Il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in scena con Rossini Cards e Le sacre du printemps dal 15 al 22 febbraio

Due coreografie contemporanee di grande impatto riportano sul palcoscenico del Teatro Massimo di Palermo, da sabato 15 febbraio alle 20:00, il Corpo di ballo del Teatro diretto da Jean-Sébastien Colau.

A dirigere l’Orchestra del Teatro è Gianna Fratta che torna ad affrontare Le sacre du printemps dopo averne diretto l’incisione con l’Orchestra Sinfonica Siciliana, e avere appena incassato il successo del recente concerto alla guida dei complessi del Teatro Massimo insieme al pianista Paul Lewis.

Rossini Cards / Le sacre du printempsin scena fino al 22 febbraio, è un dittico composto, nella prima parte dalle coreografie firmate da Mauro Bigonzetti con le musiche di Gioachino Rossini, e nella seconda parte da Le sacre du printemps di Igor Stravinsky nella versione di Edward Clug che fa danzare i ballerini sull’acqua con effetti di grande suggestione e bellezza.

Si comincia con “Rossini Cards”, “una creazione libera da qualsiasi gabbia drammaturgica, piena di brio e ironia – dice Bigonzetti – non una storia ma una successione di quadri di vite parallele: immagini, cartoline, icone drammatiche e situazioni buffe. Espressione della musica di Rossini, del suo ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico, ed in fondo di un dionisiaco vitalismo”. L’allestimento è del Teatro dell’Opera di Roma con scene e luci di Carlo Cerri, costumi di Anna Biagiotti, video di Carlo Cerri e OOOPStudio, assistente alla coreografia Béatrice Mille. E con le voci di Federica Foresta (Clorinda), Marta Di Stefano (Tisbe), Michela Guarrera (Cenerentola), Simone Fenotti (Don Ramiro)Giuseppe Toia (Dandini), Mariano Orozco (Don Magnifico) e al pianoforte Elia Tagliavia.

La seconda coreografia porta in scena il più scandaloso e rivoluzionario tra i balletti di Igor StravinskyLe sacre du printemps, nella versione del coreografo rumeno Edward Clug e l’allestimento del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor. Con un dichiarato tributo a Nijnskij e a Stravinskij, Clug si rifà alla versione audace di Diaghilev e alla rappresentazione del culto sacrificale di una fanciulla scelta per ballare fino alla morte per propiziare gli dei pagani della primavera. Elemento determinante e spettacolare della coreografia è l’acqua, simbolo di purificazione e di nuova vita, che irrompe all’improvviso sulla scena dall’alto fino a formare un lago dove i danzatori scivolano, saltano, corrono in un crescendo dionisiaco di grande impatto visivo.

Nel ruolo dell’Eletta, la fanciulla offerta in sacrificio, si alternano Yuriko Nishihara e Francesca Bellone.

Lo spettacolo è preceduto da una conferenza di introduzione all’ascolto giovedì 13 febbraio alle 18:00 in Sala ONU a cura dell’Associazione “Amici del Teatro Massimo” che ha invitato a parlare de “Le sacre du printemps” di StravinskyPietro Misuraca, pianista, musicologo, docente di “Storia della musica contemporanea” ed “Estetica musicale” nell’Università di Palermo. L’ingresso è libero.

Dopo la prima di sabato 15 febbraio lo spettacolo sarà in scena: domenica 16 febbraio, ore 17:30 (Turno D); martedì 18 febbraio, ore 18:30 (Turno B); mercoledì 19 febbraio, ore 18:30 (turno Danza); giovedì 20 febbraio, ore 18:30 (Turno C); venerdì 21 febbraio, ore 20:00, (Turno F); sabato 22 febbraio, ore 20:00 (fuori abbonamento).

Info:https://www.teatromassimo.it/event/rossini-cards-le-sacre-du-printemps/

Biglietti: da 15 a 100 euro;
Riduzioni del 50% sul secondo biglietto per le coppie nelle recite del 18, 19 e 20

A Jean-Sébastien Colau, direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, il Premio Eccellenza dell’Anno della Danza GD Awards 2024

Miglior direttore di Compagnia italiana di danza” con questo importante riconoscimento, assegnato dalla redazione de “Il Giornale della Danza” e da tutti i suoi lettori, il direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo Jean-Sébastien Colau vince il GD Awards 2024. Un riconoscimento che premia l’impegno e la creatività del direttore e coreografo che da quasi tre anni è stato chiamato alla guida del Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo, e che attesta il successo degli spettacoli proposti, come Lo schiaccianoci “siciliano”, in scena in questi giorni al Teatro Massimo.

“È con immensa gioia e profonda gratitudine che ricevo questo premio, che significa così tanto per me – dice Jean-Sébastien Colau. Desidero innanzitutto ringraziare calorosamente “Il Giornale della Danza”, insieme a Sara Zuccari, Lorena Coppola e Michele Olivieri. Dopo quasi tre anni alla direzione di questa Compagnia, questo premio è soprattutto il risultato di un lavoro collettivo, di un impegno costante e di tante ore di dedizione. Ho avuto il privilegio di vedere la compagnia crescere, evolversi e rialzarsi con una forza ammirevole. Tutto questo è stato possibile grazie al sovrintendente, il Maestro Marco Betta, che mi ha sostenuto in questi quasi tre anni di lavoro insieme alla Fondazione Teatro Massimo. Grazie al lavoro di squadra siamo riusciti a passare da un organico di 7 ballerini stabili a 23 in pochi anni. Colgo l’occasione per ringraziare collaboratori eccezionali come Vincenzo Veneruso e Gianluca Battaglia, ma grazie anche ad amici fedeli come Agnès LeTestu e a tutti coloro che hanno creduto nella mia visione e mi hanno sostenuto in questo difficile compito di riportare la Compagnia al massimo livello. Sono particolarmente grato ai miei tersicorei, che mi seguono con passione e determinazione in questa avventura umana e artistica. Il loro talento, la loro generosità e il loro spirito di squadra sono i pilastri di questa meravigliosa storia che stiamo scrivendo insieme. Oggi mi sento davvero parte integrante di questa compagnia, come in una famiglia, e questo mi riempie di orgoglio. Infine, un grazie di cuore a mio marito, Davide Spina per il suo sostegno incrollabile e la sua presenza al mio fianco lungo tutto questo percorso. Questo premio lo condivido con tutti voi”.

Étoile e coreografo internazionale Jean-Sébastien Colau ha studiato danza presso la Scuola di Ballo dell’Opéra National de Paris ed è entrato a far parte della compagnia nel 1996. Nel 2000 ha vinto tre medaglie in concorsi internazionali di danza, «Bronzo» a Varna in Bulgaria, «Argento» a Nagoya in Giappone e il «Primo Premio» a Parigi in Francia. Nel 2002 è entrato a far parte del National Ballet of Canada come Solista Principale ed è stato nominato Miglior Artista per il Premio onorario Canadese “William Marié”. Nel 2005 è entrato a far parte del Leipzig Ballet in Germania, dove è stato promosso Étoile in seguito alla sua interpretazione del Principe Siegfried nel Lago dei cigni. Nel 2010 è stato nominato miglior tersicoreo dell’anno al Festival «Re Manfredi, Fondazione Verona per l’Arena» per il ruolo di Albrecht in Giselle di Carla Fracci. È stato invitato come étoile ospite nei maggiori teatri d’Europa, d’Asia e delle Americhe. Nel 2014 ha ottenuto il Diploma di Stato francese in Pedagogia. Oggi è un Maître de ballet invitato a trasmettere il suo sapere all’interno delle più grandi compagnie, quali: National Ballet of Canada, Teatro dell’Opera di Roma, Joffrey Ballet of Chicago, Teatro San Carlo di Napoli, ecc. Ha coreografato Les Valses d’Amour de Brahms per il Balletto Nazionale della Slovenia, Jules & Roméo per i tersicorei dell’Opera di Parigi, ContemptuMundi per Joelle Boulogne, Contact-Tango in Olanda, Just Before Midnight al Festival “Voilà” di Singapore e L’Orchestre per il PNSD “Rosella Hightower” di Cannes. Nel 2020 ha ricevuto il Premio alla Cultura dal Comune di Cecina per lo spettacolo #Ridanzeremo. Da settembre 2022 è Direttore del Corpo di ballo del Teatro Massimo, ruolo per il quale ha ricevuto una menzione speciale al Premio Eccellenze della Danza. A dicembre 2022 per il Teatro Massimo ha creato la coreografia de Lo schiaccianoci con Vincenzo Veneruso e per l’Estate 2023 Paquita, Grand Pas Classique. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Speciale di Palermo Danza e ha creato per il Teatro Massimo il balletto Biancaneve con Vincenzo Veneruso.

IL SUCCESSO DE LO SCHIACCIANOCI AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO


 

La fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

e sul podio Mojca Lavrenčič

Un successo annunciato dal sold out di tutte le recite. Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella versione ambientata al Teatro Massimo di Palermo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro Massimo,ha conquistato tutti in un teatro traboccante in ogni ordine di posto.

Applausi a scena aperta e ovazione finale per gli interpreti, a partire dagli straordinari solisti del Royal Danish Ballet, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky e per il Corpo di Ballo del Teatro. A ricevere gli applausi sul palco tutto il cast artistico: Mojca Lavrenčič che ha diretto l’Orchestra del Teatro Massimo e le inconfondibili musiche di Čajkovskij, il Maestro del Coro di voci bianche, Salvatore Punturo, lo scenografo Renzo Milan, che ha firmato le bellissime scene dipinte a mano nei laboratori del Teatro Massimo tra cui spiccava la fisionomia del Monte Pellegrino, la costumista Cécile Flamand con i suoi magnifici costumi ispirati a cassate e cannoli della pasticceria siciliana, la designer luci Maureen Sizun Vom Dorp, l’assistente alla coreografia Gianluca Battaglia Roberta D’Amoremaître de ballet dei piccoli danzatori in scena.

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale per eccellenza, è stata riscritta da Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo a partire dalla storia di E. T. A. Hoffmann, che è stata attualizzata e ambientata a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Massimo fino al 22 dicembre

Nei ruoli principali nelle repliche si alterneranno i solisti Yuriko Nishihara e Alessandro Cascioli Martina Pasinotti e Alessandro Casà del Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Info: https://www.teatromassimo.it/event/lo-schiaccianoci-2/

Torna al Teatro Massimo di Palermo LO SCHIACCIANOCI

Torna la fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

Sul podio Mojca Lavrenčič
 

Ospiti le stelle del Royal Danish Ballet

Holly Dorger e Jonathan Chmelensky

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, tratta dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann, riscritto da Dumas padre nel 1844. Da sabato 14 dicembre alle 20:00 il balletto in due atti viene riproposto nella versione di successo, ambientata al Teatro Massimo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dirige la giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič. Maestro del Coro di voci bianche,Salvatore Punturo.

Le scene, dipinte a mano e realizzate nei laboratori scenografici del Teatro Massimo, sono firmate da Renzo Milan mentre i costumi, che ricordano i dolci inconfondibili della pasticceria siciliana, sono di Cécile Flamand. Le luci sono disegnate da Maureen Sizun Vom Dorp. Assistente alla coreografia Gianluca BattagliaMaître de ballet dei piccoli danzatori Roberta D’Amore.

A danzare i due ruoli principali di Maria Dario, nelle prime due repliche (14 e 15 dicembre) sono due stelle della danza internazionale, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky, primi ballerini del Royal Danish Ballet di Copenaghen, insigniti entrambi del titolo onorifico di “cavalieri” dalla regina di Danimarca.

Negli stessi ruoli nelle repliche si alternano due coppie di solisti del Corpo di ballo del Teatro MassimoYuriko Nishihara e Alessandro Cascioli e Martina Pasinotti e Alessandro Casà. Repliche fino al 22 dicembre.

La coreografia ideata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo riscrive la favola basandosi sulla storia di E. T. A. Hoffmann, attualizzandola e ambientandola a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. I personaggi principali non sono più Marie e lo Schiaccianoci, ma Maria e Dario, un povero ambulante, che vende castagne e frutta secca insieme al fratello Pietro per le strade della città di Palermo. Sarà lui, Pietro, a subire l’incantesimo del Re dei topi e a rimanere chiuso nel guscio di legno del pupazzo Schiaccianoci, nell’impossibilità di comunicare col mondo e suggerendo con questa trasformazione una metafora dei problemi che oggi opprimono molti ragazzi: la malattia, la droga, la generale difficoltà di comunicare, in un’epoca in cui si è sempre connessi. Nella riscrittura di Colau e Veneruso la grande e confortevole casa di Marie e della famiglia Hoffmann, dove si celebra la festa di Natale sotto il grande albero, è in contrasto con il mondo esterno, quello dove i ragazzi non sono accuditi e viziati tra libri, giochi e lezioni di danza, ma sono poveri, soli e costretti a procurarsi da vivere e a difendersi dalle aggressioni. Oltre questo livello, che sembra già infimo, ve ne è ancora un altro, quello dei topi a cui viene riservato uno sguardo di compassione: il Re dei topi (il personaggio del maestro Jean-George) non è cattivo, è solo affamato e frustrato per la sua costante ricerca di perfezione. Il personaggio, metà uomo e metà topo, allude alle difficoltà di una natura degradata e avvilita dalle esigenze sempre più invadenti della modernità: una natura che si riscatta alla fine dello spettacolo, quando il personaggio dell’ape, danza con i fiori sulle note leggere e avvincenti del Valzer dei fiori.

La versione di Schiaccianoci di Colau e Veneruso approda dalla fiaba a una dimensione più onirica quando, nella seconda parte dello spettacolo, Maria e Dario, sempre in cerca di Pietrosi ritrovano al Teatro Massimo di Palermo, dove il Maestro Jean-Georges ha il suo quartier generale con il

“Corpo di ballo” di topi che costringe a lavorare senza sosta. Dario e Maria giungono in teatro dopo un viaggio che “sembra durare giorni” come a sottolineare la distanza che tante periferie sentono rispetto al centro cittadino, tema al centro dell’impegno del Teatro Massimo, volto a accorciare questa distanza portando i ragazzi dai quartieri periferici in teatro, proponendo laboratori e spettacoli, come già accaduto con Danisinni e Sperone. Ma la città emerge prepotentemente soprattutto nel grande banchetto finale della coreografia, dove i dolci sono l’elemento trionfale di affermazione dell’identità palermitana. Le danze, che già nel balletto di Čajkovskij hanno una connotazione culinaria (caffè, cioccolato, tè) sono ispirate qui ai dolci più golosi e affascinanti di Palermo: la dolcissima e colorata frutta di Martorana, preparata dalle monache del monastero di Santa Caterina, la Sette veli, il Cannolo, la Cassata, riprodotti nei bellissimi costumi di Cécile Flamand. Alla fine Colau e Veneruso indicano nella cultura, nella solidarietà, nell’apertura verso il prossimo, nel coraggio di mettersi in viaggio per affrontare nuove scoperte, l’unica strada che permetta di convincere gli altri e di trasformarli. È lo stesso Maestro di danza Jean-Georges che acconsente, convinto da Maria e Dario, a liberare Pietro dall’incantesimo che lo imprigiona nel guscio dello Schiaccianoci, per restituirlo a un mondo nuovo, non più rigido, dove la danza è un piacere naturale, un’espressione libera e non vincolata da regole o costrizioni, e segue i ritmi dei fiori e delle api. Durata dello spettacolo: 2 ore circa compreso un intervallo.

La prova generale di Lo schiaccianoci, sabato 13 dicembre alle 18:30, è aperta a favore di Lions Club. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in iniziative di solidarietà. Per informazioni e acquisto biglietti contattare Lions Club (328 4982656 e 329 9767709) o il botteghino del Teatro Massimo (dall’11 dicembre).

Domenica 15 dicembre alle 17:30 torna anche l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama de Lo schiaccianoci, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere alle ultime fasi di svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 14 dicembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 15 dicembre, ore 17:30 (Turno D); martedì 17 dicembre, ore 18:30 (Turno C); mercoledì 18 Dicembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 19 dicembre, ore 20:00 (Turno F); venerdì 20 dicembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); sabato 21, ore 18:30 (Turno danza); domenica 22 dicembre ore 18:30 (fuori abbonamento.

La nuova coreografia di Sasha Riva e Simone Repele per il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo in scena il 5 e il 6 ottobre in Peter Pan

Con Peter Pan, una nuova creazione commissionata dal Teatro Massimo di Palermo, ispirata liberamente al romanzo di James Matthew Barrie, torna in scena il 5 ottobre (ore 20:00) e il 6 ottobre (ore 18:30) il Corpo di ballo del Teatro Massimo diretto da Jean-Sébastien Colau. A firmare il balletto sono Simone Repele e Sasha Riva, danzatori e coreografi che si sono imposti sulle scene internazionali per la poesia e l’impatto emotivo delle loro coreografie che coniugano uno stile neoclassico/contemporaneo. Ad accompagnare il balletto le musiche tratte dal Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn, eseguite dall’Orchestra del Teatro Massimo, diretta dal maestro Alessandro Cadario. 

Le scene sono di Sasha Riva e Simone Repele, i costumi di Mario Celentano, le luci di Alessandro Caso. Le tracce sonore registrate di Andrea Riva.

Protagonista della scena è il Corpo di ballo del Teatro Massimo forte delle recenti stabilizzazioni dell’organico, con i suoi interpreti e solisti: Michele Morelli (Peter Pan), Lucia Ermetto (Wendy anziana), Francesca Bellone (Wendy giovane), Alessandro Cascioli (L’ombra), Andrea Mocciardini (padre di Wendy), Romina Leone (madre di Wendy), Emilio Barone e Giovanni Traetto (fratelli di Wendy), Yuriko Nishihara e Jessica Tranchina (amiche di Wendy).

Al centro del racconto, la vicenda di Peter Pan, personaggio che incarna il mito dell’eterna fanciullezza, creato da James Matthew Barrie. La sua fedeltà al primato della fantasia su tutto ha ispirato fin dal suo apparire nel 1902, celeberrime versioni cinematografiche, d’animazione, canzoni d’autore e musical. Per i coreografi Riva e Repele il racconto di Barrie è il punto di partenza per una nuova rilettura drammaturgica: Peter Pan non è un bambino che non vuole crescere ma un bambino che non può crescere perché qualcosa glielo impedisce contro la sua volontà. La coreografia diventa così una dedica commossa a tutti i bambini che non sono potuti diventare grandi ma che avrebbero voluto farlo e una riflessione sul tempo che passa, sull’età, sui sogni e i desideri, i ricordi e le illusioni, temi che sono da sempre al centro della ricerca dei due coreografi. “Sono degli aspetti ricorrenti nei nostri lavori – dicono Riva&Repele – probabilmente è il nostro modo di esorcizzare una paura che condividiamo e di cui parliamo spesso. Il passare del tempo, la morte, ma anche la vita e il loro inspiegabile contrasto, sono misteri che ci affascinano e ci spaventano allo stesso tempo. Scegliamo infatti molto spesso argomenti che si legano in un modo o nell’altro a questi temi. Cerchiamo di risolverli con la nostra scrittura drammaturgica attraversando la bellezza e le deformità del corpo, i suoi pieni e i suoi vuoti …”

E a proposito del lavoro con il Corpo di ballo del Teatro Massimo aggiungono: “E’ stata una produzione molto intensa, sia a livello fisico che emotivo ma abbiamo trovato una dimensione speciale: nella sala prove con i ballerini del Corpo di ballo del Teatro Massimo. Abbiamo notato grande rispetto e collaborazione, forse perché hanno compreso fin da subito il nostro lavoro e hanno condiviso con entusiasmo e serietà la nostra passione. Entrare in contatto con un nuovo vocabolario e una gestualità a cui non si è abituati è sempre piuttosto complesso. In particolare noi lavoriamo molto su certi atteggiamenti del corpo, sull’intenzione emotiva dei gesti, delle posture e dei movimenti e quindi è necessario avere in sala prove dei professionisti pronti a cogliere questa modalità che va ben oltre la dimensione estetica della danza. Il Corpo di ballo del Teatro Massimo ha dimostrato fin da subito la volontà di entrare in questa dimensione”.

Definiti “Poeti della danza”, Sasha Riva (nato a Fairfax County, Virginia, nel 1991 e cresciuto in Italia) e Simone Repele (nato a Torino nel 1993) si sono formati all’Accademia del Balletto e nella compagnia di Amburgo di John Neumeier, per poi approdare al Ballet du Grand Théâtre de Genève. Nel 2020 fondano Riva&Repele, focalizzandosi sul proprio lavoro coreografico e continuando ad esibirsi come danzatori nelle loro opere ma anche di altri coreografi come Marco Goecke, che ha creato un duetto per loro. Le loro coreografie trovano fonte in un forte lato teatrale, sensibile e poetico. Le immagini stilizzate sono collegate da un vocabolario neoclassico/contemporaneo e da gesti forti. Hanno realizzato il loro primo balletto integrale Lili Elbe Show, già rappresentato in diversi teatri tra Svizzera, Spagna e Italia. Nel 2021 sono stati l’unica compagnia straniera ad essere selezionata dal Centro Coreografico Canal e poi programmati dal prestigioso Festival Madrid en Danza. Dal 2022 collaborano con il regista Damiano Michieletto per il Festival di Caracalla. Collaborano con l’Etoile dell’Opéra di Parigi Eleonora Abbagnato per eventi come Expo 2030, Ferrari, Vhernier e concerti di diversi cantanti famosi. I loro progetti futuri li porteranno a lavorare per diverse compagnie internazionali tra cui lo Stuttgart Ballet, l’Augsburg Ballet, l’Opera di Roma e altre.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Alessandro Cadario, direttore d’orchestra eclettico nel repertorio e attento alla prassi esecutiva dei diversi stili, è Direttore ospite principale dell’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano dal 2016. Ha diretto nelle stagioni dei principali enti lirici e festival italiani e internazionali, salendo sul podio di importanti orchestre tra cui l’Orchestra del Teatro Mariinsky, la Russian National Orchestra, l’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo, la Tatarstan National Symphony Orchestra e le Orchestre del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro Regio di Torino, del Teatro La Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Carlo Felice di Genova, del Teatro Massimo di Palermo, del Teatro Petruzzelli di Bari. Al Teatro Massimo di Palermo ha diretto nel 2019 Lo schiaccianoci, nel 2022 L’eredità dei giusti di Marco Tutino e nel 2023 il concerto Omaggio a Maria Callas. Oltre al repertorio classico la sua attenzione va alla musica contemporanea che interpreta con particolare dedizione, vista la sua duplice natura di direttore e compositore. Ha diretto numerose prime assolute di autori come Bettinelli, Fedele, Galante, Tutino, Campogrande, Vacchi.

In scena da sabato 16 marzo al Teatro Massimo di Palermo il Corpo di ballo con “Cenerentola”

Il balletto con le musiche di Prokofiev, nella pluripremiata versione del coreografo Thierry Malandain.Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimola giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande.

Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata.

«Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici e sociali appartengono ad un’altra epoca, penso che questa materia, frutto di quattro secoli di storia, dia ai danzatori delle risorse inestimabili. Sono considerato classico da alcuni, contemporaneo da altri, mentre semplicemente cerco la danza che amo. Una danza che non si limita al piacere, ma che si riallaccia all’essenza del sacro, come una risposta alla difficoltà di esistere».

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena con due cast di solisti che si alternano e che vedono nei ruoli principali Martina Pasinotti e Yuriko Nishihara nei panni di Cenerentola; Michele Morelli e Alessandro Casà in quelli del Principe; Romina Leone e Linda Messina nel ruolo della Fata; Vincenzo Carpino e Andrea Mocciardini in quello della Matrigna. Due interpreti maschili anche per le sorellastre: Alessandro Cascioli e Dennis Vizzini en travesti interpretano Genoveffa così come Gianluca Mascia e Giovanni Traetto interpretano Anastasia. Infine Diego Mulone e Vincenzo Carpino vestono i panni del Padre ed Emilio Barone e Francesco Curatolo quelli del Maître di danza e di cerimonia, dell’Amico del Principe e dell’ Elfo.

Ad affiancare Malandain a Palermo per la ripresa delle coreografie è uno dei suoi più stretti collaboratori, il siciliano Giuseppe Chiavaro. Ad arricchire l’allestimento della Volksoper Wien GmbH, le scenografie concepite senza cambi e artifici di Jorge Gallardo, che firma anche i costumi e le luci di Jean-Claude Asquié, riprese da Christian Grossard. Completano il team creativo, Vincenzo Veneruso Maître de ballet e assistente del direttore del Corpo di ballo e Guido Sarno, Maître de ballet e assistente alla coreografia.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige la giovane direttrice slovena Mojca Lavrenčič che torna a Palermo dopo avere già diretto con successo l’Orchestra nel balletto Le corsaire e nel recente concerto dell’8 marzo dedicato alle donne compositrici. Si replica fino al 24 marzo.Biglietti: da 14 a 100 euro; Info: https://www.teatromassimo.it/event/cenerentola/

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo danza sulle note di Rachmaninoff, “Biancaneve”, la nuova coreografia firmata da Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso.

Debutta venerdì 15 dicembre alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo “Biancaneve”, la nuova creazione per il Corpo di ballo della Fondazione firmata dal direttore Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso che rinnovano il loro sodalizio artistico dopo il grande successo dello Schiaccianoci dell’anno scorso. Un balletto-concerto in stile classico, narrativo, che ripercorre e in parte riscrive la fiaba dei Fratelli Grimm, con un lieto fine riservato a Biancaneve e al più umano Cacciatore, che prende il posto del Principe azzurro. La coreografia è danzata sulle note del celebre Concerto per pianoforte n. 2, della Rapsodia su un tema di Paganini e della Sinfonia n.2 di Sergei Rachmaninoff, rendendo così omaggio al grande compositore in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Danila Grassi, mentre al pianoforte si alternano nelle recite i due giovani solisti Alberto Ferro (15, 17, 20, 22) e Davide Ranaldi (16, 19, 21, 23).

Le scenografie e i fondali dipinti, creati nei laboratori scenografici del Teatro Massimo guidati da Christian Lannie Stefano Canzoneri, sono di Apolonia Polona Loborec; i costumi di Cécile Flamand, le luci di Maureen Sizun VomDorp. Assistente alla coreografia è Guido Sarno. In scena si alternano tre cast che impegnano 45 ballerini nel corso delle otto recite, in programma fino al 23 dicembre.

“La coreografia è una vera challenge per i solisti – dicono i coreografi Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso – ed èispirata anche al grande maestro e coreografo George Balanchine. Prevede un susseguirsi di giri, salti e prese che richiedono una forte padronanza della tecnica accademica applicata su tempi musicali molto rapidi, con un rilascio della parte superiore del corpo per dare morbidezza. Quanto alla drammaturgia abbiamo sostituito il personaggio idealizzato del principe azzurro con quello più autentico e terreno del cacciatore che, invece di strappare il cuore di Biancaneve come ordinato dalla matrigna, lo conquista, e alla fine la salva dall’incantesimo con un bacio. Così come la morte della cerbiatta è una morte naturale e non è causata dal cacciatore per ingannare la Regina”.

L’antefatto vede la principessa Biancaneve rimanere orfana prima di madre e poi anche del padre, ucciso dalla perfida matrigna assetata di potere. Quando lo specchio magico le rivela che Biancaneve è più bella di lei, la perfida Regina ordina al Cacciatore di condurre Biancaneve nel bosco e ucciderla. Ma il Cacciatore e Biancaneve sono legati fin dall’infanzia: dopo essersi scambiati promesse d’eterno amore, Biancaneve fugge nel bosco, mentre il Cacciatore, incontrata una Cerbiatta morente nel bosco, porta alla Regina il cuore della bestiola. Biancaneve giunge a una casa nel bosco dove vivono sette minatori. Quando la conducono alla miniera dove cercano pietre preziose, la presenza della bellissima fanciulla spinge i diamanti a rivelarsi e danzare per lei. Ma la perfida matrigna ha scoperto che Biancaneve è ancora in vita e, travestita da vecchina, le offre una mela avvelenata: Biancaneve la morde, cade in un sonno simile alla morte, viene esposta dai minatori in una teca di cristallo e riportata in vita dal bacio del Cacciatore. La Regina, furibonda contro lo specchio magico, precipita dalla torre, e tutti festeggiano le nozze di Biancaneve e del Cacciatore.

Le musiche di Rachmaninoff, eseguite integralmente e con una magica rispondenza tra la successione delle pagine e la vicenda del balletto, sono tra le più amate del compositore: il Secondo Concerto per pianoforte, scritto dopo essere uscito da una profonda crisi psicologica e dedicato allo psicanalista che lo aveva curato; la grande Rapsodia su un tema di Paganini, l’ultima grande composizione per pianoforte e orchestra, scritta durante gli anni dell’esilio americano, con le sue inquietanti citazioni del tema del Dies Irae; infine l’Adagio dalla Seconda sinfonia, di pochi anni più tarda del Secondo Concerto, per concludere riportando la serenità e celebrando l’amore, come in ogni classico lieto fine da favola.

In scena nel corso delle otto recite (di cui due fuori abbonamento) si alternano tre cast che impegnano tutti i ballerini del Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Tra loro, nei ruoli principali: Carla Mammo Zagarella (15, 19, 22), Martina Pasinotti (16, 20, 23) e Yuriko Nishihara (17, 21), nel ruolo di Biancaneve; Michele Morelli (15, 19, 22), Alessandro Cascioli (16, 20, 23) e Alessandro Casà (17, 21) nei panni del Cacciatore; Francesca Davoli (15, 19, 22), Linda Messina (16, 20, 23)eFrancesca Bellone (17, 21) nel ruolo della Regina. Lucia Ermetto (15, 17, 19, 21,22), Valentina Chiulli (16, 20, 23), Emilio Barone, Gianluca Mascia, Diego Mulone, Giovanni Traetto, Dennis Vizzini, Francesco Curatolo sono i I sette minatori.

La prova generale del balletto, in programma giovedì 14 dicembre, sarà dedicata a Medici senza frontiere MSF, l’organizzazione medico-umanitaria indipendente a cui sarà devoluto il ricavato della vendita dei biglietti.

Dopo il debutto del 15 dicembre lo spettacolo sarà replicato sabato 16 dicembre alle 18.30 (Turno Danza); domenica 17 dicembre alle 17.30 (Turno D); martedì 19 dicembre alle 18.30 (Turno C); mercoledì 20 dicembre alle 18.30 (Turno B); giovedì 21 dicembre alle 20.00 (Fuori abbonamento); venerdì 22 dicembre ore 20.00 (Turno F) e sabato 23 dicembre alle 18.30 (Fuori abbonamento).

Domenica 17 dicembre dalle 17:30 inSala degli Stemmi, durante lo svolgimento dello spettacolo in Sala Grande, avrà luogo “Bambini all’Opera” il laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni a cura di Francesca Cosentino durante il quale viene narrata la trama dello spettacolo, si ascoltano brani musicali, si disegna e si fa merenda. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino, le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro, gli interventi cantati di Sonia Sala. Al termine del laboratorio i bambini sono accompagnati in Sala Grande per vivere così la magia del Teatro. Info e prenotazioni al 329 7260846.

Durata dello spettacolo: 1 ora e 50 minuti (compreso un intervallo di 20 minuti)

Biglietti: da 14 a 100 euro. Info: https://www.teatromassimo.it/event/biancaneve/