FESTA PER L’80A STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI CON LA NONA SINFONIA DI BEETHOVEN DIRETTA DA DIEGO FASOLIS

Il Coro della Radiotelevisione Svizzera intonerà il celebre “Inno alla gioia” su testo di Schiller.

Solisti vocali il soprano Michela Antenucci, il mezzosoprano Lucia Cirillo, il tenore Charles Sy e il basso Henryk Böhm

L’esecuzione di sabato 22 marzo si avvia al sold out, maggiore disponibilità per giovedì 20 marzo.

Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 20 marzo 2025, ore 20
sabato 22 marzo 2025, ore 17

Altri pomeriggi Under30
giovedì 20 marzo 2025, dalle ore 18.45

Continuano i festeggiamenti per l’80a stagione concertistica 2024/2025 dei Pomeriggi Musicali “80 anni suonati” con un concerto dal forte valore simbolico: giovedì 20 (ore ore 20) e sabato 22 marzo (ore 17) al Teatro Dal Verme di Milano è in programma l’esecuzione della Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125 di Ludwig van Beethoven, monumento sinfonico corale che, com’è noto, si conclude con l’Inno alla gioia su testo di Friedrich Schiller.

Sul podio della compagine milanese torna anche questa settimana un direttore molto amato dal pubblico come Diego Fasolis. La celebre conclusione corale è affidata al Coro della Radiotelevisione Svizzera (diretto da MArtin Steffan), mentre i solisti vocali sono il soprano Michela Antenucci, il mezzosoprano Lucia Cirillo, il tenore Charles Sy e il basso Henryk Böhm. Ai avvia al sold out il concerto di sabato 22 marzo, qualche disponibilità in più per il debutto di giovedì 20 marzo.
 
Giovedì 20 marzo, dalle ore 18.45, ci sarà un nuovo appuntamento del ciclo “Altri Pomeriggi” dedicato agli Under30 che potranno conversare con gli artisti in attesa del concerto, prendendo un aperitivo (biglietto e aperitivo: 10 euro).
Non è previsto invece il concerto In Anteprima del giovedì mattina.
 
«La Nona di Beethoven – ricorda Raffaele Mellace nelle note di sala – è senz’altro tra i titoli più emblematici dell’intera civiltà occidentale. Bastano a dimostrarlo due circostanze, estranee alla qualità estetica della partitura, che nell’arco dell’ultimo mezzo ne hanno sancito il valore simbolico universale. Da un lato l’adozione dell’Inno alla gioia che corona la Nona a inno ufficiale della Comunità (oggi dell’Unione) europea, dal 19 gennaio 1972; dall’altro la decisione presa otto anni dopo dal presidente della Sony Norio Ohga di stabilire la durata standard dei CD ai 74’ dell’incisione della Nona diretta da Wilhelm Furtwängler a Bayreuth nel 1951. […] Monumentale nelle dimensioni, dalla concezione rigorosamente organica, la Nona presenta tanto caratteristiche associabili alla scrittura beethoveniana più tipica (lo Scherzo, che protrae ed esalta l’impeto bellicoso dell’omologo movimento della Settima), portata alle estreme conseguenze (si pensi al materiale tematico essenziale su cui si fonda il I tempo) […]. Ma anche laddove tali caratteristiche richiamano procedimenti tipicamente beethoveniani, in realtà questi si rivelano ormai distanti dalla perentoria incisività dei lavori precedenti (l’Eroica, la Quinta), caratterizzati da un’invenzione tematica plastica e da processi di sviluppo drammatici. Al contempo, questa estrema sinfonia esibisce tratti dello stile tardo del compositore: […].  

La sorpresa più sconcertante sta però nelle scelte irrituali del complesso Finale, vertice di sperimentalismo formale, che con le sue oltre 900 battute amplifica ulteriormente l’impostazione già grandiosa della sinfonia, sbilanciandola verso la conclusione […]. Citando i tempi precedenti, Beethoven ricapitola sinteticamente l’intera sinfonia, conferendole un inedito carattere ciclico; ammette nel genere strumentale per eccellenza solisti vocali e coro; delinea, dapprima attraverso il rifiuto/superamento dei temi dei tempi strumentali, poi attraverso sezioni vocali di diverso carattere (bellico, coreutico, estatico ecc.) il percorso epico, dall’evidente valenza morale, dell’ascesa dell’umanità verso l’ideale di fraternità universale, esaltato dall’illuminismo dell’ode Alla gioia di Schiller, intonata, parzialmente e riorganizzandone il testo, nella versione originaria del 1785, preferita alla revisione d’autore del 1803.

La “voce” schilleriana emerge progressivamente dall’orchestra, sollecitata da un irrituale “recitativo” (così la partitura: Secondo il carattere di un recitativo) di violoncelli e bassi. Paradossalmente, nell’ultima fase creativa beethoveniana, l’orchestra prende così a cantare: il massimo artefice dell’affermazione della musica strumentale sceglie nel suo ultimo, visionario capolavoro sinfonico di ricorrere al coronamento della voce per attingere a una nuova pienezza comunicativa».
 
 
 
Milano, Teatro Dal Verme
giovedì 20 marzo 2025, ore 20
sabato 22 marzo 2025, ore 17
Altri pomeriggi Under30
giovedì 20 marzo 2025, dalle ore 18.45
 
soprano Michela Antenucci
mezzosoprano Lucia Cirillo
tenore Charles Sy
basso Henryk Böhm
direttore Diego Fasolis
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Coro della Radiotelevisione Svizzera
Maestro del Coro Martin Steffan
 
Ludwig van Beethoven
(Bonn 1770 – Vienna 1827)
Sinfonia n. 9 in Re minore op. 125
 
 
Diego Fasolis direttore
Interprete di riferimento per la musica storicamente informata, ha studiato a Zurigo, Parigi e Cremona, debuttando dapprima come organista esecutore delle integrali di Bach, Mozart, Mendelssohn, Liszt. Nel 1993 è stato nominato direttore stabile dei complessi vocali e strumentali della Radiotelevisione svizzera. Dal 1998 dirige I Barocchisti, ensemble con strumenti storici da lui fondato insieme alla moglie Adriana Brambilla, prematuramente scomparsa, alla quale ha dedicato nel 2013 una Fondazione per il sostegno di giovani musicisti. Direttore ospite di formazioni di primo piano, dal 2012 si esibisce regolarmente anche al Festival di Salisburgo. Alla Scala ha diretto il Trionfo del Tempo e del Disinganno e Tamerlano di Händel. Nel 2016 ha eseguito la Nona Sinfonia di Beethoven al Musikverein di Vienna con il Concentus musicus Wien e l’Arnold Schönberg Chor. Nel 2011 Papa Benedetto XVI gli ha conferito un dottorato honoris causa per il suo impegno nell’interpretazione di Musica sacra. Vanta una discografia di oltre 120 titoli premiata con dischi d’oro, Grand prix du Disque, Echo Klassik e diverse nomination ai Grammy Awards. Nel 2019 ha ricevuto una nomination agli International Opera Award tra i migliori direttori d’opera dell’anno.
 
Michela Antenucci soprano
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali ed internazionali, ha studiato con Antonio Lemmo e collabora regolarmente con importanti istituzioni come il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro La Fenice di Venezia, il Regio di Torino, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival della Valle d’Itria, il Festival Pergolesi-Spontini di Jesi, i teatri di Padova, Modena e Piacenza, Budapest, Toulon, la Fondazione Toscanini di Parma, il LAC di Lugano, e con svariati ensemble e orchestre sinfoniche come Barocchisti e la Tokyo New City Orchestra e direttori quali Fasolis, Dutoit, Rustioni, Bonizzoni, Sardelli, Poschner.
 
Lucia Cirillo mezzosoprano
Vincitrice di diversi concorsi internazionali, collabora con festival e istituzioni musicali in tutto il mondo quali il Concertgebouw Amsterdam, il Festival Chopin di Varsavia, il Festival di Glyndebourne, Festival di Salisburgo, l’Opéra de Paris, il Teatro Real di Madrid, la Staatsoper Berlin, la Shangyin Opera Shanghai, il Teatro La Fenice di Venezia, La Scala di Milano, il Teatro Comunale di Bologna, il Regio di Torino, il Massimo di Palermo, e con direttori quali Biondi, Cambreling, Dantone, Fasolis, Jurowski. Ha partecipato a numerose produzioni edite da Decca, Deutsche Grammophone, Dynamic, Fra Bernardo, Opus Arte, Passacaille, TDK, Vivaldi Edition-Naïve.
 
Charles Sy tenore
Ha studiato all’Università di Toronto e alla Juilliard School di New York ed è stato membro dell’Ensemble Studio della Canadian Opera Company. È vincitore di numerosi premi quali quello della Canadian Opera Company 2014/Centre Stage Competition, il “Jim and Charlotte Norcop” Prize for Song Art dell’Università di Toronto, quello dell’Ottawa Choral Society’s 2014 New Discoveries Competition e il premio del Jeunes Espoir Lyrique Canadien, il premio Jeunes Ambassadeurs Lyriques 2014 e il Prix Lyrique Italien. Si esibisce in tutta Europa e in patria; dal 2021/22 è membro dell’ensemble della Staatsoper Stuttgart.
 
Henryk Böhm basso
Ha studiato canto alla Hochschule für Musik “Carl Maria von Weber” di Dresda. È vincitore del primo premio all’International Robert-Schumann-Wettbewerb di Zwickau e del secondo premio al Bundeswettbewerb Gesang di Berlino. Membro dell’ensemble dello Staatstheater Braunschweig e dei teatri d’opera di Lipsia, Colonia, Hannover, Darmstadt, Coblenza ed Essen, collabora con realtà quali Il festival di Salisburgo, il Dresdner Musikfestspiele, il Rheingau Musik Festival, Wratislavia Cantans e il Bachfest Leipzig. Specializzato e apprezzato nel repertorio liederistico, ha fondato il ciclo “Das Lied in Dresden”. Dal 2013 insegna alla Hochschule für Musik, Theater und Medien di Hannover.
 
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I concerti della 80a Stagione sono programmati come sempre al Teatro Dal Verme il giovedì alle ore 10 e alle ore 20; il sabato alle ore 17.
 
80a stagione 2024/2025.
I biglietti per i singoli concerti hanno un costo da 11 a 20 euro (intero) e da 9 a 16 euro (ridotto).
La riduzione è valida per gli under 30, per gli over 60, gruppi, associazioni ed enti convenzionati.
 
 
Biglietteria TicketOne – Teatro Dal Verme
via San Giovanni sul Muro, 2 – 20121, Milano
Tel. +39 02 87 905 – www.ipomeriggi.it
 
La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a sabato ore 10-18
biglietteria@ipomeriggi.it / Te. +39 02 87905 201
 
Acquista online www.ipomeriggi.it/acquista /  www.ticketone.it

Federico Maria Sardelli dirige venerdì 14 e domenica 16 giugno musiche di Vivaldi al Teatro Malibran

Una serata dedicata alla musica di Antonio Vivaldi, affidata a uno dei massimi esperti del Prete rosso, Federico Maria Sardelli.

È il programma del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica 2023-2024 della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, che si svolgerà al Teatro Malibran venerdì 14 giugno 2024 ore 20.00 (turno S) e domenica 16 giugno ore 17.00 (turno U).  Il maestro – direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore e autore letterario, ospite regolare delle più importanti istituzioni musicali, oltre che membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e responsabile del catalogo vivaldiano (rv) – condurrà l’Orchestra del Teatro La Fenice nella doppia veste di direttore e solista al flautino e al flauto traversiere, affiancato dal violino principale di Roberto Baraldi e dalla voce solista del soprano Michela Antenucci.

La serata ‘vivaldiana’ proporrà uno spaccato di vita musicale nell’Ospedale della Pietà di Venezia, il convento orfanotrofio per il quale Antonio Vivaldi (1678-1741) visse e lavorò per circa quarant’anni, tra il 1704 e il 1740. Il programma prenderà le mosse dal Concerto in re minore per violino principale, organo e archi e basso continuo rv 541, uno dei tanti esempi di quel repertorio strumentale, non necessariamente religioso, nato per fungere da coronamento a momenti liturgici.

A questo brano farà seguito una sequenza di pezzi prevalentemente sacri, per sottolineare come la musica liturgica fosse uno dei principali centri dell’attività di Vivaldi, oltre, naturalmente, al corpus teatrale. In quest’ottica è inserito subito dopo il famoso mottetto In furore giustissimæ iræ rv 626, uno dei più fortunati di quei tempi. E poi il Concerto per la Solennità di San Lorenzo rv 556, una vera e propria festa strumentale, dove è ostentata una mirabile tavolozza di colori e di timbri orchestrali, suddivisi tra violini, flauti, clarinetti e fagotto. Questo brano fa parte dei concerti festosi che Vivaldi stesso denomina «per molti strumenti» o «con molti strumenti», scritti per solennizzare occasioni importanti, grandi eventi liturgici oppure la visita di un principe di passaggio.

Si passa poi all’aria «Sempre copra notte oscura» rv 738, l’unico cenno del programma all’attività teatrale di Vivaldi. È un frammento dal celebre Tito Manlio, una di quelle opere-caleidoscopio in cui Vivaldi utilizza un gran numero di strumenti concertanti.

A seguire, ancora musica sacra con il Concerto in do maggiore per due clarinetti e due oboi rv 559: a tal proposito è bene ricordare che Vivaldi fu il primo e l’unico in Italia a scrivere per clarinetto, lo strumento coniato poco tempo prima a Norimberga da Johann Cristoph Denner e solo in seguito perfezionato. Nel 1716, quando Vivaldi lo utilizzò per la prima volta, era una novità assoluta. Infine, con il Laudate pueri (rv 601), si ritorna al Vivaldi sacro, con uno dei tanti salmi da lui composti: si tratta di un’opera molto strutturata, con il flauto traversiere come strumento concertante.

In occasione del concerto di Federico Maria Sardelli, si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di venerdì 14 giugno 2024 sarà infatti preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle ore 19.40 illustrerà il programma musicale.

I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 60,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

Main partner della Stagione è Intesa Sanpaolo.

Federico Maria Sardelli

Direttore. Direttore d’orchestra, compositore, flautista, musicologo, pittore, incisore e autore letterario. È ospite regolare del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Accademia Barocca di Santa Cecilia, del Teatro La Fenice, della Moscow State Chamber Orchestra e di molte altre istituzioni. Ha fondato nel 1984 l’orchestra barocca Modo Antiquo con cui si è esibito in tutto il mondo. È per due volte nominée ai Grammy Awards (1997, 2000). Ha inciso le prime rappresentazioni mondiali di numerose opere vivaldiane inedite. È membro dell’Istituto Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e responsabile del catalogo vivaldiano (rv). Numerosissime le sue pubblicazioni musicali e musicologiche per Bärenreiter, Ricordi, Spes, Fondazione Giorgio Cini. È anche compositore, autore di centinaia di composizioni che vengono regolarmente eseguite e incise in cd. Il suo romanzo L’affare Vivaldi (Edizioni Sellerio), diventato un bestseller e tradotto in molte lingue, ha vinto il Premio Comisso per la Narrativa e il prestigioso premio francese Pélleas. Per i suoi meriti artistici e culturali il governo della Regione Toscana l’ha insignito della sua più alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento. Nel 2023 fonda a Firenze l’Istituto Giovanni Battista Lulli che si propone di divulgare, studiare e valorizzare la musica di Lulli in Italia attraverso concerti, opere, registrazioni, masterclass e conferenze. Di recente un suo autoritratto è entrato nella collezione della Galleria degli Uffizi. Alla Fenice, oltre a numerosi concerti, dirige Rinaldo (2021), Il barbiere di Siviglia (2020), il dittico Der Schauspieldirektor / Prima la musica e poi le parole (2020), Il re pastore e Il sogno di Scipione di Mozart (2019).

Michela Antenucci

Soprano. Inizia giovanissima lo studio del canto sotto la guida di Antonio Lemmo, diplomandosi con lode al Conservatorio Lorenzo Perosi di Campobasso. L’Ottavio Ziino 2016 è il più recente dei numerosi concorsi lirici internazionali che si è aggiudicata. Ancora studentessa debutta al Rossini Opera Festival di Pesaro nel Viaggio a Reims. Da qui inizia la sua carriera nei principali teatri e festival italiani, tra cui il San Carlo di Napoli, il Carlo Felice di Genova, il Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, interpretando sia opere di repertorio che prime mondiali e prime in tempi moderni. Fra i tanti titoli, Orlando furioso; L’ambizione delusa e L’Olimpiade (Leo); La serva padrona (Pergolesi); Orfeo e Euridice; Bastiano e Bastiana e Le nozze di Figaro; Die Zauberflöte; Il barbiere di Siviglia e L’italiana in Algeri; L’elisir d’amore; Don Carlo, Rigoletto e Falstaff; Les Contes d’Hoffmann e Coscoletto (Offenbach); La bohème; La medium (Menotti). Si è esibita in prestigiosi contesti collaborando con i più rinomati direttori d’orchestra e registi. Alla Fenice canta in Pinocchio (2019), in Orlando furioso (2023), nella Griselda (2022), in Dido and Aeneas e in Ottone in villa (2020), nel Requiem di Mozart e nelle Metamorfosi di Pasquale di Spontini (2018).