Al Teatro La Fenice nell’ambito del Carnevale di Venezia : Rigoletto di Giuseppe Verdi, regia di Damiano Michieletto, direttore Daniele Callegari

Nel cast Luca Salsi, Ivan Ayon Rivas e Maria Grazia Schiavo

E al termine della replica di San Valentino sarà possibile partecipare su prenotazione ad

una cena romantica nelle Sale Apollinee

Rigoletto di Giuseppe Verdi torna in sena al Teatro La Fenice nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2024-2025. Questo amatissimo titolo del grande repertorio sarà ripreso in laguna nell’allestimento che Damiano Michieletto realizzò nel 2017 per l’Opera Nazionale di Amsterdam, poi presentato a Venezia nel settembre 2021 in un regime anti-covid segnato dal distanziamento sociale e da limitazioni di capienza: viene ora finalmente riproposto affinché un pubblico ancora più vasto ne possa godere.

In questa suggestiva messinscena, il regista veneziano, coadiuvato dallo scenografo Paolo Fantin, dal costumista Agostino Cavalca, dal light designer Alessandro Carletti e dal video designer Roland Horvath, ambienta la tragica azione in un manicomio, dove il buffone di corte è stato rinchiuso dopo essere impazzito di dolore per aver involontariamente provocato la morte della figlia. Sul podio dell’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice ci sarà uno specialista del repertorio quale è Daniele Callegari, che guiderà un cast composto da tre interpreti principali di grandissimo richiamo: Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda.

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro La Fenice il 7, 9, 11, 14, 16, 19, 23, 25 e 28 febbraio 2025.

            L’opera va in scena nel contesto delle manifestazioni per il Carnevale di Venezia 2025. Inoltre, in concomitanza della replica che cade nel giorno di San Valentino, il 14 febbraio 2025, la Fenice propone, al termine dello spettacolo, una cena romantica per gli innamorati nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice per informazioni e prenotazioni, info@festifenice.it, telefono 041 786672.

Rigoletto esordì al Teatro La Fenice l’11 marzo 1851. Melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave tratto dal dramma storico di Victor Hugo Le Roi s’amuse, l’opera giunse sulla scena dopo una serie di vicissitudini legate alle interdizioni della censura, che riteneva inaccettabile il ruolo negativo attribuito a un sovrano, indecoroso il soggetto ed empia la maledizione. Ma Verdi era entusiasta della pièce di Hugo – «è il più gran soggetto e forse il più gran dramma de’ tempi moderni. Tribolet è creazione degna di Shakespeare!» – e riuscì a portare in scena il lavoro incontrando subito il favore del pubblico, anche se non quello della critica, disorientata dall’eccentricità del testo.

Prima opera della cosiddetta ‘trilogia popolare’ con Il trovatore e La traviata, l’opera segna una svolta nell’evoluzione artistica di Verdi; lo stesso personaggio di Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana, rappresenta una vistosa eccezione in un panorama operistico che distingueva con molto maggior rigore fra misera abiezione e immacolata virtù. Proprio dalla necessità di potenziare la caratterizzazione del personaggio principale muove il rinnovamento operato dalla drammaturgia verdiana intorno a convenzioni radicate: «Cortigiani, vil razza dannata» è l’esempio memorabile che sancisce la nascita di una nuova voce per il melodramma italiano, quella ‘spinta’ del baritono verdiano, dal potente declamato.

«Al centro di questo progetto sta il rapporto tra un padre e una figlia – spiega il regista Damiano Michieletto –. Di tutti gli elementi che si possono sottolineare in una lettura registica di Rigoletto, quello che ho scelto come motore di tutta la storia è la maledizione, che è anche il titolo originale dell’opera e viene ripetutamente evocata fino alla fine. La maledizione si collega al fatto che Rigoletto scopre di essere responsabile della morte della figlia. Il piano che lui ha ordito per uccidere il duca gli si ritorce contro e provoca la morte della sua amata Gilda. Quindi lui si sente colpevole di aver distrutto l’unica cosa preziosa che aveva nella sua vita. Mi sono chiesto che reazione può provocare in un uomo una tragedia come questa. In più l’uomo in questione vive in una condizione di estrema solitudine, non ha parenti né amici, ha solo questa figlia sulla quale riversa tutte le sue attenzioni in maniera morbosa. La consapevolezza di essere causa della sua morte produce in lui la perdita di qualsiasi possibilità di tornare a essere quello che era prima, alla vita precedente, che peraltro lui odiava con tutto se stesso. Odiava il duca, così come detestava la sua condizione di idiota o buffone che dir si voglia. E dunque provoca in lui la follia: rivive tutta la storia come una sorta di lungo flashback. L’impostazione dunque è questa: tutta la vicenda è vista dal punto di vista di Rigoletto, che ricorda con l’ossessione di una mente malata questa tragedia di cui si sente responsabile. Non riesce a liberarsi del senso di colpa che lo opprime e perde ogni contatto con la realtà diventando per così dire il buffone di se stesso. È come se, pur respirando ancora, non fosse più vivo ma solo il fantasma di quello che era stato».

«Il tema della maledizione ricorre con insistenza – commenta il direttore d’orchestra Daniele Callegari – e lo si avverte durante tutto il percorso che conduce al finale. Insiste sul ‘pedale’ di do. Tutti coloro che vi hanno a che fare presentano una scrittura scura, a cominciare da Monterone, che la introduce e che guarda caso è un basso. Ma è la tinta predominante di Rigoletto a essere scura, è sufficiente pensare al duetto tra Sparafucile e il protagonista. La mia intenzione, vista anche l’impostazione forte e marcata della regia di Damiano Michieletto, è di darne una lettura moderna e contemporanea. Se ci si basa, come io faccio abitualmente quando dirigo un’opera di Verdi, sul materiale dell’edizione critica, fuoriesce maggiormente la verità verdiana, e ci si discosta dalle puntature di tradizione».

Nel cast di Rigoletto alla Fenice figureranno Luca Salsi in alternanza con Dalibor Janis nel ruolo del titolo; Ivan Ayon Rivas in alternanza con Davide Giusti nel ruolo del duca di Mantova; e Maria Grazia Schiavo in alternanza con Lucrezia Drei nel ruolo di Gilda. Mattia Denti sarà Sparafucile; Marina Comparato, Maddalena; Carlotta Vichi, Giovanna; Gianfranco Montresor, il conte di Monterone; Armando Gabba, Marullo; Roberto Covatta, Matteo Borsa; Matteo Ferrara e Rosanna Lo Greco, il conte e la contessa di Ceprano.

Maestro del Coro Alfonso Caiani. Regia ripresa da Eleonora Gravagnola.

Ecco il dettaglio delle recite con orari e turni di abbonamento:

venerdì 7 febbraio 2025 ore 19.00 (turno A);

domenica 9 febbraio ore 15.30 (turno B);

martedì 11 febbraio ore 19.00 (turno D);

venerdì 14 febbraio ore 19.00;

domenica 16 febbraio ore 15.30 (turno C);

mercoledì 19 febbraio ore 19.00;

domenica 23 febbraio ore 15.30;

martedì 25 febbraio ore 19.00 (turno E);

venerdì 28 febbraio ore 19.00.

Dieci minuti di applausi al Teatro Massimo di Palermo per il Rigoletto di Verdi firmato da John Turturro.

Ovazioni per gli interpreti e per la trascinante direzione del Maestro Daniel Oren.
Dedica alla memoria di Claudio Abbado nel decennale della scomparsa.
Comincia con una dedica commossa del sovrintendente Marco Betta alla memoria del Maestro
Claudio Abbado, la serata che ha visto il ritorno sul palco del Teatro Massimo di Palermo, dopo aver
girato il mondo, di Rigoletto, l’allestimento del melodramma di Verdi diretto nel 2018 da John
Turturro e realizzato dal Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, l’Opéra Royal di
Liègi e la Shaanxi Opera House cinese.

Un ritorno accompagnato da applausi a scena aperta e bis reclamati a gran voce che ha visto sul podio uno dei più grandi direttori della scena internazionale, il Maestro Daniel Oren, calamitare l’attenzione del pubblico con la sua appassionata e trascinante direzione dell’Orchestra del Teatro Massimo.

Dieci minuti di applausi per gli interpreti: dal baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, già indimenticabile
Rigoletto nel 2018, al soprano Giuliana Gianfaldoni, applauditissima Gilda, che insieme a Enkhbat ha
regalato al pubblico il bis di “sì, vendetta, tremenda vendetta”, al tenore peruviano Ivan Ayon Rivas, nel
ruolo del Duca di Mantova, e per la regia dell’opera, ripresa dalla giovane e affermata regista Cecilia
Ligorio, che aveva già affiancato Turturro nell’allestimento di cinque anni fa.

Di livello tutto il cast che ha visto negli altri ruoli Agostina Smimmero (Giovanna);
Aleksei Kulagin (Sparafucile); Valeria Girardello (Maddalena); Massimiliano Chiarolla (Borsa);Alessio Verna (Marullo); Italo Proferisce (Ceprano); Nicolò Ceriani (Monterone); Emanuela Sgarlata
(Contessa di Ceprano/Paggio); Enrico Cossutta e Federico Cucinotta (Usciere di corte).

Le scene, di grande impatto e accuratezza sono di Francesco Frigeri, i costumi sontuosi sono firmati da Marco Piemontese, le luci di Alessandro Carletti sono riprese da Ludovico Gobbi, mentre la coreografia è di Giuseppe Bonanno. Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Maestro del Coro Salvatore Punturo, direttore del Corpo di Ballo Jean Sébastien Colau.

Le repliche dell’opera, in scena fino al 28 gennaio, vedranno nel cast alternativo il
baritono ispano-americano Daniel Luis De Vicente nel ruolo del titolo, il tenore Ioan Hotea, di ritorno
a Palermo dopo I Capuleti e i Montecchi, in quello del Duca di Mantova, mentre Gilda è il soprano
palermitano Federica Guida che torna sul palcoscenico del Massimo dopo il successo come Musetta
nella Bohème dell’anno scorso.
Domenica 28 gennaio alle 17:30 Rigoletto tornerà anche nella riduzione per i più piccoli con Bambini
all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni)
alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene
narrata la trama, si ascoltano brani dell’opera, e alla fine i bambini assistono in Sala Grande allo
svolgimento dello spettacolo. Animazioni teatrali di Gisella Vitrano; interventi cantati di Sonia Sala;
illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846

Il Rigoletto di Verdi firmato da John Turturro torna dal 20 al 28 gennaio sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo dopo aver girato il mondo

Sul podio dirige il Maestro Daniel Oren

ph © rosellina garbo 2019

Il cast di grande livello impegna nei ruoli principali il baritono Amartuvshin Enkhbat, il tenore Ivan Ayon Rivas e il soprano Giuliana Gianfaldoni
  Sarà in scena da sabato 20 gennaio alle 20:00, al Teatro Massimo di Palermo, Rigoletto, melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. L’allestimento è quello che nel 2018 ha segnato il debutto sulla scena lirica dell’attore e regista italo-americano John Turturro. La regia dell’opera, realizzata dal Teatro Massimo in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, l’Opéra Royal di Liègi e la Shaanxi Opera House cinese,èripresa da Cecilia Ligorio, giovane e affermata regista che aveva lavorato con Turturro nell’allestimento di cinque anni fa. Il podio dell’Orchestra del Teatro Massimo vede il ritorno del Maestro Daniel Oren, protagonista di spicco della scena lirica internazionale e beniamino del pubblico palermitano. Il cast, che è in buona parte quello dell’edizione originale del 2018, conta su una star come il baritono Amartuvshin Enkhbat, nato in Mongolia e apprezzato anche per l’impeccabile pronuncia italiana; già indimenticabile interprete del buffone di Mantova nel 2018, Enkhbat torna a Palermo dove è stato anche un acclamato Tonio in Pagliacci, e si alterna nelle repliche con Marco Caria.

Il Duca di Mantova è interpretato dal tenore peruviano Ivan AyonRivas, vincitore del Premio Abbiati 2022, che già giovanissimo aveva fatto parte del cast palermitano e in alternanza da IoanHotea, recentemente apprezzato nel ruolo di Tebaldo nell’opera che ha inaugurato la stagione: I Capuleti e i Montecchi.Gilda è Giuliana Gianfaldoni  che torna a Palermo dopo il successo di Don Pasquale e nelle repliche è Caterina Sala. Negli altri ruoliAgostinaSmimmero (Giovanna); AlekseiKulagin (Sparafucile); ValeriaGirardello (Maddalena); MassimilianoChiarolla (Borsa); AlessioVerna (Marullo); ItaloProferisce (Ceprano); NicolòCeriani (Monterone); EmanuelaSgarlata (Contessa di Ceprano/Paggio); EnricoCossutta e Federico Cucinotta (Usciere di corte). Le scene, di grande impatto e accuratezza sono di Francesco Frigeri e si muovono tra gli splendori della corte e le nebbie padane, i costumi sontuosi sono firmati da Marco Piemontese, le luci di Alessandro Carletti sono riprese da Ludovico Gobbi, mentre la coreografia èdi Giuseppe Bonanno. Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Teatro Massimo, Maestro del Coro Salvatore Punturo, direttore del Corpo di Ballo Jean-Sébastien Colau. Repliche fino al 28 gennaio.

Ambientato in un palazzo tardo-rinascimentale che evoca la Sala dei Giganti di Palazzo Te a Mantova, il Rigoletto di Turturroè ricco di atmosfere pittoriche e cinematografiche, pur avendo un impianto registico tradizionale.“Rigoletto – dice il regista nelle note rilasciate prima del debutto – è un capolavoro fantastico e tenterò di rendere giustizia al materiale privilegiando i dettagli umani, senza tentare di reinventare qualcosa che non esiste o di portare un punto di vista moderno senza altro scopo che la ricerca della novità; vorrei invece scandagliare le profondità del dramma. La musica è così bella. Posso solo immaginare l’emozione di chi la sente per la prima volta … vorrei aiutare i personaggi ad emergere nel modo più umano possibile, lasciando che la storia e la musica si dispieghino, senza aggiunta di orpelli, nel loro pieno potere e gloria”.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo torna a dirigere il Maestro Daniel Oren, tra i più ricercati e apprezzati direttori della scena operistica internazionale, con un repertorio che abbraccia la maggiore produzione romantica e verista italiana. Il suo rapporto privilegiato con i teatri italiani lo ha visto negli anni alla guida delle principali fondazioni liriche italiane oltre agli stretti rapporti di collaborazione che intrattiene con i più autorevoli teatri europei e americani. Dotato di un talento naturale e precocissimo, Oren deve il suo particolare interesse per l’opera a Leonard Bernstein che nel 1968 lo scelse, appena tredicenne, come voce solista nei suoi Chichester’s Psalms. Perfezionò poi i suoi studi in Europa, dedicandosi quasi esclusivamente alla direzione d’orchestra e nel 1975 prese parte, vincendolo, al Concorso “Herbert von Karajan” riservato a giovani direttori d’orchestra che diede inizio alla sua carriera internazionale.

Protagonista nel ruolo del titolo è il baritono Amartuvshin Enkhbat, nato e cresciuto in Mongolia, dove ha studiato canto e ha iniziato la sua carriera professionale come solista principale al Teatro dell’Opera di Stato. Da allora, coltivando una passione per le opere di Verdi, ha accresciuto di anno in anno la sua fama cantando sui palcoscenici più prestigiosi della scena internazionale, dal Teatro alla Scala, all’Arena di Verona, e ricevendo i più importanti riconoscimenti (Operalia, International Opera Competition Baikal, International Tchaikovsky Competition di San Pietroburgo, Concurso Tenor Viñas, BBC Cardiff Competition). È stato premiato come Artista Onorato della Mongolia.

Rigoletto, diciottesima opera nella prolifica produzione verdiana, era considerato da Verdi la sua opera migliore ed è la prima tappa della trilogia popolare, seguita da La traviata e dal Trovatore. Venne accolto con grandissimo successo al Teatro La Fenice di Venezia nel marzo del 1851 eda allora è uno dei melodrammi più amati ed eseguiti nei teatri di tutto il mondo. Il soggetto, tratto dal dramma di Victor Hugo, Le roi s’amuse (Il re si diverte) del 1832, venne censurato in Francia al debutto per la sua critica alla monarchia ma anche per la scelta di rappresentare un aristocratico in atteggiamenti sconvenienti e per avere attribuito a un personaggio di basso profilo il nobile ruolo di padre. Ne è protagonista infatti Triboulet, il gobbo buffone di corte, personaggio dalla doppia anima, che è al centro di una vicenda drammatica che gli toglierà per sempre il sorriso. Nella versione di Piave e Verdi, dopo il vaglio della censura austriaca che aveva criticato l’immoralità del soggetto, l’opera venne rinominata Rigoletto dal francese rigoler (scherzare) e venne ambientata a Mantova nel ‘500 alla corte dei Gonzaga, invece che alla corte di Francesco I re di Francia. Qui Rigoletto, che aveva schernito il padre di una ragazza abusata dal Duca di Mantova e che per questo era stato oggetto de la maledizione, assolda un sicario e progetta di vendicarsi del Duca che ha sedotto e rapito con l’inganno anche sua figlia Gilda. Ma sarà proprio lei, per un tragico destino, a finire uccisa al posto del Duca.

Il debutto dell’opera sarà preceduto giovedì 18 gennaio alle 18:00 in Sala Onu da un incontro di introduzione all’ascolto a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo con AnnaTedesco, presidente dell’Associazione, e Alessia Cervini, docente di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Palermo (DAMS). L’ingresso è libero. Mentre domenica 28 gennaio alle 17:30 torna Bambini all’Opera il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama dell’opera, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere allo svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Gisella Vitrano; gli interventi cantati di Sonia Sala; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Infoe prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 20 gennaio, ore 20 (Turno Prime); domenica 21 gennaio ore 18:30 (Turno Danza); martedì 23 gennaio ore 18:30 (Turno Opera); mercoledì 24 gennaio ore 18:30 (Turno B); giovedì 25 gennaio ore 18:30 (Turno Scuola); venerdì 26 gennaio ore 18:30 (Turno C); sabato 27 gennaio ore 18:30 (fuori abbonamento); domenica 28 gennaio ore 17:30 (Turno D).