IL SUCCESSO DE LO SCHIACCIANOCI AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO


 

La fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

e sul podio Mojca Lavrenčič

Un successo annunciato dal sold out di tutte le recite. Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, nella versione ambientata al Teatro Massimo di Palermo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro Massimo,ha conquistato tutti in un teatro traboccante in ogni ordine di posto.

Applausi a scena aperta e ovazione finale per gli interpreti, a partire dagli straordinari solisti del Royal Danish Ballet, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky e per il Corpo di Ballo del Teatro. A ricevere gli applausi sul palco tutto il cast artistico: Mojca Lavrenčič che ha diretto l’Orchestra del Teatro Massimo e le inconfondibili musiche di Čajkovskij, il Maestro del Coro di voci bianche, Salvatore Punturo, lo scenografo Renzo Milan, che ha firmato le bellissime scene dipinte a mano nei laboratori del Teatro Massimo tra cui spiccava la fisionomia del Monte Pellegrino, la costumista Cécile Flamand con i suoi magnifici costumi ispirati a cassate e cannoli della pasticceria siciliana, la designer luci Maureen Sizun Vom Dorp, l’assistente alla coreografia Gianluca Battaglia Roberta D’Amoremaître de ballet dei piccoli danzatori in scena.

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale per eccellenza, è stata riscritta da Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo a partire dalla storia di E. T. A. Hoffmann, che è stata attualizzata e ambientata a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Massimo fino al 22 dicembre

Nei ruoli principali nelle repliche si alterneranno i solisti Yuriko Nishihara e Alessandro Cascioli Martina Pasinotti e Alessandro Casà del Corpo di ballo del Teatro Massimo.

Info: https://www.teatromassimo.it/event/lo-schiaccianoci-2/

Torna al Teatro Massimo di Palermo LO SCHIACCIANOCI

Torna la fiaba di Natale musicata da Čajkovskij,

nella versione “siciliana” con le coreografie

di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso

Sul podio Mojca Lavrenčič
 

Ospiti le stelle del Royal Danish Ballet

Holly Dorger e Jonathan Chmelensky

Tra i balletti più amati e attesi del repertorio classico, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo, Lo Schiaccianoci, la fiaba di Natale, musicata da Pëtr Il’ič Čajkovskij, tratta dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi dello scrittore romantico tedesco E.T.A. Hoffmann, riscritto da Dumas padre nel 1844. Da sabato 14 dicembre alle 20:00 il balletto in due atti viene riproposto nella versione di successo, ambientata al Teatro Massimo, con le coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso per il Corpo di ballo del Teatro

Sul podio dell’Orchestra del Teatro dirige la giovane e affermata direttrice slovena Mojca Lavrenčič. Maestro del Coro di voci bianche,Salvatore Punturo.

Le scene, dipinte a mano e realizzate nei laboratori scenografici del Teatro Massimo, sono firmate da Renzo Milan mentre i costumi, che ricordano i dolci inconfondibili della pasticceria siciliana, sono di Cécile Flamand. Le luci sono disegnate da Maureen Sizun Vom Dorp. Assistente alla coreografia Gianluca BattagliaMaître de ballet dei piccoli danzatori Roberta D’Amore.

A danzare i due ruoli principali di Maria Dario, nelle prime due repliche (14 e 15 dicembre) sono due stelle della danza internazionale, Holly Dorger e Jonathan Chmelensky, primi ballerini del Royal Danish Ballet di Copenaghen, insigniti entrambi del titolo onorifico di “cavalieri” dalla regina di Danimarca.

Negli stessi ruoli nelle repliche si alternano due coppie di solisti del Corpo di ballo del Teatro MassimoYuriko Nishihara e Alessandro Cascioli e Martina Pasinotti e Alessandro Casà. Repliche fino al 22 dicembre.

La coreografia ideata dal direttore del Corpo di ballo Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso per il Teatro Massimo di Palermo riscrive la favola basandosi sulla storia di E. T. A. Hoffmann, attualizzandola e ambientandola a Palermo pur rispettando i due temi principali dello Schiaccianoci e del genere “racconto di Natale”: l’elemento fantastico e l’attenzione ai problemi sociali, trattati sempre con la leggerezza della fiaba. I personaggi principali non sono più Marie e lo Schiaccianoci, ma Maria e Dario, un povero ambulante, che vende castagne e frutta secca insieme al fratello Pietro per le strade della città di Palermo. Sarà lui, Pietro, a subire l’incantesimo del Re dei topi e a rimanere chiuso nel guscio di legno del pupazzo Schiaccianoci, nell’impossibilità di comunicare col mondo e suggerendo con questa trasformazione una metafora dei problemi che oggi opprimono molti ragazzi: la malattia, la droga, la generale difficoltà di comunicare, in un’epoca in cui si è sempre connessi. Nella riscrittura di Colau e Veneruso la grande e confortevole casa di Marie e della famiglia Hoffmann, dove si celebra la festa di Natale sotto il grande albero, è in contrasto con il mondo esterno, quello dove i ragazzi non sono accuditi e viziati tra libri, giochi e lezioni di danza, ma sono poveri, soli e costretti a procurarsi da vivere e a difendersi dalle aggressioni. Oltre questo livello, che sembra già infimo, ve ne è ancora un altro, quello dei topi a cui viene riservato uno sguardo di compassione: il Re dei topi (il personaggio del maestro Jean-George) non è cattivo, è solo affamato e frustrato per la sua costante ricerca di perfezione. Il personaggio, metà uomo e metà topo, allude alle difficoltà di una natura degradata e avvilita dalle esigenze sempre più invadenti della modernità: una natura che si riscatta alla fine dello spettacolo, quando il personaggio dell’ape, danza con i fiori sulle note leggere e avvincenti del Valzer dei fiori.

La versione di Schiaccianoci di Colau e Veneruso approda dalla fiaba a una dimensione più onirica quando, nella seconda parte dello spettacolo, Maria e Dario, sempre in cerca di Pietrosi ritrovano al Teatro Massimo di Palermo, dove il Maestro Jean-Georges ha il suo quartier generale con il

“Corpo di ballo” di topi che costringe a lavorare senza sosta. Dario e Maria giungono in teatro dopo un viaggio che “sembra durare giorni” come a sottolineare la distanza che tante periferie sentono rispetto al centro cittadino, tema al centro dell’impegno del Teatro Massimo, volto a accorciare questa distanza portando i ragazzi dai quartieri periferici in teatro, proponendo laboratori e spettacoli, come già accaduto con Danisinni e Sperone. Ma la città emerge prepotentemente soprattutto nel grande banchetto finale della coreografia, dove i dolci sono l’elemento trionfale di affermazione dell’identità palermitana. Le danze, che già nel balletto di Čajkovskij hanno una connotazione culinaria (caffè, cioccolato, tè) sono ispirate qui ai dolci più golosi e affascinanti di Palermo: la dolcissima e colorata frutta di Martorana, preparata dalle monache del monastero di Santa Caterina, la Sette veli, il Cannolo, la Cassata, riprodotti nei bellissimi costumi di Cécile Flamand. Alla fine Colau e Veneruso indicano nella cultura, nella solidarietà, nell’apertura verso il prossimo, nel coraggio di mettersi in viaggio per affrontare nuove scoperte, l’unica strada che permetta di convincere gli altri e di trasformarli. È lo stesso Maestro di danza Jean-Georges che acconsente, convinto da Maria e Dario, a liberare Pietro dall’incantesimo che lo imprigiona nel guscio dello Schiaccianoci, per restituirlo a un mondo nuovo, non più rigido, dove la danza è un piacere naturale, un’espressione libera e non vincolata da regole o costrizioni, e segue i ritmi dei fiori e delle api. Durata dello spettacolo: 2 ore circa compreso un intervallo.

La prova generale di Lo schiaccianoci, sabato 13 dicembre alle 18:30, è aperta a favore di Lions Club. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in iniziative di solidarietà. Per informazioni e acquisto biglietti contattare Lions Club (328 4982656 e 329 9767709) o il botteghino del Teatro Massimo (dall’11 dicembre).

Domenica 15 dicembre alle 17:30 torna anche l’appuntamento con Bambini all’Opera, il laboratorio a cura di Francesca Cosentino pensato per avvicinare i bambini (6-10 anni) alla magia del teatro. Durante il laboratorio, che si svolge nella Sala Stemmi del Teatro Massimo, viene narrata la trama de Lo schiaccianoci, si ascoltano brani, e al termine i bambini vengono accompagnati in Sala Grande per assistere alle ultime fasi di svolgimento dello spettacolo. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino; le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro. Info e prenotazioni tel. 329 7260846.

Calendario delle recite: sabato 14 dicembre, ore 20:00 (Turno Prime); domenica 15 dicembre, ore 17:30 (Turno D); martedì 17 dicembre, ore 18:30 (Turno C); mercoledì 18 Dicembre, ore 18:30 (Turno B); giovedì 19 dicembre, ore 20:00 (Turno F); venerdì 20 dicembre, ore 20:00 (fuori abbonamento); sabato 21, ore 18:30 (Turno danza); domenica 22 dicembre ore 18:30 (fuori abbonamento.

Il Corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo danza sulle note di Rachmaninoff, “Biancaneve”, la nuova coreografia firmata da Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso.

Debutta venerdì 15 dicembre alle 20:00 al Teatro Massimo di Palermo “Biancaneve”, la nuova creazione per il Corpo di ballo della Fondazione firmata dal direttore Jean-Sébastien Colau e da Vincenzo Veneruso che rinnovano il loro sodalizio artistico dopo il grande successo dello Schiaccianoci dell’anno scorso. Un balletto-concerto in stile classico, narrativo, che ripercorre e in parte riscrive la fiaba dei Fratelli Grimm, con un lieto fine riservato a Biancaneve e al più umano Cacciatore, che prende il posto del Principe azzurro. La coreografia è danzata sulle note del celebre Concerto per pianoforte n. 2, della Rapsodia su un tema di Paganini e della Sinfonia n.2 di Sergei Rachmaninoff, rendendo così omaggio al grande compositore in occasione dei 150 anni dalla nascita. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo dirige Danila Grassi, mentre al pianoforte si alternano nelle recite i due giovani solisti Alberto Ferro (15, 17, 20, 22) e Davide Ranaldi (16, 19, 21, 23).

Le scenografie e i fondali dipinti, creati nei laboratori scenografici del Teatro Massimo guidati da Christian Lannie Stefano Canzoneri, sono di Apolonia Polona Loborec; i costumi di Cécile Flamand, le luci di Maureen Sizun VomDorp. Assistente alla coreografia è Guido Sarno. In scena si alternano tre cast che impegnano 45 ballerini nel corso delle otto recite, in programma fino al 23 dicembre.

“La coreografia è una vera challenge per i solisti – dicono i coreografi Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso – ed èispirata anche al grande maestro e coreografo George Balanchine. Prevede un susseguirsi di giri, salti e prese che richiedono una forte padronanza della tecnica accademica applicata su tempi musicali molto rapidi, con un rilascio della parte superiore del corpo per dare morbidezza. Quanto alla drammaturgia abbiamo sostituito il personaggio idealizzato del principe azzurro con quello più autentico e terreno del cacciatore che, invece di strappare il cuore di Biancaneve come ordinato dalla matrigna, lo conquista, e alla fine la salva dall’incantesimo con un bacio. Così come la morte della cerbiatta è una morte naturale e non è causata dal cacciatore per ingannare la Regina”.

L’antefatto vede la principessa Biancaneve rimanere orfana prima di madre e poi anche del padre, ucciso dalla perfida matrigna assetata di potere. Quando lo specchio magico le rivela che Biancaneve è più bella di lei, la perfida Regina ordina al Cacciatore di condurre Biancaneve nel bosco e ucciderla. Ma il Cacciatore e Biancaneve sono legati fin dall’infanzia: dopo essersi scambiati promesse d’eterno amore, Biancaneve fugge nel bosco, mentre il Cacciatore, incontrata una Cerbiatta morente nel bosco, porta alla Regina il cuore della bestiola. Biancaneve giunge a una casa nel bosco dove vivono sette minatori. Quando la conducono alla miniera dove cercano pietre preziose, la presenza della bellissima fanciulla spinge i diamanti a rivelarsi e danzare per lei. Ma la perfida matrigna ha scoperto che Biancaneve è ancora in vita e, travestita da vecchina, le offre una mela avvelenata: Biancaneve la morde, cade in un sonno simile alla morte, viene esposta dai minatori in una teca di cristallo e riportata in vita dal bacio del Cacciatore. La Regina, furibonda contro lo specchio magico, precipita dalla torre, e tutti festeggiano le nozze di Biancaneve e del Cacciatore.

Le musiche di Rachmaninoff, eseguite integralmente e con una magica rispondenza tra la successione delle pagine e la vicenda del balletto, sono tra le più amate del compositore: il Secondo Concerto per pianoforte, scritto dopo essere uscito da una profonda crisi psicologica e dedicato allo psicanalista che lo aveva curato; la grande Rapsodia su un tema di Paganini, l’ultima grande composizione per pianoforte e orchestra, scritta durante gli anni dell’esilio americano, con le sue inquietanti citazioni del tema del Dies Irae; infine l’Adagio dalla Seconda sinfonia, di pochi anni più tarda del Secondo Concerto, per concludere riportando la serenità e celebrando l’amore, come in ogni classico lieto fine da favola.

In scena nel corso delle otto recite (di cui due fuori abbonamento) si alternano tre cast che impegnano tutti i ballerini del Corpo di Ballo del Teatro Massimo. Tra loro, nei ruoli principali: Carla Mammo Zagarella (15, 19, 22), Martina Pasinotti (16, 20, 23) e Yuriko Nishihara (17, 21), nel ruolo di Biancaneve; Michele Morelli (15, 19, 22), Alessandro Cascioli (16, 20, 23) e Alessandro Casà (17, 21) nei panni del Cacciatore; Francesca Davoli (15, 19, 22), Linda Messina (16, 20, 23)eFrancesca Bellone (17, 21) nel ruolo della Regina. Lucia Ermetto (15, 17, 19, 21,22), Valentina Chiulli (16, 20, 23), Emilio Barone, Gianluca Mascia, Diego Mulone, Giovanni Traetto, Dennis Vizzini, Francesco Curatolo sono i I sette minatori.

La prova generale del balletto, in programma giovedì 14 dicembre, sarà dedicata a Medici senza frontiere MSF, l’organizzazione medico-umanitaria indipendente a cui sarà devoluto il ricavato della vendita dei biglietti.

Dopo il debutto del 15 dicembre lo spettacolo sarà replicato sabato 16 dicembre alle 18.30 (Turno Danza); domenica 17 dicembre alle 17.30 (Turno D); martedì 19 dicembre alle 18.30 (Turno C); mercoledì 20 dicembre alle 18.30 (Turno B); giovedì 21 dicembre alle 20.00 (Fuori abbonamento); venerdì 22 dicembre ore 20.00 (Turno F) e sabato 23 dicembre alle 18.30 (Fuori abbonamento).

Domenica 17 dicembre dalle 17:30 inSala degli Stemmi, durante lo svolgimento dello spettacolo in Sala Grande, avrà luogo “Bambini all’Opera” il laboratorio per bambini dai 6 ai 10 anni a cura di Francesca Cosentino durante il quale viene narrata la trama dello spettacolo, si ascoltano brani musicali, si disegna e si fa merenda. Le animazioni teatrali sono di Marcella Vaccarino, le illustrazioni di Giuseppe Lo Bocchiaro, gli interventi cantati di Sonia Sala. Al termine del laboratorio i bambini sono accompagnati in Sala Grande per vivere così la magia del Teatro. Info e prenotazioni al 329 7260846.

Durata dello spettacolo: 1 ora e 50 minuti (compreso un intervallo di 20 minuti)

Biglietti: da 14 a 100 euro. Info: https://www.teatromassimo.it/event/biancaneve/