LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni

LA WALLY

di Alfredo Catalani

domenica 16 febbraio ore 15.30

mercoledì 19 febbraio ore 19.00

venerdì 21 febbraio ore 20.00

domenica 23 febbraio ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter). Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche. 

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2. Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone. Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani. Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli,apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico.  

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

biglietteria@arenadiverona.it

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LA WALLY, CAPOLAVORO DI CATALANI, IN SCENA AL TEATRO FILARMONICO DOPO OLTRE UN SECOLO

Per la prima volta a Verona dal 1920, quattro recite dal 16 al 23 febbraio

Un’intensa storia d’amore e conflitti tra le nevi delle Alpi, per grandi voci e un’orchestrazione raffinatissima: nello spettacolo di Nicola Berloffa, diversi debutti con i complessi artistici areniani diretti da Antonio Pirolli

Giovedì 13 febbraio alle 18, nella Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica, La Wally viene presentata al pubblico in un incontro gratuito con il giornalista e critico Giovanni Gavazzeni.

La Wally, capolavoro operistico di Alfredo Catalani del 1892, torna a Verona dopo oltre un secolo. Domenica 16 febbraio, alle ore 15.30, al Teatro Filarmonico va in scena una rarità. L’opera, prediletta da Toscanini, Mahler e Renata Tebaldi, richiede voci impavide e una grande orchestra in grado di dipingere una vicenda di forti emozioni all’ombra delle Alpi tirolesi, fra amori contrastati e paesaggi nevosi. L’allestimento del regista Nicola Berloffa per i teatri emiliani arriva a Verona con le scene di Fabio Cherstich, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Valerio Tiberi, per interpreti quali Carlo Ventre, Youngjun Park, Eleonora Bellocci, Gabriele Sagona, Marianna Mappa, Romano Dal Zovo. Nel ruolo della protagonista si alternano Eunhee Maggio e Monica Zanettin. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena, il direttore Antonio Pirolli, già applaudito anche in Arena. Repliche mercoledì 19 febbraio alle 19, venerdì 21 alle 20, domenica 23 alle 15.30.

La Wally è l’ultima e più compiuta opera dello sfortunato ma talentuoso Alfredo Catalani, lucchese come Puccini e di lui quasi coetaneo: formatosi tra la Parigi di fine ‘800 e i salotti scapigliati di Milano, conquistò la fiducia dell’editore Ricordi e la stima di molti contemporanei. Maestro nel creare paesaggi sonori e raffinate elegie strumentali, affidò al librettista Luigi Illica la riduzione di un romanzo di forti passioni di Wilhelmine von Hillern, che sarebbe diventato La Wally, data alla Scala nel 1892 con buon successo. Ma nell’arco di pochi mesi sarebbero arrivati il primo capolavoro maturo di Puccini, quello estremo di Verdi, la concorrenza dei primi astri del Verismo, schiacciando molte opere nuove fin quasi all’oblio. Nel 1893 Catalani sarebbe morto di tisi, appena trentanovenne. Amico e sostenitore, Arturo Toscanini, massimo direttore d’orchestra, con il collega-rivale Gustav Mahler condivideva l’ammirazione per quest’opera (tanto da chiamare due figli Wally e Walter).

Opera di grandi voci e orchestre duttili, è stata soggetto di uno dei primi film sonori italiani (1932) e cavallo di battaglia di artiste quali Maria Caniglia, Gina Cigna e Renata Tebaldi, prima di sparire quasi completamente dalle scene italiane. Ma almeno un’aria è rimasta scolpita nella storia e interpretata da primedonne di ogni tempo, quel Ebben ne andrò lontana in cui il velluto di un’orchestra che ricrea le montagne innevate avvolge la volontà di ferro di Wally, disposta all’esilio pur di non piegarsi a un matrimonio combinato.

La storia si svolge nel villaggio tirolese di Sölden: Gellner vorrebbe sposare Wally e si accorda col di lei padre, Stromminger. Ma il cuore di Wally batte in realtà per Hagenbach e, se non potrà sposare chi ama, sceglierà piuttosto l’esilio. Un anno dopo, torna in paese dopo la morte del padre: nella taverna di Afra, che nel frattempo si è fidanzata proprio con Hagenbach, viene da lui ingannata e derisa di fronte a tutti, nella danza del bacio. Umiliata e offesa, Wally per vendetta si promette all’odiato Gellner, in cambio della morte di Hagenbach. Un delitto di cui si pente appena in tempo: in tale situazione estrema, anche Hagenbach capisce di corrispondere l’amore di lei. Ma su di loro incombe sempre la montagna, con le sue tempeste e le pericolose valanghe. Tra le modernità drammaturgiche e tecniche de La Wally c’è anche la creazione di due scene in contemporanea, uno split-screen cinematografico che mostra interno ed esterno, tormenti privati e celebrazioni pubbliche.

La produzione in scena al Teatro Filarmonico dal 16 al 23 febbraio riprende lo spettacolo di Nicola Berloffa ideato per Piacenza, Modena, Reggio Emilia e Lucca, che nel 2017 andò a colmare un silenzio di trent’anni dall’ultima messinscena italiana. A Verona l’ultima volta de La Wally fu addirittura nel 1920: le quattro rappresentazioni sono un’occasione imperdibile per ogni appassionato d’opera e curioso, per scoprire un capolavoro del teatro musicale di fine ‘800 ingiustamente dimenticato. Tra le ragioni della rarità del titolo vi è sicuramente l’impegno richiesto alle voci principali: protagonista sarà il soprano coreano Eunhee Maggio (16, 19, 23/2), cui si alterna Monica Zanettin il 21/2.

Non da meno la parte del tenore, che è l’areniano Carlo Ventre nei panni di Hagenbach, e del rivale baritono, che è Youngjun Park quale Gellner. Il padre di Wally, Strimminger, è il basso Gabriele Sagona, anch’egli più volte applaudito a Verona, così come Marianna Mappa quale Afra, Eleonora Bellocci nel ruolo en-travesti del giovane amico Walter, eccezionalità musicale per l’epoca, e Romano Dal Zovo quale Pedone.

Fondamentale in quest’opera è l’apporto dell’Orchestra di Fondazione Arena che, con il Coro preparato da Roberto Gabbiani, è chiamata a dipingere emozioni e paesaggi con varietà dinamica e timbrica sconosciute a molti coevi di Catalani.

Sul podio dirige il maestro romano Antonio Pirolli, apprezzato anche a Verona tanto in Anfiteatro quanto al Filarmonico per l’ampio repertorio sinfonico e operistico. 

La Wally è il secondo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La Stagione artistica 2025 punta a coinvolgere la città e le diverse realtà associative nella programmazione celebrativa dedicata ai 50 anni del Teatro Filarmonico. Vista l’ambientazione e il tema predominante della montagna entro cui si sviluppano le vicende in scena, Fondazione Arena ha pensato, quindi, di riservare agli iscritti CAI e agli abbonati del Film Festival della Lessinia uno speciale biglietto d’ingresso a 15 euro per le repliche di mercoledì 19 febbraio, ore 19, e di venerdì 21 febbraio, ore 20. Gli interessati, presentando la tessera associativa in biglietteria, avranno accesso alla scontistica riservata.

BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2025 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico.

INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO

Dopo il successo del primo appuntamento nella nuova sede, torna l’incontro gratuito di approfondimento, che precede la messa in scena di ogni opera in cartellone, con i grandi nomi della critica musicale nazionale. In collaborazione con l’Accademia Filarmonica di Verona, giovedì 13 febbraio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda (via Mutilati 4), il giornalista e critico musicale Giovanni Gavazzeni, anche autore del programma di sala, presenterà La Wally, offrendo al pubblico una lettura e una introduzione all’opera. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

La programmazione 2025 di Arena Young comprende spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, a cominciare dall’Anteprima riservata a studenti e giovani che potranno assistere alla prova generale di venerdì 14 febbraio alle ore 16, preceduta da una presentazione dedicata alle ore 14.30.

Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà partecipare alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 19 febbraio alle ore 18 e venerdì 21 febbraio alle ore 19.

Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

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ECLETTICO E SPETTACOLARE, AL FILARMONICO LA PRIMA ITALIANA DEL REQUIEM DI ANDREW LLOYD WEBBER

Orchestra e Coro di Fondazione Arena a pieni ranghi con le voci bianche di A.LI.VE. diretti dal giovane maestro americano Ryan McAdams

Venerdì 19 e sabato 20 aprile, un programma imperdibile tra classico e pop, con Gilda Fiume ed Enea Scala solisti d’eccezione. Apre il concerto l’affascinante Isola dei morti di Rachmaninov

Venerdì 19 aprile ore 20

Sabato 20 aprile ore 17

Lloyd Webber Requiem McAdams

Teatro Filarmonico di Verona

Per la prima volta in Italia, l’esecuzione integrale del grande Requiem di Andrew Lloyd Webber, maestro contemporaneo, autore dei musical più celebri degli ultimi cinquant’anni, tra cui Jesus Christ Superstar, Evita, Cats, The Phantom of the Opera, Sunset Boulevard. Capace di unire sapientemente musica classica e pop, il rock e le sperimentazioni colte del ‘900, questa Messa, scritta esattamente quarant’anni fa, fu dedicata da Lloyd Webber alla memoria del padre, il compositore inglese William, scomparso nel 1982. Il grandioso organico richiesto comprende l’orchestra sinfonica a pieni ranghi, cui si aggiungono batteria, diverse percussioni, organo e sintetizzatori, e l’ideale unione di coro e voci bianche. Tutte queste forze saranno sul palcoscenico del Teatro Filarmonico venerdì 19 aprile, alle 20, e sabato 20 aprile, alle 17. Il giovane direttore statunitense Ryan McAdams debutterà alla testa di Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona con il soprano Gilda Fiume e il tenore Enea Scala, belcantisti italiani apprezzati nel mondo. Con loro in scena anche il coro di voci bianche A.LI.VE. preparato da Paolo Facincani, da cui proviene anche il giovanissimo solista Lorenzo Pigozzo, atteso nella pagina più celebre del Requiem, l’etereo “Pie Jesu”.

Ad aprire il programma sarà un’altra prima esecuzione per gli organici veronesi: il poema sinfonico L’Isola dei morti di Sergej Rachmaninov, brano del 1909 di intensità tardo-romantica, ispirato al celebre quadro simbolista di Böcklin. Il grande russo offre qui un viaggio soprannaturale, ondeggiante fra ritmi inusuali, temi incombenti, come quello del celebre Dies Irae, e sensuali melodie degli archi. Il concerto avrà una durata di 70 minuti circa. Biglietti, abbonamenti e carnet sono disponibili al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

La primavera sinfonica proseguirà con l’integrale delle sinfonie e concerti di Brahms: il 3 e il 4 maggio la Terza sinfonia diretta da Franz Schottky sarà abbinata al Secondo concerto per pianoforte e orchestra con Pietro De Maria, quindi Il 10 e l’11 maggio Eckehard Stier dirigerà la Quarta sinfonia e il Primo concerto per pianoforte e orchestra con Lilya Zilberstein. Infine il 17 e il 18 maggio Hansjorg Albrecht dirigerà un concerto tutto Richard Strauss, con i poemi sinfonici Don Juan e Vita d’eroe e il Primo concerto per corno, solista Paolo Armato.

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Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

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Aperta due ore prima dello spettacolo

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venerdì 19 aprile ore 20.00

Sabato 20 aprile ore 17.00

Lloyd Webber Requiem McAdams

Sergej Rachmaninov

L’Isola dei morti poema sinfonico op. 29

Andrew Lloyd Webber

Requiem per soli, coro e orchestra

Direttore Ryan McAdams

Soprano Gilda Fiume

Tenore Enea Scala

Voce bianca Lorenzo Pigozzo

Coro di Voci bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani

Orchestra e Coro della Fondazione Arena di Verona

Maestro del Coro Roberto Gabbiani

Ultimo concerto sinfonico 2023 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico, sia venerdì 1 che sabato 2 dicembre

VIAGGIO IN TRE SECOLI DI MUSICA VOCALE CON ORCHESTRA E CORO DI FONDAZIONE ARENA

Venerdì 1 e sabato 2 dicembre la giovane direttrice Valentina Peleggi debutta a Verona in un programma raffinato che esplora le sonorità del sacro, dal ‘600 inglese al toccante Requiem di Fauré

12° Concerto

Musiche di Purcell, Saint-Saëns, Poulenc e Fauré

Valentina Peleggi Direttore (nella foto)

Francesca Maionchi Soprano

Damiano Salerno Baritono

Venerdì 1 dicembre ore 20.00

Sabato 2 dicembre ore 17.00

Teatro Filarmonico di Verona

Prima dell’atteso Concerto di San Silvestro fuori abbonamento, Fondazione Arena conclude la propria Stagione Sinfonica 2023 questo fine settimana, con il Coro preparato dal Maestro Roberto Gabbiani protagonista, accanto all’Orchestra, di un originale viaggio musicale che accosta diversi stili ed epoche nel segno dell’ispirazione sacra. Sul podio debutta la giovane Valentina Peleggi, “rising star 2018” per BBC Music Magazine, direttrice premiata e apprezzata da pubblico e critica, già forte di incarichi stabili in Stati Uniti e Brasile, per la prima volta a Verona.

Questo 12° concerto sinfonico debutta venerdì 1 dicembre alle 20 e replica sabato 2 dicembre alle 17, nel giorno esatto del centenario di Maria Callas, cui la serata sarà dedicata. La durata prevista è di 80 minuti circa compreso un intervallo. Nel frattempo, l’intera Stagione Artistica 2024 è stata annunciata ed è già in vendita, con un ricco programma di opera, balletto, musica sinfonica e cameristica. È possibile abbonarsi abbonamenti o scegliere un proprio nuovo carnet al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico 

Il concerto comprenderà diverse prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: di suggestione forte e senza tempo i primi cinque minuti, in cui un rullo di timpani introdurrà la solenne marcia composta nel 1695 da Henry Purcell per i funerali di Maria II d’Inghilterra, e quindi la corale Canzona per ottoni. Una pace arcaica e solenne è anche quella descritta dagli archi nei sette minuti del brano seguente, altra autentica rarità, il Preludio da Le Déluge, oratorio del 1876 con cuiCamille Saint-Saëns raccontò il diluvio universale: un omaggio al passato attraverso la forma della fuga, conclusa da una elegante elegia del violino solista. Sul palcoscenico salirà quindi Il Coro femminile per le Litanie alla Madonna nera, dedicate da Francis Poulenc nel 1936 alla statua lignea della Vergine conservata nel roccioso borgo medievale di Rocamadour in Occitania, meta di pellegrinaggio dal XII secolo. Sarà eseguita la versione orchestrale del 1947 che, in dieci minuti circa, conserva il fascino arcaico della melodia di Poulenc e i colori soffusi di una raffinata tavolozza strumentale novecentesca e francese. La pagina più celebre coronerà il programma: il delicato Requiem scritto da Gabriel Fauré tra il 1887 e il 1900 rappresenta la visione più serena e conciliante fra le molte composizioni dedicate alla commemorazione dei defunti, e tra le poche prive delle immagini sul giorno del giudizio, espunte in favore di preghiere più raccolte invocanti la pace eterna. Per i quaranta minuti finali, che omaggiano l’autore a cent’anni dalla scomparsa, ai complessi artistici della Fondazione si uniranno le voci soliste del soprano Francesca Maionchi e del baritono Damiano Salerno, applauditi anche in Arena.

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare BCC di Verona e Vicenza e Metinvest – Saving Lives per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

Novità: il Preludio raddoppia e offre un’introduzione all’ascolto prima di ogni concerto. La rassegnaRitorno a teatro riprende anche per la Stagione Sinfonica, fra le diverse iniziative di Arena Young rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. In questo percorso di avvicinamento alla musica sinfonica, il mondo della Scuola potrà assistere agli spettacoli del Teatro Filarmonico con l’opportunità di partecipare ad un Preludio nella prestigiosa Sala Maffeiana un’ora prima dell’inizio a cura della Fondazione. Per il 12° concerto è possibile prenotare sia il Preludio di venerdì 1 dicembre alle 19 sia quello di sabato 2 dicembre alle 16. Per informazioni e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona

Aperta da lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

Tel. 045 8005151

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona

Aperta due ore prima dello spettacolo

Tel 045 8002880

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LE OPERE DI PONCHIELLI E PUCCINI, Il PARLATORE ETERNO ED IL TABARRO IN SCENA AL FILARMONICO FINO A DOMENICA 26 NOVEMBRE

Successo alla prima per il cast internazionale diretto da Gianna Fratta nei due spettacoli firmati da Trespidi, Gavazzeni e Maranghi

Il Parlatore eterno di Amilcare Ponchielli

Il Tabarro di Giacomo Puccini

Mercoledì 22 novembre ore 19.00

Venerdì 24 novembre ore 20.00

Domenica 26 novembre ore 15.30

Teatro Filarmonico di Verona

Dopo il debutto di domenica scorsa, tornano in scena Il Parlatore eterno e Il Tabarro.  Le due rarità, nate in streaming, replicano mercoledì 22 novembre, alle ore 19, venerdì 24, alle ore 20, e domenica 26 alle 15.30. Tra risate e lacrime. L’avvincente Tabarro pucciniano, storia verista di passione e delitto, è preceduto infatti dal breve “scherzo” per il buffo mattatore protagonista de Il Parlatore eterno di Ponchielli.

Un dittico insolito, proposto per la trasmissione in streaming nella primavera 2021, che va finalmente in scena con il pubblico in sala: mai visto a Verona era Il Parlatore eterno (1873), la prima delle due opere, unico esperimento buffo di Amilcare Ponchielli, altrimenti celebre per La Gioconda. Quasi altrettanto rara è la seconda opera, il drammatico Il Tabarro (1913-16), primo dei tre atti unici di Puccini, che al Filarmonico vanta un solo precedente, ventitré anni fa. Con gli altri due titoli del Trittico recentemente allestiti a Verona, Gianni Schicchi e Suor Angelica, Fondazione Arena prosegue il cammino verso l’integrale pucciniana, accostando le opere del maestro lucchese a titoli inediti.

A dominare la brillante mezzora di Ponchielli è il baritono Biagio Pizzuti, nei panni del protagonista Lelio Cinguetta, adorabile logorroico pronto alla fatidica proposta. Attorno a lui l’amata Susetta è Grazia Montanari, servitù e gendarmi sono impersonati da Maurizio Pantò, Francesca Cucuzza, Sonia Bianchetti, Salvatore Schiano Di Cola e Francesco Azzolini. Lo spettacolo, tra velocipedi e buffi duelli, allude all’epoca di composizione ed è firmato da Stefano Trespidi, con scene di Filippo Tonon e luci di Paolo Mazzon.

Dopo l’intervallo, tramonti lividi e tinte noir invadono la scena per Il Tabarro: sul barcone che lentamente trasporta carichi lungo la Senna, scricchiola l’unione fra Michele (il baritono Gevorg Hakobyan) e Giorgetta (il soprano Alessandra Di Giorgio al debutto veronese). Dopo lutti e incomprensioni, il cuore di lei batte per Luigi (il tenore Samuele Simoncini) che lavora proprio per Michele: una storia di passione, speranze e incontri clandestini, in un’atmosfera ad alto tasso di tensione ed erotismo. Il significato del titolo è rivelato a fine vicenda, la più verista di Puccini, rapida e cinematografica. I ruoli di fianco sono affidati a Rossana Rinaldi (la Frugola), Davide Procaccini e Saverio Fiore (il Talpa e il Tinca), e alle voci di Matteo Macchioni, Grazia Montanari, Dario Righetti. Lo spettacolo vede alla regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, con le scene impostate al realismo di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon.

ROBERTO GABBIANI NOMINATO MAESTRO DEL CORO DI FONDAZIONE ARENA DI VERONA FINO AL 2027.

Il maestro Roberto Gabbiani è stato nominato maestro del Coro di Fondazione Arena di Verona fino alla fine del 2027. Dopo i felici esiti di pubblico e critica del primo periodo di collaborazione con i complessi artistici areniani, coinciso con il 100° Opera Festival 2023, rimarrà legato a Fondazione Arena per altri quattro anni comprendenti anche le stagioni liriche e sinfoniche al Teatro Filarmonico di Verona, con un ampio repertorio dal Rinascimento alla contemporaneità.

Nato a Prato, Roberto Gabbiani si è diplomato in Pianoforte e Composizione presso il Conservatorio Cherubini di Firenze, città dove ha costruito un duraturo legame con il Maggio Musicale Fiorentino, prima come maestro collaboratore, quindi come maestro del coro su nomina dell’allora direttore Riccardo Muti. Nel 1990 lascia Firenze per il Teatro alla Scala di Milano, dove è rimasto fino al 2002 sempre a fianco del M° Muti, che lo inviterà anche al Teatro dell’Opera di Roma dal 2010. In queste istituzioni, oltre alle produzioni liriche con i più grandi direttori, solisti e registi degli ultimi cinquant’anni, affronta tutte le più importanti pagine sinfonico-corali del repertorio e vi affianca annualmente l’esecuzione di nuovi brani in prima assoluta, spesso su commissione. Il prestigioso curriculum, premiato e documento anche in numerose registrazioni discografiche e video, comprende altri incarichi stabili, come quello dal 2002 al 2006 alla guida del Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia su invito di Luciano Berio con una nuova programmazione dedicata alla polifonia corale, o il periodo al Regio di Torino con Gianandrea Noseda dal 2008 al 2010. Appassionato di musica corale, ricercatore e giurato in importanti concorsi nazionali e internazionali, è spesso invitato anche all’estero da numerose istituzioni quali Radio France e la città di Tokyo.

Il Sovrintendente Cecilia Gasdia, la cui carriera si è più volte intrecciata a quella del M° Gabbiani tanto a Firenze quanto a Milano, esprime a nome di Fondazione Arena la più profonda soddisfazione per il nuovo percorso intrapreso assieme con fiducia ed entusiasmo, definito dallo stesso Maestro “una nuova primavera musicale” che “si apre per percorrere insieme strade di cultura, vitalità e spiritualità”.