IL SUCCESSO DE LO SCHIACCIANOCI AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO


 

La fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

e sul podio Mojca Lavrenčič

Un successo annunciato dal sold out di tutte le recite. Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella versione ambientata al Teatro Massimo di Palermo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro Massimo,ha conquistato tutti in un teatro traboccante in ogni ordine di posto.

Applausi a scena aperta e ovazione finale per gli interpreti, a partire dagli straordinari solisti del Royal Danish Ballet, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky e per il Corpo di Ballo del Teatro. A ricevere gli applausi sul palco tutto il cast artistico: Mojca Lavrenčič che ha diretto l’Orchestra del Teatro Massimo e le inconfondibili musiche di Čajkovskij, il Maestro del Coro di voci bianche, Salvatore Punturo, lo scenografo Renzo Milan, che ha firmato le bellissime scene dipinte a mano nei laboratori del Teatro Massimo tra cui spiccava la fisionomia del Monte Pellegrino, la costumista Cécile Flamand con i suoi magnifici costumi ispirati a cassate e cannoli della pasticceria siciliana, la designer luci Maureen Sizun Vom Dorp, l’assistente alla coreografia Gianluca Battaglia Roberta D’Amoremaître de ballet dei piccoli danzatori in scena.

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale per eccellenza, è stata riscritta da Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo a partire dalla storia di E. T. A. Hoffmann, che è stata attualizzata e ambientata a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Massimo fino al 22 dicembre

Nei ruoli principali nelle repliche si alterneranno i solisti Yuriko Nishihara e Alessandro Cascioli Martina Pasinotti e Alessandro Casà del Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Info: https://www.teatromassimo.it/event/lo-schiaccianoci-2/

Torna al Teatro Massimo di Palermo LO SCHIACCIANOCI

Torna la fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

Sul podio Mojca Lavrenčič
 

Ospiti le stelle del Royal Danish Ballet

Holly Dorger e Jonathan Chmelensky

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, tratta dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann, riscritto da Dumas padre nel 1844. Da sabato 14 dicembre alle 20:00 il balletto in due atti viene riproposto nella versione di successo, ambientata al Teatro Massimo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dirige la giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič. Maestro del Coro di voci bianche,Salvatore Punturo.

Le scene, dipinte a mano e realizzate nei laboratori scenografici del Teatro Massimo, sono firmate da Renzo Milan mentre i costumi, che ricordano i dolci inconfondibili della pasticceria siciliana, sono di Cécile Flamand. Le luci sono disegnate da Maureen Sizun Vom Dorp. Assistente alla coreografia Gianluca BattagliaMaître de ballet dei piccoli danzatori Roberta D’Amore.

A danzare i due ruoli principali di Maria Dario, nelle prime due repliche (14 e 15 dicembre) sono due stelle della danza internazionale, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky, primi ballerini del Royal Danish Ballet di Copenaghen, insigniti entrambi del titolo onorifico di “cavalieri” dalla regina di Danimarca.

Negli stessi ruoli nelle repliche si alternano due coppie di solisti del Corpo di ballo del Teatro MassimoYuriko Nishihara e Alessandro Cascioli e Martina Pasinotti e Alessandro Casà. Repliche fino al 22 dicembre.

La coreografia ideata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo riscrive la favola basandosi sulla storia di E. T. A. Hoffmann, attualizzandola e ambientandola a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. I personaggi principali non sono più Marie e lo Schiaccianoci, ma Maria e Dario, un povero ambulante, che vende castagne e frutta secca insieme al fratello Pietro per le strade della città di Palermo. Sarà lui, Pietro, a subire l’incantesimo del Re dei topi e a rimanere chiuso nel guscio di legno del pupazzo Schiaccianoci, nell’impossibilità di comunicare col mondo e suggerendo con questa trasformazione una metafora dei problemi che oggi opprimono molti ragazzi: la malattia, la droga, la generale difficoltà di comunicare, in un’epoca in cui si è sempre connessi. Nella riscrittura di Colau e Veneruso la grande e confortevole casa di Marie e della famiglia Hoffmann, dove si celebra la festa di Natale sotto il grande albero, è in contrasto con il mondo esterno, quello dove i ragazzi non sono accuditi e viziati tra libri, giochi e lezioni di danza, ma sono poveri, soli e costretti a procurarsi da vivere e a difendersi dalle aggressioni. Oltre questo livello, che sembra già infimo, ve ne è ancora un altro, quello dei topi a cui viene riservato uno sguardo di compassione: il Re dei topi (il personaggio del maestro Jean-George) non è cattivo, è solo affamato e frustrato per la sua costante ricerca di perfezione. Il personaggio, metà uomo e metà topo, allude alle difficoltà di una natura degradata e avvilita dalle esigenze sempre più invadenti della modernità: una natura che si riscatta alla fine dello spettacolo, quando il personaggio dell’ape, danza con i fiori sulle note leggere e avvincenti del Valzer dei fiori.

La versione di Schiaccianoci di Colau e Veneruso approda dalla fiaba a una dimensione più onirica quando, nella seconda parte dello spettacolo, Maria e Dario, sempre in cerca di Pietrosi ritrovano al Teatro Massimo di Palermo, dove il Maestro Jean-Georges ha il suo quartier generale con il

“Corpo di ballo” di topi che costringe a lavorare senza sosta. Dario e Maria giungono in teatro dopo un viaggio che “sembra durare giorni” come a sottolineare la distanza che tante periferie sentono rispetto al centro cittadino, tema al centro dell’impegno del Teatro Massimo, volto a accorciare questa distanza portando i ragazzi dai quartieri periferici in teatro, proponendo laboratori e spettacoli, come già accaduto con Danisinni e Sperone. Ma la città emerge prepotentemente soprattutto nel grande banchetto finale della coreografia, dove i dolci sono l’elemento trionfale di affermazione dell’identità palermitana. Le danze, che già nel balletto di Čajkovskij hanno una connotazione culinaria (caffè, cioccolato, tè) sono ispirate qui ai dolci più golosi e affascinanti di Palermo: la dolcissima e colorata frutta di Martorana, preparata dalle monache del monastero di Santa Caterina, la Sette veli, il Cannolo, la Cassata, riprodotti nei bellissimi costumi di Cécile Flamand. Alla fine Colau e Veneruso indicano nella cultura, nella solidarietà, nell’apertura verso il prossimo, nel coraggio di mettersi in viaggio per affrontare nuove scoperte, l’unica strada che permetta di convincere gli altri e di trasformarli. È lo stesso Maestro di danza Jean-Georges che acconsente, convinto da Maria e Dario, a liberare Pietro dall’incantesimo che lo imprigiona nel guscio dello Schiaccianoci, per restituirlo a un mondo nuovo, non più rigido, dove la danza è un piacere naturale, un’espressione libera e non vincolata da regole o costrizioni, e segue i ritmi dei fiori e delle api. Durata dello spettacolo: 2 ore circa compreso un intervallo.

La prova generale di Lo schiaccianoci, sabato 13 dicembre alle 18:30, è aperta a favore di Lions Club. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in iniziative di solidarietà. Per informazioni e acquisto biglietti contattare Lions Club (328 4982656 e 329 9767709) o il botteghino del Teatro Massimo (dall’11 dicembre).

Domenica 15 dicembre alle 17:30 torna anche l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama de Lo schiaccianoci, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere alle ultime fasi di svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 14 dicembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 15 dicembre, ore 17:30 (Turno D); martedì 17 dicembre, ore 18:30 (Turno C); mercoledì 18 Dicembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 19 dicembre, ore 20:00 (Turno F); venerdì 20 dicembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); sabato 21, ore 18:30 (Turno danza); domenica 22 dicembre ore 18:30 (fuori abbonamento.

In scena da sabato 16 marzo al Teatro Massimo di Palermo il Corpo di ballo con “Cenerentola”

Il balletto con le musiche di Prokofiev, nella pluripremiata versione del coreografo Thierry Malandain.Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimola giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande.

Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata.

«Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici e sociali appartengono ad un’altra epoca, penso che questa materia, frutto di quattro secoli di storia, dia ai danzatori delle risorse inestimabili. Sono considerato classico da alcuni, contemporaneo da altri, mentre semplicemente cerco la danza che amo. Una danza che non si limita al piacere, ma che si riallaccia all’essenza del sacro, come una risposta alla difficoltà di esistere».

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena con due cast di solisti che si alternano e che vedono nei ruoli principali Martina Pasinotti e Yuriko Nishihara nei panni di Cenerentola; Michele Morelli e Alessandro Casà in quelli del Principe; Romina Leone e Linda Messina nel ruolo della Fata; Vincenzo Carpino e Andrea Mocciardini in quello della Matrigna. Due interpreti maschili anche per le sorellastre: Alessandro Cascioli e Dennis Vizzini en travesti interpretano Genoveffa così come Gianluca Mascia e Giovanni Traetto interpretano Anastasia. Infine Diego Mulone e Vincenzo Carpino vestono i panni del Padre ed Emilio Barone e Francesco Curatolo quelli del Maître di danza e di cerimonia, dell’Amico del Principe e dell’ Elfo.

Ad affiancare Malandain a Palermo per la ripresa delle coreografie è uno dei suoi più stretti collaboratori, il siciliano Giuseppe Chiavaro. Ad arricchire l’allestimento della Volksoper Wien GmbH, le scenografie concepite senza cambi e artifici di Jorge Gallardo, che firma anche i costumi e le luci di Jean-Claude Asquié, riprese da Christian Grossard. Completano il team creativo, Vincenzo Veneruso Maître de ballet e assistente del direttore del Corpo di ballo e Guido Sarno, Maître de ballet e assistente alla coreografia.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige la giovane direttrice slovena Mojca Lavrenčič che torna a Palermo dopo avere già diretto con successo l’Orchestra nel balletto Le corsaire e nel recente concerto dell’8 marzo dedicato alle donne compositrici. Si replica fino al 24 marzo.Biglietti: da 14 a 100 euro; Info: https://www.teatromassimo.it/event/cenerentola/

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena dal 16 al 24 marzo con la rilettura contemporanea di un intramontabile classico del repertorio“Cenerentola”.

Il balletto in tre atti con le musiche di Sergej Prokofiev nella pluripremiata versione del coreografo francese Thierry Malandain, per la prima volta a Palermo sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo la giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič.

Apprezzato per lo stile, il virtuosismo e la sensualità dei suoi balletti, il coreografo francese Thierry Malandain, firma la “Cenerentola” con le musiche di Prokof’ev che il Corpo di ballo del Teatro Massimo, diretto da Jean-Sébastien Colau, e l’Orchestra del Teatro Massimo, diretta da Mojca Lavrenčič, portano in scena da sabato 16 marzo alle ore 20:00 in Sala Grande.

Sedotto dalla magia della fiaba di Charles Perrault e dalle musiche composte nel 1945 da Sergej Prokofiev per il Teatro Bolshoi di Mosca, Malandain, direttore artistico del Ballet Biarritz, ha creato una coreografia di grandissimo successo che gira il mondo dal 2013 e che affronta con un approccio originale il tema del riscatto della fanciulla sola e sfortunata. «Attraverso l’umanità della storia di Cenerentola, attraverso le sue sofferenze, le sue emozioni, le sue speranze si scrive qualcosa di universale – dice Malandain – È per dimenticare l’umanità che sanguina, l’ignoranza e la stupidità umana, insomma per tentare di sublimare l’ordinario, che ho coreografato Cenerentola. Abbandonate le vesti grigie di cenere, la nuova Cenerentola si trasformerà in una moderna étoile della danza, dopo avere affrontato un percorso pieno di paure, dubbi, ed emarginazione che alla fine le regalerà amore, gioia e rivincita. La mia cultura – prosegue – è quella del balletto classico e senza complessi. Pur riconoscendo che i suoi codici artistici e sociali appartengono ad un’altra epoca, penso che questa materia, frutto di quattro secoli di storia, dia ai danzatori delle risorse inestimabili. Sono considerato classico da alcuni, contemporaneo da altri, mentre semplicemente cerco la danza che amo. Una danza che non si limita al piacere, ma che si riallaccia all’essenza del sacro, come una risposta alla difficoltà di esistere».

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo è in scena con due cast di solisti che si alternano e che vedono nei ruoli principali Martina Pasinotti e Yuriko Nishihara nei panni di Cenerentola; Michele Morelli e Alessandro Casà in quelli del Principe; Romina Leone e Linda Messina nel ruolo della Fata; Vincenzo Carpino e Andrea Mocciardini in quello della Matrigna. Due interpreti maschili anche per le sorellastre: Alessandro Cascioli e Dennis Vizzini en travesti interpretano Genoveffa così come Gianluca Mascia e Giovanni Traetto interpretano Anastasia. Infine Diego Mulone e Vincenzo Carpino vestono i panni del Padre ed Emilio Barone e Francesco Curatolo quelli del Maître di danza e di cerimonia, dell’Amico del Principe e dell’ Elfo. Ad affiancare Malandain a Palermo per la ripresa delle coreografie è uno dei suoi più stretti collaboratori, il siciliano Giuseppe Chiavaro. Ad arricchire l’allestimento della Volksoper Wien GmbH, le scenografie concepite senza cambi e artifici di Jorge Gallardo, che firma anche i costumi e le luci di Jean-Claude Asquié, riprese da Christian Grossard. Completano il team creativo, Vincenzo Veneruso Maître de ballet e assistente del direttore del Corpo di ballo e Guido Sarno, Maître de ballet e assistente alla coreografia.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige la giovane direttrice slovena Mojca Lavrenčič che torna a Palermodopoavere già diretto con successo l’Orchestra nel balletto Le corsaire e nel recente concerto dell’8 marzo dedicato alle donne compositrici. Si replica fino al 24 marzo.

Creato per il Teatro Bolshoi di Mosca nel 1945 dal coreografo Rostislav Zakharov, Cenerentola, con le sontuose musiche di Sergej Prokofiev ha avuto innumerevoli versioni coreografichel che hanno consacrato la partitura titolo di primo piano nei teatri di tutto il mondo. Ha sedotto e continua a sedurre grandi coreografi moderni e contemporanei, da Maguy Marin a Rudolf Nureyev a John Neumeier, che ne hanno fatto loro cavalli di battaglia. La versione di Thierry Malandain ha debuttato all’Opéra Royal de Versailles nel 2013 e nel 2014 ha vinto a Berlino il premio Taglioni European Ballet Award come miglior coreografia dell’anno.

Membro dell’Académie des Beaux-Arts dell’Institut de France, Thierry Malandain è nato in Normandia nel 1959 e ha fondato nel 1986 la compagnia Temps Present e nel 1998 lega il proprio nome al Centre Chorégraphique National-Ballet Biarritz, diventandone direttore e contribuendo all’affermazione e alla fama internazionale della prestigiosa istituzione. Autore di un centinaio di coreografie entrate nel repertorio di tante compagnie di danza, Malandain ha ricevuto riconoscimenti internazionali ed è considerato tra i più interessanti coreografi contemporanei. Le sue coreografie danno priorità al corpo danzante, alla sua potenza, alla sua virtuosità, alla sua umanità e alla sua sensualità. La sua ricerca del senso e dell’estetica guida uno stile atemporale e sobrio, che sa essere serio o impertinente e che trae la sua ricchezza dalle radici e in una visione rinnovata della danza accademica.

La giovane direttrice d’orchestra slovena Mojca Lavrenčič è nata nel 1993 a Vienna. Al Teatro Massimo di Palermo ha già diretto l’Orchestra in Le corsaire e il recente concerto dell’8 marzo con un programma musicale tutto al femminile. Dotata di una convincente forza interpretativa e una versatile curiosità creativa, affronta un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea. Ha studiato all’Accademia di Musica di Lubiana sotto la guida di Marko Letonja e Simon Dvoršak. Ha ottenuto il Premio Prešeren per l’attività concertistica, il Premio d’oro e il Premio principale al Concorso pianistico di Niš, il Premio d’argento per il clavicembalo al Concorso internazionale SVIREL e il diploma summa cum laude (2018).

Il debutto di Cenerentola sarà preceduto, mercoledì 13 marzo alla 18:00 in Sala ONU,da un incontro di introduzione e approfondimento della messa in scena, a cura dell’Associazione Amici del Teatro Massimo, con la giornalista Daniela Cecchini, critico e studiosa di danza. L’ingresso è libero.

La prova generale del balletto, in programma venerdì 15 marzo alle 18:30 è aperta a favore della Comunità di Sant’Egidio e dei LIONS e il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficienza.

Info e acquisto biglietti: 328 4982656 e 329 9767709.

Dal 13 marzo sarà possibile acquistare i biglietti presso la biglietteria del Teatro Massimo. Mentre domenica 24 marzo alle 17:30 torna Bambini all’Opera il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro.

Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama della celebre fiaba di Cenerentola, si ascoltano brani di Prokofiev e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere alle battute finali del balletto.

Le animazioni teatrali sono di Gisella Vitrano; gli interventi cantati di Sonia Sala; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro.

Info e prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 16 marzo, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 17 marzo ore 18:30 (fuori abbonamento); martedì 19 marzo ore 18:30 (Turno C); mercoledì 20 marzo ore 18:30 (Turno B); giovedì 21 marzo ore 18:30 (Turno Scuola); venerdì 22 marzo ore 20:00 (Turno F); sabato 23 marzo ore 18:30 (Turno Danza); domenica 24 marzo ore 17:30 (Turno D).
Biglietti: da 14 a 100 euro; Info: https://www.teatromassimo.it/event/cenerentola/

Al Teatro Massimo le opere di quattro compositrici per il concerto dell’8 marzo.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo la direttrice slovena Mojca Lavrenčič.

Per ricordare quanto cammino è stato già percorso sulla strada dei diritti delle donne e quanto ne rimane ancora da percorrere, anche in campo musicale, la Fondazione Teatro Massimo propone venerdì 8 marzo alle 20:30 in Foyer un concerto tutto al femminile diretto dalla direttrice d’orchestra slovena Mojca Lavrenčič, dedicato a quattro compositrici dell’Ottocento.

Donne che hanno avuto l’opportunità di studiare e scrivere musica, favorite da condizioni socio-economiche eccezionali per la loro epoca. Si tratta della duchessa Anna Amalia di Sassonia-Weimar-Eisenach che collaborando con Goethe scrisse l’opera Erwin und Elmire di cui viene proposta l’Ouverture. Di Fanny Mendelssohn, sorella del più celebre Felix, che nonostante fosse un’autrice di genio rimase confinata nell’ambito della musica da camera perché l’attività professionale era preclusa a una donna della sua classe sociale, di cui viene eseguita l’Ouverture in Do maggiore. Segue la Sinfonia n.3 in sol minore op. 36 composta da Louise Farrenc, artista di grande talento musicale, nata a Parigi e formatasi con i migliori maestri della capitale che divenne nel 1842 la prima docente d’Europa con una cattedra di pianoforte al Conservatorio di Parigi. Chiude il concerto l’Ouverture n. 2 in Re maggiore della compositrice tedesca Emilie Mayer, autrice di un numero insolitamente alto di composizioni per orchestra, con otto sinfonie e quindici ouverture da concerto.

Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Mojca Lavrenčič la giovane direttrice d’orchestra slovena, nata nel 1993 a Vienna. Dotata di una convincente forza interpretativa e una versatile curiosità creativa, affronta un repertorio che spazia dal barocco alla musica contemporanea. Ha studiato all’Accademia di Musica di Lubiana sotto la guida di Marko Letonja e Simon Dvoršak. Ha ottenuto il Premio Prešeren per l’attività concertistica, il Premio d’oro e il Premio principale al Concorso pianistico di Niš, il Premio d’argento per il clavicembalo al Concorso internazionale SVIREL e il diploma summa cum laude (2018).

Al Teatro Massimo di Palermo ha già diretto Le corsaire e dirigerà a breve Cenerentola di Prokofiev.

Biglietti: Intero 15; Ridotto 12 €

Info: https://www.teatromassimo.it/event/concerto-lavrencic/