUTA L’INEDITO DITTICO CHE ACCOSTA PURCELL E WEILL

Danielle De Niese protagonista di Didone ed Enea e I sette peccati capitali proposti insieme nella nuova produzione firmata da Daniele Abbado

Lo spettacolo, coprodotto con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, vede Marco Angius sul podio

In scena al Comunale Nouveau dal 16 marzo ore 18.00 – anche in diretta su Rai Radio3 – al 21 marzo

L’opera barocca ad alta intensità drammaturgica Dido and Aeneas (Didone ed Enea) di Henry Purcell e il balletto con canto novecentesco dall’incisiva satira Die sieben Todsünden (I sette peccati capitali) di Kurt Weill su testo di Bertolt Brecht, compongono l’inedito dittico proposto nella Stagione d’Opera 2024 del Teatro Comunale di Bologna. Lo spettacolo, coprodotto con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Haydn di Bolzano e Trento, è in scena in prima assoluta al Comunale Nouveau a partire da sabato 16 marzo alle ore 18.00 – trasmesso anche in diretta su Rai Radio3 – con repliche fino a giovedì 21 marzo.

La regia è affidata a Daniele Abbado, che racconta come il progetto metta accanto due opere sulle città: «la città mitologica in Didone, la profezia sul futuro delle città in Brecht-Weill. Accostiamo l’opera incompiuta di Purcell con l‘opera-balletto di Brecht e Weill in fuga dalla Germania nazista. […] Drammaturgicamente il legame vive nel fatto che, seppur in modi diversissimi, ci troviamo di fronte al rapporto tra individuo e gruppo sociale con il quale è costretto a relazionarsi». In Dido and Aeneas Abbado ritrova collegamenti col presente: «Le streghe equivalgono agli haters che spuntano dal nulla inventando calunnie e puntando alla distruzione di una o più persone, nel nostro caso Didone». Nei Sette peccati capitali, rispetto alla Cartagine di Purcell entriamo in diverse metropoli americane. «Siamo di fronte a un capovolgimento del significato dei sette vizi della religione cristiana – dice ancora Abbado – che nel caso della re-interpretazione di Brecht-Weill si trasformano in ostacoli all’arricchimento personale. Brecht ha un’idea molto chiara del mondo nuovo dove l’uomo deve diventare in qualche modo il capitalista di se stesso e per avere successo deve scegliere di vendere quello che possiede ovvero corpo, personalità, onore». Generoso, in questo titolo, l’uso dei costumi come indica il libretto: si passerà infatti dal mondo del cabaret a quello del cinema fino al circo.

Le scene e le luci del dittico sono firmate da Angelo Linzalata, i costumi da Giada Masi e le coreografie da Simona Bucci.

Sul podio il direttore d’orchestra Marco Angius che, a proposito di Didone ed Enea, ricorda che si tratta di «un’opera-enigma, mancando ancora oggi la partitura autografa originale. Le fonti che ce l’hanno tramandata sono successive di oltre un secolo. Da questa condizione, del tutto insolita, musicalmente, ne è nato un caso, un corpo assente dall’autenticità mai rivelata e che reclama un restauro innovativo più che conservativo: così Dido, emblema di un passato irraggiungibile, va ricollocata come un reperto, antico ma anche attuale, che risalti sugli sfondi cupi dell’inquietudine musicale contemporanea». Siccome la partitura originale di Dido and Aeneas non è mai giunta fino a noi (se ne conoscono due versioni ed entrambe incomplete), Angius e Abbado hanno pensato di rivolgere lo sguardo al mondo della musica contemporanea per inserire alcuni innesti, trovando affinità interessanti in tre dei Cori di Didone scritti nel 1958 da Luigi Nono (compositore del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita) su testi di Ungaretti – dislocati all’inizio dell’opera e alla fine del primo e del secondo atto – e nell’introduzione strumentale da Okanagon di Giacinto Scelsi, un trio microtonale per arpa, tam-tam e contrabbasso del 1968, inserito nella scena iniziale della maga (atto 1, 2).

Protagonista in entrambi i titoli – rispettivamente nei panni di Didone (ruolo che affronta per la prima volta) e di Anna I (che ha appena cantato in concerto con la London Philharmonic Orchestra diretta da Edward Gardner e che interpreta ora in scena a Bologna) – è il soprano australiano Danielle De Niese, artista dalla spiccata personalità che oggi vive negli Stati Uniti, definita dal New York Times “Opera’s Coolest Soprano”, al debutto al Comunale.

Il cast di Dido and Aeneas è completato da Francesco Salvadori nei panni di Enea, Mariam Battistelli in quelli di Belinda, Patricia Daniela Fodor come Seconda donna, Bruno Taddia come La maga, Marco Miglietta nelle vesti della prima Strega, Andrea Giovannini in quelle della seconda Strega e del Marinaio e Paola Valentina Molinari come Spirito.

Maestro al clavicembalo è Nicoletta Mezzini, alla tiorba e chitarra barocca c’è Alberto Mesirca, al violoncello Roberto Cima e al contrabbasso Gianandrea Pignoni. Die sieben Todsünden vede tra gli interpreti anche Irene Ferrara come Anna II e le voci maschili di Marco Miglietta, Andrea Giovannini, Nicolò Ceriani e Andrea Concetti come La famiglia. I ballerini sono Matilde Bignamini, Luca Campanella, Lucia Cinquegrana, Lucas Delfino, Erika Rombaldoni e Danilo Smedile. L’Orchestra e il Coro – coinvolto nell’opera di Purcell e preparato da Gea Garatti Ansini – sono quelli del Teatro Comunale di Bologna.

Massimo musicista inglese dell’età barocca, nel 1689 ca. Henry Purcell ha dato alla luce l’opera in tre atti Dido and Aeneas,su libretto di Nahum Tate basato sulla tragedia in cinque atti Brutus of Alba, or The Enchanted Lovers dello stesso Tate e sull’Eneide di Virgilio. La vicenda vede il principe troiano Enea ospite della regina di Cartagine Didone. Il loro amore maledetto, vittima della macchinazione di uno spirito maligno e delle streghe, porterà alla partenza di Enea e alla morte di Didone.

Musicista tedesco naturalizzato statunitense, nel 1933 Kurt Weill rappresentò a Parigi il balletto satirico con canto formato da un prologo, sette parti e un epilogo Die sieben Todsünden, nato come chiaradenuncia all’umanità corrotta dal capitalismo. La produzione, firmata da George Balanchine e Caspar Neher, segnò l’ultima collaborazione con Brecht. È la prima volta che il Teatro Comunale di Bologna propone quest’opera in forma scenica.

Le recite saranno precedute – circa 45 minuti prima dell’inizio – da una breve presentazione dell’opera nel Foyer del Comunale Nouveau.

I biglietti – da 15 a 100 euro – sono in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.

Dopo le recite bolognesi, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia il 5 e il 7 aprile.

Info: www.tcbo.it / https://www.tcbo.it/eventi/dido-and-aeneas-die-sieben-todsunden/

COMUNALE NOUVEAU

MARZO 2024

Sabato 16 ore 18, Turno Prime

Martedì 19 ore 18, Turno Pomeriggio 1

Giovedì 21 ore 20, Turno Sera

Dido and Aeneas (Didone ed Enea)

Opera in tre atti

Musica di Henry Purcell

Libretto di Nahum Tate

Prima rappresentazione

Chelsea (Londra), Collegio di Josias Priest, 1689

***

Die sieben Todsünden (I sette peccati capitali)

Balletto con canto in nove quadri

Musica di Kurt Weill

Testo di Bertold Brecht

Prima rappresentazione

Parigi, Théâtre des Champs-Élysées, 7 giugno 1933

Direttore Marco Angius

Regia Daniele Abbado

Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

Scene e luci Angelo Linzalata

Costumi Giada Masi

Coreografie Simona Bucci

Assistente alla regia Giorgio Presenti

Assistente alle scene Matteo Benvenuto

Assistente ai costumi Giulia Cabrini

Dido and Aeneas

Personaggi / Interpreti

Didone, regina di Cartagine Danielle de Niese

Enea, principe troiano Francesco Salvadori

Belinda Mariam Battistelli

Seconda donna Patricia Daniela Fodor

La maga Bruno Taddia

I strega Marco Miglietta

II strega/marinaio Andrea Giovannini

Spirito Paola Valentina Molinari

Maestro al clavicembalo Nicoletta Mezzini

Tiorba e chitarra barocca Alberto Mesirca

Violoncello Roberto Cima

Contrabbasso Gianandrea Pignoni

Die sieben Todsünden

Personaggi / Interpreti

Anna I Danielle de Niese

Anna II Irene Ferrara

La famiglia Marco Miglietta, Andrea Giovannini, Nicolò Ceriani, Andrea Concetti

Ballerini: Matilde Bignamini, Luca Campanella, Lucia Cinquegrana, Lucas Delfino, Erika Rombaldoni, Danilo Smedile

In collaborazione con Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia e Fondazione Haydn di Bolzano e Trento

Orchestra, Coro e Tecnici del Teatro Comunale di Bologna