DA CECILIA BARTOLI A JORDI SAVALL: GRANDI STAR INTERNAZIONALI AL MONTEVERDI FESTIVAL 2025

“Heroes” il tema della 42ª edizione

Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli a confronto, con le due nuove produzioni del Ritorno di Ulisse in patria — firmato e interpretato da Davide Livermore — e Ercole Amante, con la regia di Andrea Bernard

Prima esecuzione assoluta della nuova edizione critica del Requiem di Palestrina in occasione dei 500 anni dalla nascita

Cremona, dal 13 al 29 giugno 2025

Due nuove produzioni d’opera, una prima esecuzione mondiale, concerti, incontri e lezioni aperte, per un totale di più di 30 appuntamenti in cartellone: la città che ha dato i natali a Claudio Monteverdi omaggia il padre dell’opera lirica ospitando grandi stelle della scena musicale internazionale, come Cecilia Bartoli, Davide Livermore, Jordi Savall, Christophe RoussetOttavio Dantone, i Tallis Scholars e Maayan Licht. Culla anche della liuteria, riconosciuta insieme alla pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, Cremona si conferma un centro vitale per il mondo della musica, accogliendo appassionati da tutto il mondo dal 13 al 29 giugno 2025, in occasione del 42º Monteverdi Festival.

«L’edizione di quest’anno è dedicata agli “Heroes”,gli eroi, figure emblematiche della tradizione musicale e teatrale che incarnano valori di coraggio, sacrificio e destino — dice Andrea Cigni, Direttore artistico del Festival. Attraverso due grandi produzioni d’opera, si mettono in dialogo Monteverdi e il suo allievo Francesco Cavalli, a testimonianza della continuità e dell’evoluzione del linguaggio operistico. Da un lato, Il ritorno di Ulisse in patria monteverdiano, in cui l’eroe omerico affronta le sue ultime prove per riconquistare il regno e l’amore di Penelope; dall’altro, Ercole Amante di Cavalli, il titanico viaggio del semidio greco tra amore, potere e divinità. Due racconti mitologici che, attraverso la musica, restituiscono la complessità dell’animo umano».

Apre il Festival al Teatro Ponchielli, venerdì 13 e sabato 14 giugno, proprio quella che è considerata l’opera più commovente di Monteverdi. Il nuovo allestimento del Ritorno di Ulisse in patria, che vede sul podio de “La Fonte Musica” Michele Pasotti, è firmato da Davide Livermore, che oltre ai panni di regista torna eccezionalmente anche nelle vesti di tenore, interpretando il parassita Iro.

Per comprendere appieno il contesto storico e il legame fra i due giganti della scuola veneziana non poteva mancare in cartellone un’opera di Francesco Cavalli, fra le principali novità di questa edizione.Antonio GrecoDirettore musicale principale del Festival, dirige la nuova produzione di Ercole Amante, che ha la regia del “Premio Abbiati” 2024 Andrea Bernard. Il raro capolavoro barocco, interpretato da “Coro e Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua”, è in scena al Teatro Ponchielli venerdì 27 e domenica 29 giugno.

Anche la spiritualità è al centro della manifestazione cremonese. Tra le speciali anteprime del Festival, sabato 7 giugno alla Chiesa di San Marcellino viene presentato il monumentale Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, diretto dalla star del barocco Jordi Savall,alla guida di “La Capella Reial de Catalunya” e “Le Concert des Nations”.

Icona del panorama musicale internazionale, Cecilia Bartoli torna per il secondo anno consecutivo a Cremona. Protagonista di un altro appuntamento che anticipa il Festival, mercoledì 11 giugno sul palco del Teatro Ponchielli il celebre mezzosoprano interpreta il poeta-cantore mitologico dell’opera Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto nella versione di Parma del 1769. Con la direzione musicale di Gianluca Capuano,che guida gli ensemble strumentali e vocali “Les Musiciens du Prince” e “Il canto di Orfeo”, il soprano Mélissa Petit impersonifica Euridice e Amore.

Tutti i concerti in programma offrono un’ampia panoramica sulle diverse anime della musica del Seicento e del Barocco, come la prima esecuzione mondiale della nuova edizione critica del Requiem di Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione dei 500 anni dalla nascita del compositore, con i “Tallis Scholars” diretti da Peter Phillips, il 26 giugno alla Chiesa di San Marcellino; nello stesso edificio sacro cremonese il 21 giugno è proposto anche “Venezia salva”, concerto che esplora l’arte musicale veneziana con Michele Pasotti e “La Fonte Musica”. Straordinario, inoltre, l’appuntamento con il sopranista israeliano Maayan Licht,che propone arie di Monteverdi, Scarlatti, Haendel e Vivaldi insieme all’“Accademia Bizantina” diretta da Ottavio Dantone, il 15 giugno all’Auditorium “G. Arvedi” nel Museo del Violino.

Il complesso rapporto fra maestro e allievo viene poi approfondito nel concerto “Monteverdi e Cavalli: due veneziani a Napoli”, che indaga i legami musicali tra i due colossi del Barocco e l’ambiente napoletano, con Christophe Rousset alla guida de “Les Talens Lyriques” (28 giugno); oltre chenell’incontro con Stéphane Fuget e il suo ensemble “Les Épopées”, che mette in luce l’influenza di Monteverdi sui compositori della generazione successiva (22 giugno).

Per più di due settimane nei luoghi simbolici di Cremona si riscopre la modernità di un linguaggio che è sempre vivo, anche con convegni di approfondimento sul tema che fanno parte delle “Monteverdi Incursioni”, come l’incontro “Il canto del Divin Claudio”, curato dal Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano. Si riconferma, inoltre, il “Monteverdi Dappertutto”, che porta la musica del genio cremonese alla Casa di cura Ancelle della Carità, alla Casa circondariale e al CRIT (Cremona Information Technology); e la “Monteverdi Academy”, residenza formativa dedicata ai più giovani.

«Il Monteverdi Festival – ha spiegato il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio – è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nella nostra identità, nella storia di una città che ha fatto della musica il proprio linguaggio universale. La musica non è solo qualcosa che si ascolta, è anche lo spazio che la accoglie. Di questo il Festival, che ogni anno sceglie come cornice non solo i teatri ma anche le piazze, le chiese, i cortili della nostra città, in un dialogo continuo tra la musica e il suo pubblico, è una chiara testimonianza».

Il Monteverdi Festival è reso possibile grazie al supporto di Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Cremona, che incarnano e propongono la strada di una sinergia virtuosa tra risorse pubbliche e private, tracciando la direzione per un Festival simbolo di eccellenza, innovazione culturale e motore di sviluppo nel campo della produzione musicale italiana.

Info: https://www.monteverdifestivalcremona.it/

DA CECILIA BARTOLI A JORDI SAVALL : GRANDI STAR INTERNAZIONALI AL MONTEVERDI FESTIVAL 2025

“Heroes” il tema della 42ª edizione

Claudio Monteverdi e Francesco Cavalli a confronto, con le due nuove produzioni del Ritorno di Ulisse in patria — firmato e interpretato da Davide Livermore — e Ercole Amante, con la regia di Andrea Bernard

Prima esecuzione assoluta della nuova edizione critica del Requiem di Palestrina in occasione dei 500 anni dalla nascita

Cremona, dal 13 al 29 giugno 2025

Due nuove produzioni d’opera, una prima esecuzione mondiale, concerti, incontri e lezioni aperte, per un totale di più di 30 appuntamenti in cartellone: la città che ha dato i natali a Claudio Monteverdi omaggia il padre dell’opera lirica ospitando grandi stelle della scena musicale internazionale, come Cecilia Bartoli, Davide Livermore, Jordi Savall, Christophe RoussetOttavio Dantone, i Tallis Scholars e Maayan Licht. Culla anche della liuteria, riconosciuta insieme alla pratica del canto lirico italiano come Patrimonio Immateriale dell’UNESCO, Cremona si conferma un centro vitale per il mondo della musica, accogliendo appassionati da tutto il mondo dal 13 al 29 giugno 2025, in occasione del 42º Monteverdi Festival.

«L’edizione di quest’anno è dedicata agli “Heroes”,gli eroi, figure emblematiche della tradizione musicale e teatrale che incarnano valori di coraggio, sacrificio e destino — dice Andrea Cigni, Direttore artistico del Festival. Attraverso due grandi produzioni d’opera, si mettono in dialogo Monteverdi e il suo allievo Francesco Cavalli, a testimonianza della continuità e dell’evoluzione del linguaggio operistico. Da un lato, Il ritorno di Ulisse in patria monteverdiano, in cui l’eroe omerico affronta le sue ultime prove per riconquistare il regno e l’amore di Penelope; dall’altro, Ercole Amante di Cavalli, il titanico viaggio del semidio greco tra amore, potere e divinità. Due racconti mitologici che, attraverso la musica, restituiscono la complessità dell’animo umano».

Apre il Festival al Teatro Ponchielli, venerdì 13 e sabato 14 giugno, proprio quella che è considerata l’opera più commovente di Monteverdi. Il nuovo allestimento del Ritorno di Ulisse in patria, che vede Michele Pasotti sul podio de “La Fonte Musica”, è firmato da Davide Livermore, che oltre ai panni di regista torna eccezionalmente anche nelle vesti di tenore, interpretando il parassita Iro.

Per comprendere appieno il contesto storico e il legame fra i due giganti della scuola veneziana non poteva mancare in cartellone un’opera di Francesco Cavalli, fra le principali novità di questa edizione.

Antonio GrecoDirettore musicale principale del Festival, dirige la nuova produzione di Ercole Amante, che ha la regia del “Premio Abbiati” 2024 Andrea Bernard. Il raro capolavoro barocco, interpretato da “Coro e Orchestra del Monteverdi Festival – Cremona Antiqua”, è in scena al Teatro Ponchielli venerdì 27 e domenica 29 giugno.

Anche la spiritualità è al centro della manifestazione cremonese. Tra le speciali anteprime del Festival, sabato 7 giugno alla Chiesa di San Marcellino viene presentato il monumentale Vespro della Beata Vergine di Monteverdi, diretto dalla star del barocco Jordi Savall, alla guida di “La Capella Reial de Catalunya” e “Le Concert des Nations”.

Icona del panorama musicale internazionale, Cecilia Bartoli torna per il secondo anno consecutivo a Cremona. Protagonista di un altro appuntamento che anticipa il Festival, mercoledì 11 giugno sul palco del Teatro Ponchielli il celebre mezzosoprano interpreta il poeta-cantore mitologico dell’opera Orfeo ed Euridice di Gluck, proposta in forma di concerto nella versione di Parma del 1769. Con la direzione musicale di Gianluca Capuano, che guida gli ensemble strumentali e vocali “Les Musiciens du Prince” e “Il canto di Orfeo”, il soprano Mélissa Petit impersonifica Euridice e Amore.

Tutti i concerti in programma offrono un’ampia panoramica sulle diverse anime della musica del Seicento e del Barocco, come la prima esecuzione mondiale della nuova edizione critica del Requiem di Giovanni Pierluigi da Palestrina, in occasione dei 500 anni dalla nascita del compositore, con i “Tallis Scholars” diretti da Peter Phillips, il 26 giugno alla Chiesa di San Marcellino; nello stesso edificio sacro cremonese il 21 giugno è proposto anche “Venezia salva”, concerto che esplora l’arte musicale veneziana con Michele Pasotti e “La Fonte Musica”. Straordinario, inoltre, l’appuntamento con il sopranista israeliano Maayan Licht,che propone arie di Monteverdi, Scarlatti, Haendel e Vivaldi insieme all’“Accademia Bizantina” diretta da Ottavio Dantone, il 15 giugno all’Auditorium “G. Arvedi” nel Museo del Violino.

Il complesso rapporto fra maestro e allievo viene poi approfondito nel concerto “Monteverdi e Cavalli: due veneziani a Napoli”, che indaga i legami musicali tra i due colossi del Barocco e l’ambiente napoletano, con Christophe Rousset alla guida de “Les Talens Lyriques” (28 giugno); oltre che nell’incontro con Stéphane Fuget e il suo ensemble “Les Épopées”, che mette in luce l’influenza di Monteverdi sui compositori della generazione successiva (22 giugno).

Per più di due settimane nei luoghi simbolici di Cremona si riscopre la modernità di un linguaggio che è sempre vivo, anche con convegni di approfondimento sul tema che fanno parte delle “Monteverdi Incursioni”, come l’incontro “Il canto del Divin Claudio”, curato dal Comitato per la Salvaguardia del Canto Lirico Italiano. Si riconferma, inoltre, il “Monteverdi Dappertutto”, che porta la musica del genio cremonese alla Casa di cura Ancelle della Carità, alla Casa circondariale e al CRIT (Cremona Information Technology); e la “Monteverdi Academy”, residenza formativa dedicata ai più giovani.

«Il Monteverdi Festival – ha spiegato il Sindaco di Cremona Andrea Virgilio – è molto più di una rassegna musicale: è un viaggio nella nostra identità, nella storia di una città che ha fatto della musica il proprio linguaggio universale. La musica non è solo qualcosa che si ascolta, è anche lo spazio che la accoglie. Di questo il Festival, che ogni anno sceglie come cornice non solo i teatri ma anche le piazze, le chiese, i cortili della nostra città, in un dialogo continuo tra la musica e il suo pubblico, è una chiara testimonianza».

Il Monteverdi Festival è reso possibile grazie al supporto di Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Cremona, che incarnano e propongono la strada di una sinergia virtuosa tra risorse pubbliche e private, tracciando la direzione per un Festival simbolo di eccellenza, innovazione culturale e motore di sviluppo nel campo della produzione musicale italiana.

OTTAVIO DANTONE TRA CLASSICISMO E NEOCLASSICISMO ALL’AUDITORIUM RAI “A.TOSCANINI”

Con l’Orchestra Rai e Luca Milani solista nel Concerto per clarinetto di Mozart

Torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Ottavio Dantone, uno dei più apprezzati interpreti di oggi di musica antica e non solo. Il concerto è in programma mercoledì 30 ottobre 2024 alle ore 20.00 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino,è trasmesso in diretta su Rai Radio3 e in live streaming su raicultura.it. Replica giovedì 31 ottobre alle 20.30.

Nato musicalmente come clavicembalista e poi salito sui podi più prestigiosi del mondo, dalla Scala al Festival di Salisburgo, passando per i Proms di Londra, Dantone è uno dei “direttori di famiglia” dell’Orchestra Rai, che lo ospita regolarmente per più di un programma a stagione. In quella in corso tornerà anche venerdì 18 aprile 2025 per il Concerto di Pasqua, per interpretare Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce di Franz Joseph Haydn.

La serata del 30 e 31 ottobre invece si apre con la Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 detta “Classica” di Sergej Prokof’ev. Un esempio di neoclassicismo novecentesco che il compositore scrisse nel 1917 guardando soprattutto al modello di Haydn, oltre che a quello di Mozart. La Sinfonia Classica è stata eseguita per la prima a volta nel 1918 a Leningrado sotto la direzione dello stesso Prokof’ev, che dopo due settimane dalla prima lasciò la Russia per espatriare in America.

Segue il Concerto per clarinetto e orchestra in la maggiore KV 622 di Wolfgang Amadeus Mozart, affidato al primo clarinetto dell’Orchestra Rai Luca Milani, impegnato in veste di solista. Composto nel 1791, anno della scomparsa di Mozart, il lavoro è l’unica pagina concertistica scritta per clarinetto dal compositore. Nato su commissione dell’amico Anton Stadler, nonostante sia stato creato quando l’autore era ormai allo stremo delle sue forze, il brano è decisamente lontano dalla furia emotiva del Requiem,estremo e incompiuto lascito mozartiano, ed è piuttosto caratterizzato da un senso di pace, vicino forse alla rassegnazione. Il concerto è particolarmente amato dal pubblico, anche per l’utilizzo nella colonna sonora del film Out of Africa (La mia Africa)di Sydney Pollack, che ne ha reso celeberrimo il secondo movimento.

Chiude la serata la Sinfonia n. 100 in sol maggiore di Franz Joseph Haydn detta “Militare”. Scritta ed eseguita per la prima volta nel 1794 all’Hanover Square Rooms di Londra, nel giorno del 72esimo compleanno dell’autore, la Sinfonia è caratterizzata da un piglio militaresco, riscontrabile nell’uso di ritmi di marcia, nelle melodie esotiche e nell’impiego di strumenti tipici delle parate militari, quali timpani e gran cassa.

I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino e online sul sito dell’OSN Rai. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

Al Teatro Alighieri di Ravenna dal 15 al 19 novembre : Trilogia d’autunno, tre erranti in cerca di pace.

Con un trittico intitolato “Eroi erranti in cerca di pace”, dal 15 al 19 novembre la Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival ci accompagna fino alle radici del belcanto e alle origini dell’opera, immergendo lo spettatore nei suoni e nelle atmosfere del barocco seicentesco.

Due i nuovi allestimenti che possono contare sulla raffinata regia di Pier Luigi Pizzi e la sapienza musicale di Accademia Bizantina e Ottavio Dantone: il primo è Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi (15 e 18 novembre), ispirato al ritorno a Itaca dell’eroe omerico, mentre il secondo è dedicato a Purcell, la cui ode a Santa Cecilia, patrona della musica, incastona Dido and Aeneas (16 e 19 novembre), composta per le gentildonne di un convitto di Chelsea. Al centro di questo dittico che rappresenta i due fronti della guerra di Troia – forse per scoprire che entrambi sono perdenti, perché i conflitti non lasciano mai vincitori – un recital dedicato all’intramontabile forza espressiva di un repertorio che sfida i secoli: il controtenore polacco Jakub Józef Orliński, affiancato dall’ensemble Il Pomo d’Oro, propone Beyond (17 novembre), facendo rivivere la fascinazione degli evirati cantori del passato.

IL GRANDE CLASSICISMO INTERPRETATO DA DANTONE CON L’ORCHESTRA RAI

Solista il giovanissimo violinista Vikram Francesco Sedona

Giovedì 18 e venerdì 19 aprile all’Auditorium Rai di Torino

Torna per la seconda settimana consecutiva sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai  uno dei più apprezzati interpreti di oggi di musica antica : Ottavio Dantone.

Il concerto, in programma giovedì 18 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, è trasmesso in live streaming su raicultura.it e registrato da Radio3 che lo proporrà in differita. Replica venerdì 19 aprile alle 20.

Nato musicalmente come clavicembalista e poi salito sui podi più prestigiosi del mondo, dalla Scala al Festival di Salisburgo, passando per i Proms di Londra, Dantone propone in apertura di serata l’Ouverture dalla Vestale, la tragédie lyrique di Gaspare Spontini rappresentata per la prima volta a Parigi il 15 dicembre 1807 con grande successo, tanto da fare del suo autore l’interprete ufficiale della grandeur napoleonico-imperiale.

A seguire il Concerto n. 22 in la minore per violino e orchestra di Gian Battista Viotti, forse il più popolare dei 29 concerti per violino del compositore vissuto tra il XVIII e il XIX secolo e considerato uno dei più alti virtuosi dello strumento ad arco.

A interpretarlo è chiamato Vikram Francesco Sedona, giovanissimo violinista pluripremiato nei più prestigiosi concorsi internazionali. Nato a Treviso, Sedona ha suonato in importanti festival internazionali come il “Festival de Radio France Occitanie Montpellier” e il “Festival George Enescu” di Bucarest, e in sale da concerto come l’Ateneo Romeno e la Sala Radio di Bucarest, la NOSPR di Katowice, Le Corum di Montpellier o le Sale Apollinee del Gran Teatro la Fenice. Nell’aprile 2022 ha suonato al Teatro Vittorio Emanuele II di Messina con l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Chiude la serata la Sinfonia n. 8 in fa maggiore, op. 93 di Ludwig van Beethoven, composta tra il 1811 e il 1812 ed eseguita per la prima volta nella Sala del Ridotto del Burgtheater di Vienna il 27 febbraio del 1814, con la direzione dello stesso Beethoven.

I biglietti, da 9 a 30 euro, sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino. 

Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.

OTTAVIO DANTONE E ALESSANDRO MILANI TRA MOZART E BEETHOVEN

Esauriti i biglietti per i due concerti dell’11 e 12 aprile a Torino

Ha fatto registrare il tutto esaurito per entrambe le serate il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretto da Ottavio Dantone con la spalla della compagine Alessandro Milani in veste di solista. In programma giovedì 11 aprile alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino, con trasmissione in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura, la serata è replicata venerdì 12 aprile alle 20.

Tra i massimi interpreti di musica antica attivi oggi, Ottavio Dantone è nato musicalmente come clavicembalista, per poi salire sui podi più prestigiosi del mondo, dalla Scala al Festival di Salisburgo, passando per i Proms di Londra. In apertura di concerto propone la celebre Ouverture dalle Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, per passare poi, sempre di Mozart, al Concerto n. 5 in la maggiore per violino e orchestra K 219, interpretato da Alessandro Milani che lascia il primo leggio dell’OSN Rai per affrontare il più eseguito dei concerti violinistici mozartiani.

Chiude la serata la Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore, op. 60 di Ludwig van Beethoven,composta nel 1806 ed eseguita per la prima volta nel 1807 a Vienna. Fu definita da Robert Schumann “una slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici”, immagine che contribuì a marchiarla storicamente come ‘secondaria’, quasi di ‘intrattenimento’ rispetto all’afflato titanico della Terza e della Quinta tra le quali si posiziona. La critica romantica associò il carattere più trattenuto della partitura a un momento positivo nella vita di Beethoven, che in quel periodo si era innamorato della studentessa Teresa Brunswik.

I biglietti per il concerto sono esauriti. Eventuali titoli di ingresso dovuti a rinunce saranno messe in vendita un’ora prima delle due serate. Informazioni: 011.8104653 – biglietteria.osn@rai.it – www.osn.rai.it.